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"La sinistra del nord", di Gad Lerner

L´antidoto al berlusconismo non poteva che sprigionarsi dall´interno della società milanese. La nuova sinistra del Nord è nata nell´unico modo in cui poteva nascere, cioè come alternativa culturale a un sistema di potere ventennale che, proprio a Milano, appariva granitico, pur non essendolo, grazie all´organicità della sua ideologia.
Una visione mercificata delle relazioni umane, in cui la parola “libertà” veniva disinvoltamente brandita per zittire le aspirazioni di “uguaglianza” e “fratellanza”; una “libertà” del privilegio rivolta perfino contro il vincolo comunitario della “legalità”.
Facile dirlo, ora che è successo davvero: per liberare l´Italia bisognava cominciare dalla liberazione di Milano. Ma fino a ieri il senso comune prevalente era ben altro. Una visione spregiudicata, talvolta cinica, della politica come mera misurazione dei rapporti di forza, ereditata dalle scuole di partito novecentesche, liquidava come dilettantismo ingenuo questa prospettiva di crescita della partecipazione dal basso, valorizzata infine da un leader come Giuliano Pisapia: anticarismatico, ma con un netto profilo culturale alternativo.
A lungo è prevalsa la convinzione che l´Italia potesse essere governata da sinistra nonostante Milano, solo accerchiandola e neutralizzandola. Quasi che il Lombardo-Veneto andasse considerato per sua stessa natura terra ostile a un progetto incentrato sulla giustizia sociale, su un prelievo fiscale equamente ripartito, sui valori della solidarietà nei confronti dei più deboli. Quasi che insieme alle fabbriche fosse scomparso anche il proletariato.
La teoria della Milano inespugnabile, dunque da sottomettere grazie a una maggioranza conseguita altrove (come nel 1996 e nel 2006), prevedeva necessariamente la variabile tattica dell´infiltrazione, o del compiacimento subalterno. Mai risolto l´enigma di come la sinistra possa rendersi attraente per i non meglio precisati “ceti emergenti”, da ultimo ribattezzati “popolo delle partite Iva” – parole balbettate timidamente dai dirigenti romani in trasferta, come volessero esibire dimestichezza con una lingua straniera – ha alimentato per anni la scorciatoia della lusinga. Le più prestigiose Fondazioni dei leader politici nazionali sbarcavano a Milano facendosi sponsorizzare convegni sui temi della finanza, del credito e della sicurezza, all´unico scopo di conservare il rapporto con un establishment che gli era familiare per via delle sue frequenti incursioni nei palazzi romani; e per la comune pratica dell´economia di relazione. Sì, stiamo parlando proprio di quell´establishment che secondo le teorie in auge nel Pd milanese mai avrebbe potuto appoggiare un esponente politico della sinistra nella competizione per Palazzo Marino, perché inaccettabile ai “moderati”. Ora sappiamo com´è andata, grazie alle primarie del novembre 2010 che hanno sovvertito la sua indicazione.
La traduzione nella politica locale di questa abitudine di compiacere la società del Nord, o meglio l´immagine deformata che ne trasmettevano i mass media, ha comportato imbarazzanti episodi di subalternità ai falsi argomenti della destra. Ricordiamo certi sì alle ronde; il documento del Pd lombardo in cui si proponeva un tetto alla presenza dei bambini stranieri nelle scuole; la polemica contro l´ultimo governo Prodi accusato di eccessiva debolezza con i rom; la corrività su un federalismo di facciata. Pareva che il leghismo dovesse trovare una declinazione da sinistra, nel nome di una presunta volontà popolare.
Intanto l´elettorato di sinistra – nelle periferie, ma non solo – voltava le spalle a questi astuti professionisti della tattica, con una massiccia propensione all´astensionismo. Solo l´esemplare comportamento di Stefano Boeri, sconfitto alle primarie ma impegnato dal giorno dopo alla testa del Pd nella campagna per Pisapia, ha consentito il lusinghiero successo del partito di Bersani, evitandone una pericolosa deriva. Quando già al suo interno qualcuno prospettava una scelta autolesionistica ma coerente col mito di Milano città imprendibile: appoggiare la candidatura dell´ex sindaco di destra Gabriele Albertini. Chiamando un´altra volta gli elettori a votare il “meno peggio”, nella convinzione sbagliata che il volto della sinistra milanese risultasse loro impresentabile.
Quale sinistra è, dunque, la nuova sinistra protagonista della liberazione del Nord dall´egemonia berlusconian-leghista?
Stiamo parlando della città che prima ancora di Tangentopoli aveva vissuto lo scisma di Craxi. Cioè la frantumazione della cultura riformista consumata proprio negli anni che ne avrebbero dovuto consacrare l´egemonia a sinistra, in seguito al definitivo fallimento del movimento comunista. Le inchieste giudiziarie di Mani Pulite fecero sì che a Milano la linea di demarcazione imposta dal nascente bipolarismo italiano producesse effetti brutali. Restarono dall´altra parte, più o meno inglobate nel sistema di potere berlusconiano, componenti significative del riformismo lombardo socialista, ex comunista e cattolico. Non sono pochi i rappresentanti di questi filoni riformisti che accettarono incarichi amministrativi e di governo nel centrodestra, o magari nella Compagnia delle Opere. Qualcuno con disagio, altri accontentandosi di vantaggi personali.
La simpatia manifestata nei confronti del garantista antiberlusconiano Giuliano Pisapia da parte di uomini come Carlo Tognoli, Bruno Tabacci, Piero Borghini, lasciano sperare che la nuova sinistra del Nord abbia in sé le caratteristiche per superare questa frattura storica. E spalanca inedite prospettive di crescita per lo stesso Partito democratico.
Ma sbaglieremmo limitandoci a questa lettura politologica della riconquista di Palazzo Marino. La figura straordinaria del maestro elementare Paolo Limonta, coordinatore dei Comitati elettorali di Pisapia, regista accorto di una campagna alla quale non ha voluto sacrificare neppure un´ora di insegnamento, chiama in causa la più grave dimenticanza di chi guardava a Milano come città naturaliter di destra. Bisognava esserci, nel giugno 2009, ai funerali del cantautore della sinistra milanese Ivan della Mea, nel “suo” circolo Arci-Corvetto, per ricordare come la rete dell´associazionismo popolare socialista, comunista, cattolico, sessantottino, ramificata lungo più di un secolo nei quartieri cittadini, ha continuato a esistere. Dimenticata, in attesa che qualcuno le rivolgesse di nuovo parole d´impegno e riscatto. Quanto ai vilipesi centri sociali, c´è voluto Claudio Bisio, star di Mediaset, per ricordare quanto gli sia debitrice la cultura milanese. Demonizzarli, in una metropoli afflitta dal disagio giovanile, è stato prima di tutto un segno di ignoranza, tanto più ora che questo universo ha dispiegato nella rete della comunicazione virtuale il potenziale formidabile dei suoi linguaggi creativi.
Nella Curia arcivescovile del cardinale Dionigi Tettamanzi, nel Palazzo di Giustizia di Edmondo Bruti Liberati e nella Fondazione Cariplo del vecchio democratico Giuseppe Guzzetti, la Milano che da anni mal sopportava il malgoverno e gli abusi della destra ha trovato dei punti di riferimento più saldi di quelli offerti da un centrosinistra titubante. Finché, grazie allo strumento partecipativo delle primarie, questa Milano si è messa in cammino facendo da sé. Si è scoperta giovane, o ringiovanita. Si è manifestata attraverso il suo volto migliore, plurale e collettivo, senza paura di spaventare i “moderati”. Che oggi la ringraziano.

La Repubblica 03.06.11

"Nuovo Pd, ci ha pensato la società", di Mario Lavia

Gli elettori hanno messo in discussione l’idea di una politica come bricolage, ossequiosa del primato degli accordi fra stati maggiori.
E, dal punto di vista della vita del Pd, quella della strutturazione correntizia. Le due cose si possono vedere insieme: si integrano a perfezione. Nicola Zingaretti, uno degli homines novi del Pd, infatti le connette, tanto che correttamente il titolo della sua seria intervista al Corriere della Sera è “Basta con capicorrente e schemini sulle alleanze”. L’impressione insomma è che la società si sia incaricata di riformare ciò che il Pd, da sé, non riusciva a fare.
Il voto di domenica e lunedì ha, per molti versi inaspettatamente, rimesso in pista il centrosinistra e il suo maggior partito, dati l’uno e l’altro per moribondi. Ancora si cerca una spiegazione compiuta che tenga insieme le ragioni della vittoria di personalità così diverse come Zedda e Fassino, Pisapia e de Magistris, Cosolino e Bosone, Merola e Pettinari: generazioni diverse, formazioni culturali diverse, appartenenze politiche diverse. Hanno vinto tutti.
Perché l’elettorato di centrosinistra o più in generale antigovernativo non è stato lì a guardare se l’alleanza formatasi nella sua città avesse il baricentro a sinistra o pencolasse verso il centro. Ha votato, a un’unica, grande condizione: che il candidato sindaco o presidente di provincia fosse davvero in grado di simboleggiare – qui ci vuole – una “vocazione maggioritaria” al di là dei partiti. I tanti Pisapia che hanno vinto le amministrative in giro per l’Italia hanno saputo porsi al centro fra la società e il ruolo politico-propagandistico dei partiti.
L’hanno saputo fare più agevolmente uomini della società civile.
E non solo loro. Anche gli esponenti di partito che hanno saputo porsi al servizio di una domanda e di una pratica politica nuova hanno prevalso: non a caso, prima avevano vinto le primarie, cioè avevano sentito cosa chiedevano le persone. È dunque giusto dire che il Pd dovrà sempre più e sempre meglio sintonizzarsi sulle domande, le ansie e le risorse che la società civile esprime, ascoltando e addirittura “devolvendo” scelte e finanche indirizzi politici. Se tutto questo è vero, pensare di imboccare la scorciatoia tattica dell’accordo fra i partiti come se questa fosse l’alfa e l’omega della politica è un’illusione. Non è “nuovismo”: ma senza la spinta dal basso non si vince. Il riformismo non vince. Senza i comitati che autonomamente sono sorti e hanno operato a Milano, probabilmente Pisapia non ce l’avrebbe fatta. Per questo le urne hanno, se non cancellato, almeno notevolmente ridotto la portata del dilemma “alleanza con la sinistra o con il Terzo polo?”.
Il secondo elemento che Zingaretti mette in luce nell’intervista a Maria Teresa Meli riguarda la vita interna del Pd. Il voto di domenica segna uno spartiacque anche da questo punto di vista, non solo perché questo partito, anche psicologicamente, vive una fase diversa, non più segnata dallo “sconfittismo”, con un leader che nessuno mette in discussione, con una serie di gruppi dirigenti locali, spesso giovani, che si sono formati nel vivo di un’aspra battaglia per di più vincente.
Ma anche e soprattutto per il fatto che la rigida strutturazione correntizia che ha contrassegnato i primi tre anni e mezzo del nuovo partito è destinata a scongelarsi (qualche segno già c’era), in vista di un rimescolamento e di una dinamica più articolata e libera. Il che, detto così, è positivo.
In questo senso, l’idea di un segretario eletto alle primarie senza liste a sostegno rinvia a un assoluto primato dei partecipanti alle primarie: è uno spunto che non andrà lasciato cadere.
La domanda, semmai, riguarda il rischio di un azzeramento della dialettica interna, di una corsa ad un Grande Centro acritico e potenzialmente a posizioni di potere, con la terribile conseguenza di un rinsecchimento della discussione. Sarebbe un esito paradossale, tanto più di fronte a un fermento sociale tornato a sprigionarsi, davanti a giovani che chiedono politica, a tante persone che hanno ripreso la parola. Trovare un equilibrio nuovo nel modo di essere potrebbe essere per il Nazareno uno dei banchi di prova della stagione che si apre, quella di un nuovo Pd che recupera il rapporto con la società riconnettendosi per questa via alla sua ispirazione originaria.

da Europa Quotidiano 03.06.11

"La sottile linea rossa tra Signori e Scilipoti", di Francesco Merlo

Quanto è grande la differenza tra Beppe Signori e Domenico Scilipoti o tra Daniela Melchiorre e Stefano Bettarini? E anche le note spese di Minzolini al Tg1 non sono, a modo loro, scommesse a centrocampo?
E come si distinguono eticamente una notizia addomesticata e tre gocce di sonnifero nel tè del centravanti? La vendita delle lauree, il traffico dei concorsi e le assegnazioni delle cattedre sono maledettamente simili al totonero. E perché all´ex governatore della Banca d´Italia non è riservata la stessa sfrontata benevolenza sociale e gli stessi incredibili onori che vengono concessi a Luciano Moggi, ex governatore del calcio d´Italia? Forse gli istituti di credito su cui il primo metteva mano ci sono meno cari degli scudetti che il secondo intossicava?
La verità è che l´associazione a delinquere che controlla il gioco del calcio sta dentro un recinto magico: la retorica del sogno domenicale è la sua rete di protezione. E forse sarebbe ora di accusare di concorso esterno, ovviamente soltanto morale, tutti i dirigenti che ieri, per l´ennesima volta, sono rimasti «sgomenti e indignati» dinanzi alla forza dell´inchiesta di Cremona: non sapevano, non se lo aspettavano, non immaginavano nemmeno. Niente terzo livello nella mafia del calcio?
E sono complici anche le finte anime belle, i commentatori specializzati nell´esaltazione del ‘gioco bambino´ e del ‘sogno infranto´, sono complici perché fingono di non vedere e ad ogni scandalo (il primo dell´era moderna fu nel 1980) compongono il canto del pastore errante sulla disillusione della favola-sport mentre accade esattamente il contrario ai tifosi e agli sportivi che, ad ogni scudetto, si domandano se sia vero o se sia comprato, e ad ogni pedalata si chiedono dove finisca la forza della natura e dove cominci il doping. Al punto che non c´è quasi più distinzione tra abilità e mascalzoneria, considerata anzi una speciale forma di abilità. Perché siamo tutti pronti a giustificare il delitto pur di conservare il risultato, il primato, il gol e la vittoria. Certo, è vero che in quel chiedere pietà di Beppe Signori c´è la speciale fragilità dei calciatori che rimangono dei deboli narcisi anche quando delinquono, più delicati degli altri delinquenti. Al punto che in questa storia di falsificazioni sembra falsificato pure il boss.
Difatti un boss che chiede pietà non si era mai visto. Eppure Beppe Signori davvero era il capoclan e anzi era ‘il Dominus´proprio come Totò Riina era u curtu´. Ma ha chiesto pietà come i mollaccioni, ed è l´esordio nel mondo della malavita nazionale del boss quaquaraquà. Gli inquirenti raccontano che il nome di Signori non poteva neppure essere pronunziato dagli affiliati ai clan, e infatti nelle intercettazioni è sempre indicato con una perifrasi, qualche volta è ‘quello che ha segnato tutti quei gol´, più spesso è il ‘Beppe nazionale´, come Michele Greco era ‘il papa´. Ma ve lo immaginate Provenzano che chiede pietà quando lo arrestano?
E forse sono squalificati anche come boss perché, con i cavalli da corsa, i cani da caccia e le belle di notte, i calciatori condividono l´invalicabilità della giovinezza. Sia Signori sia Bettarini sono ex calciatori, ex divi che combattono contro il proprio narcisismo ferito. E sono purtroppo pochi gli sportivi che, da adulti, si aggiornano e riescono a reinventare il proprio destino. Alcuni fanno gli allenatori e altri riescono ad investire bene il denaro guadagnato. Quelli patetici finiscono in televisione a ballare sotto le stelle, semivip nella scuderia di Lele mora come appunto Bettarini… Non è facile per nessuno dimenticare di avere vissuto la stagione dei re e dei paladini, e ci vuol poco a perdere lo stile, a valicare il confine dell´etica personale, a organizzare scommesse, ad entrare nel clan che – attenzione – penetra dentro le fragilità del calcio così come si radica nelle debolezze sociali dei territori a rischio: il centrocampo dell´Atalanta è come le strade di Scampia, la difesa del Benevento è come una piazza del Brancaccio.
Dunque delinquere non è più il paradosso dello sportivo. Come sanno bene anche i presidenti del Coni e della Federcalcio, dell´Assocalciatori e della Lega, delinquere è uno dei destini possibili di quell´attività che fu disinteressata, che fu il luogo del diletto ma è diventata anche il luogo del delitto, un´area infetta, e non perché è professionismo ma perche è professionismo di quest´Italia, dell´Italia di questa epoca. Scandali ce ne sono dovunque e ce ne saranno sempre, guardate per esempio quel che accade in Francia. Di tradimenti e complotti è piena la storia. Ma è oggi che l´Italia corrotta della politica non rispetta più gli argini. La corruzione in Italia, che è mostruosa in politica, è carsica nello sport.
Certo, nel calcio suona ancora caricaturale quel gergo malavitoso: la cosca degli albanesi e quella degli zingari, i bolognesi e la divisione per bande. Sono i codici della ‘ndrangheta e della camorra, parole d´ordine dei quartieri spagnoli che segnalano l´aspirazione della delinquenza a farsi sport, così come le minacce, «ti ammazzo», esprimono per ora l´escalation della combriccola, sono schizzi di bile nera e scaracchi di violenza che sovrastano l´intelligenza e anche la viltà individuale. Ma la faciloneria delle parole grosse e l´uso disinvolto della minaccia sono ferocia in cammino. Prima o poi le parole non bastano più…
E quel Marco Paoloni che versa intrugli nel tè dei suoi compagni sembra uscito da un romanzo di Cagliostro, è la strega che consegna a Biancaneve la mela avvelenata per farla diventare brutta, ma potrebbe presto trasformarsi nella vecchia dell´aceto, l´avvelenatrice, sino al caffè di Gaspare Pisciotta. E guardate il tariffario: 400mila euro per la serie A,120mila per la B, 50mila per la Lega professionisti, i titoli bancari a copertura delle giocate… Somiglia al tariffario del ragioniere Spinelli, quello che retribuisce le ragazze di Arcore, l´uomo delle buste ‘dedicate´, una tariffa per ogni gol del padrone, e gli appartamenti a Barbara, a Marysthelle, a Miriam che stanno in serie A, gioielli e foulard e vestiti ad Aris, a Elisa e a Ioana che stanno in B.
Ovviamente non bisogna sparare nel mucchio, c´è un´Italia normale che fa il braccio di ferro con quell´altra, non tutto il calcio è Beppe Signori, non tutta l´università è il rettore Frati, non tutta l´alta finanza è Antonio Fazio, non tutti i preti sono l´orco pedofilo di Genova, non tutta la politica è Berlusconi, non tutta la Rai… C´è un braccio di ferro tra due Italie e ci vuole sempre un segnalinee che stabilisca gioco e fuorigioco perché viviamo border line e basta poco per passare il confine che c´è tra Beppe Signori e Gigi Riva.

La Repubblica 03.06.11

Napolitano: Italia presidio di pace

Il messaggio del Capo dello Stato per il 2 giugno: “Fondamentale il ruolo dell’Italia di ricerca del dialogo e della cooperazione, di fermo presidio dei valori alla base di sicurezza, sviluppo e pace”. Bersani: “lavoriamo per dare un futuro alle giovani generazioni”. “Nell’anno in cui celebriamo il centocinquantesimo dell’Unità d’Italia, il 2 giugno ci offre un’opportunità del tutto speciale per soffermarci a riflettere sulla storia del nostro Paese e sui grandi eventi che l’hanno segnata: dalle guerre risorgimentali ai due conflitti mondiali, tra i quali si collocarono gli anni bui della dittatura e del bellicismo fascista; e poi, finalmente, la Liberazione, la Repubblica e la Costituzione e, con esse, una nuova alba e la rinascita della Patria, illuminata dalla riconquistata libertà e dalla ricostruzione della democrazia”. È quanto ha scritto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel messaggio inviato al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Biagio Abrate, in occasione della Festa Nazionale della Repubblica, rivolgendo il suo “commosso pensiero a tutti i militari caduti per la difesa della Patria, al servizio e per la salvaguardia delle sue libere istituzioni”
Doppia ricorrenza da cui ripartire per il segretario del PD, Pier Luigi Bersani: ”La Festa della Repubblica e i 150 anni dell’Unità d’Italia ci ricordano che siamo un grande paese, abbiamo problemi ma anche tantissime energie e chiediamo uno sforzo collettivo per dare un futuro alle giovani generazioni”. Lo ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, parlando con i giornalisti prima della sfilata militare ai Fori Imperiali.

Da quel 2 giugno ormai lontano, come ricorda il Presidente Napolitano ” l’Italia è cresciuta, quale Stato moderno ed industrializzato, protagonista del concerto delle nazioni, in una nuova Europa e nell’ambito delle organizzazioni internazionali di cui essa è stata sempre convinta ed attiva sostenitrice”.

“Negli scenari complessi ed in costante trasformazione che caratterizzano il mondo sempre più interdipendente e globalizzato in cui viviamo – ha sottolineato il Capo dello Stato – il nostro Paese svolge un ruolo fondamentale di equilibrio ed apertura, di incessante ricerca del dialogo e della cooperazione, ma anche di fermo presidio dei valori fondamentali che sono alla base della sicurezza, dello sviluppo e della pace. Le Forze Armate sostengono una parte considerevole di questo gravoso impegno ed hanno contribuito sostanzialmente ai risultati straordinari conseguiti in questi ultimi decenni, grazie alla loro professionalità, alla loro abnegazione, al modo costruttivo in cui esse interpretano i compiti che sono chiamate quotidianamente ad assolvere in tante regioni del mondo: compiti difficili e densi di rischi, come gli eventi di questi giorni in Libano ed in Afghanistan purtroppo ancora una volta dimostrano”.

“Ai militari italiani di ogni grado, specialità e categoria – ha concluso il Presidente Napolitano – vanno il plauso incondizionato dei cittadini, la riconoscenza delle popolazioni presso le quali ogni giorno essi prestano la propria opera di protezione e di assistenza. Ad essi va egualmente il rispetto dei Paesi alleati che di tale opera hanno imparato ad apprezzare sul campo il valore e l’efficacia”.

www.partitodemocratico.it

Una Costituzione ancora più sana e robusta (Newsletter n° 5 – maggio 2011)

È ancora vivissima l’emozione e la soddisfazione per la straordinaria vittoria delle ultime elezioni (anzi, per lo straordinario pareggio quattro a zero, per dirla come il segretario Bersani). Dalle urne è emersa l’Italia vera e non quella raccontata dai telegiornali di regime. Ne ho già parlato nella recente newsletter speciale inviata a poche ore dall’apertura delle urne e per ogni considerazione rimando a quelle riflessioni a caldo (clicca qui).

Nei prossimi giorni un altro appuntamento ci aspetta: i referendum del 12 e 13 giugno su nucleare, acqua pubblica e legittimo impedimento sono un’altra occasione per dare un segnale chiaro al Governo e al Presidente del Consiglio, che non ha voluto prendere atto del responso delle urne.

Il 12 e 13 giugno si decide il futuro energetico del nostro Paese, che deve perseguire politiche alternative al nucleare e compatibili con l’ambiente; si decide per confermare una giustizia uguale per tutti e per un Paese dove qualcuno non sia più uguale degli altri; si decide per l’acqua come bene pubblico e collettivo.

Invito pertanto ad andare a votare per quattro Sì e a preferire la cabina elettorale a quella balneare, nonostante i tentati scippi del Governo e il boicottaggio dell’informazione pubblica che puntano evidentemente a non far raggiungere il quorum. La decisione della Cassazione sbugiarda tutti i trucchi del Governo.

Oggi è la Festa della Repubblica e si ricorda l’elezione dell’Assemblea il 2 giugno 1946 che diede vita alla Costituzione italiana.

 Una Costituzione ancora oggi “sana e robusta” (nonostante i toni aggressivi e i continui richiami polemici dei suoi detrattori), ma per renderla sempre più forte e vitale, il 12 e 13 giugno non avere legittimi impedimenti e vai a votare!

Viva la Repubblica, viva la Costituzione

Manuela Ghizzoni

I principali aggiornamenti del sito, le notizie, i commenti e le riflessioni dell’ultimo mese

30 maggio 2011: il vento fa il suo giro

“Pisapia lancia l’ultimo appello: è il nostro tempo, liberiamo Milano”, di Maurizio Giannattasio Annachiara Sacchi

«Il vento cambia davvero» . Lo slogan di Giuliano Pisapia si è trasformato in realtà. La burrasca che ha colpito Milano ha sollevato le gonne delle signore in Galleria Vittorio Emanuele, ha sparpagliato nel cielo i volantini del candidato, ha ribaltato gli ombrelli del popolo arancione raccolto in piazza Duomo per il concerto di chiusura della campagna elettorale di Giuliano Pisapia. […]

Il Corriere della Sera, 28.05.11

 

“Propaganda tossica”, di Barbara Spinelli

Sostiene Berlusconi: «Con la sinistra Milano diverrebbe una città islamica». O «diverrebbe Zingaropoli». O cadrebbe nelle mani violente dei centri sociali. […]

La Repubblica, 25.05.11

 

“Dalla Moratti a Cetto La Qualunque”, di Luigi La Spina

 E’ un vero peccato che la campagna elettorale per il ballottaggio a sindaco di Milano si sia conclusa con una settimana d’anticipo e con un risultato a sorpresa: Letizia Moratti ha perso, ma non è stata sconfitta dal suo competitore Giuliano Pisapia, ma da se stessa. […]

La Stampa, 23.05.11

 

«Siamo alla svolta attenti ai colpi di coda», intervista a Dario Franceschini di Simone Collini

Il capogruppo del Pd a Montecitorio: «I segnali di cambiamento oltre le aspettative, il Paese ha girato le spalle al berlusconismo. Ora serve unità» […]

L’Unità, 19.05.11

 

Dopo voto, governo battuto 4 volte alla Camera La “vendetta” dei Responsabili

Il governo è stato battuto per quattro volte di seguito nell’Aula della Camera sulle votazioni sulle mozioni sulla situazione nelle carceri. Fatali sono state le assenze nell’Aula di deputati del Pdl, dei membri del governo (c’erano solo una decina tra ministri e sottosegretari) e di alcuni deputati “Responsabili”. […]

L’Unità, 18.05.11

 

“Cambiare è possibile”, di Ezio Mauro

Vinta dal Pd la corsa per Torino e per Bologna, bisogna ancora giocare il secondo tempo della partita per Napoli e per Milano, coi ballottaggi. […]

La Repubblica, 18.05.11

 

“Sogno un centrosinistra che cambi il Paese questa città è il modello”, intervista a Piero Fassino di Diego Longhin

Quella che mi lascia Chiamparino è una eredità alta. Mi dà la forza di continuare sulla sua strada […]

La Repubblica, 17.05.11

 

Risultati elezioni: “Vinciamo noi e perdono loro”

Bersani commenta il voto delle amministrative 2011: “La crisi di governo che esiste già, sicuramente si acuirà e arriverà a un punto di rottura. […]

www.partitodemocratico.it, 16.05.11

 

“Quanto conta il voto nell´Italia delle città”, di Ilvo Diamanti

Queste elezioni amministrative non eleggeranno “solo” i sindaci di circa 1300 Comuni – tra cui 23 capoluoghi – e i presidenti di 11 Province. In Italia, ogni elezione, di qualsiasi tipo e livello, ha rilievo nazionale. […]

La Repubblica, 15.05.11

 

«Una scelta per difendere la dignità dell’Italia» intervista a Romano Prodi di Claudio Visani

Voleva esserci Romano Prodi venerdì sera su quel palco in PiazzaMaggiore a Bologna. La piazza delle vittorie del centrosinistra. Lì festeggiò il 23 aprile 1996, arrivando in pullman da Roma tra l’entusiasmo dell’allora popolo dell’Ulivo. […]

L’Unità, 15.04.11

 

“Le ricette anti-Lega dei candidati dem”, di Rudy Francesco Calvo

Come i candidati del Pd stanno combattendo al Nord la battaglia delle amministrative. Il fronte comincia a incrinarsi. In molte realtà del nord, Pdl e Lega sono apparsi ai ferri corti non solo nella scelta dei candidati, ma perfino negli ultimi giorni di campagna elettorale. […]

Europa Quotidiano, 13.05.11

 

“La regola dell’insulto”, di Nadia Urbinati

La moderata sindaco uscente di Milano, Letizia Moratti, ha usato un´arma immoderata nel duello mediatico con il candidato Giuliano Pisapia. […]

La Repubblica, 12.05.11

 

“Al voto per le città pensando all’Italia e all’urgenza di una svolta”, di Marina Sereni

Torino, Milano, Bologna, Napoli, Cagliari, Latina, Siena, Lucca, Macerata… Tante città e province sceglieranno sindaci e presidenti nella tornata del 15 e 16 maggio, ed eventualmente nei ballottaggi delle settimane successive. […]

www.areadem.info, 07.05.11

Lega in bilico tra governo e territorio

“L’altrove della Lega”, di Gad Lerner

La notizia, a Milano, è che la Lega non sta facendo la campagna elettorale per il ballottaggio. Deve essere altrove, ma dove? I big si danno appuntamento nel fortino di via Bellerio, raggiungibile da Varese e Bergamo con la tangenziale nord, senza metter piede nella metropoli contesa dove nessuno di loro peraltro ha casa. Zero comparsate televisive. […]

La Repubblica, 21.05.11

 

“In rotta l’Alleanza del Nord Lega e Pdl, disastri in serie”, di Massimo Razzi

Non è solo Milano il problema di Bossi e Berlusconi. Da Bologna a Savona, da Varese a Rovigo, i due partiti lasciano sul terreno decine di punti percentuali. Persino dove vincono. […]

La Repubblica, 17.05.11

 

“La tentazione dei leghisti”, di Gad Lerner

Ma siamo proprio sicuri che i leghisti milanesi, turandosi il naso, si recheranno compatti alle urne per votare Letizia Moratti? Lo sapremo fra quarantotto ore. […]

La Repubblica, 14.05.11

 

“Bossi: se cade Milano Silvio si faccia da parte”, di Federica Fantozzi

“Se perde Milano, Berlusconi dovrà lasciare il timone. A quel punto toccherà a Maroni, o dovremo convincere Giulio a scendere in campo”. È l’ultimo, lapidario fronte aperto da Umberto Bossi. […]

L’Unità, 30.04.11

Idee democratiche

Bersani: Governeremo per tutti

Conferenza stampa del segretario dei democratici: “Il PD ha saputo rispondere all’esigenza della riscossa civica e morale richiesta dal Paese. Noi guardiamo la gente all’altezza degli occhi e non dall’alto verso il basso: crediamo nella partecipazione e nella Costituzione “.. […]

www.partitodemocratico.it, 31.05.11

 

Italia 110 – La nuova Italia nasce all’università

Italia110 nasce con l’idea di mettere in relazione i luoghi del sapere e della formazione, e le persone che li animano, con la politica e con il Partito Democratico. […]

30.05.11

 

“La scuola ha fame di una vera politica. Che oggi non c’è”, di Francesca Puglisi

Il simbolico digiuno dei genitori a Bologna. Ancora una protesta per non perdere servizi essenziali. La scuola ha fame. […]

L’Unità, 27.05.11

 

Scuole insicure, l’emergenza continua. Verso la Conferenza Nazionale del PD sull’Edilizia Scolastica

21.000 è il numero di edifici scolastici ancora non a norma, oltre il 50% del totale. 10.000 di questi, dovrebbero essere abbattuti. Sono questi i numeri del rischio quotidiano per nove milioni di persone, tra studenti, docenti e personale, che ogni mattina varcano la soglia di una scuola italiana. […]

www.partitodemocratico.it, 26.05.11

 

Dichiarazione di voto finale sul decreto cosiddetto “omnibus” dell’on. Dario Franceschini

Signor Presidente, ci lasciamo alle spalle la questione fiducia numero quarantatré, che è insieme un’altra prova di paura e un’occasione perduta su un decreto-legge che avete chiamato omnibus, in cui avete buttato dentro – ormai è il vostro modo di fare le leggi – qualsiasi cosa: un’accozzaglia di cose messe insieme senza alcun disegno politico e senza alcuna logica. […]

26.05.11

 

“Le donne fotografate dall’Istat”, di Roberta Agostini

Puntare sulle capacità femminili e sulle donne come risorsa per la crescita del paese, significa davvero costruire un’alternativa radicale al disastro rappresentato da questo governo e alla cultura politica che il centro destra esprime. […]

www.partitodemocratico.it, 24.05.11 

 

Corte dei Conti e Istat dicono che il PD aveva ragione

Il rapporto del 2011 sulla finanza pubblica fotografa la crisi italiana. Impraticabile una riduzione delle tasse per il contenimento del debito pubblico. […]

www.partitodemocratico.it, 24.05.11

 

L’acqua è di tutti

Proposta di legge sull’acqua pubblica presentata dal Pd sul governo della risorsa idrica e la gestione del servizio idrico integrato. “L’acqua è un bene pubblico e sono beni pubblici anche le strutture del servizio idrico integrato”. […]

15.05.11

 

«La mia parola è “numeri”», di Luciano Modica

Non parlerò di matematica, non preoccupatevi. Non è da matematico che vi parlerò di numeri, ma da politico. Spero anzi di stupirvi. Parlerò contro i numeri, o meglio, contro un certo delirio numerologico che sta attanagliando la nostra politica. […]

14.05.11 

 

«Precarietà zero»: le iniziative dei Democratici su giovani e lavoro, di Giuseppe Vespo

«Tre proposte a precarietà zero»: l`iniziativa del Pd che ha lanciato, tra le altre cose, lo Statuto del lavoro autonomo. Un progetto di legge che si accompagna alle idee su precariato, partite Iva e stage, dei Democratici. […]

L’Unità, 10.05.11

 

Bersani: «Un patto con le imprese o l’Italia affonda», intervista di Teresa Bartoli

Non cerca la «santa alleanza» ma avverte: «Se Berlusconi va al Quirinale, non rincorro lui ma chi ha fatto lo schizzinoso sulle larghe convergenze»: il segretario del Pd Pier Luigi Bersani offre un «confronto per dimostrare che esiste una alternativa valida al centrodestra» anche a Confindustria e parti sociali. «In nome della ricostruzione del Paese». […]

Il Mattino, 09.05.11

 

Rimpasto di governo con 9 sottosegretari per Berlusconi. Bersani: “Una vergogna”

Altro che misure per la crescita, l’unico aumento è quello dei posti di sottogoverno. Il Consiglio dei ministri accontenta le richieste di Responsabili ed ex Pdl provenienti da Futuro e libertà: approvate a palazzo Chigi 9 nomine alla carica di sottosegretario. […]

www.partitodemocratico.it, 06.05.11

 

Camera dei Deputati: dichiarazioni di voto di Pier Luigi Bersani sulle mozioni concernenti l’impegno italiano in Libia

Signor Presidente, vorrei rivolgere una domanda molto semplice alla maggioranza e al Governo: volete dirci a che cosa è servita precisamente questa pantomima che si è aperta tra la Lega e PdL che ha occupato per giorni e giorni giornali e telegiornali e che oggi ci porta qui in Parlamento? […]

05.05.11

 

Far meglio si può. Ecco perché diciamo no a questo Def

I deputati PD in commissione Cultura e Istruzione presentano il parere alternativo al Documento Economia e Finanza, contestando la scelta del governo, unica in Europa, di ridurre l’investimento pubblico nella filiera del sapere. […]

www.partitodemocratico.it, 03.05.11

 

“Cari Segretari di Cgil, Cisl e Uil…”, di Pier Luigi Bersani

Cari Segretari Generali, in occasione della manifestazione nazionale che CGIL, CISL e UIL organizzano a Marsala per la celebrazione del 1˚ Maggio desidero farvi giungere il saluto fraterno del Partito Democratico. […]

L’Unità, 02.05.11

Echi locali

Amministrative, Baruffi: “La Caporetto del centrodestra

Il dato che emerge dalle prime analisi del voto a Modena e nel resto d’Italia. Analisi del voto e referendum. Questi i temi al centro della direzione del Pd convocata per domani, mercoledì primo giugno, alle 20.45 nella sala C di palazzo Europa. […]

01.06.11

 

Sezione musicale al Sigonio, il Pd: “E’ una vittoria della città”

L’on. Ghizzoni: “Risultato ottenuto grazie allo sforzo congiunto della scuola, delle famiglie delle istituzioni. Unica nota stonata quella di chi tenta di attribuirsene il merito esclusivo”. […]

27.05.11

 

Rivara, il Pd: centrodestra spaccato che non decide

La Lega nord si limita a parlare di “inopportunità” del progetto ma poi vota contro la risoluzione proposta dal Pd, che “impegna il governo a non rilasciare concessioni”. […]

25.05.11

 

Ghizzoni: “Chiudere il tempo prolungato è miope e sbagliato”

L’on. Manuela Ghizzoni replica alle parole del dirigente scolastico provinciale Malaguti. Ecco la sua dichiarazione. […]

24.05.11

 

Liceo musicale, Baruffi: «Facciamo fronte comune»

“Fare fronte comune”. È l’auspicio di Davide Baruffi, segretario del Pd, che interviene sulla vicenda del liceo musicale negato a Modena e concesso invece a Forlì. Baruffi con una lettera risponde all’appello lanciato dal direttore della Gazzetta di Modena sull’edizione di domenica scorsa e chiede l’impegno anche di tutto il centrodestra. […]

17.05.11

 

“Confronto PD, Lega e PdL a Modena: chi sale (noi) e chi scende (loro)”, di Davide Baruffi

Risultati di lista a Pavullo e Finale E.: come anticipavo ieri, oltre che sui sindaci, PdL e Lega hanno ben poco da sorridere anche sui voti di lista (cioè sui voti ai partiti). […]

17.05.11

 

Scuola, il Pd: “Per il governo ci sono figli e figliastri”

L’on. Ghizzoni: “Il prossimo anno ci saranno in Emilia-Romagna 881 docenti in meno mentre un apposito provvedimento assegna ben 400 docenti in più alla Lombardia”. […]

14.05.11

 

Ghizzoni: Gelmini “manodiforbice” colpisce anche a Castelvetro

L’on. Ghizzoni del Pd: “Nonostante le richieste, 17 famiglie non potranno iscriverei propri bambini al modello didattico prescelto. Per loro il tempo pieno è proibito”. […]

13.05.11

 

Rivara, il doppio gioco della Lega e del Pdl

Rinviato a dopo le elezioni il voto sulle mozioni alla Camera. Ghizzoni e Miglioli attaccano: “Hanno scelto di non scegliere”. Ieri si sono concluse le audizioni alla commissione Ambiente della Camera sul progetto di stoccaggio gas a Rivara […]

05.05.11

 

Modena, tutti i tagli della scuola

I parlamentari modenesi interrogano la Gelmini. Sulle gravissime difficoltà della scuola pubblica provocate dai tagli del governo prendono posizione ancora una volta i parlamentari modenesi del Pd che oggi hanno depositato un’interrogazione al ministro Gelmini, sia alla Camera che al Senato. Ecco la loro dichiarazione. […]

02.05.11

Scuola tra tagli, precari e diritti calpestati

“Noi professori vi raccontiamo l’anno nero della scuola”, di Riccardo Staglianò

Il riassunto migliore lo fa Jie, ultimo banco a sinistra: “Cos’è cambiato? In prima avevamo le ore di informatica, adesso non ce le abbiamo più”. […]

Il Venerdì di Repubblica, 28.05.11

 

“Il tempo pieno all’elementare dovranno pagarlo le famiglie”, di Tiziana De Giorgio

Anche il tempo pieno sarà a pagamento. Perché da settembre gli insegnanti saranno talmente pochi da non riuscire più a coprire le ore in cui i bambini sono a mensa. […]

La Repubblica, 24.05.11

 

“Scuola, sciopero della fame contro i tagli”, di Ilaria Venturi

Da oggi i genitori manifestano a staffetta davanti all’Ufficio di via Castagnoli. Hanno aderito una sessantina di mamme e papà: fra questi, l’attore Ivano Marescotti, che parteciperà pure al programma di animazioni. […]

La Repubblica, 20.05.11

 

“67.000 assunzioni? L’ennesima bufala!”, di CPS Roma

Pubblichiamo un comunicato del Coordinamento precari scuola-roma inviato in redazione (orizzontescuola.it), relativo alle immissioni in ruolo. […]

www.orizzontescuola.it, 12.05.11

 

Essere precari nella scuola di oggi. Cronistoria di una “guerra tra poveri”, di Manuela Ghizzoni

Una premessa indispensabile: il governo porta tutta intera la responsabilità della condizione in cui versano oggi i precari della scuola mentre i tentativi di attribuire colpe anche al Pd, che in questi anni si è battuto contro la politica sciagurata della Gelmini, sono strumentali e fuorvianti. […]

La Gazzetta di Modena, 12.05.11

 

Bersani risponde alle e-mail giunte sul tema delle graduatorie

Partito Democratico – Chiara la posizione del PD: cancellazione dei tagli, stabilizzazione di chi lavora su posti vacanti, copertura degli spezzoni d’orario, il passaggio all’organico funzionale. […]

www.orizzontescuola.it, 11.05.11

 

“I precari della scuola clandestini in Europa”, di Pippo Frisone

Il peggio che i precari della scuola potevano aspettarsi è arrivato. Il decreto-legge sullo sviluppo con sei commi all’art.9 , manda in soffitta le speranze e le aspettative di oltre 50mila precari! […]

ScuolaOggi, 09.05.11

 

“Scuola, l’Inganno delle assunzioni. Bastava il piano del 2007”, di Francesca Puglisi e Giovanni Bachelet

Gli annunci del Governo sulle migliaia di assunzioni nella scuola sono solo propaganda elettorale: nel decreto sviluppo non è indicata alcuna cifra, e comunque i 30mila docenti in tre anni annunciati a voce dal ministro coprirebbero a malapena i 29mila pensionamenti del primo anno! […]

L’Unità, 07.05.11

 

“Scuola, per le assunzioni non si sa nè quanto nè quando”, di G.V.

Decreto più elettorale che mai. Non si scrivono cifre, paletti ai trasferimenti. A parole si parla di 67mila stabilizzazioni tra prof e Ata. Ma servirà un altro decreto. […]

L’Unità, 06.05.11

 

“65.000 assunzioni. Il Governo dice sì ma in tre anni”, di A.G.

La “spalmatura” tra il 2011 ed il 2013 è indicata nella bozza del Decreto sviluppo, che approderà il 5 maggio in Consiglio dei ministri: rientra in un intervento di manutenzione dei conti pubblici e di rifinanziamento di spese per un totale di 7-8 miliardi di euro. […]

Tecnica della Scuola, 5.05.11

 

Prof supplenti, tutti contro tutti così si è arrivati al pasticcio precari”, di Salvo Intravaia

Dalle scelte dei governi democristiani alla riorganizzazione che si credeva definitiva del ministro Fioroni. Poi la Gelmini blocca tutto e i tagli della manovra Tremonti fanno il resto. […]

La Repubblica, 03.05.11

Idee pericolose per la scuola

“Insegnanti di sostegno? In mano ai privati”, di Salvo Intravaia

Docenti di sostegno gestiti da privati? È quello che potrebbe accadere tra qualche anno nella scuola italiana se passasse il disegno di legge proposto da due senatori del Pdl e discusso qualche giorno fa in commissione Cultura al Senato. […]

La Repubblica, 26.05.11

 

“Ci mancava solo l’albo dei prof”, di Marina Boscaino

L’avvocato Guercio di Livorno, che ha recentemente ottenuto parere favorevole per l’assunzione di 13 precari, in uno degli infiniti contenziosi che il Miur si trova ad affrontare, ha dimostrato come il precariato sia in contraddizione con l’art. 1 della Costituzione […]

Il Fatto Quotidiano, 22.05.11

 

Dalla maggioranza proposta di appaltare ai privati il sostegno per disabili

Dichiarazione di Francesca Puglisi, responsabile Scuola Pd: “Si rispedisca al mittente questa assurdità e a casa questa maggioranza”. […]

www.partitodemocratico.it, 19.05.11

 

“La scuola che vogliono”, di Carlo Lucarelli

Ci sono un paio di cose che non ho capito della proposta del deputato Fabio Garagnani di sospendere i professori che fanno propaganda politica a scuola. […]

L’Unità, 13.05.11

 

Scuola Ghizzoni (PD): Carlucci usa valutazione come “clava”. “Certe leggi non servono e PDL lasci in pace l’istruzione”

La deputata Gabriella Carlucci “usa la valutazione come una clava politica, con intento punitivo e non per migliorare il sistema scolastico”. […]

12.05.11

 

“Il prof è di sinistra?”, di Michele Serra

Sospendere dall´insegnamento “per almeno tre mesi” gli insegnanti responsabili di fare “propaganda politica o ideologica” nelle scuole. […]

La Repubblica, 12.05.11

 

«Tre mesi di sospensione se il prof fa propaganda politica», di Mariolina Iossa

Proposta del deputato Pdl Garagnani. Dura replica di Pd e Idv: indecente, da regime dittatoriale. Saranno puniti con la sospensione dall’insegnamento da uno a tre mesi i professori che faranno propaganda politica o ideologica nelle scuole. […]

Il Corriere della Sera, 12.05.11

 

“Berlusconi: L’antidoto ai prof comunisti sono scuola privata e nuovi testi”, di A.G.

Stavolta il Premier ha ribadito il concetto salendo sul palco del Palasharp di Milano: è l’unico modo per salvare gli alunni che incontrano libri di sinistra e insegnanti che vogliono inculcare valori diversi da quelli delle loro famiglie. […]

La Tecnica della Scuola, 08.05.11

 

Una Circolare che assomiglia tanto al «gioco delle tre carte»

Avevamo denunciato, qualche tempo fa, la discriminazione nei confronti delle alunne e degli alunni con disabilità, cui era stato impedito di partecipare alla Finale Nazionale di Corsa Campestre dei Giochi Sportivi Studenteschi. […]

www.superando.it, 07.05.11

Cronache scolastiche

“Legge 440. Le scuole aspettano ancora i soldi del 2010?, di Reginaldo Palermo

La direttiva era stata firmata nel novembre scorso, ma a tutt’oggi non si sa nulla dei fondi destinati alle scuole (30 milioni su un totale di 127). […]

Tecnica della Scuola, 30.05.11

 

Allarme per le norme sulle assenze “In 20mila sono a rischio bocciatura”, di Corrado Zunino

La Rete degli studenti, che poi sono i moderati di sinistra, offre un numero preoccupante: 20 mila ragazzi delle scuole medie superiori sono a rischio bocciatura per aver superato le 50 giorni di assenza. […]

La Repubblica, 29.05.11

 

“Sorpresa all’esame delle medie. Si aggiunge una nuova prova scritta”, di Lorenzo Salvia

La notizia non farà piacere ai ragazzi che si preparano al ripassone finale degli ultimi giorni. Ma quest’anno, a sorpresa, l’esame di terza media avrà una prova scritta in più. […]

Il Corriere della Sera, 29.05.11

 

“Quei sedicenni annoiati che abbandonano la scuola, così cresce la marea degli “inattivi”: 2,1 milioni”, di Maria Novella De Luca

Il 18,8% di ragazzi in Italia lascia gli studi subito dopo gli anni dell´obbligo e non cerca lavoro. In un anno il numero dei “Neet” è salito di 134.000 unità. […]

La Repubblica, 24.05.11

 

“Il flop delle medie. Troppi restano indietro. Lo studio della Fondazione Agnelli”, di Flavia Amabile

Cresce il fenomeno dei ritardi scolastici: l’età critica è tra gli 11 e i 13 anni Status della famiglia e comportamenti a rischio sono le cause principali […]

La Stampa, 20.05.11

 

“Stati generali della conoscenza. La scuola pubblica fa da sé”, di Dina Galano

Insegnanti, ricercatori precari, sindacati e personale amministrativo in una due giorni di confronto e lavoro. Alla ricerca di «un modello fondato sulla qualità dell’insegnamento. […]

Terra, 20.05.11

 

“Scuola e senso civico”, di Pippo Frisone

Il vento del nord, dopo vent’anni d’indiscusso potere del centro-destra, ha cambiato direzione. […]

ScuolaOggi, 19.05.11

 

“Il Paese cresce se studiano tutti”, di Tullio De Mauro

Negli ultimi anni c’è stato un succedersi di libri dedicati alla nostra scuola intitolati allo «sfascio» , al «fallimento» . E qualcuno non ha resistito alla tentazione di sferrare un attacco agli insegnanti, accusati d’essere fannulloni oppure agitprop. […]

Il Corriere della Sera, 17.05.11

 

“Una TAC desolante sulla scuola italiana”, di Mario Pirani

I colpi maggiori al nostro ordinamento vengono dai tagli massicci del bilancio, imposti da Tremonti per fronteggiare deficit e debito pubblici, un obbligo cui non si poteva deflettere, ma che si sarebbe dovuto suddividere su altre voci (di spesa e di entrata) così da salvaguardare l´istruzione e l´avvenire delle nuove generazioni, come è avvenuto negli altri Paesi europei. […]

La Repubblica, 16.05.11

 

De Mauro, contro Mastrocola: «Smettiamo di attaccare la scuola pubblica», di Dino Messina

«Sbaglia Paola Mastrocola, nel suo pamphlet Togliamo il disturbo, a criticare pesantemente la scuola pubblica, che per la verità viene attaccata anche da autorevoli ministri della Repubblica e dal presidente del Consiglio» […]

Il Corriere della Sera, 15.05.11

 

“L´Appello degli editori per la scuola pubblica”, di Alessandra Rota

Rizzoli, Feltrinelli e Laterza sono tra i promotori. “Difendiamo un luogo di integrazione tra esperienze diverse. Lo Stato deve investire più risorse: è in gioco il nostro futuro”. […]

La Repubblica, 10.05.11

 

“Una selezione sospetta”, di Pasquale D’Avolio

Con un tempismo davvero encomiabile la Direzione Generale per gli studi, la statistica e i sistemi informativi (Ufficio V) del MIUR ha promosso una selezione nazionale con l’obiettivo di realizzare 10 (dieci) Scuole 2.0. […]

ScuolaOggi, 03.05.11

Parliamo di prove Invalsi

“Eppure io dico: Non sparate sui test INVALSI”, di Mario Simoni

Sono rimasto costernato da molte reazioni che ho letto da parte di studenti, docenti e persino qualche supposto intellettuale, sui test di valutazione Invalsi che si sono svolti due settimane fa nelle scuole italiane. […]

L’Unità, 25.05.11

 

“Discorso sul merito, un tentativo”, di Antonio Valentino

Eppur si muove. Merito è una parola che a sinistra, almeno fino a qualche tempo fa, non ha mai goduto grande fortuna. È stata soprattutto la sinistra europea – e soprattutto del Nord Europa, nel Regno Unito in particolare – che da più di un decennio ha saputo coniugare il termine con altri della sua cultura politica. […]

ScuolaOggi, 14.05.11

 

“La medaglietta della Gelmini”, di Mariangela Bastico

Ritengo che il boicottaggio delle prove Invalsi, promosso dai Cobas, sia controproducente, perché impedisce una discussione vera sulla valutazione, determinanwdo schieramenti precostituiti che valorizzano le posizioni di chi, come il ministro Gelmini, fa della valutazione una sorta di ideologia. […]

Europa Quotidiano, 12.05.11

 

Test, boicottaggi in tutta Italia. «Questionari per schedarci», di Alessandra Migliozzi

Prima prova Invalsi alle superiori, molti prof e presidi con gli studenti. Roma capofila dei no, sospesa una classe che consegna in bianco. […]

Il Messaggero, 11.05.11

 

“Si fa troppo presto a dire (sì o no, alla) valutazione…”, di Giancarlo Cerini

Non c’è progetto politico o culturale che, nell’evocare un futuro migliore per la nostra scuola , non inserisca la “valutazione” tra le parole “forti” per costruire gli auspicati nuovi scenari educativi. […]

02.05.11

L’Università ai tempi della Gelmini

“Università, fuori sede in calo La laurea si prende sotto casa”, di Mariolina Iossa

Sono bravi i laureati italiani, «migliori di quelli pre riforma» , sono più giovani, non stanno a lungo fuori corso anzi si laureano in tempo, prendono una buona votazione finale, anche vicinissima al massimo, e fanno più stage. […]

Il Corriere della Sera, 28.05.11

 

Università: Meloni (PD), Contrari al modello inglese di tasse universitarie 

No al modello inglese per le tasse universitarie. “Gli studenti italiani – dichiara Marco Meloni responsabile università del Pd – pagano già più tasse che nella maggior parte dei Paesi europei, mentre questo governo sta facendo scomparire il diritto allo studio. […]

25.05.11

 

Spesa in ricerca all’1,23%: media Ue ancora lontana

L’Italia si colloca attualmente a metà classifica fra i paesi Ue con l’1,23% di spesa in ricerca e sviluppo (la media Ue è attualmente pari all’1,92%) anche se la crescita negli ultimi tre anni segnala una tendenza positiva di poco inferiore a quella della Germania e superiore a quella di Francia e Regno Unito. […]

Il Sole 24 Ore, 24 05.11

 

Università, boom delle tasse in un anno cresciute dell’8%”, di Salvo Intravaia

I dati estratti dal notiziari del Ministero. Per la laurea le famiglie italiane hanno dovuto sborsare mille euro a studente. L’area più costosa è quella del Nord-Ovest. […]

La Repubblica, 22.05.11

 

“Ridare speranza e fiducia al Paese” Al via gli Stati Generali della Conoscenza, di Viola Giannoli

Dopo i tagli università e ricerca, giovani, insegnanti, ricercatori, genitori, organizzazioni sindacali, associazioni laiche e cattoliche si sono date appuntamento per confrontarsi ed elaborare proposte. […]

La Repubblica, 18.05.11

 

“In difesa dell’Università che amplifica il sapere”, di Goffredo Fofi

Guardo con mistero e sconcerto a guerre e mafie all’interno delle facoltà. E con meraviglia alle grandi capacità che spesso si producono negli atenei. […]

L’Unità, 15.05.11

 

“12 maggio, III Assemblea della Rete 29 Aprile : uno sguardo indietro”, di Piero Graglia

Ripensare tutto l’insieme delle proteste che, dal 2008 fino al 2010 hanno attraversato il mondo della scuola e dell’Università provoca, sia detto senza retorica, una certa tristezza. […]

Rete 29 aprile, 11.05.11

 

“Così la Gelmini ha indebolito l’Università” di Alessandro Figà Talamanca

La “riforma Gelmini” dell’università ha acquistato una valenza politica che va ben oltre i suoi modesti contenuti. È vantata dal centro destra come prova della capacità di riforma del governo, della maggioranza e della minoranza di destra, mentre, a sinistra, è stata oggetto di proteste e critiche che sembravano ignorarne i contenuti specifici. […]

Il Riformista, 04.05.11

I giovani e il futuro

“Le pensioni dei precari il futuro dei ragazzi”, di Miriam Mafai

«Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati, rischieremmo un sommovimento sociale». Così qualche mese fa dichiarava, a margine di un convegno, Antonio Mastrapasqua, presidente dell´Inps. […]

La Repubblica, 29.05.11

 

“Causa precariato e caro-affitti i giovani restano a casa di papà”, di Felicia Masocco

Convivenza con mamma papà ed eventuali fratelli anche quando sarebbe ora di sloggiare e vivere nei propri spazi. Per alcuni (pochi, il 9%) è una scelta e per loro la parola giusta è ancora bamboccioni. […]

L’Unità, 29.05.11

 

“I senza futuro”, di Chiara Saraceno

Una società mobilitata per far fronte ai bisogni quotidiani e alle difficoltà provocate da una crisi economica da cui non è ancora uscita. […]

La Repubblica, 24.05.11

 

“Cresce l’esercito di quelli che non studiano né lavorano”, di Raffaello Masci

Se il «Rapporto annuale» dell’Istat è come il biblico libro delle Lamentazioni, il capitolo dedicato ai giovani è particolarmente drammatico […]

La Stampa, 24.05.11

 

“Laureati finiti all´estero: +40% in 7 anni”, di Luisa Grion

Allarme Ance: in dieci mesi si sono trasferiti oltre confine 65 mila giovani. Via dall´Italia in cerca di successo, di reddito, di lavoro. Via da un paese di vecchi: con un progetto in testa e la certezza che per realizzarlo bisogna andarsene, nei primi dieci mesi dello scorso anno si sono trasferiti all´estero 65 mila giovani italiani. […]

La Repubblica, 19.05.11

 

“Poco studiosi e disillusi” L’Italia perde i giovani, di Raffaello Masci

I giovani in Italia sono sempre di meno, e questo all’incirca si sapeva. Ma sono anche il segmento sociale più fragile, emarginato, povero e disilluso della popolazione. […]

La Stampa, 18.05.11

 

“La laurea? Italiani disincantati non ci credono quattro su dieci”, di Federico Pace

I giovani italiani sono quelli che in tutta Europa considerano meno attraente l’opzione dell’istruzione universitaria. […]

La Repubblica, 16.05.11

Cultura: è tempo di saldi

“La privatizzazione di un patrimonio”, di Salvatore Settis

Contrabbandata fra le «Disposizioni urgenti per l´economia» del decreto-legge 70 del 13 maggio, prosegue l´escalation del governo contro la tutela del paesaggio e dell´ambiente, contro la Costituzione che ne è (o dovrebbe essere) garanzia suprema. […]

La Repubblica, 25.05.11

 

I 12 milioni di archeo tesori «sconosciuti», di Sergio Rizzo

La Corte dei conti: dati confusi, manca un archivio centrale aggiornato. Come si fa a gestire il più grande patrimonio archeologico del pianeta senza avere nemmeno un’unica banca dati? […]

Il Corriere della Sera, 23.05.11

 

“Sgarbi sconfitto dal suo pandemonio”, di Walter Siti

Vittorio Sgarbi è il peggior nemico di se stesso. Ha lavorato per sei mesi a una trasmissione attesa e ambiziosa, ha ottenuto un budget altissimo che gli ha permesso una bella e fastosa scenografia. […]

La Stampa, 20.05.11

 

“L’irresistibile caduta dei fondi alla cultura”, di Nicola Tranfaglia

Ogni anno meno soldi: l’Italia taglia dove ci sarebbe da investire Il rapporto di Federculture. […]

L’Unità, 14.05.11

 

“Un patrimonio da non svendere”, di Giulia Maria Mozzoni Crespi e Fulco Pratesi

Caro direttore, ci dobbiamo affidare a un saggio presidente della Repubblica, a una vigile Unione Europea e all’impegno dei tanti ambientalisti per evitare che uno degli ambiti più preziosi del Paese diventi oggetto di mercanteggiamento, a vantaggio di pochi e a danno di molti: soprattutto a danno dell’Italia che si configura proprio per le sue coste. […]

Il Corriere della Sera, 13.05.11

 

“Lo scempio del demanio per decreto”, di Vittorio Emiliani

È da estremisti affermare che questo decreto per ridare vita all’economia, sancisce la morte di quanto resta dell’antica, ammirata (e già redditizia, o cretini) bellezza del nostro Paese? […]

L’Unità, 08.05.11

La par condicio? Non per tutti

“E adesso chi paga per i videocomizi”, di Giovanni Valentini

Per i tg di Mediaset, il problema non si pone: le multe comminate dall´Autorità sulle Comunicazioni al Tg 4 (recidivo) e al Tg5, rispettivamente di 258.230 e di 100 mila euro, le pagherà l´azienda (privata) che fa capo a Silvio Berlusconi. […]

La Repubblica, 28.05.11

 

“Silvio invade la tv e fa flop a rete unificate” di Simone Collini

In attesa di altri cambiamenti, gli italiani intanto cambiano canale quando vedono Berlusconi. Lo dicono i dati Auditel. Tutti i tg che venerdì hanno trasmesso le interviste-comizio hanno perso telespettatori. […]

L’Unità, 22.05.11

 

“Fermate il televoto”, di Roberto Zaccaria

Si annuncia una nuova e ancora più spaventosa occupazione dell’informazione da parte di Berlusconi: abbiamo avuto ieri un primo assaggio, con le interviste confezionate a suo uso e consumo da alcuni Tg amici. […]

L’Unità, 21.05.11

 

“Prepotenza mediatica”, di Giancarlo Bosetti

Si può accettare quel che sta accadendo in questa campagna elettorale come un normale surriscaldamento dei toni? La maggioranza e il suo premier beneficiano di una «sovraesposizione» tale da richiedere un «immediato riequilibrio» […]

La Repubblica, 13.05.11

Il tentativo fallito di scippare il referendum

“Nucleare, sì al referendum. Bersani: trucchi caduti”, di Andrea Carugati 

Il 12 e 13 giugno si voterà anche per il referendum sul nucleare. L’ufficio elettorale della Corte di Cassazione ha stabilito, infatti, che le modifiche apportate dal governo alle norme sul nucleare non precludono la celebrazione della consultazione popolare. […]

L’Unità, 01.06.11

 

Germania, addio al nucleare ultimo reattore spento nel 2022

Berlino sarà la prima potenza industriale a rinunciare completamente all’atomo, che attualmente copre il 22% del suo fabbisogno energetico. Dei 17 impianti chiusi dopo il disastro di Fukushima, 8 non saranno più riattivati. […]

La Repubblica, 30.05.11

 

Nucleare, fiducia alla Camera per evitare referendum

Votata la fiducia sul decreto omnibus, provvedimento che contiene tra l’altro la moratoria sul nucleare concepito per evitare il referendum. […]

L’Unità, 25.05.11

 

“Nucleare, il diritto al referendum”, di Giovanni Valentini

Mentre il cinismo congenito del sistema mediatico – a parte qualche rara e meritoria eccezione – spegne i riflettori sulla catastrofe di Fukushima, in un referendum consultivo ammesso dallo Statuto speciale della Regione Sardegna – governata oggi dal centrodestra – il popolo dell´isola vota al 97% contro l´installazione di centrali nucleari sul suo territorio. […]

La Repubblica, 20.05.11

 

I comitati referendari incontrano i parlamentari modenesi per un impegno a contrastarne l’annullamento

Il Comitato modenese “2 Sì per l’acqua Bene Comune” e quello “Vota sì per fermare il nucleare” hanno incontrato ieri i Parlamentari modenesi che hanno raccolto l’invito ad un confronto sul tema del referendum e del loro regolare svolgimento. […]

10.05.11

 

“Un istituto democratico da salvare”, di Michele Ainis

Tra poche settimane voteremo quattro referendum. O no? Sta di fatto che per raggiungere il seggio elettorale ci costringono alle montagne russe. Prima scegliendo una data balneare (e almeno in questo caso la perfidia costa: 300 milioni, 5 euro a ogni italiano, per il rifiuto d’accorpare i referendum alle amministrative). […]

Il Corriere della Sera, 07.05.11

 

Ci opporremo allo scippo dei referendum

RaiNews24 intervista Bersani: “Serve votare, anche al referendum sul nucleare spiegando che il governo non ha rinunciato al piano di costruzione delle centrali”. […]

www.partitodemocratico.it, 04.05.11

 

“Energia, il governo senza progetti”, di Raffaella Mariani

Tanto risoluti nel sostenere l’energia nucleare, quanto veloci nel tornare sui propri passi appena è stato chiaro che la risposta degli italiani sarebbe stato un secco “no”. L’atteggiamento del governo è una perfetta sintesi della mancanza di un progetto complessivo per far ripartire il nostro paese. […]

Europa Quotidiano, 30.04.11

La crisi che c’è e il lavoro che manca

“Marcegaglia: persi dieci anni. Scontro aperto con la FIAT”, di Bianca Di Giovanni

L’Italia ha perso dieci anni : il Paese è fermo e la politica non fa nulla per uscire dalla palude. Anzi. Questa «Confindustria ha dovuto prendere atto che le priorità della politica erano altre». […]

L’Unità, 27.05.11

 

“Su Fincantieri il governo sapeva tutto”, di Gianni Del Vecchio

«Mentre i governi degli altri paesi europei che hanno interessi nel settore navale hanno sempre portato avanti politiche protezionistiche, in Italia il settore è stato quasi del tutto abbandonato a se stesso e, esauriti i finanziamenti previsti sino a qualche anno fa, si è assistito ad un blocco quasi totale delle commesse con annullamento di contratti già stipulati o richieste di posticipare le consegne di navi già in costruzione. […]

Europa Quotidiano, 26.05.11

 

Bersani: sulla crisi il governo nega la realtà

Conferenza stampa del segretario PD sui ballottaggi, i referendum su acqua e nucleare, la crisi economica negata daTremonti e Berlusconi: “Dopo le elezioni si torni a parlare di lavoro”.  […]

www.partitodemocratico.it, 26.05.11

 

Rapporto Istat: Italia alla paralisi

Il 24% delle famiglie italiane è a rischio povertà. Una donna su due non lavora e il governo si preoccupa di moltiplicare sottosegretari e spostare ministeri. […]

www.partitodemocratico.it, 23.05.11

 

“Arriva la stangata d’estate Tremonti cerca 8 miliardi”, di Bianca Di Giovanni

Entro l’estate servono 8 miliardi per spese incomprimibili. Ma intanto si «regala» a imprese e famiglie un nuovo piano casa, opere pubbliche meno trasparenti, l’«occupazione» di arenili e coste. […]

L’Unità, 05.05.11

 

“Successi di governo se una donna su due è senza lavoro”, di Cesare Damiano

I dati Istat parlano chiaro: per quanto riguarda l’occupazione femminile siamo, nel mondo, all’88. posto. Ma Sacconi esulta… I dati dell’Istat parlano, a marzo, di una disoccupazione in risalita all’8,3 per cento. […]

L’Unità, 05.05.11

 

“Avvocati e architetti: un giovane su due lavora gratis in studio”, di Isidoro Trovato

E gli Ordini vogliono il tirocinio all’università. Sono i liberi professionisti di domani. Ma oggi praticanti e stagisti di libero hanno davvero poco. […]

Il Corriere della Sera, 05.05.11

 

Oltre la crisi. La vera sfida: tornare al futuro”, di Alfredo Reichlin

Ai danni del berlusconismo si aggiungono quelli di una involuzione economica e sociale che ha investito l’intero pianeta. Il Pd deve proporre una nuova visione politica. […]

L’Unità, 03.05.05

 

Le donne e il lavoro Camusso: addio sogni era meglio negli anni ´50

«Sembra paradossale, ma una donna coraggiosa negli anni Cinquanta poteva progettare la sua vita lavorativa molto più di quanto riescano a fare oggi le giovani donne prigioniere della precarietà e del non lavoro». […]

La Repubblica, 03.05.11

 

“Il Primo Maggio al lavoro? La deriva finale”, intervista a Luciano Gallino

Il primo maggio al lavoro? È davvero questo un segno di rinnovamento o piuttosto una resa – l’ennesima, e particolarmente simbolica – alle pretese di un sistema economico e culturale che riduce sempre di più l’uomo al rango di consumatore da una parte e di docile ingranaggio della macchina produttiva dall’altra? […]

L’Unità, 01.05.11

Per i diritti di tutti

“Così il paese spreca (ancora) il talento delle donne”, di Maria Silva Sacchi

Un incredibile spreco di talenti. Nelle sue ultime considerazioni da governatore della Banca d’Italia Mario Draghi per la prima volta parla apertamente della questione femminile che caratterizza il nostro Paese. […]

Il Corriere della Sera, 01.05.11

 

“Le donne pronte a tornare in piazza per i loro quattro miliardi”, di Laura Preite

Le donne si mobilitano. Questa volta ci sono in gioco quattro miliardi, i fondi derivanti dal risparmio per l’innalzamento dell’età pensionabile nel pubblico impiego, che dovrebbero essere destinati a misure di conciliazione e per la non autosufficienza. […]

La Stampa, 30.05.11

 

“’Scippo’ alle donne sulle pensioni addio ai risparmi della riforma”, di Rosaria Amato

Qualcuno parlava già del “tesoretto” delle donne. E invece i risparmi derivanti dalla parificazione dell´età pensionabile nella pubblica amministrazione, quasi quattro miliardi di euro tra il 2010 e il 2020, sono spariti, affondati nelle sabbie mobili della spesa pubblica. Ed è andato a vuoto il tentativo di recuperare quei fondi effettuato in extremis dalla vicepresidente del Senato Emma Bonino […]

La Repubblica, 19.05.11

 

Omofobia, bocciato il testo del Pd. Insorge la Carfagna: “Voterò a favore”

La Commissione Giustizia alla Camera affossa la proposta di legge presentata da Paola Concia, ma il ministro delle Pari Opportuità si smarca dal Pdl: “Persa un’occasione, in Aula voterò a favore”. […]

La Repubblica, 18.05.11

 

Napolitano: “Rispetto per omosessuali Inammissibile ostentare l’omofobia”

Messaggio del capo dello Stato per la Giornata mondiale contro l’omofobia, in contrasto con “la Costituzione e la Carta dei diritti Ue”. Un riferimento anche agli insulti alla parlamentare Pd Anna Paola Concia. Fini: “Combattere a livello culturale”. […]

La Repubblica, 17.05.11

 

“E nessuno pensa alla famiglia”, di Daniela Del Boca

Il primo rapporto Ocse sul benessere familiare mette in evidenza tutti i ritardi italiani in fatto di occupazione femminile, tasso di fertilità e tasso di povertà infantile. […]

www.lavoce.info, 02.05.11

Vittime del terrorismo: per non dimenticare

Piazza della Loggia, messaggio di Bersani all’associazione delle vittime

“La strage di Piazza della Loggia, di cui ricorre il trentasettesimo anniversario, è un evento drammatico che ha segnato nel profondo la storia d’Italia.” […]

www.partitodemocratico.it, 28.05.11

 

“Rossa, l’operaio che denunciò le Br”, di Corrado Stajano

Che cosa sanno i ragazzi di oggi del terrorismo che insanguinò e inquinò l’Italia, fece regredire il Paese, cancellò i movimenti giovanili, trasformò per lunghi anni in un incubo la vita di milioni di cittadini? […]

Il Corriere della Sera, 16.05.11

 

“Giornata della memoria, l’abisso fra i due presidenti”, di Mariantonietta Colimberti

Napolitano esalta i magistrati caduti. Berlusconi: «I pm sono un cancro». […]

Europa Quotidiano, 10.05.11

 

Giorgio Napolitano: “Rendere onore alla magistratura premessa di ogni produttivo appello alla necessaria collaborazione per le riforme”

“La prova del lungo attacco terroristico con cui noi abbiamo dovuto fare i conti, specie negli anni della sua massima intensificazione, è stata quanto mai pesante e insidiosa per la coesione sociale e nazionale, e per le istituzioni democratiche nate sull’onda del movimento di Liberazione e ancorate ai principi della Costituzione repubblicana. […]

www.quirinale.it, 09.05.11

 

“Lo Stato siamo noi”, di Miguel Gotor

Si celebra oggi il quarto anniversario del “Giorno della memoria” per le vittime del terrorismo, fortemente voluto dal presidente della Repubblica all´inizio del suo mandato. […]

La Repubblica, 09.05.11

Letture per aprire la mente

“Le prediche utili al governo che verrà”, di Massimo Giannini

Leggi le «Prediche Inutili» di Mario Draghi, e capisci subito con quale spirito il presidente del Consiglio e il ministro del Tesoro devono aver accolto il via libera dell´establishment di Eurolandia alla candidatura del nostro governatore alla Bce. […]

La Repubblica, 01.06.11

 

“Il mito traballante dell’invincibilità”, di Gian Antonio Stella

Il leggendario pugile camionista Bruce Strauss finì kappaò 78 volte e ogni tanto, se capiva che lo stavano massacrando, si buttava giù e si fingeva morto. […]

Il Corriere della Sera, 31.05.11 

 

“Quando la sinistra scopre l´ironia”, di Curzio Maltese

Esplode un arcobaleno in piazza del Duomo, dopo la tempesta. Scoppia la voglia di ridere di Milano, in fondo a una campagna mai così brutta, sporca e cattiva. […]

La Repubblica, 29.05.11

 

“L’occasione persa del Cavaliere”, di Cesare Martinetti

Se il capo del governo italiano, che a differenza dei suoi colleghi di Russia, Canada, Giappone e Francia, non è stato invitato a nessun incontro bilaterale (uno di quei faccia a faccia in cui si possono anche dire cose riservate), avesse avuto la possibilità di scambiare due parole con il Presidente degli Stati Uniti che cosa gli avrebbe potuto chiedere? […]

La Stampa, 27.05.11

 

“Tecnica di un massacro”, di Adriano Sofri

Lo scavo nei genocidi contemporanei è la branca più specializzata dell´archeologia. A Srebrenica, occorre mettere insieme il 75 per cento del corpo identificato per dargli una singola sepoltura. Le parti incompiute finiscono nel cimitero comune. […]

La Repubblica, 27.05.11

 

“Il destino di Napoli”, di Roberto Saviano

Spero di poter un giorno, dopo questi anni di lontananza forzata, tornare a Napoli, in una Napoli nuova. Ma se dovessero vincere i vecchi, i soliti poteri, se dovesse prevalere l´asse Lettieri-Cosentino, questo non accadrà. […]

La Repubblica, 26.05.11

 

“Le centrocampiste del welfare”, di Dario Di Vico

Del Rapporto annuale dell’Istat presentato ieri si possono fare due usi. Il primo è quasi scontato. Il presidente Enrico Giovannini, economista e statistico di rango, non ha usato i guanti di velluto e ci ha fornito una fotografia impietosa della situazione economica e sociale del Paese. […]

Il Corriere della Sera, 24.05.11

 

“Dall´amico dei “femminielli” al “candidato dell´Anticristo” così si fabbrica un nemico”, di Filippo Ceccarelli

Filippo Ceccarelli

Stalingrado, Zingaropoli, la Città dei femminielli, dei drogati, degli islamici e dei terroristi. E questo in fondo già basterebbe a evocare il futuro di Milano e di Napoli, ove mai dovessero vincere i nemici del Popolo della Libertà. […]

La Repubblica, 22.05.11

 

“Il Gattopardo a cinque stelle”, di Claudio Fava

Grillo dice di non essere di destra né di sinistra, di non volere la Moratti né Pisapia, di non votare De Magistris ma neanche Lettieri. È il trucco di sempre: attaccare tutti per non cambiare niente. […]

L’Unità, 21.05.11

 

“Troppo sorpresi dalle sorprese”, di Guelfo Fiore

Sorpresa Milano. Sorpresa Lega. Sorpresa grillini. Sorpresa De Magistris. E poi: sorpresa Cagliari, sorpresa Gallarate, sorpresa Trieste. Sorpresa (questa un pò meno) Terzo polo. Sorpresa Nord. Giornali e speciali radio/tv del day after elettorale sono uno sterminato elenco di sorprese. […]

Europa Quotidiano, 20.05.11

 

“Sulla Lega la rivincita del tricolore”, di Luigi La Spina

Il carisma è un dono di Dio, come dice l’etimologia greca della parola. Come tale, può essere concesso senza un perché. Ma pure senza un perché può essere ritirato. […]

La Stampa, 18.05.11

 

“Il potere e il sesso”, di Michela Marzano

C´è come un sentimento d´impunità. Quando si occupano posti di grande responsabilità. Come se il potere e la ricchezza rendessero onnipotenti. Fino a convincersi che gli altri hanno meno valore. […]

La Repubblica, 17.05.11

 

“Un’altra Italia”, di Massimo Giannini

La favola è finita. Il berlusconismo come narrazione epica e proiezione carismatica cade sotto i colpi della nuda verità. Non c´è più spazio per la menzogna sistematica, la propaganda populistica, la manipolazione mediatica. […]

La Repubblica, 17.05.11

 

Napolitano: «La democrazia non è acquisita una volta per tutte»

La democrazia non può «considerarsi compiuta e vitale una volta per tutte» neppure in Italia e «richiede attente cure, verifiche critiche, riforme se necessario e comunque nuovi sviluppi». […]

L’Unità, 15.05.11

 

“Lo statuto della menzogna”, di Giuseppe D’Avanzo

È imprudente credere che l´assassinio politico e mediatico acceso da Silvio Berlusconi – e riprodotto dai corifei, la Moratti per fare un nome – sia soltanto un artificio elettorale, quasi una necessità propagandista che non segnala alcuna eccezionalità o distorsione ma soltanto, e se si vuole tignare, il peculiare carattere animoso del nostro bipolarismo che si nutre di “risse”, “veleni”, “duelli”, “fuochi polemici”. […]

La Repubblica, 13.05.11

 

“Strategie e furori elettorali”, di Michele Ainis

Riassumendo: i pm di Milano sono un cancro, quelli di Napoli una discarica. I parlamentari sono altrettanti perditempo, ma l’ozio in questo caso produce un doppio effetto: quelli di destra diventano alienati, perché hanno lasciato fior di professioni per servire il Palazzo; quelli di sinistra si trasformano in alieni. […]

Il Corriere della Sera, 11.05.11

 

“La guerra del cavaliere contro il presidente”, di Eugenio Scalfari

Appena 48 ore fa i giornali berlusconiani erano moderatamente favorevoli ad alcune frasi del Presidente Napolitano pronunciate nel corso d´un convegno dedicato ad Antonio Giolitti nella ricorrenza della sua scomparsa. […]

La Repubblica, 08.05.11

 

“La dignità istituzionale”, di Carlo Galli

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è dimostrato ancora una volta l´autentico custode della Costituzione e delle regole, ovvero dell´interpretazione parlamentare – l´unica che la Carta consente – della politica italiana. […]

La Repubblica, 07.05.11

 

“Se in politica vince l’infedeltà”, di Michele Brambilla

Nell’annunciare il rimpasto di governo, Berlusconi ha avuto perlomeno il pregio della sincerità: «Siccome la politica è anche concretezza – ha detto – non è il caso di fare gli schizzinosi». […]

La Stampa, 06.05.11

 

“Il potere nudo di un premier grottesco”, di Franco Cordero

“Grottesco” è la categoria estetica applicabile all´occupante del palazzo Chigi. La parola viene dalle arti figurative: nel lessico rinascimentale erano “grotte” i relitti romano-imperiali sepolti o quasi, con pareti variamente decorate; putti, priapi, arpie, sfingi, un bestiario e flore abnormi. […]

La Repubblica, 05.05.11

 

“Il Mostro di Al Qaeda”, di Barbara Spinelli

Festeggiata con grida di trionfo negli Stati Uniti, l´uccisione di Bin Laden crea nelle menti più sconcerto che chiarezza, più vertigine che sollievo. […]

La Repubblica, 04.05.11

 

“Il simbolo abbattuto”, di Ezio Mauro

Più di tremila giorni sono passati dall´11 settembre, dieci anni per inseguire e infine colpire l´uomo che ha organizzato e rivendicato l´attacco al cuore degli Stati Uniti e del sistema occidentale. In tutto questo periodo, tra minacce e attentati era cresciuto il mito dell´imprendibilità di Osama bin Laden, il terrorista numero uno che teneva in scacco il mondo democratico, mentre invece Al Qaeda poteva colpire ovunque, come e quando voleva. […]

La Repubblica, 03.05.11

 

“Quel dolore che non si può cancellare”, di Mario Calabresi

Giustizieremo i nostri nemici, o li assicureremo alla giustizia. Giustizia sarà fatta», così si concludeva il discorso alla nazione di George W. Bush dopo gli attentati dell’11 Settembre. […]

La Stampa, 03.05.11

 

“È ancora una festa ribelle da vivere gioiosamente”, di Vittorio Emiliani

Chi chiede di rispettare il Primo maggio si prende del retrogrado, oggi non si è moderni se non si rottama qualcosa. Tante lotte e vicende simboliche sono legate a questa data. Roba vecchia? […]

L’Unità, 02.05.11

 

“L’Europa smarrita e l’immigrazione”, di Nadia Urbinati

Nel suo mezzo secolo di vita l´Europa ha cercato di diventare un modello di nuova cittadinanza. Teorici e giuristi hanno parlato addirittura di un nuovo paradigma di libertà politica capace di dissociare la cittadinanza dall´appartenenza nazionale, una rivoluzione non meno radicale di quella del 1789. […]

La Repubblica, 01.05.11

Interrogazioni presentate nel mese di maggio

Sulle sentenze del TAR del Lazio che hanno annullato i tagli agli organici del personale docente per gli anni scolastici 2009/10 e 2010/11, Atto n. 5-04824 del 30 maggio 2011

Sulla mancata attuazione della risoluzione approvata in VII Commissione circa la partecipazione degli studenti disabili alle finali dei Giochi Sportivi Studenteschi nell’a.s. 2010/11, Atto n. 5-04806 del 25 maggio 2011

Sulla interpretazione dell’art. 6, comma 2 del decreto legge 78 del 2010 (sull’onorificità della partecipazione agli organi collegiali, anche di amministrazione, degli enti che beneficiano di contributi pubblici) e del comma 5 del medesimo articolo (sulla riduzione del numero dei componenti dei consigli di amministrazione dei medesimi enti), Atto n. 5-04779 del 19 maggio 2011

Sulla Facoltà di Lingue presso l’Ateneo di Catania, Atto n. 5-04726 del 5 maggio 2011

Sulle risorse con le quali attivare i contratti da ricercatore a tempo determinato previsti dall’art. 24 della legge 240/2010, Atto n. 5-04718 del 4 maggio 2011

Sulla riduzione degli organici del personale docente per l’a.s. 2011/12 nella provincia di Modena, Atto n. 5-04688 del 3 maggio 2011

Sulla mancata emanazione del decreto interministeriale per l’attivazione del piano straordinario per la chiamata di professori associati per ciascuno degli anni 2011-2016, Atto n. 5-04670 del 28 aprile 2011

Sulla terza tranche di tagli agli organici del personale docente e alla mancata emanazione del regolamento sulle nuove classi di concorso, Atto n. 5-04664 del 28 aprile 2011

"Il mio voto al referendum", di Margherita Hack

Che sia l’inizio della fine? Questo 2 giugno che si festeggia nel 150 ̊ anno dell’unità d’Italia e nel 66 ̊ anno della Repubblica è pieno di speranza, come quello del ’45. Nel 1945 andavamo tutti a votare per il referendum: si doveva scegliere tra repubblica e monarchia. La maggior parte degli elettori si recava per la prima volta alle urne. Le donne non avevano mai votato, ma anche gli uomini erano stati privati del voto dalla dittatura: le ultime elezioni si erano svolte nel 1929. Pieni di entusiasmo e speranza andavamo a costruire un’Italia nuova. Oggi siamo tutti più ricchi e più colti eppure l’Italia si sta avviando al sottosviluppo. Speriamo che con queste elezioni amministrative si sia dato il segno di voler tornare ad essere un paese pieno di energie e di voglia di andare avanti. Tra pochi giorni c’è un nuovo, importante appuntamento: il voto per i 4 referendum. Due sono sull’acqua. L’acqua è un bene di fondamentale importanza e non può essere oggetto di sfruttamento da parte dei privati: deve restare un bene pubblico. Poi c’è il referendum sul nucleare. Il nostro paese oggi è completamente dipendente dall’estero per quanto riguarda l’energia. Dovremmo sviluppare le energie rinnovabili prendendo esempio dalla Germania che ha anche rinunciato al nucleare. Forse anche noi dovremmo rinunciare al nucleare, ma senza abbandonare la ricerca come invece è stato fatto dopo Chernobyl. Infine c’è il referendum sul legittimo impedimento. Voglio solo ricordare che la legge è uguale per tutti: è vergognoso che si faccia una norma perché il premier possa aggirare i processi che lo riguardano. Spero proprio che il 12 e il 13 giugno si raggiunga il quorum.

L’Unità 02.06.11

"La svolta dei neosindaci Più donne nelle giunte" di Maria Luisa Agnese

Un po’ tutti i neosindaci ora si affannano a eleggere un vicesindaco donna o perlomeno fanno sapere che l’avrebbero tanto voluta, se non ci sono riusciti. Spiriti rosa volano sulle nuove giunte uscite dalle urne. Molti candidati-sindaci lo avevano promesso in campagna elettorale, sollecitati anche dal vento di nuovo impegno femminile nato nelle piazze del 13 febbraio, e ora un po’ tutti si affannano a eleggere un vice-sindaco donna o perlomeno fanno sapere che l’avrebbero tanto voluta, se non ci sono riusciti. Primo arrivato ad assicurarsi la mascotte al femminile è stato il neosindaco di Bologna, Virginio Merola, anche perché ne ha avuto il tempo, in quanto eletto al primo turno: ha chiamato con sé a guidare il suo «equipaggio fantastico» (giovane e fatto al 50 per cento di uomini e donne) Silvia Giannini, studi a Cambridge, ordinario di scienza delle Finanze all’università di Bologna, collaboratrice del ministro delle Finanze ai tempi di Vincenzo Visco, presentata da Merola come «un numero due non iscritto a un partito» , con delega al Bilancio. Curriculum valido e peso politico sulla carta, vedremo se Giannini avrà voglia di spenderlo per una carica prestigiosa come quella di vice sindaco ma che va riempita di significato. Perché, se è vero che non si va con il bilancino, siamo qui a parlare di vicesindaci donne perché tutti i sindaci eletti perlomeno nelle grandi città (bisogna arrivare ad Arcore e a Fermo per trovare due sindachesse) sono uomini, mentre le donne sarebbero più del 50 per cento della popolazione: ma accontentiamoci. Niente vice sindaco ma cinque donne su undici assessori per Piero Fassino a Torino (fra cui una di provenienza Pd Ilda Curti): anche lui ha «quasi» mantenuto le promesse di avere una giunta rosa per metà. Ma la caccia alla donna-portafortuna per i nuovi Comuni imperversa anche a Milano e a Napoli dove a causa dei ballottaggi le decisioni sono ancora in corso. Luigi de Magistris, neo primo cittadino partenopeo, e Giuliano Pisapia, suo omologo milanese, sul tema si esprimono come fratelli siamesi: vogliono un vicesindaco «donna e giovane» . A Napoli si parla di Paola De Vivo, professore di Sociologia Economica all’Università Federico II, chiamata nel 2005 da Romano Prodi a metter su la Fabbrica del programma dell’Ulivo. A Milano il nome più gettonato è quello di Marilena Adamo, senatrice del Pd e veterana di Palazzo Marino: la sua sarebbe considerata scelta più tecnica e meno legata al partito di quelle di Patrizia Toia e Barbara Pollastrini. Ma la ricerca non deve fermarsi al toto-nome, va riempita di contenuto strategico e di capacità di governare, proprio per non bruciare le scelte al femminile: e difatti il giovane sindaco di Cagliari Massimo Zedda (35 anni) vuole onorare le sue promesse preelettorali, quando un po’ sul serio e un po’ per scherzo aveva risposto a chi gli chiedeva se intendeva rispettare le quote rosa: «Sì, al 40 per cento» . Soltanto? «Intendevo di uomini» . Adesso chissà se ridimensionerà le sue ambizioni, di sicuro va a caccia di «professionalità fresche e documentate» . Tanta attenzione alle scelte rosa nelle nuove giunte sarà forse dovuta al fatto che le donne questa volta sono state grandi elettrici a sinistra? Probabile che nel voto rinnovato ci sia anche una forte componente femminile, ma non ancora registrata statisticamente per ora: «Di sicuro però — spiega il sociologo Renato Mannheimer — le donne mai come questa volta si sono impegnate nelle campagne elettorali prima, e sono state presenti poi in piazza con i loro abiti e accessori arancione, bene se verranno ricompensate» . Importante ora però è che i neosindaci nel loro entusiasmo femminista guardino non solo ai nomi ma leggano bene i Curricula, anche perché lo chiedono per prime le varie Associazioni che si sono battute perché fossero inserite le quote di genere nei Cda: che in politica come nelle aziende venga scelta e salvaguardata l’eccellenza. Anche se la regola in politica va applicata cum grano salis e il curriculum va talvolta interpretato e non solo letto. Prendiamo per esempio i due grandi talenti al femminile che dominano la scena internazionale in questo momento, Angela Merkel (“Wunder Woman”sulla copertina di Newsweek) e Hillary Clinton: forte di un percorso da tecnica della politica e dell’amministrazione e più interna al partito la prima, outsider e con un pedigree anomalo rispetto a una carriera tutta politica la seconda. Ma, per quanto partite da background diversi, entrambe stanno dando segnali di capacità ed eccellenza imponendo, ciascuna a suo modo, un’impronta forte sulle scelte mondiali.

Il Corriere della Sera 02.06.11