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Un governo irresponsabile lavora per la divisione. Preservare accordo 28 giugno

L’esito dell’incontro fra il PD e le forze sociali merita una qualche puntualizzazione. Sia chiaro innanzitutto un punto: con tutto quello che il Partito Democratico stesso pensa e dice della manovra, dovrebbe forse stupirsi di uno sciopero o di una qualsiasi altra forma civile di mobilitazione o di protesta?
Piuttosto, si prenda sul serio quello che diciamo da tempo. Noi rispettiamo l’autonomia di ogni scelta sindacale e siamo presenti laddove organizzazioni sociali e civili o movimenti sono in campo con obiettivi compatibili con i nostri. Saremo dunque presenti a tutte le diverse iniziative che i sindacati e le forze sociali vorranno assumere per chiedere correzioni alla manovra nel senso dell’equita’ e della crescita.
Ma noi, che siamo un partito, facciamo il nostro mestiere e solleviamo oggi una questione politica molto seria. Ancora una volta, come risulta dalle dichiarazioni del ministro Sacconi al Senato, il Governo lavora per la divisione con una irresponsabilita’ che, giunti a questo punto, lascia sgomenti. Se si vuole far vivere il prezioso patto del 28 giugno fra le parti sociali e’ evidente che l’articolo 8 del decreto va eliminato o riformulato in modo accettabile per i contraenti. A questo fine noi vedremmo con favore, secondo ipotesi emerse nel confronto PD-forze sociali, una tempestiva riapertura di quel tavolo.

E’ questa la nostra vera e grande preoccupazione: che non venga vanificata l’unica cosa positiva che si sia vista negli ultimi mesi in Italia e che il Governo, invece di valorizzare, vuole evidentemente compromettere. Infine, nel rispetto di ogni posizione sindacale, noi segnaliamo da sempre i rischi legati alla divisione del mondo del lavoro e incoraggiamo chiunque operi per una ricomposizione e per comuni strategie, soprattutto in momenti cosi’ cruciali e difficili per il Paese. E’ con questa ispirazione che terremo aperto quel confronto con le forze sociali che abbiamo positivamente avviato ieri.

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Insegnanti protagonisti alla Festa nazionale Scuola del Pd

Oggi si apre a Modena la seconda Festa Democratica nazionale della Scuola. Presentati i risultati di una ricerca esclusiva Cidi-Dipartimento Scuola Pd condotta su oltre duemila insegnanti. Bersani arriverà martedì 30 agosto. Il 3 settembre confronto col ministro Carfagna e giornata dedicata ai nativi digitali. “Insegnanti protagonisti del cambiamento” è il titolo di una ricerca del Centro Iniziativa Democratica Insegnanti (CIDI) commissionata dal dipartimento Scuola del Pd e condotta su oltre duemila insegnanti di 53 scuole italiane. I risultati saranno presentati domani, giovedì 25 agosto, alla Festa nazionale del Pd sulla scuola che si apre a Modena. “Abbiamo scelto Modena non a caso -spiega Francesca Puglisi, responsabile Scuola della segreteria nazionale PD- perché è in questa città e in Emilia-Romagna, che amministratori locali lungimiranti hanno deciso che l’investimento in istruzione, anche in tempi di crisi economica, è un fattore strategico per la crescita dell’intera comunità.
“La scuola della Costituzione -prosegue Puglisi- pensata e voluta come vero ascensore sociale del Paese, come strumento di uguaglianza e libertà, il luogo dove “i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, devono poter raggiungere i più alti gradi di istruzione” è la scuola che noi democratici e democratiche vogliamo restituire ai cittadini di domani”.

Fino al 19 settembre, ogni giorno in calendario seminari di studio (31 agosto, dispersione scolastica; 8 settembre, disabilità e bisogni educativi speciali; 9 settembre, autonomia scolastica; 14 settembre, interculturalità; 17 settembre, 0-6 anni; 18 settembre, istruzione tecnica e formazione professionale; 19 settembre, formazione e valutazione), giornate tematiche ( 25 agosto, presentazione della ricerca CDI insieme al presidente del Forum Pd Istruzione Giovanni Bachelet, il presidente Cidi Giuseppe Bagni e i rappresentanti nazionali dei sindacati della scuola; 1 settembre, scuola e informazione in collaborazione con Articolo 21, Premio Ilaria Alpi e Liberainformazione; 2 settembre, incontro coi direttori delle riviste della scuola; 3 settembre giornata nativi digitali con Paolo Ferri, Francesco Antinucci, Roberto Genovesi, Carlo Infante, Marco Gioannini; 11 settembre serata dedicata ai cortometraggi con Vincenzo Vita e Massimo Guidotti responsabile del progetto “Il Celio Azzurro”); presentazioni di libri fra cui “Il capitale umano” (26 agosto) dell’ex presidente Invalsi e oggi executive director della Banca Mondiale, Piero Cipollone oppure “Una scuola da rifare” di Giuseppe Caliceti (27 agosto) che ne discuterà con il capogruppo dei senatori democratici in commissione Cultura e Istruzione Antonio Rusconi; dibattiti politici (sui preadolescenti con Marida Lombardo Pijola e Vittoria Franco il 31 agosto; su Europa 2020 con Luigi Berlinguer, Silvia Costa e altri europarlamentari il 2 settembre; sui giovani come risorsa del Paese con Chiara Saraceno, Marco Rossi Doria e Mariangela Bastico il 13 settembre; il 16 settembre sui talenti e le opportunità negate con il responsabile Università del PD Marco Meloni, Domenico De Masi, Andrea Gavosto e Mario Adinolfi), inchieste come quella sulla ‘scuola tagliata’ presentata dalla capogruppo Pd in Commissione Cultura e Istruzione della Camera Manuela Ghizzoni, Debora Serracchiani e il giornalista di Presadirettta Domenico Iannacone.

Tutte le personalità nazionali del partito saranno a Modena: Enrico Letta (27 agosto, ore 21), Ivan Scalfarotto (27 agosto, ore 19), Piero Fassino (28 agosto, ore 21), Pier Luigi Bersani (30 agosto, ore 21), Dario Franceschini (8 settembre, ore 19), Vasco Errani (4 settembre, ore 21), Walter Veltroni (7 settembre, ore 18.30), Anna Fiocchiaro con Francesca Puglisi (9 settembre, ore 21), Massimo D’Alema (13 settembre, ore 18.30), Rosy Bindi e il magistrato Raffaele Cantone (15 settembre, ore 21).

Fra gli ospiti da segnalare il segretario generale della Cgil Susanna Camusso e il presidente nazionale di Legacoop (il 10 settembre si confronterà con loro il responsabile Economia del Pd Stefano Fassina), e l’iraniana premio Nobel per la Pace Shirin Ebadi, che sarà a Modena con Ignazio Marino e il responsabile Diritti del Pd Ettore Martinelli, mercoledì 14 settembre.

In programma anche due confronti. Il primo verterà sulla nuova legge che istituisce il garante per l’infanzia: ne saranno protagoniste, la sera del 3 settembre, il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna e la senatrice Pd Anna Serafini. Il secondo (6 settembre, ore 21) vedrà di fronte l’ex ministro Giuseppe Fioroni e il sottosegretario alle Politiche per la Famiglia Carlo Giovanardi.
L’ultima domenica di festa, il 18 settembre, grande serata in Arena Lago con Artisti uniti per la scuola: ne saranno protagonisti i Modena City Ramblers, Sergio Staino, altri ospiti che saranno annunciati nei prossimi giorni, e i giovani delle associazioni nazionali studentesche.

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"EuroUnionBond, cresce il consenso", di Dino Pesole

È di fatto l’unica soluzione che l’Europa ha a disposizione per affrontare in modo strutturale la crisi dei debiti sovrani. Per l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, non vi sono al momento altre soluzioni possibili. «È un discorso complicato – ha osservato ieri in margine al meeting di Cl a Rimini – ma se non c’è una condivisione dei rischi è difficile immaginare strade per andare avanti». «Capisco – ha aggiunto Marchionne – che si oppongano questioni di solvibilità e appartenenza alla Comunità europea, ma se chiediamo agli altri di aumentare quel che pagheremmo sul debito nazionale, stiamo chiedendo loro di contribuire». In sostanza, per Marchionne quel che conta è che a livello europeo si individui comunque «una base per condividere il rischio, perché altrimenti il sistema non funziona. Se l’Italia ha la credibilità per convincere gli altri Paesi a fare gli eurobond è un altro discorso. Richiede serietà. Abbiamo bisogno degli altri Paesi, non certo una scelta che possiamo imporre al resto d’Europa».
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L’Europa può ripartire da un Piano infrastrutture

Il dibattito, rilanciato dall’intervento congiunto di due giorni fa sul Sole 24 Ore di Romano Prodi e Alberto Quadro Curzio, è quanto mai aperto, con un consenso che si conferma bipartisan a livello politico. Dalla maggioranza, dopo il via libera a caldo espresso dal presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, un apprezzamento giunge da Antonio Azzollini, presidente della commissione Bilancio del Senato, alle prese in queste ore con la complessa messa a punto delle modifiche alla manovra di Ferragosto. «Si tratta – osserva – di un’ipotesi che giudico senz’altro percorribile. Una così rigorosa politica di bilancio a livello nazionale da parte degli Stati europei, che non va in alcun modo allentata, non può essere disgiunta da una chiara assunzione di responsabilità a livello europeo attraverso l’emissione di eurobond. Tengo però a sottolineare che le due strade devono marciare di pari passo, altrimenti l’edificio rischia di crollare. Senza rigore di bilancio non possono crearsi le premesse per un vero coordinamento delle politiche economiche e dunque per la definizione di strumenti comuni come gli eurobond».

Per il Pdl, piena condivisione viene espressa anche da parte di Maurizio Leo, presidente della commissione bicamerale di vigilanza sull’Anagrafe tributaria: «Si tratta senza dubbio di una proposta importante e accettabile. Certo il cammino non si prospetta agevole stante la posizione assunta da Angela Merkel e Nicolas Sarkozy, ma la strada è senz’altro da percorrere». La discussione si sta concentrando in queste settimane sulla crisi dei debiti sovrani. Leo invita a cogliere gli effetti della possibile emissione di eurobond anche sul fronte della crescita, in linea con l’originaria proposta di Jacques Delors. «Si tratta di uno strumento indispensabile per il rilancio delle opere infrastrutturali e dunque per sostenere lo sviluppo che resta il grande assente nell’attuale dibattito a livello europeo». Poi occorre combattere sul serio la speculazione finanziaria: «Mi sembra percorribile l’ipotesi di una Tobin tax da adottare a livello mondiale, a patto che colpisca sul serio la speculazione».

Per il Pd si aggiungono alla schiera dei favorevoli i deputati Francesco Boccia («il Governo dovrebbe far sue al più presto le proposte di Prodi e Quadrio Curzio») e Sandro Gozi componente della commissione per le politiche dell’Unione Europea: «La proposta di EuroUnionBond è di grande interesse perché sintetizza in maniera efficace e operativa i due elementi mancanti oggi nella governance economica europea». Innanzitutto si tratterebbe di titoli «che portano alla stabilità del sistema e alla riduzione dei debiti pubblici nazionali. Inoltre sfrutterebbero il potenziale inespresso dell’euro con la possibilità di trovare le risorse necessarie per la crescita a livello europeo, le infrastrutture continentali, i programmi per la ricerca e sviluppo, traendo le risorse sul mercato finanziario divenuto unico e globale». Se il problema – aggiunge il vicepresidente della commissione Affari europei, Enrico Farinone – è che Angela Merkel e Nicolas Sarkozy si sono finora opposti, allora è tempo di creare presto un governo europeo dell’economia».

Il Sole 24 Ore 25.08.11

"Giochi sui condoni, non gli resta che l’Iva", di Francesco Lo Sardo

La sanatoria per gli evasori divide la maggioranza. Assicura Luigi Casero, sottosegretario all’economia, che «il condono non esiste» e che «non ci sarà nessun condono ». Curioso destino che spetti proprio a lui, ex repubblicano, già forzista e ora pidiellino di area Comunione e liberazione, smentire che il governo stia pensando di usare l’arma finale – quella del condono tributario da 30 miliardi – per mantenere invariati i saldi della manovra in vista della riduzione della tassa di solidarietà per i redditi oltre 90mila euro, mai digerita da Berlusconi. Singolare destino perché non soltanto l’idea di un condono (tributario, non quello valutario sui capitali all’estero già “scudati” o “scudabili”) è sempre stata viva e vegeta nelle file del Pdl, ma perché l’opzione condono era una di quelle da tempo caldeggiata proprio in ambienti ciellini del Pdl e di lì s’è propagata a macchia d’olio, contagiando tutta l’area ex dc del partito di Berlusconi. Il che aveva (ed ha) una logica stringente.
Nu m e r i c a , perché con i tre specifici condoni combinati su base triennale di cui si vocifera, concordato di massa/ condono tombale/integrazioni degli imponibili pregressi – si recuperano con rapidità non meno di 30 miliardi, come ben calcolato dal pdl Osvaldo Napoli, ex dc della sinistra sociale, vicino a Scajola e numero due dell’Anci.
Politica, perché «il nostro elettorato è antropologicamente “non-ostile” ai condoni », come ragionava già settimane fa un autorevole esponente del Pdl ciellino.
Ma il condono resta un’operazione complessa per il rischio boomerang elettorale, e richiede un’intesa con l’opposizione o, quantomeno, una sua parte. In questo senso, sebbene tutti smentiscano, risulta che una verifica con l’Udc sia stata fatta: ma l’esito è stato negativo.
La storia del condono, teoricamente, sarebbe morta lì.
Salvo una sua riesumazione in caso di precipitazione della crisi: un’emergenza drammatica lo renderebbe non più un’opzione ma una necessità.
Quel che è accaduto nelle ultime ore – il riaffiorare e il repentino riaffondare del condono – risponde però a tutt’altra dinamica. È il prodotto della confusione nel Pdl e, segnatamente, il tentativo di pezzi sbandati degli ex An di battere un colpo per non farsi oscurare dall’attivismo della corrente di Scajola (aumento Iva, riduzione della tassa di solidarietà e abolizione delle grandi province) e degli “arditi” di Crosetto, scatenati anche sulle pensioni e su altre misure dirette a far imbestialire la Lega e a mettere in difficoltà Tremonti. Così è riemersa l’idea di condono, rimbalzata su molti quotidiani, lanciata da Maurizio Leo, ex sottosegretario all’economia ed esperto tributarista di An oggi assessore di Alemanno cui politicamente è molto vicino, tallonato dal duo Laboccetta-Mazzocchi, ex An anche loro: tutti e tre brutalmente e sprezzantemente bastonati da Gasparri, che ha smentito alla stampa ogni possibile apertura al condono: «Bisogna stare attenti a non sopravvalutare le fonti».
Così, alle varie liti nel Pdl, oltre a quelle nella Lega e tra Pdl e Lega, s’è aggiunta anche la rissa tra ex An. Fumo a parte, tutto lascia intendere che per compensare una riduzione della tassa di solidarietà si aumenterà l’Iva: tema su cui è più facile fare un patto-pateracchio (a spese di Tremonti) Pdl-Lega.
Su pensioni o altri interventi strutturali «si vedrà più avanti». Cioè, presumibilmente, mai. È la manovra-minimoindispensabile di un governo in rovinoso crollo di consensi, nel disperato tentativo di limitarne i contraccolpi elettorali.
Ma la coperta è troppo corta per un paese a rischio collasso. Basterà un solo refolo di vento dei mercati, nei prossimi giorni, settimane e mesi, e Berlusconi dovrà scegliere: dimettersi o pescare subito soldi freschi col condono. Sarà condono.

da Europa Quotidiano 25.08.11