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Scuola, il tribunale di Milano boccia i tagli del sostegno ai disabili: è discriminazione

Il giudice Gattari ha accolto il ricorso dei genitori di 17 alunni di tre scuole cittadine contro il ministero dell’Istruzione, l’Ufficio scolastico regionale lombardo e quello provinciale milanese. La decisione di ridurre le ore di sostegno per gli studenti disabili, seguita al ridimensionamento degli organici scolastici previsto dalla ultima Finanziaria, è un comportamento discriminatorio. Lo ha deciso il tribunale civile di Milano accogliendo il ricorso dei genitori di 17 alunni di tre scuole milanesi contro il ministero dell’Istruzione, l’Ufficio scolastico regionale lombardo e quello provinciale milanese.
Nell’ordinanza il giudice Patrizio Gattari precisa che è “accertata la natura discriminatoria della decisione delle amministrazioni scolastiche di ridurre le ore di sostegno scolastico per l’anno in corso rispetto a quelle fornite nell’anno scolastico precedente (2009-2010)”. Il tribunale ordina quindi “alle amministrazioni convenute la cessazione della condotta discriminatoria e condanna i convenuti, ciascuno per le rispettive competenze, a ripristinare, entro trenta giorni dalla comunicazione della presente ordinanza, per i figli dei ricorrenti il medesimo numero di ore di sostegno fornito loro nell’anno scolastico 2009-2010”. I genitori degli studenti sono stati assistiti nella causa dall’associazione Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità).

La Repubblica 11.01.11

Fiat: è inaccettabile l'assenza da parte del governo. Il Pd farà la sua parte

Qualunque risultato verrà dal referendum dei lavoratori della Fiat dovrà essere rispettato. Così Bersani al termine di una riunione con il segretario della Fiom, Maurizio Landini. Dal Pd punti di convergenza con il sindacato.
Il Pd non si esprime sul referendum che si terrà a Mirafiori e il segretario Pierluigi Bersani ha ribadito al segretario della Fiom, Maurizio Landini, in un incontro al partito che il risultato andrà riconosciuto, qualunque esso sarà.

Per oltre un’ora il confronto tra i democratici e le tute blu rivela una sintonia di fondo in particolare sul tema della rappresentanza sindacale e sulla politica industriale.

“Se io fossi stato ministro – ha detto Bersani secondo quanto riferiscono i partecipanti all’incontro – avrei chiamato Marchionne e gli avrei chiesto di chiarire tutte le implicazioni del Piano industriale della Fiat”.

Secondo il leader Pd, infatti, gli investimenti da parte del Lingotto vanno verificati e su questo aspetto devono impegnarsi, da una parte il governo e anche Confindustria. Nei confronti della associazione guidata da Marcegaglia, Bersani ha espresso più di una preoccupazione e ai vertici della Fiom ha rivelato i timori che il caso Fiat produca un effetto valanga sul sistema della rappresentanza datoriale.

“Nei panni della Marcegaglia, non mi sentirei tranquillo…”, ha dichiarato Bersani riferendosi alla possibilità che altre aziende adottino il “metodo Marchionne”. In ogni caso, il leader democratico ha confermato la piena disponibilità del partito a sostenere una azione politica per recuperare condizioni democratiche nella rappresentanza dei lavoratori. Si tratta di una sollecitazione che Bersani rivolge in primo luogo alle parti sociali ma indipendentemente da questo, assicura, “il Pd farà la sua parte”.

“Quando si pronunciano i lavoratori – ha dichiarato al termine dell’incontro il responsabile economia del Pd, Stefano Fassina – nonostante ci siano forti condizionamenti, il risultato va riconosciuto”.

Se sul referendum ci sono quindi posizioni diverse tra il Pd e la Fiom, ci sono stati alcuni punti di convergenza emersi nell’incontro tra Bersani e Landini. Innanzitutto “la carenza di regole sulla democrazia nei luoghi di lavoro. Occorre – ha aggiunto Fassina- intervenire sulla rappresentanza. Questa è una priorità per le parti sociali ma anche per la politica che non può stare a guardare”.

Infine, “l’altro punto su cui si è verificata una convergenza sulla Fiom è che c’è una inaccettabile assenza da parte del governo. In nessuna parte del mondo – ha proseguito Fassina – processi di ristrutturazione del settore auto, avvengono senza l’apporto del governo sulle politiche industriali. Da noi si sta invece verificando una completa assenza del governo e questo si scarica sulle spalle dei lavoratori”.

Il segretario della Fiom Landini ha ricordato che “noi siamo venuti ad esporre le nostre ragioni ed è comune la preoccupazione per la Fiat e per le libertà sindacali. Noi abbiamo informato direttamente Bersani sulle ragioni per cui non abbiamo firmato l’accordo e perché consideriamo illegittimo il referendum”.

www.partitodemocratico.it

Roma – Seminario: rilancio, governo e rappresentanza delle autonomie scolastiche

RILANCIO, GOVERNO E RAPPRESENTANZA DELLE AUTONOMIE SCOLASTICHE
Palazzo Rospigliosi, Via XXIV Maggio 43, Roma
SABATO 15 GENNAIO:
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10:00 – 11:00 arrivi, accoglienza, registrazione
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11:00 – 13:00 introduzione dei lavori Rosy Bindi (Presidente Assemblea Nazionale PD)
Giovanni Bachelet (Presidente Forum Istruzione PD)
“Autonomia delle Istituzioni Scolastiche in Italia” – Alessandro Pajno
domande e dibattito
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13:00 –14:00 pranzo
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14:00 – 17:00 gruppi di lavoro
DOMENICA 16 GENNAIO:
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09:30 – 11:00 gruppi di lavoro
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11:00 – 11:30 coffee break
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11:30 – 13:30 relazioni dei lavori di gruppo e conclusioni
Francesca Puglisi (Responsabile Scuola, Segreteria Nazionale PD)
Giovanni Bachelet (Presidente Forum Istruzione PD)

Confcommercio: "Consumi a picco"

“Pauroso salto all’indietro, si torna a livelli di 12 anni fa”. Si tagliano vacanze e ristorante, non si rinuncia alla salute, ma nemmeno ai telefonini e agli elettrodomestici. Nel biennio 2008-2009, in piena crisi economica, i consumi delle famiglie italiane hanno registrato una contrazione media annua del 2,1%, compiendo un «pauroso salto all’indietro» e tornando ai livelli precedenti il 1999. È l’analisi di Confcommercio secondo la quale «la vera ripresa» dei consumi arriverà solo nel 2012.

L’organizzazione sottolinea comunque che, nonostante il minor reddito disponibile, le famiglie si sono dimostrate «vitali e reattive», adeguando le loro abitudini di spesa «per contenere al massimo la perdita di benessere patita durante la crisi». «Con una riduzione media annua del 2,1% nel biennio 2008-2009, – scrive Confcommercio nel rapporto sui consumi 2010 – i consumi pro capite tornano ai livelli di dieci anni fa, ma le famiglie italiane, nonostante il perdurare della crisi e la riduzione del reddito disponibile, si sono dimostrate vitali e reattive: meno sprechi, più attenzione al rapporto qualità-prezzo e ricorso anche a quote di risparmi è stato, infatti, il comportamento di spesa adottato per contenere al massimo la perdita di benessere patita durante la crisi».

I consumatori non hanno cioè subito passivamente la crisi, ma hanno colto le opportunità offerte dal mercato per ridurre al minimo gli effetti della recessione. Tra le voci di consumo, nel biennio in esame, è risultata quindi inevitabilmente in calo innanzitutto la spesa per le vacanze (-3,2%). Ma è diminuita anche quella per i pasti in casa e fuori casa (-3,2%), la mobilità e le comunicazioni (-3,1%) e l’abbigliamento (-3,1%). Al contrario hanno tenuto le spese per la salute (+2,5%), per elettrodomestici e IT domestico (+2,4%) e quelle per beni e servizi per la telefonia (+0,4%).

Secondo Confcommercio, i tempi di recupero del terreno perso si prospettano ora «lunghissimi». Infatti, guardando alla spesa delle famiglie e agli occupati, «non soltanto appare evidente la posizione attuale del livello dei consumi (poco sopra i minimi storici) ma si capisce che la modesta ripresa non si è trasmessa ancora al mercato del lavoro. Senza una maggiore occupazione difficilmente si osserverà una curva crescente nella spesa reale per consumi. E senza consumi difficilmente ci sarà una ripresa solida», sottolinea l’associazione.

Per il 2010 Confcommercio stima infatti un «modesto» +0,4%, seguito da un +0,9% quest’anno e da una «vera ripresa» dei consumi nel 2012, con un +1,6%. Nell’analisi di lungo periodo (dal 1992 alle previsioni per il 2012), le abitudini di spesa mostrano cambiamenti profondi. È aumentata di cinque volte la spesa per beni e servizi di telecomunicazioni (cellulari, abbonamenti telefonici e internet, ecc.) rispetto a quella per la mobilità (acquisto di auto e spese di esercizio, carburanti, ecc.). Analogamente, ma con minore intensità, si è modificato il rapporto tra pasti in casa e fuori casa: in pratica, nel 2012 per ogni euro speso per l’alimentazione domestica si spenderanno altri 50 centesimi per consumazioni fuori casa.

www.lastampa.it

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Crollo consumi, Confcommercio: «Come 10 anni fa»

Con una riduzione media annua del 2,1% nel biennio 2008-2009, i consumi pro capite tornano ai livelli di dieci anni fa, ma le famiglie italiane, nonostante il perdurare della crisi e la riduzione del reddito disponibile, si sono dimostrate vitali e reattive: “meno sprechi, più attenzione al rapporto qualità-prezzo e ricorso anche a quote di risparmi è stato, infatti, il comportamento di spesa adottato per contenere al massimo la perdita di benessere patita durante la crisi”. E’ quanto emerge dal rapporto di Confcommercio sui consumi delle famiglie. Secondo Confcommercio nel 2011 si “dovrebbe completare la guarigione dell’economia”, mentre la vera ripresa è prevista soltanto per il 2012 (+1,6%).

“Dopo un 2010 difficile per l’economia e le imprese, l’anno si è, tra l’altro, chiuso con circa 25.000 esercizi al dettaglio in meno, si rischia – afferma il presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia, Carlo Sangalli – che il 2011 sia ancora un anno di convalescenza. E’, infatti, per il 2012 che le nostre previsioni segnalano elementi di più robusta ripresa con una crescita dei consumi dell’1,6%, sorretta dal patrimonio di fiducia delle famiglie che, durante e dopo la crisi, hanno sempre mostrato capacità di reazione e vitalità”. Per questo, prosegue, occorre accelerare ed intensificare tutte le azioni, le politiche, le riforme utili al rafforzamento della crescita, della produttività, della competitività ed al riassorbimento della disoccupazione. In questo contesto, resta aperta la questione di una progressiva e compatibile riduzione della pressione fiscale complessiva.

E’ questa, insomma, la via maestra per ridare fiato ai consumi delle famiglie ed agli investimenti delle imprese”. Tornando al rapporto, tra le voci di consumo, nel biennio 2008-2009, in calo la spesa per le vacanze (-3,2%), i pasti in casa e fuori casa (-3,2%), mobilità e comunicazioni (-3,1%), l’abbigliamento (-3,1%); di contro, tengono le spese per la salute (+2,5%), per elettrodomestici e IT domestico (+2,4%) e quelle per beni e servizi per la telefonia (+0,4%). E, nell’analisi di lungo periodo (dal 1992 alle previsioni per il 2012), aumenta di cinque volte la spesa per beni e servizi di telecomunicazioni (cellulari, abbonamenti telefonici e internet, ecc.) rispetto a quella per la mobilità (acquisto di auto e spese di esercizio, carburanti, ecc.); analogamente, ma con minore intensità, si è modificato il rapporto tra pasti in casa e fuori casa: in pratica, nel 2012 per ogni euro speso per l’alimentazione domestica si spenderanno altri 50 centesimi per consumazioni fuori casa.

www.unita.it