"Le Biblioteche. Quelle nomine contro ogni regola", di Gian Antonio Stella
Quante altre biblioteche italiane sono nelle condizioni di quella dei Girolamini? Nessuno osi far la parte dell’offeso. Se dalla biblioteca napoletana di Giovanni Battista Vico sono spariti almeno 2.202 libri antichi, ritrovati dalla magistratura in tre differenti garage o depositi di Verona e dintorni legati a Marino Massimo De Caro, l’uomo che si spacciava per laureato e non lo era, si spacciava per professore e non lo era, si spacciava per il principe di Lampedusa e non lo era, vuol dire che poteva succedere. C’è chi dirà: è stato un caso eccezionale. No: nessun asino si è mai levato in volo, nessun uomo è mai rimasto incinto, nessuna gazzella ha mai sbranato un leone. Se a Napoli è successo che un trafficante di libri antichi sia stato nominato direttore di una delle più importanti biblioteche italiane, cioè del mondo, vuol dire che nel nostro sistema può accadere. Esattamente come era già accaduto che l’elettricista Claudio Regis detto «El valvola», sedicente ingegnere (poi processato e condannato per questo) fosse nominato per meriti leghisti ai vertici dell’Enea …
