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Italia in piazza per dire «no alla legge bavaglio»

19,58 DACIA MARAINI: UN SEGNO DI REAZIONE IN UN PAESE IN TRANCE
«La manifestazione è un segno di reazione in un paese che sembra tramortito, in stato di trance»: così Dacia Maraini commenta la manifestazione promossa dalla Fnsi a piazza Navona. «È positivo – ha aggiunto – che i giornalisti abbiamo trovato un accordo, un’unanimità per la protesta contro il tentativo di imbavagliare le voci più coraggiose». Per la scrittrice, «è un buon segno. Non so se riusciremo a fermare questa legge, ma siamo già sulla buona strada». E, a una domanda sulla presenza di Patrizia D’Addario nel retropalco della manifestazione, ha affermato: «ha diritto di dire la sua e farsi ascoltare. Sono per la pluralità delle voci. Se stiamo contro il bavaglio dobbiamo esserlo anche per lei. Poi ognuno giudicherà».

19,42 CONSOLO, DA MILANO: UN BOCCAGLIO COME NELL’INQUISIZIONE
Per lo scrittore Vincenzo Consolo si tratta di una «legge boccaglio, un boccaglio di ferro che vogliono metterci in bocca» come durante l’Inquisizione. «È una legge sostanziale che incide su diritti fondamentali – ha detto Piero Ricca, di Qui Milano Libera aprendo l’incontro – Per garantire impunità ai politici corrotti si fa un gran favore ai criminali d’Italia e si espongono i cittadini ancora di più anche ai crimini di strada». Carlo Smuraglia, docente universitario e presidente provinciale dell’Anpi, ha parlato di «legge infame».

19,41, IN DUEMILA IN PIAZZA A MILANO
Bandiere viola e bavagli sulla bocca, cameramen con l’obiettivo delle telecamere oscurato, tanti giornalisti di tv e carta stampata e tanti giovani. Sono tra i 1.500 e i 2.000 i milanesi giunti a piazza Cordusio per la manifestazione contro il ddl sulle intercettazioni organizzata da «Milano contro il bavaglio – in difesa della giustizia e dell’informazione contro la legge Alfano». «Magistrati non mollate, siamo con voi»; «Noi vogliamo essere intercettati perché non abbiamo niente da nascondere»; «La casta degli impuniti ringrazia»; «Tutelate la corruzione, non la privacy». Questi alcuni degli slogan sui cartelli issati dai partecipanti. Tra i manifestanti sventolano bandiere dell’Italia dei valori, della Cgil, di Rifondazione comunista e di Socialismo rivoluzionario e del Movimento 5 Stelle. Hanno aderito alla manifestazione – promossa da un network di associazioni come Qui Milano Libera, Agenda rossa, Libertà e giustizia, e i Grilli di Milano – l’Ordine dei giornalisti, la Cgil, Chiarelettere, e diversi politici dell’opposizione milanese, tra cui Filippo Penati.

19,35 NATALE DELLA FNSI: PIAZZA PIENA, NOI STRASODDISFATTI
«Non diamo i numeri. Ci contino. La piazza è piena e siamo strasoddisfatti». Cosi« Roberto Natale, presidente della Fnsi, risponde quando gli viene chiesto di dare il numero dei partecipanti alla manifestazione.

19,33 FAMMONI DELLA CGIL: IL 29 LUGLIO SAREMO IN PIAZZA MONTECITORIO
«Con un’arroganza straordinaria il governo ha detto che porterà in aula il ddl prima dell’estate, il 29 luglio. Ci saremo anche noi, piazza Montecitorio è già prenotata alle 16, continueremo la battaglia di mobilitazione perché vogliamo che i cittadini siano uguali davanti alla giustizia e che si tolga la cappa che c’è sull’informazione». Lo ha detto il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, intervenendo alla manifestazione contro il disegno diu legge sulle intercettazioni in corso a Piazza Navona. Fammoni ha anche ringraziato Tiziana Ferrario, che sta conducendo la manifestazione, «per il suo coraggio e il suo impegno civile».

19,23 DARIO FO: BERLUSCONI E’ UN UOMO PERDUTO, AIUTIAMOLO
È stato all’insegna dell’ironia l’intervento telefonico di Dario Fo a Piazza Navona. «Quello che state facendo umilia e mortifica un uomo solo. Cercate di non mostrare così tanto la vostra unità e forza, è un essere umano in fondo. È un uomo che sta perdendo i colpi, che viene tradito anche da chi ha più vicino. Siamo solidali, aiutiamo un uomo perduto, ignoriamo Berlusconi».

19,07 TORINO, PER CALABRESI «LA PRIVACY QUI NON C’ENTRA»
«Il problema della privacy esiste, ma questa legge sulle intercettazioni non c’entra, non risponde a questo problema. È una legge inaccettabile che allontana gli occhi dei cittadini dalla realtà delle cose»: il direttore del quotidiano La Stampa, Mario Calabresi, è tra i molti giornalisti che oggi pomeriggio hanno partecipato e preso la parola al presidio indetto dal sindacato contro la legge bavaglio. «Non ci nascondiamo che ci sono state scelte discutibili sui giornali – ha detto Calabresi alla folla radunata nella centralissima piazza Castello – Ma rendere più difficili le inchieste ai magistrati non ha nulla a che vedere sul diritto alla privacy».

19,02 FINI: UNA DECISIONE PRESA PUO’ ESSERE CONTESTATA
«Non accetto che una decisione non possa essere contestata perché è già stata presa». Così il presidente della Camera, Gianfranco Fini, a un dibattito con il ministro dei beni culturali Bondi, ribadisce la sua richiesta di rivedere il disegno di legge sulle intercettazioni. «Non ho intenzione di fare il controcanto, ma su alcune questioni nemmeno far finta di non vedere», ha sottolineato ricordando l’allarme lanciato ieri dal procuratore antimafia Piero Grasso. «Vogliamo fermarci a riflettere? Il tempo è galantuomo e la soluzione si trova se tutti sono in buonafede».

18,56 BERSANI, CHI CRITICA IL DDL NELLA MAGGIORANZA SIA COERENTE
«Io sono perchè il ddl venga ritirato perchè una legge del genere andrebbe riformulata da capo». Lo dice Pier Luigi Bersani sul ddl intercettazioni. «In ogni caso – aggiunge il segretario del Pd – noi combatteremo punto per punto». E sulla maggioranza: «A un certo punto si arriva al dunque: ci sono le parole e poi ci sono i voti. E credo che al momento del voto sia giusto chiedere coerenza a chi nella maggioranza ha sollevato dubbi e obiezioni senza ottenere alcun risultato».

18,51 FIORELLA MANNOIA: «FINIANI E LEGHISTI CON UN PO’ DI COSCIENZA, DITE NO»
Fiorella Mannoia, dal palco di piazza Navona, si è appellata «ai parlamentari di tutti gli schieramenti, dall’opposizione ai finiani, alla Lega, perché se gli rimane un po’ di coscienza civile non facciano approvare questa legge vergognosa». La cantante, molto applaudita dalla piazza, ha spiegato che ha ritenuto importante «oggi essere qui per unirmi allo sdegno dei cittadini per una legge che va contrastata».

18,45, POPOLO VIOLA FARA’ APPELLO A USA E UE CON PAGINE SUI GIORNALI
Il Popolo viola farà appello a Governi e cittadini degli Stati Uniti e dell’Unione europea perché sostengano la battaglia contro il ddl sulle intercettazioni. Lo annunica Gianfranco Mascia, uno dei fondatori della mobilitazione di opposizione nata su Internet: «Vogliamo comprare – dice da piazza Navona – due pagine sul New York Times e sull’Herald Tribune per chiedere questo sostegno. Per questo lanciamo un nuovo sito per raccogliere fondi con una sottoscrizione popolare per l’acquisto degli spazi pubblicitari». Sul sito www.helpitaly.it, si spiega che «l’idea è di pubblicare le pagine prima possibile, comunque prima del 29 luglio, giorno nel quale è previsto il ritorno del Ddl intercettazioni alla Camera».

18,30 DA PALERMO A LONDRA IN PIAZZA
Dal popolo viola: a Torino una bella piazza viola! A Palermo centinaia i manifestanti in via Generale Magliocco! circa 2 ore fa. La protesta arriva a Londra. Il punto d’incontro è a Westminster, South Bank Centre, Royal festival hall (dalle 18.

18,23 LA FNSI: INIZIA LA RESISTENZA CIVILE
«Oggi si inaugura la giornata della resistenza civile del 21 secolo che mai avremmo pensato di inaugurare. Non la faremo clandestinamente ma alla luce del sole ripeteremo che la libertà è un bene fondamentale, che è conoscenza, chi considera l’informazione un pericolo sarà sconfitto». Lo ha detto Franco Siddi, segretario Fnsi, durante il discorso che ha aperto la manifestazione di Piazza Navona.

18,20 BONELLI DEI VERDI: ITALIA COME COREA DEL NORD
«Siamo in piazza contro il furto di democrazia del governo Berlusconi che con l’ennesimo blitz vuole imbavagliare i giornalisti e legare le mani ai magistrati nella lotta alla mafia». Lo dichiara il leader dei Verdi Angelo Bonelli da piazza Navona. «Con questo governo l’Italia corre il rischio di diventare come la Corea del Nord».

18,14 FASSINO: I FINIANI MANIFESTINO I LORO DUBBI
«Mi auguro che le riserve e le critiche che vengono da settori della maggioranza trovino il modo di manifestarsi al momento del voto sul provvedimento». Lo dice Piero Fassino alla manifestazione a piazza Navona a proposito dei dubbi dei finiani sul Ddl.

18,10 VELTRONI: FACCIAMO E FAREMO TUTTO IL POSSIBILE CONTRO QUESTO DDL
«Il Pd sta facendo il possibile contro questo provvedimento. Lo ha già fatto al Senato e lo farà ancor di più alla Camera». Lo dichiara Walter Veltroni, che è in piazza Navona alla manifestazione contro il ddl intercettazioni a piazza Navona. «Questa norma impedisce la libera manifestazione del pensiero e mette a rischio la possibilità della magistratura di condurre un’azione investigativa efficace».

18,09 DI PIETRO: PRONTI A OCCUPARE IL PARLAMENTO
L’Idv è pronta ad occupare il Parlamento ad agosto. Lo garantisce il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro a piazza Navona. Che il provvedimento sia stato calendarizzato a Montecitorio a fine luglio è per Di Pietro «una truffa, un raggiro per fare in modo che i cittadini non sappiano quello che sta accadendo nelle segrete stanze del palazzo. Ma noi ci saremo, saremo in aula e ci resteremo anche a costo di occupare il Parlamento ad agosto. E se sarà approvato raccoglieremo firme per un referendum abrogativo».

18,05 GIA’ CENTINAIA I MANIFESTANTI
Sono già alcune centinaia i manifestanti radunati in piazza Navona. Il programma si apre con una esibizione dei percussionisti dell’Accademia di Santa Cecilia. Successivamente si alterneranno giornalisti e rappresentanti della società civile che illustreranno le ragioni della protesta. Molti degli interventi saranno sotto forma di interviste condotte da Tiziana Ferrario del Tg1 e dall’attrice Ottavia Piccolo.

17,58 NAPOLITANO: «NON SONO STATO ASCOLTATO»
«Non sono stato ascoltato su ddl intercettazioni», così il Capo dello Stato Napolitano. «I punti critici della legge sulle intercettazioni nel testo approvata dal Senato risultano chiaramente», ha detto il presidente della Repubblica, rispondendo ad una domanda dei giornalisti sulla manifestazione di protesta dei giornalisti in corso a Roma. Ha aggiunto che il Quirinale non ha il compito di formulare modifiche e che si riserva una valutazione finale nell’ambito delle prerogative proprie del Capo dello Stato. «A noi non spetta indicare soluzioni da adottare e le modifiche da approvare nel corso del dibattito parlamentare sulle intercettazioni. Valuteremo obiettivamente se verranno apportate modifiche adeguate alla problematicità di quei punti che sono stati indicati già in evidenza», ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, rispondendo alle domande dei giornalisti a conclusione della visita di Stato a Malta. «Ci riserviamo – ha concluso – la valutazione finale nell’ambito delle nostre prerogative».

17,40 SI PARTE CON L’ARTICOLO 21 DELLA COSTITUZIONE
L’inno d’Italia e poi la lettura dell’art. 21 della Costituzione, quello sulla libertà di stampa. Si è aperta così la manifestazione organizzata dalla Fnsi a piazza Navona contro il ddl intercettazioni. Molta la gente in piazza. Bandiere del Pd, dell’Idv, di Sinistra e Libertà, dei Verdi. E tanti gli striscioni, uno su tutti: ‘No alla legge bavaglio’. molti manifestanti espongono il post-it, lanciato da Repubblica. Altri hanno il bavaglio in faccia.

17,20 IDV: MARONI CHIARISCA SU MAFIA
«Spesso intercettando uno spacciatore si arriva ad arrestare un mafioso. Maroni o non sa di cosa sta parlando, o è in malafede o ha svenduto la sicurezza degli italiani per fare un favore a Berlusconi. Dato l’incarico che ricopre dovrebbe chiarire le sue parole o dovrebbe avere almeno la dignità di dimettersi». Lo afferma il portavoce dell’Italia dei valori, Leoluca Orlando.

17,14 L’ASSOCIAZIONE MAGISTRATI CON LA MANIFESTAZIONE
In una lettera inviata a Franco Siddi e Roberto Natale, rispettivamente segretario generale e presidente della Fnsi, il presidente dell’Associazione nazionale magistrati Luca Palamara ha espresso sostegno alla manifestazione. «I magistrati uniti ai giornalisti nella difesa dei fondamentali principi della libertà d’informazione e della legalità messi a rischio dal ddl sulle intercettazioni. L’Associazione in piena sintonia con la Federazione nazionale della stampa italiana, ha ripetutamente denunciato i gravissimi rischi per la sicurezza dei cittadini e la libertà d’informazione derivanti dal disegno di legge del Governo in materia di intercettazioni».

17,11 IN PIAZZA ANCHE A MILANO
«In difesa della giustizia, dell’informazione e della libertà di espressione su internet», si svolgerà alle 18,30 a Milano una manifestazione contro il disegno di legge Alfano. L’iniziativa è in programma in piazza Cordusio. Sul palco si alterneranno giornalisti, intellettuali, giuristi, rappresentanti di associazioni e movimenti della società civile attiva. Tra i relatori già confermati ci sono: Carlo Smuraglia, Peter Gomez, Guido Besana, Vincenzo Consolo, Daniele Biacchessi, Mimmo Lombezzi, Federico Sinicato, Guido Scorza, Lorenzo Fazio, Gilberto Pagani, Piero Colaprico. Tra i promotori, Arci Milano, Libera, Libertà e Giustizia, i ‘grillinì, Senza bavaglio e il Popolo Viola. L’iniziativa si svolgerà in concomitanza e diretto collegamento con la manifestazione nazionale di Roma. Durante la giornata, prima dell’appuntamento in piazza Cordusio, sono previsti momenti di informazione in vari punti della città.

17,05 ALESSANDRA MUSSOLINI: SENZA INTERCETTAZIONI CHI SAPEVA DI LAZIOGATE?
«Io sono a favore della libertà di stampa». Alessandra Mussolini, deputato del Pdl, spiega a CnRmedia la sua posizione sul ddl intercettazioni: «È vero che si è arrivati a norme alcune volte discutibili perché le notizie escono già nella fase delle indagini preliminari e non dovrebbe essere così perché viene inficiato lo stesso processo. Quindi il vizio è a monte. Nel caso del Laziogate, però, sono venuta a conoscenza di tutto quello che avevano fatto Storace e compagnia bella solo dalle pubblicazioni fatte da alcuni quotidiani. Questo deve essere un principio fondamentale: non si possono assolutamente eliminare le notizie o pubblicare solo quelle che fanno comodo».

17,01 IERVOLINO: MEGLIO ARRESTI CHE RISERVATEZZA
Esprime la sua totale contrarietà al Ddl del Governo che limita le intercettazioni, il sindaco di Napoli Rosa Iervolino Russo e lo fa durante la cerimonia di consegna al Comune di Napoli della villa di Posillipo confiscata al boss della camorra napoletana Michele Zaza. Per il sindaco di Napoli, la lotta alla malavita passa anche dall’uso delle intercettazioni: «C’è chi si dice contrario perchè pensa alla riservatezza dei cittadini – dice Iervolino riferendosi al Ddl – ma tra la mia riservatezza e l’uso delle intercettazioni per avere la possibilità di arrestare malviventi, opto sempre per le intercettazioni e ribadisco un fermo ‘nò al Ddl del Governo».

17,00 NASCE PIZZA ANTI-BAVAGLIO
Il dissenso contro il ddl del Governo sulle limitazioni alle intercettazioni passa dalle Aule parlamentari alle pizzerie di Napoli: oggi, in uno dei più famosi locali della città, sarà offerta la pizza «No al bavaglio», su iniziativa del segretario campano dei Verdi Francesco Saverio Borrelli e del presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania Ottavio Lucarelli. La singolare manifestazione contro la cosiddetta «legge bavaglio» vede anche la partecipazione di alcuni rappresentanti dell’università, che hanno manifestato contro il ddl del Governo. La pizza – trasformata da pietanza universalmente conosciuta a simbolo della protesta – è stata consegnata ai manifestanti da una delle più famose pizzerie della città di Napoli, la Sorbillo, che per tutto il giorno servirà ai suoi clienti soltanto pizze con la scritta «No al bavaglio».

16,55 IN PIAZZA SOTTO IL VESUVIO
Anche Napoli si mobilita e protesta, come in tutta Italia, contro il disegno di legge che intende limitare le intercettazioni telefoniche: «Il consiglio dell’Ordine della Campania – spiega il presidente Ottavio Lucarelli – ha votato all’unanimità l’adesione alla manifestazione di oggi a Roma e continueremo a partecipare a tutte le inziative a sostegno della libertà di stampa e dell’informazione». «Abbiamo scelto la pizza come simbolo della nostra protesta perchè è il prodotto culinario più famoso del mondo – dice Francesco Saverio Borrelli – e deve essere simbolo del contrasto alla limitazione della libertà di stampa». La protesta si è svolta nella sede dell’università Federico II del corso Umberto I e vi hanno aderito anche i rappresentanti degli studenti, Andrea Sola e Dimitri Paipais, oltre al proprietario della storica libreria Treves Rino De Martino. Decine le adesioni anche provenienti dalla destra cittadina. «L’italia è al 73esimo posto nel mondo per libertà di informazione – dice Borrelli – in un territorio come quello campano inoltre limitare le intercettazioni significherebbe lasciare tutto in mano alla camorra. Inoltre vogliamo proprio capire chi è stato leso dalle pubblicazioni delle intercettazioni, quello che si sta tentando di fare è di tutelare i potenti. La situazione è talmente calda ormai che la gente è esaspetata e questo sistema continuare a coprire le malefatte dei potenti potrebbe anche sfociare nella violenza».

L’Unità 01.07.10

Bersani: "Sul federalismo solo annunci e tagli per enti e cittadini"

Un Consiglio dei Ministri senza Silvio Berlusconi per discutere di federalismo. Al termine una conferenza stampa senza il ministro Brancher, dove Tremonti presenta una relazione corposa ma senza numeri certi sui costi.
Il segretario del PD, Pier Luigi Bersani, attacca: “Sul federalismo assistiamo all’ennesima commedia del governo che cerca diversivi con annunci di un futuro meraviglioso, dove nessuno perderà e tutti guadagneranno.
In realtà, da mesi, dal governo non è venuto niente di concreto, di misurabile o valutabile. Nel frattempo al Senato va avanti una manovra che porta allo stremo i servizi pubblici per lavoratori, imprese e famiglie offerti da Regioni, Province e Comuni. Per fare un passo avanti verso il federalismo vero il governo ascolti gli enti territoriali e si confronti al Senato sugli emendamenti presentati dal Pd e dalle altre opposizioni”.

Stefano Fassina e Davide Zoggia, della segreteria Pd, responsabili Economia ed Enti Locali notano come finalmente dal consiglio dei ministri sia arrivato qualche numero. Purtroppo è “condito dalla solita propaganda finalizzata a coprire il fatto che il governo Berlusconi -Bossi- Tremonti è stato il più centralista della storia dell’Italia repubblicana. Tante chiacchiere per coprire il dato che la manovra soffoca regioni, province e comuni.
Nonostante l’entusiasmo da attore consumato di Bossi, restano i tagli pesantissimi di questa manovra a famiglie e imprese che il governo si guarda bene dal comunicare ai cittadini”.

Il deputato del Pd Marco Causi, componente della commissione Bicamerale per l’attuazione del Federalismo, boccia il quadro finanziario del federalismo fiscale proposto dal Governo: “Sembra una semplice fotografia dell’esistente, peraltro ancora contraddittoria e incompleta, com’è emerso oggi pomeriggio in Commissione bicamerale durante le audizioni tecniche. Causi spiega che “I durissimi tagli inferti al welfare locale e di comunità dalle manovre economiche degli ultimi anni, e da quella oggi in Parlamento, non vengono rimessi in discussione. Ne segue il rischio, sempre più consistente, di aumenti a raffica delle imposte e delle tariffe locali nei territori storicamente più dotati di servizi e di infrastrutture. E ne segue, per i territori meno dotati, il crollo della speranza che l’attuazione del federalismo possa portare a percorsi di adeguamento degli standard di servizio e dei livelli delle prestazioni. Non erano questi lo spirito e la lettera della legge 42, che il Parlamento ha votato quattordici mesi fa. L’obiettivo dell’efficienza (costi standard) si accompagna, nella legge 42, all’obiettivo della modernizzazione, della qualità e della trasparenza nei servizi essenziali di welfare. Passa oggi una versione diversa, pesantemente condizionata dal nuovo clima delle politiche economiche europee, da un dominante mercantilismo a cui il governo italiano – conclude – non ha saputo né voluto opporsi”.

Sandro Gozi, deputato PD, nota come “”il dicastero Brancher è talmente inutile che sono gli stessi colleghi ministri a vergognarsene e ad impedire al neo ministro di comparire addirittura nella foto di gruppo dopo l’approvazione in Cdm della relazione sul federalismo fiscale. Adesso ci attendiamo che Tremonti, Bossi, Calderoli e Fitto sottoscrivano la nostra mozione di sfiducia a Brancher”.

Ironico anche Francesco Boccia, coordinatore delle commissioni economiche del Gruppo del Pd alla Camera: “L’entusiasmo di Bossi è molto pittoresco ma è l’unica cosa uscita dal Consiglio dei Ministri. Oltre all’euforia leghista, a questo punto, peraltro, del tutto ingiustificata, non c’è proprio nulla, tantomeno quel fondo unico per il federalismo sbandierato come un tesoretto. Calderoli abbia il coraggio di dire agli italiani che il suo federalismo metterà pesantemente le mani nelle loro tasche”.

www.partitodemocratico.it

Università pubblica, le prospettive e le sfide del futuro

Incontro con Manuela Ghizzoni e Massimo Milani nella sede del Pd di Modena. L’Università pubblica è un costo o un investimento? Il Pd proverà a dare la sua risposta a questa domanda nel corso di un incontro pubblico in programma domani, venerdì 2 luglio alle 18.30 presso la sede modenese del partito, in via Scaglia est 31. Interverranno l’on. Manuela Ghizzoni, capogruppo della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera; e Massimo Milani, responsabile del Forum Università del Pd di Modena.

Nel corso dell’incontro saranno presentati alcuni documenti riguardanti l’Università: quello redatto dall’Assemblea nazionale del Pd, lo stato dell’iter del disegno di legge 1905 relativo alle norme sulla
organizzazione dell’Università, e le cifre che testimoniano l’impatto della manovra finanziaria sull’istruzione universitaria.

"Finanziaria: Errani, sara' pace solo se si rivedono tagli", intervista di Fabio Poletti

«Io la sua relazione non l’ho ancora letta. Ma faccio notare che questa relazione sarebbe stato più che opportuno costruirla insieme».
Andiamo bene. I ministri Fitto e Rossi hanno appena finito di dire che tra «le Regioni e Tremonti è scoppiata nuovamente la pace». Non è così?

«Manovra e federalismo vanno di pari passo. Le Regioni – anzi tutti gli enti locali – lo vogliono con forza. Ma ci deve essere data la possibilità di realizzarlo. Noi vogliamo fare la nostra parte. La manovra finanziaria così come è congegnata però è iniqua. Il governo deve cambiarla. Vanno ripartiti i tagli. Solo allora ci sarà la pace e anche noi vedremo questa onda positiva di cui parla il ministro Bossi».

Il senatore Antonio Azzollini del Pdl ha presentato un emendamento alla manovra, in cui lascia alle Regioni il compito di decidere dove tagliare. Non vi piace la «flessibilità»?

«Non serve a nulla. Peggiora la situazione. E’ completamente ingestibile. Serve solo a lasciare il cerino in mano alle Regioni e agli enti locali. Come Regioni confermiano il nostro sì ma al saldo complessivo della manovra. Ma chiediamo un riequilibrio ai tagli, dovranno pesare di più sullo StaIto centrale».

Per questo avete chiesto di incontrare il presidente Berlusconi? Pensa anche lei come il Governatore della Lombardia Formigoni che è meglio incontrare il capo del Governo, che almeno conta di più ?

«C’è una verità molto importante da sottollneare. Oggi le Regioni, le Province, i Comuni, fino alle comunità Montane hanno chiesto un incontro urgente a Silvio Berlusconi perché si discuta di una manovra che sia condivisa da tutti».

Sembra di capire che avete già qualcosa da mettere sul tavolo.

«I saldi della manovra rimangano fermi ma ci sia una equa ripartizione dei tagli. Sul federalismo fiscale ci sia una legge contestuale, concreta e coordinata tra il Governo e gli Enti locali. E infine venga istituita – a costo zero – una commissione straordinaria per analizzare i costi e gli sprechi nella Pubblica amministrazione».

Detta così non sembra amore.Continuate a martellare Tremonti e il governo?

«Noi non martelliamo nessuno. Abbiamo un atteggiamento istituzionale. Non facciamo opposizione. Ma vogliamo un accordo vero con il governo sulla manovra. Ci vuole un patto che sia rispettato poi da tutti. La nostra è una posizione forte ma anche responsabile. Le difficoltà nei conti pubblici ci sono e lo sappiamo. Il modo per intervenire ed affrontare il problema deve essere per equilibrato e giusto».

Se no?

«Manovra e federalismo vanno ovviamente dl pari passo. Mi sembra che nessuno possa permettersi li lusso di fare degli errori».

Il ministro Tremonti dice che «dei numeri» si parlerà da qui a settembre. Secondo lei prende tempo?

«Non mi piace interpretare le parole del ministro. Io sostengo solo che occorre mettersi attorno a un tavolo e condividere ogni scelta».

Altrimenti crolla tutto?

«Se le Regioni e gli Enti locali saranno costrette a tagliare, ci saranno ovviamente conseguenze dirette e inevitabili. Tagli dei servizi che andranno a incidere sui cittadini, sulle famiglie e sulle imprese.
Ma non voglio pensare che non ci sia una soluzione prima di arrivare a tutto questo».

La Stampa 01.06.10

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TREMONTI: ECCO COME IL FEDERALISMO SISTEMERA’ I CONTI, di Alessandro Barbera

«L`albero della finanza pubblica italiana è diventato storto». Con il federalismo fiscale «lo si può e lo si deve raddrizzare». Chiosa: «Il rischio di divisione non viene da chi lo vuol fare, all`opposto da chi non lo vuol fare». Ventisette pagine di premessa, quattro allegati. Nella relazione tecnica sul federalismo fiscale approvata ieri dal consiglio dei ministri (assente Berlusconi in visita ufficiale a Panama, presiedeva Bossi) numeri precisi sull`impatto effettivo della promessa rivoluzione ancora non ce ne sono. Per quelli – i cosiddetti «costi e fabbisogni standard» – bisognerà attendere i cinque decreti attuativi che Giulio Tremonti promette di approvare «fra luglio e settembre».

Nessuno dei ministri presenti alla conferenza stampa di presentazione (oltre a Tremonti il citato Bossi, Roberto Calderoli, Raffaele Fitto, non Aldo Brancher) se la sente di confermare quella cifra di sei miliardi che gli addetti ai lavori pensano si possano risparmiare da subito. Un numero che, per la cronaca, l`opposizione considera fasullo. I numeri, moltissimi, delle tabelle sulle spese degli enti locali intanto confutano la tesi: l`albero dritto non è.

Ad esempio: fatto 799 miliardi di euro il valore di tutte le spese della nazione di un anno, quella «discrezionale» dello Stato (ovvero escludendo interessi sui debiti e personale) è pari a 84 miliardi di euro. Quella degli enti locali è più che doppia: 171 miliardi. Con un`aggravante:«A livello locale chi rappresenta e spende, non tassa».
Se ci sono debiti da ripianare, lo deve fare il governo centrale.

Nella sola sanità la relazione ricorda che fra il 2007 e il 2008 lo Stato ha dovuto pagare 12,1 miliardi per il buco di cinque Regioni: Lazio, Abruzzo, Campania, Molise e Sicilia. A dicembre dell`anno scorso sono arrivati più o meno altri quattro miliardi.

Oggi, primo luglio, per via dei disavanzi sanitari ci sono «quattro Regioni commissariate e otto impegnate in piani di rientro».

Ancora: fra le tabelle elaborate dalla Commissione tecnica sul federalismo si scopre che nel 2008 la Calabria, con un bilancio che è quasi un quinto quello della Lombardia (4,4 miliardi contro 23 di spesa complessiva, sanità compresa), il costo dei soli organi istituzionali è stato pari a 76.935.000 euro, tre milioni in più dei 73.883.306 spesi da Roberto Formigoni. La Campania, con spese complessive per 12 miliardi (la metà della Lombardia), ha impegnato per indennità a presidenti, consiglieri e via scendendo 86.161.088 euro, dieci milioni in più di Roberto Formigoni, cinquanta in più dell`Emilia di Vasco Errani. L`unica Regione che fa di gran lunga peggio della Campania è la Sicilia: 156 milioni, 376mila e 65 centesimi. Infine: sempre nel 2008, sempre la Calabria (unica Regione italiana tuttora senza uno standard di contabilità) ha impegnato per la fantomatica voce «trasporto aereo» 103.084.646 milioni.

La Lombardia per la stessa voce segna 760mila euro, il Piemonte 5.294.670 euro. Insomma, è «assolutamente necessaria la razionalizzazione della nostra finanza pubblica».

E «il federalismo costa se non lo sì fa», insiste Tremonti. Fatti tutti i passaggi tecnici, il primo passo verso la rivoluzione, promette Umberto Bossi, sarà per i Comuni. A partire dal 2012 venticinque miliardi di euro fra trasferimenti e imposte locali (la relazione ne conta 24) dovrebbero essere assorbiti in un’unica tassa locale, da introdurre «previa verifica del consenso popolare da parte dei Comuni».

Tremonti e la relazione escludono categoricamente che con la tassa unica tornerà l`Ici sulla prima casa, mentre al suo interno troverà posto la cedolare secca sugli affitti, un`idea che da anni, governo di destra e sinistra, tentano senza successo di introdurre. «E` nel nostro programma, e questo è il posto giusto per farla». Visibilmente soddisfatto, Umberto Bossi si congeda dalle telecamere con un`ampia stretta di mano a Tremonti e una carezza a Fitto

La Stampa 01.06.10

Nemmeno 1 euro (Newsletter n° 6 – giugno 2010)

Ci sono parole che sembrano scomparse dal discorso pubblico di questi ultimi tempi. Questa parole sono uguaglianza, equità, solidarietà. Eppure, sin dal secondo articolo della nostra Carta Costituzionale, la nostra Repubblica ha il compito di riconoscere e garantire i diritti inviolabili dell’uomo “e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”.

Ciononostante, i provvedimenti del Governo e l’ultima manovra finanziaria non hanno nulla di equo, come documentiamo con i link seguenti ai diversi post del sito.

Facciamo un esempio a caso, sulla base degli ultimi redditi disponibili relativi al 2009, quando il nostro Presidente del Consiglio dichiarava un reddito pari a 23.057.981 di Euro. L’anno precedente era ‘appena’ di 14.532.538 (ma del resto si sa che gli affari del Premier, da quando è in politica, vanno sempre più a gonfie vele).

Ebbene, un insegnante di scuola media in quell’anno guadagnava poco più di 20 mila Euro. Per raggiungere il reddito del Premier ci vogliono perciò circa 1150 insegnanti.

Ognuno di questi 1150 insegnanti, a seguito della manovra e dei blocchi contrattuali, registrerà una perdita media nel prossimo biennio che va dai 2 ai 3 mila euro. Circa due mensilità. Questo è il sacrificio che gli viene chiesto per affrontare una crisi (e come lui ai dipendenti pubblici e ai docenti di altri ordini di scuola e universitari).

Non sborserà viceversa nemmeno 1 Euro il Presidente del Consiglio, e come lui molti altri, grazie ad una manovra che colpisce i giovani e i lavoratori precari, i lavoratori del pubblico impiego e tutti i cittadini che usufruiscono di servizi degli enti locali, principali vittime della manovra tremontiana.

Insomma sempre gli stessi e sempre i più deboli.

Non è populismo rammentare ciò, è populismo nasconderlo.

 

Manuela Ghizzoni

 

XXX

 

A seguito della polemica suscitata dall’uso di un termine troppo desueto per indicare i compa… ops, pardon, gli iscritti al partito, avevamo inizialmente convenuto di sostituire ogni volta tale parola con la triplice XXX, per evitare di urtare la sensibilità di altre culture politiche presenti nel PD. Ma la decisione è stata sottoposta a revisione dopo una serata, trascorsa in allegra XXXa, grazie anche alla presenza di buontemponi e XXXoni che hanno cantato canzoni di Amodei e Pietrangeli, intonando a squarciagola ““XXX cittadino, fratello partigiano”

e “XXX dai campi e dalle officine”. La serata è proseguita ricordando i vecchi tempi e le prodezze di qualche brillante ex XXX di scuola, ma ha avuto un epilogo imprevisto. Poiché nessuno era automunito ed eravamo sopraggiunti con mezzi pubblici, o grazie ad un passaggio del proprio XXX, o, è il caso di un amico che vive all’estero, prendendo un last minute offerto da una XXXia aerea low cost, un interrogativo è sorto alla conclusione della lieta serata.

Chi ci avrebbe riaXXXti a casa?

E così abbiamo compreso che privi di quella parola ci saremmo sentiti un po’

più soli e abbandonati.

 

I redattori del sito e della newsletter

 

I principali aggiornamenti del sito, le notizie, i commenti e le riflessioni dell’ultimo mese

Dalla “crisi psicologica” a una manovra iniqua

Una manovra ammazza PIL. Arriva l’ammissione di colpevolezza venerdì

Tremonti è costretto a dire la verità: la manovra economica avrà una ripercussione negativa sull’economia. Sacrifici per tutti? No, a pagare saranno sempre gli stessi […]

www.partitodemocratico.it, 25.06.10

 

Sciopero generale Cgil: «Sulle spalle dei soliti noti», di Laura Matteucci

Contro le scelte politiche del governo e per cambiare una manovra sbagliata e ingiusta», queste le motivazioni dello sciopero generale della Cgil […]

L’Unità, 25.06.10

 

Con i sindaci ed i cittadini. PDL e Lega dove siete?

Bersani sfida Umberto Bossi ad andare oggi in mezzo ai sindaci che protestano davanti al Senato contro la manovra. “Se vuol venire a dire la sua a questa manifestazione dei sindaci, credo sia il benvenuto” […]

www.partitodemocratico.it, 25.06.10

 

Manovra, la rivolta delle Regioni

La manovra è «irricevibile» e deve «cambiare». Lo ribadiscono i governatori, in un documento votato «all’unanimità», dopo una riunione straordinaria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome […]

La Stampa, 15.06.10

 

Debito pubblico, aumento senza fine

Conti pubblici che vanno sempre peggio, con il debito che supera i 1.812 miliardi di euro, record mai raggiunto, mentre i soldi incassati dal fisco calano […]

www.partitodemocratico.it, 15.06.10

 

«I veri numeri della manovra», di Tito Boeri e Massimo Bordigon

Da ieri è finalmente disponibile il testo della manovra. Abbiamo così scoperto che un provvedimento presentato come quasi interamente di riduzioni alle spese è composto in realtà al 40 per cento di maggiori entrate, che molti tagli sono di carta, di dubbia praticabilità […]

LaVoce.info, 04.06.10

Una manovra “iniqua” per scuola, ricerca e cultura

«Tornano (forse) gli scatti di anzianità», di R.P.

Il blocco degli scatti di anzianità per il personale della scuola potrebbe rientrare: il Governo ha già pronto un emendamento per cancellare la norma contenuta nel decreto legge 78 all’esame del Senato proprio in questi giorni […]

Tecniche della scuola, 25.06.10

 

Bersani: questa finanziaria è un tradimento per la scuola

Bersani, che ha concluso sabato 19 giugno a Roma la manifestazione promossa dal Partito Democratico, ha espresso un giudizio ampiamente negativo sulla manovra: è iniqua, squilibrata […]

TuttoScuola, 21.06.10

 

“Tagli al sistema scolastico”, di Andrea Checchi

Per quanto riguarda la scuola, la manovra prevede tre interventi: 1) il blocco degli automatismi stipendiali, attraverso una sospensione della maturazione della anzianità necessaria alla posizione economica superiore (maturabile in sei anni) […]

LaVoce.info, 12.06.10

 

“Manovra sulla scuola, bocciata pure dalla Corte dei Conti”, di A.G.

Per il presidente, Tullio Lazzaro, sono state adottate misure “particolarmente severe”: dito puntato sulla scelta di coprire i debiti degli istituti con il 30% derivante dei risparmi che doveva andare a premiare il merito […]

Tecnica della Scuola, 11.06.10

 

“Crisi e ricerca: Roma taglia, Berlino investe”, di Pietro Greco

Berlino, giugno 2010. Posto di fronte alla necessità di dare il buon esempio e contribuire a stabilizzare sia la moneta sia la stessa economia dell’Unione europea riportando in ordine i conti pubblici, il governo tedesco di centrodestra guidato da Angela Merkel ha varato una dura manovra di bilancio […]

L’Unità, 10.06.10

 

“Manovra e federalismo scolastico, dove corre la lepre”, di Fabrizio Dacrema

Curzio Maltese ha colto bene l’intento punitivo nei confronti degli insegnanti contenuto nelle manovra del governo […]

ScuolaOggi.org, 10.06.10

 

Scuola, Pd: Gelmini usa fondi insegnanti meritevoli per pagare debiti scuole

Manuela Ghizzoni, Capogruppo PD in commissione Cultura alla Camera, interviene sui fondi per gli insegnanti meritevoli utilizzati per pagare i debiti delle scuole […]

08.06.10

 

“Con la chiusura dell´Isae tagliati solo 135mila euro”, di Giorgio Lonardi

«Almeno una telefonata..». Non nasconde l´amarezza, Alberto Majocchi, presidente dell´Isae, l´Istituto di analisi economiche abolito con un tratto di penna dalla Finanziaria […]

La Repubblica, 05.06.10

 

«Sopravvissuti, ma per quanto?», di Mauro Munafò

Studenti e docenti del Centro Sperimentale di Cinematografia occupano la sede dell’istituto per protestare contro i tagli la precarietà e i tagli alle risorse destinate alla produzione culturale […]

www.espresso.repubblica.it, 04.06.10

 

“La cultura rischia la fame”, di Vittorio Emiliani

Ora la scure per il taglio dei contributi statali agli enti culturali è nelle mani del ministro Bondi […]

L’Unità, 03.06.10

 

Cultura: Pd, perché Bondi non sapeva dei tagli? Riferisca in Parlamento

Dichiarazione degli on. Emilia De Biasi , Manuela Ghizzoni, deputate PD della Commissione Cultura della Camera, Giuseppe Giulietti portavoce di Articolo 21 […]

03.06.10

 

La manovra 2010 e gli effetti nei comparti pubblici della conoscenza

Vi proponiamo una sintesi del dossier Flc Cgil. Contratti collettivi nazionali: Salta, senza possibilità di recupero, il rinnovo per gli anni 2010-2012 […]

www.flcgil.it, 01.06.10

Una manovra “iniqua” per l’ambiente, la sanità e la pubblica amministrazione

“La rivolta dei governatori divide Pdl e Lega”, di Marcello Sorgi

La protesta delle Regioni contro il governo che scarica sulle amministrazioni locali il peso maggiore della manovra da ieri ha assunto toni da rivolta […]

La Stampa, 25.06.10

 

“Sindaci, più di una protesta”, di Davide Zoggia

È sbagliato pensare che la manifestazione degli amministratori locali davanti al senato sia stata una semplice protesta contro i tagli del governo. È stato qualcosa di più profondo e di più serio […]

Europa Quotidiano, 24.06.10

 

“Una «service» tax per i comuni. Con la manovra Italia più povera”, di Bianca Di Giovanni

«Oggi abbiamo smosso le acque». Dopo una giornata sulle barricate i sindaci incassano qualche apertura da parte del governo. Ma non abbassano la guardia sul «salasso» della manovra, che chiede agli enti locali circa 13 miliardi di tagli […]

L’Unità, 24.06.10

 

Sanità, l´allarme dei medici statali “A rischio 10.000 interventi chirurgici al giorno”, di Luisa Grion

Ci saranno meno medici, un taglio all´assistenza, 10 mila interventi chirurgici in meno al giorno e più code […]

La Repubblica, 16.06.10

 

Errani: mobilitazione per una manovra più equa

Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni, governatore dell’Emilia Romagna, sollecita una «manovra più equa» e sottolinea così la convocazione straordinaria della Regioni per martedì 15 […]

L’Unità, 13.06.10

 

“Con i tagli spariscono gli sconti per la casa verde”, di Carlo Bertini

Via lo sgravio del 55%. Prestigiacomo insorge: la green economy è il futuro.  […]

La Stampa, 03.06.10

 

Errani: “Le misure manderanno in tilt gli ospedali si mettono in gioco i livelli di assistenza”, di Stefania Parmeggiani

«La manovra finanziaria deve essere modificata. Non può intaccare il livello dei servizi e delle cure erogate». Vasco Errani, governatore dell´Emilia Romagna, appena riconfermato presidente della conferenza delle Regioni […]

La Repubblica, 06.06.10

Una manovra “iniqua” anche per le donne

“Pensioni, ricatto alle donne. Bankitalia, presto un’altra stangata”, di Bianca Di Giovanni

Per ora pagano le donne. Il consiglio dei ministri ha trovato un accordo sulla norma che innalza a 65anni l’età di pensione di vecchiaia per le donne della pubblica amministrazione a partire dal 2012, con uno scalone unico […]

L’Unità, 11.06.10

 

“Quella falsa parità”, di Lietta Tornabuoni

Parlare di parità tra donne e uomini a proposito di pensioni è una menzogna sfacciata, e magari anche una gran porcheria […]

La Stampa, 10.06.10

 

“La previdenza flessibile”, di Tito Boeri

La nostra infrazione è figlia di un´entrata in vigore troppo lenta della riforma che ha introdotto il sistema contributivo. La Svezia invece ha previsto una transizione molto più rapida […]

La Repubblica, 08.06.10

 

«Donne e pensione, la flessibilità è la vera risposta», di Cesare Damiano e Sandro Gozi

Il governo italiano è stato nuovamente bocciato in Europa. Ieri la Commissione europea ha dichiarato che la soluzione proposta dall’Italia sull’età pensionabile non risolve nulla, poiché mantiene il trattamento discriminatorio tra uomini e donne […]

07.06.10

Idee per rendere più equa la manovra “iniqua”

I no del Pd al Palalottomatica. La sinistra lancia la sua manovra: «Noi, per la crescita»

Il Pd si mobilita contro la manovra con la manifestazione di oggi al Palalottomatica di Roma […]

L’Unità, 19.06.10

 

Cambiamo la manovra. Paghi di più chi ha di più

“I sacrifici per rimettere a posto i conti pubblici non li devono fare coloro che lo hanno sempre fatto: i bidelli, gli insegnanti, i lavoratori dipendenti […]

www.partitodemocratico, 19.06.10

 

“Una patrimoniale per ridurre il debito”, di Marcello Degni

Una manovra come quella in discussione dovrebbe prevedere un prelievo sulla ricchezza da usare per ridurre l’indebitamento, così da combinare il rigore contabile con la crescita […]

Il Fatto quotidiano, 19.06.10

 

“La nuova lenzuolata di Bersani per il rilancio delle liberalizzazioni”, di Raffaella Cascioli

Benzina, farmacie, ordini professionali, banche, separazione proprietaria della rete di trasporto gas e autocertificazione per l’avvio immediato delle attività produttive […]

L’Europa quotidiano, 17.06.10

 

Sfida al Governo

Sei proposte a costo zero per spostare dieci miliardi di euro dalla rendita e dalle posizioni dominanti a favore dei cittadini e delle imprese […]

www.partitodemocratico.it, 16.06.10

 

«Chi evade fa male anche a te: digli di smettere», di Luca Paolazzi

Chi evade le tasse mette le mani nelle tue tasche. Occorre farlo smettere. Lo stesso vale per chi quel comportamento permette, avendo invece i poteri tecnici e il dovere politico per fermarlo […]

Il Sole 24Ore, 06.06.10

 

Una manovra sbagliata. Le proposte del PD per la crescita e l’equità

La Segreteria PD boccia la manovra e propone di puntare su 4 obiettivi: investimenti sull’economia verde, l’università e la ricerca, una riforma fiscale, l’allentamento del Patto di Stabilità, il riavvio delle liberalizzazioni […]

02.06.10

Il Governo stecca sulla lirica

“PD e Fondazioni liriche. Ovvero: l’opposizione dei fatti e non delle parole”, di Emilia De Biasi e Manuela Ghizzoni

Gli ultimi anni ci hanno consegnato una politica più di parole che di fatti, e di autoritarismo delle decisioni governative […]

L’Unità, 29.06.10

 

“Enti lirici, evitato il peggio”, di Emilia De Biasi

Abbiamo votato contro il decreto Bondi sulle fondazioni lirico-sinfoniche perché lo riteniamo un provvedimento sbagliato che ha l’unico intento di colpire i diritti dei lavoratori […]

Europa Quotidiano, 25.06.10

 

Fondazioni Liriche: Ventura, “Vi spiego la battaglia del PD”

Il vicepresidente vicario dei deputati PD e parlamentare fiorentino: a fianco della cultura, contro il decreto […]

24.06.10

 

Lirica. Pd, contrari a decreto che rende precario il lavoro

Rinunciando alla demagogia abbiamo introdotto modifiche importanti […]

24.06.10

 

Fondazioni liriche, Pd: con la fiducia la Camera diventa passacarte del Senato

Ghizzoni: senatori di maggioranza non vogliono tornare a lavorare martedì. […]

23.06.10

 

“I teatri si infiammano. Sciopero delle «prime» contro il decreto Bondi”, di Luca del Fra

Il primo sì l’altro ieri al provvedimento che da qualche spicciolo alla cultura e nessuno emendamento dell’opposizione è stato recepito, differentemente da quanto annunciato […]

L’Unità, 18.06.10

 

Lirica, Pd: decreto inutile e sbagliato, servono radicali modifiche

“E’ un decreto inutile e sbagliato che non serve a migliorare la qualità delle fondazioni lirico sinfoniche […]

17.06.10

Università e ricerca

“Università al collasso Nuova protesta dal 5 al 9”, di Roberto Ciccarelli

È forse più di un segnale di nervosismo quello che ha spinto il presidente della Conferenza dei Rettori Enrico Decleva a predire che il 2011 sarà l’anno del collasso dell’università italiana […]

Il Manifesto, 30.06.10

 

«”In autunno atenei bloccati” la sfida finale dei ricercatori», di Laura Montanari

Sono più di cinquemila, pronti a disertare le cattedre. I ricercatori, contro la riforma dell´università, promettono lo sciopero della didattica […]

La Repubblica, 20.06.10

 

Noi ricercatori, tra terremoto e ddl Gelmini

Egregio Presidente della Repubblica, ci permettiamo di rivolgerLe un appello conoscendo la Sua sensibilità nei confronti dei problemi riguardanti la ricerca e l’istruzione in Italia, sui quali ha più volte in occasioni pubbliche richiamato l’attenzione […]

Il Manifesto, 18.06.10

 

“Se i baroni difendono se stessi”, di Marco Simoni

È istruttivo il dibattito scaturito dalla proposta del Pd – contenuta in un documento più articolato – di anticipare l’età del pensionamento per i professori universitari a 65 anni […]

L’Unità, 12.06.10

Organici: docenti light e classi oversize

Il Tar ferma la scuola Gelmini «Circolari illegittime», di Chiara Affronte

Per adesso è vittoria. E se tutto procede come si vorrebbe «in un paese normale e democratico» la riforma della scuola del ministro Mariastella Gelmini verrà sospesa […]

L’Unità, 27.06.10

 

Scuola: Ghizzoni (Pd), dopo Tar del Lazio Gelmini non può più stare in silenzio

“Fino ad oggi sono state reticenti le risposte del ministro Gelmini alle nostre interrogazioni sull’uso ‘disinvolto’ delle circolari in assenza di leggi e sulla mai avvenuta pubblicazione dei decreti interministeriali sugli organici […]

26.05.10

 

«I tagli? Per il Governo necessari per allineare il rapporto prof-alunni all’Ue», di A.G.

Il sottosegretario all’Economia, Luigi Casero spiega che la cancellazione di decine di migliaia di cattedre era necessaria per riqualificare la spesa pubblica e che parte delle risorse andranno comunque all’innovazione e allo sviluppo del settore […]

Tecnica della Scuola, 25.06.10

 

Manovra. PD: troppi insegnanti? Lo vadano a raccontare alle famiglie…

Dichiarazione congiunta di Francesca Puglisi, responsabile Scuola Pd, e dell’on. Manuela Ghizzoni, capogruppo PD in VII Commissione Camera dei Deputati […]

24.06.10

 

“Alla Gelmini si gonfiano i precari”, di Alessandra Ricciardi

Rischia di allungarsi di altre dieci mila unità l’esercito dei precari perdenti posto. Quei precari che finora hanno lavorato attraverso il rinnovo delle supplenze e che dal prossimo anno invece resteranno a casa […]

ItaliaOggi, 22.06.10

 

Organici personale ATA. Confermati 15.167 tagli al 1 settembre 2010

Il Miur ha diramato da poche ore lo schema di decreto interministeriale, la circolare annuale e le tabelle dei tagli sugli organici ATA per il prossimo anno scolastico […]

www.flcgil.it, 10.06.10

 

Tempo pieno alle elementari, è caos “Non c´è posto per 150mila bambini”, di Salvo Intravaia

Oltre 150 mila bambini di prima elementare restano fuori dal tempo pieno e fioccano le proteste dei genitori […]

La Repubblica, 08.06.10

 

Scuola, Pd: sul tempo pieno Gelmini nasconde i dati

Ghizzoni: i Comuni saranno costretti a mettere le mani nelle tasche delle famiglie […]

07.06.10

Scuola superiore: quale maturità?

“Il discorso su Matteotti fu l´ultimo colpo alle libertà”, di Michele Smargiassi

Un tema “revisionista”? No, molto peggio: un tema insensato. Gli storici bocciano la traccia storica dell´esame di maturità sul “Ruolo dei giovani nella storia e nella politica” […]

La Repubblica, 23.06.10

 

Maturità, Pd: test a risposta multipla? Non siano come i quiz di ingresso all’università

“Non ci stupisce l’adozione di uno strumento che fotografi i livelli di apprendimento dei maturandi […]

20.06.10

 

Scuola, Pd: Maturità? Gelmini fa marcia in dietro, finalmente rinsavisce

“Sarà l’arrivo dell’estate o forse l’avvicinarsi degli esami di maturità, fatto sta che il ministro Gelmini appare finalmente rinsavito e abbandona la tanto sbandierata linea del rigore” […]

09.06.10

 

“Il liceo non ha i soldi per la maturità. Paghino le famiglie”, di Andrea Garibaldi

Chiesti 145 euro a studente per i commissari d’esame. Il problema è questo, così come lo racconta Pietro Gonnella, preside del liceo scientifico «Majorana» di Putignano […]

Il Corriere della Sera, 07.06.10

Scuola in “rosso”

“Imparare con meno ore di lezione ecco la scuola del tempo tagliato”, di Maria Novella De Luca

Nelle primarie e secondarie gli orari verranno “falciati” di almeno 120 minuti settimanali […]

22.06.10

 

“La cura dimagrante per la scuola: prima tagliare e poi saltare”, di Pippo Frisone

Dopo aver tagliato 135 mila posti di lavoro nella scuola statale nel triennio 2009/12 e prima ancora di completare l’opera, con la nuova manovra finanziaria il Governo Berlusconi questa volta prova a mettere con le spalle al muro tutto il personale scolastico […]

ScuolaOggi, 09.06.10

 

“Gelmini, scure sui programmi. Con la riforma si studia meno”, di Salvo Intravaia

Un documento interno del ministero illustra i nuovi orari per licei e istituti tecnici e professionali. Sforbiciate in tutte le materie fondamentali: al classico meno italiano e storia, allo scientifico meno chimica e fisica, all’artistico meno discipline plastiche […]

La Repubblica, 07.06.10

 

“Perchè è sbagliato tagliare i fondi all’istruzione”, di Giovanni Ferri

Ho avuto di recente l’occasione di partecipare a tre convegni in cui si discuteva di istruzione e sviluppo economico […]

www.nelmerito.com, 06.06.10

 

“Formazione: Gelmini taglia i centri adulti. Niente scuola per gli stranieri”, di Paola Benedetta Manca

Che i tagli alla scuola dei ministro Gelmini fossero consistenti si sapeva ormai in modo inequivocabile, ma forse non tutti sanno che, per minimizzare i costi dell’istruzione, si stanno iniziando a dimezzare gli insegnanti dei Ctp […]

L’Unità/Bologna, 03.06.10

Cronache dalla scuola

«La scuola e i giovani nel Rapporto Istat 2009», di Dario Missaglia

Uno scenario inquietante: poca lettura, poco computer, pochissimo orientamento. E una scuola di classe che spacca il Paese […]

www.educationduepuntozero.it, 26.05.10

 

“Da ‘cuore’ alle riforme la scuola del paese”, di Paolo Mauri

Una storia fatta di insegnanti malpagati, ma anche di successi, come la media unificata o la nuova elementare. E poi di promesse di cambiamenti […]

La Repubblica, 18.06.10

 

“Scuole, scrutini bloccati così i prof contestano i tagli”, di Salvo Intravaia

Centinaia di scrutini deserti anche ieri in Puglia, Marche, Veneto, Umbria e Sardegna. E oggi si replica […]

La Repubblica, 12.06.10

 

Scuola, Pd: Pagella elettronica? è norma manifesto, mancano fondi per applicazione

“Il nostro si all’articolo del ddl Brunetta che introduce la pagella elettronica è una sfida all’esecutivo. Vogliamo smascherare il governo che, ancora una volta, propone una norma manifesto che non potrà essere attuata  […]

09.06.10

 

Approvata la Legge sulla dislessia. Soddisfazione dell’On. Ghizzoni, relatrice del provvedimento

La Camera ha approvato all’unanimità la legge sulla dislessia. Ora l’iter della legge prosegue al Senato […]

09.06.10

 

«Ultimo giorno di scuola, va in scena il Requiem di Mozart», di A.G.

Farà un certo effetto, forse anche ai piani alti di viale Trastevere, chiudere l’anno scolastico con queste parole: “Oggi 11 giugno 2010 ultimo giorno di scuola, siamo qui per la cerimonia funebre in ricordo di tutte le discipline scomparse e di quelle gravemente mutilate dalla riforma Gelmini […]

Tecnica della Scuola, 04.06.10

La crisi che c’è e il lavoro che manca

“Gli invisibili senza lavoro”, di Tito Boeri

Quasi un lavoratore temporaneo su sei ha perso il lavoro. I dati delle rilevazioni sulle forze lavoro del primo trimestre 2010 ci permettono di aggiornare la contabilità della Grande Recessione per il lavoro degli italiani […]

La Repubblica, 25.06.10

 

Manuela Ghizzoni a sostegno delle iniziative contro la manovra promosse dalla Cgil a Carpi

“Il Governo tolga le mani dalle tasche dei cittadini e dei comuni e cambi una manovra sbagliata, iniqua, contro i lavoratori e devastante per gli enti locali […]

19.06.10

 

Imprese, 40 milioni di euro dalla Regione per sostenere i distretti produttivi, le reti d’imprese e l’avvio di iniziative imprenditoriali di nuove cooperative

L’assessore regionale Muzzarelli: “Finanziamo la ricerca assicurando a centinaia di giovani opportunità occupazionali” […]

16.06.10

 

Il PD di Carpi incontra una rappresentanza dei lavoratori dell’Italcarni in sciopero

“Rilanciare il tavolo provinciale proposto dal Sindaco di Carpi per risolvere la vertenza, coinvolgendo tutti i soggetti interessati e salvaguardando l’occupazione” […]

15.06.10

 

«Serve un welfare anche per i Piccoli», di Cesare Damiano

Le piccole e medie imprese italiane per uscire dalla crisi, difendere l’occupazione e porre le basi per contribuire al rilancio economico dell’intero paese, hanno bisogno di specifiche politiche che tengano conto della loro dimensione e del loro ruolo […]

www.europaquotidiano.it, 04.06.10

Il lavoro dopo Pomigliano

“Bersani: niente scherzi, si investa subito ma quest’accordo non sarà ripetibile”, di Adolfo Pappalardo

“Per salvare lo stabilimento si incide su diritti sensibili, non è solo la Fiom a preoccuparsi delle conseguenze” […]

Il Mattino, 26.05.10

 

«Gestione unitaria dell’intesa», di Cesare Damiano

Adesso si deve guardare avanti. A Pomigliano il referendum è stato fatto e il “sì” ha vinto. Il 63 % non è il plebiscito che la Fiat chiedeva, ma indica la chiara volontà dei lavoratori di volere l’accordo […]

L’Unità, 25.06.10

 

“Anche Marchionne all’angolo senza patto tra lavoro e capitale”, di Stefano Fassina

Un filo rosso lega l’offensiva del Governo sull’art. 41 della nostra Costituzione, la soluzione cercata dalla Fiat per Pomigliano e il carattere oggi dominante della politica economica europea […]

L’Unità, 24.06.10

 

Pomigliano: passa l’accordo tra azienda e sindacati

Con il 62,2% dei Sì, è passato l’accordo di intesa tra la Fiat e le tute blu dello stabilimento di Pomigliano d’Arco. Affluenza massiccia: hanno votato il 95% dei lavoratori […]

www.partitodemocratico.it, 23.06.10

 

“I confini del Lingotto”, di Luciano Gallino

A Pomigliano prevale il sì all’accordo con la Fiat. Non stravince, come la sua direzione avrebbe gradito. Dobbiamo però augurarci che la Fiat non prenda pretesto dal risultato inferiore alle attese per mandare a monte l’accordo […]

La Repubblica, 23.06.10

 

“A Pomigliano comincia l’epoca dopo Cristo”, di Eugenio Scalfari

Tra le tante dichiarazioni fatte da Marchionne in questi giorni ce n’è una che è d’una chiarezza disarmante ed anche sconcertante: «Io vivo nell’epoca dopo Cristo; tutto ciò che è avvenuto prima di Cristo non mi riguarda e non mi interessa» […]

La Repubblica, 20.06.10

Silenzio stampa: avanti con la legge bavaglio

“Privacy e criminalità”, di Alberto D’Argenio

Non solo Quirinale e Consulta. La legge-bavaglio dovrà passare anche lo scrupoloso esame sul rispetto della libertà di stampa da parte della Commissione Ue, l´unico organismo sovranazionale in grado di imporre cambiamenti alle leggi approvate dai governi […]

La Repubblica, 21.06.10

 

“La legge-bavaglio dimostra che Berlusconi si può fermare”, di Giuseppe D’Avanzo

Dunque, si può. Berlusconi può essere fermato, può essere costretto a precipitose ritirate […]

La Repubblica, 19.06.10

 

“Intercettazioni: le mafie ringraziano”, di Laura Garavini

Per la seconda volta in neanche sei mesi il governo Berlusconi fa un regalo enorme alle mafie: prima lo scudo fiscale, adesso la legge sulle intercettazioni […]

www.articolo21.org, 17.06.10

 

Nessuno tocchi i blog

Art.1, comma 29 del ddl intercettazioni: i blogger devono pubblicare le richieste di rettifica in 48 ore o pagare fino a 12.500 euro. Aboliamo questa norma […]

www.mobilitanti.it, 16.06.10

 

“La democrazia bendata”, di Adriano Prosperi

Con la legge sulle intercettazioni sta passando in Italia una aggressione senza precedenti a due pilastri dello stato di diritto: l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge e la libertà di informazione e di opinione […]

La Repubblica, 14.06.10

 

“Lo spettro del bavaglio e della deflazione”, di Eugenio Scalfari

Tiene ancora banco e lo terrà per un pezzo la legge bavaglio sulla libertà di stampa. Il Senato l´ha approvata votandola sotto il ricatto della fiducia posta dal governo, ma gli ostacoli sono ancora molti […]

La Repubblica, 13.06.10

 

“Disobbedire, per la democrazia”, di Nadia Urbinati

Questa legge va fermata «nell´interesse della democrazia, che deve garantireil controllo di legalità, e che deve assicurare trasparenza di informazione […]

La Repubblica, 12.06.10

 

“Pronto chi non parla? Una legge infelice”, di Stefano Folli

Se è vero, come assicura il presidente del Consiglio, che per varare la legge sulle intercettazioni ci sono voluti due anni di preparativi, il meno che si possa dire è che questo tempo poteva essere speso meglio […]

www.ilsole24ore.it, 10.06.10

 

Cultura e stampa in piazza contro i bavagli: contributi di Ettore Scola, Vittorio Emiliani e Vincenzo Cerami

Regina reginella quanti passi mi darai?» si cantava in uno di quei giochi infantili che era ancora possibile fare nelle strade urbane […]

07.06.10

 

“La battaglia non è finita”, di Stefano Rodotà

Ora che sembra profilarsi una qualche marcia indietro, varrebbe la pena di stilare un impietoso catalogo delle dichiarazioni tracotanti che, nei giorni scorsi e nei luoghi più disparati, erano venute da “autorevoli” esponenti di governo e maggioranza  […]

La Repubblica, 05.06.10

Corrotti e corruttori

Brancher: il Pd presenta una mozione di sfiducia, deve dimettersi

Il capogruppo del Pd, Dario Franceschini, ha annunciato la presentazione di una mozione di sfiducia individuale verso il ministro Aldo Brancher […]

www.deputatipd.it, 30.06.10

 

Brancher dimettiti

Aldo Brancher deve dimettersi. Lo chiede Enrico Letta a nome del PD dopo che in una nota il Quirinale afferma che il neoministro per l’Attuazione del federalismo non può ricorrere al legittimo impedimento per evitare di presentarsi in tribunale […]

www.partitodemocratico.it, 26.06.10

 

Senza pudore: la cricca colpisce ancora

Brancher, neo ministro, si avvale del legittimo impedimento. Imputato per la scalata all’Antoveneta, non parteciperà a nessun processo per “organizzare” il suo dicastero […]

www.partitodemocratico.it, 25.06.10

 

“La grande bugia di Bertolaso”, di Fabrizio Gatti

Ha speso 72 milioni di euro per bonificare La Maddalena. Affidando i lavori a suo cognato. Ma ‘L’espresso’ ha scoperto che due metri sott’acqua è ancora pieno di rifiuti tossici e materiali pericolosi per la salute […]

L’Espresso, 25.06.10

 

“Appalti, allarme corruzione”, di Vincenzo Mulè

Nella sua relazione annuale al Parlamento, il presidente dell’Authority lancia un monito: così si uccidono le realtà oneste. Gravissima accusa al “modello Bertolaso” e ai “grandi eventi” […]

Terranews, 24.06.10

 

Il governa nomina nuovo ministro. Sotto processo per scandalo Bnl

Il Presidente della Repubblica Napolitano ha nominato, su proposta del Presidente del Consiglio Berlusconi, Aldo Brancher Ministro senza portafoglio. Brancher, che era sottosegretario alle riforme, ora ha la delega per l’attuazione del federalismo […]

L’Unità, 19.06.10

 

“Appalti, favori e amici lo scandalo Lunardi”, di Michele Serra

Nei paesi del fu blocco sovietico la nomenklatura di partito godeva di privilegi castali: negozi riservati, case migliori, accesso facilitato a merci inaccessibili alla gente comune […]

La Repubblica, 15.06.10

Non dimentichiamo L’Aquila

L’Aquila vola a Roma. Noi con gli abruzzesi

Tre file di sedie su tre lati e la giunta di fronte, con il gonfalone alle spalle. A Piazza Navona si riunisce il consiglio comunale de L’Aquila e vota all’unanimità una delibera con cui il comune abruzzese entra in stato di agitazione permanente per le incertezze del governo […]

www.partitodemocratico.it, 25.06.10

 

“Quello che le tv non raccontano: viaggio nel cuore della città ferita”, di Jolanda Buffalini

Non si politicizza una tragedia», dice il sindaco dell’Aquila. Ha chiamato i giornalisti, ha organizzato dei piccoli autobus, «i primi a entrare nel centro storico» dalla notte del 6 aprile di un anno fa […]

L’Unità, 23.06.10

 

«Aquilani contro Tg1 e Tg2 la protesta sbarca sul web», di Fabio Iuliano

L’accusa: oscurato il corteo per chiedere agevolazioni fiscali per l’area del cratere e maggiori garanzie sulla ricostruzione. Su Facebook in tilt le pagine dei due telegiornali della Rai […]

http://ilcentro.gelocal.it, 20.06.10

 

“Viaggio tra le macerie de L’Aquila”, di Michele Brambilla

Martedì prossimo giornalisti inviati da tutta Italia attraverseranno corso Vittorio Emanuele – cuore della città, tradizionale «struscio» degli aquilani – accompagnati dal sindaco Massimo Cialente […]

La Stampa 19.06.10

 

“La protesta continua”, di Vincenzo Mulè

Scendono ancora in piazza gli abitanti de L’Aquila, trasferiti in paesi irraggiungibili ed esclusi da ogni tipo di ricostruzione. Intanto nel centro della città tutto è fermo e il governo non ha i soldi per proseguire […]

Terranews, 17.06.10

 

Imprese in ginocchio e l´incubo-tasse “Non abbiamo i soldi per ricominciare”, di Jenner Meletti

Sui muri e sui lampioni l´Sos è ripetuto mille volte. «Manifestazione cittadina, corteo per la città. SOS: Sospensione delle tasse. Occupazione. Sostegno all´economia» […]

La Repubblica, 15.06.10

Letture per aprire la mente

“Il futuro ha bisogno di alternative”, di Barbara Spinelli

D’un tratto, come se la crisi economica cominciata nel 2007 non fosse passata da queste parti, è riapparsa nei vocabolari un’espressione molto usata negli Anni 80: «Non c’è alternativa». […]

La Stampa, 27.06.10

 

“Il profitto e l’operaio”, di Gad Lerner

Il primo ministro del governo italiano ha percepito nel 2009 un reddito pari a 11.490 (undicimilaquattrocentonovanta) volte il reddito di un operaio Fiat di Pomigliano d´Arco […]

La Repubblica, 26.05.10

 

“Il predone”, di Giuseppe D’Avanzo

Pensiamo ogni volta di aver conosciuto di Berlusconi il volto peggiore, l´intenzione più maligna, la mossa più fraudolenta […]

La Repubblica, 25.06.10

 

“Esercizio di responsabilità”, di Ezio Mauro

All’improvviso, tutto il Paese ha guardato al referendum di una fabbrica del Sud come a un moderno giudizio di Dio. Dunque gli “invisibili” esistono, contano e pesano, quando prendono la parola, sia pure in condizioni estreme […]

La Repubblica, 24.06.10

 

“La patria immaginaria”, di Ilvo Diamanti

“La Padania non esiste”, ha sostenuto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, all´indomani della manifestazione di Pontida. Capitale simbolica della Patria “padana” […]

La Repubblica, 22.06.10

 

“Il Quirinale e lo spettro dell’anarchia”, di Marcello Sorgi

L’appello del Capo dello Stato, rivolto a maggioranza e opposizione, a concentrarsi sulla manovra economica per riuscire a concluderne l’esame in Parlamento prima della pausa estiva non è affatto formale […]

La Stampa, 22.06.10

 

“Chi svuota la Costituzione”, di Stefano Rodotà

In questa stagione torbida le prove di decostituzionalizzazione si susseguono e si infittiscono. Per la prima volta nella storia della Repubblica un governo vuole modificare un articolo della parte iniziale della Costituzione, l´articolo 41 […]

La Repubblica, 21.06.10

 

“Con la crisi democrazie a rischio”, di Barbara Spinelli

In un incontro a porte chiuse con i sindacati europei, l’11 giugno, il presidente della Commissione Barroso avrebbe espresso grande inquietudine sul futuro democratico di Paesi minacciati dalla bancarotta come Grecia, Spagna e Portogallo […]

La Stampa, 20.06.10

 

«Il Federalismo senza autonomia», di Ilvo Diamanti

Alla vigilia del raduno di Pontida, è arrivato anche il “Ministero al Federalismo”. Tanto per chiarire che la via è segnata e senza ritorno. Verso una Repubblica federalista, dove la Padania conquisterà nuovi poteri […]

La Repubblica, 20.06.10

 

“La buona democrazia e il pericolo delle oligarchie”, di Gustavo Zagrebelsky

Nel nostro Paese chi distingue la cattiva democrazia dalla buona incappa solitamente in un interdetto: se critichi la democrazia è perché non sei democratico o non lo sei abbastanza, non accetti il responso delle urne, vuoi «delegittimare» chi ha vinto le elezioni […]

La Repubblica, 17.06.10

 

“Il cortile leghista”, di Francesco Merlo

La colpa è del portavoce, come nella più trita tradizione del peggiore politichese. Ma un leghista vigliacco che nasconde il proprio estremismo, uno Zaia pudico che si vergogna del proprio ciarpame anti-italiano, un capo lumbard che si impicca al proprio opportunismo è un inedito […]

La Repubblica, 14.6.10

 

“Un giorno di ordinaria eversione”, di Massimo Giannini

È il colpo di coda del Caimano. In una mattinata di “ordinaria eversione”, Silvio Berlusconi è tornato in guerra con il mondo […]

La Repubblica, 08.06.10

 

«La lezione di Tocqueville», di Nadia Urbinati 

La libertà di stampa è una di quelle libertà per le quali non può esistere una via intermedia tra massima libertà e dispotismo […]

La Repubblica, 04.06.10

Interrogazioni presentate nel mese di giugno

Interrogazione sulla cancellazione dell’insegnamento della musica nei licei alla luce delle disposizioni dal riordino approvato dal Consiglio dei Ministri il 15 marzo 2010 – Atto n. 4-07776 del 28 giugno 2010

 

Interrogazione sull’insegnamento della chimica negli Istituti tecnici nautici alla luce delle disposizioni dal riordino approvato dal Consiglio dei Ministri il 15 marzo 2010 – Atto n. 4-07775 del 28 giugno 2010

 

Interrogazione sul destino dell’area di professionalizzazione degli istituti professionali alla luce delle disposizioni previste dal riordino approvato dal Consiglio dei Ministri il 15 marzo 2010 – Atto n. 5-03132 del 28 giugno 2010

 

Interrogazione sui posti da ricercatore delle cosiddette quote Mussi non banditi – Atto n. 5-03080 del 17 giugno 2010

 

Interrogazione sull’esclusione dei docenti di materia alternative all’insegnamento di religione cattolica dai consigli di classe per la valutazione del credito scolastico – Atto n. 4-07629 del 16 giugno 2010

 

Interrogazione sulla mancata nomina del Magistrato di sorveglianza di Modena – Atto n. 5-03074 del 16 giugno 2010

Per saperne di più:

Il Pd ad Alfano: subito il nuovo magistrato di sorveglianza

17.06.10

 

Interrogazione sulla carenza di organico del Commissariato di Polizia di Carpi – Atto n. 5-03063 del 16 giugno 2010

Per saperne di più:

Commissariato di Carpi, interrogazione parlamentare Pd

10.06.10

 

Interrogazione sull’istituzione di una scuola secondaria nel comune di Pievepelago in sostituzione degli esistenti istituti paritari A. Barbieri – Atto n. 4-07556 del 10 giugno 2010

Per saperne di più:

Superiori a rischio in 4 Comuni, Il Pd interroga la Gelmini 

14.06.10

 

Interrogazione sull’esatto numero di classi e di alunni che nel prossimo anno scolastico frequenteranno i tempo pieno – Atto n. 5-03021 del 9 giugno 2010

 

Interrogazione sugli effetti negativi del riordino degli istituti professionali, approvato dal Consiglio dei ministri il 15 marzo 2010, sulla qualifica triennale in operatore moda e sulla post qualifica biennale di tecnico dell’abbigliamento e della moda – Atto n. 5-02993 del 3 giugno 2010

 

Interrogazione per inserire nei livelli essenziali di assistenza (Lea) il test genetico e gli esami finalizzati ad una diagnosi precoce di tumore mammario negli individui a rischio familiare molto elevato – Atto n. 5-02984 del 3 giugno 2010

Contro la legge bavaglio sospendiamo i lavori per la riforma dell'Ordine dei giornalisti

In difesa della libertà dell’informazione e a sostegno della mobilitazione contro la “legge bavaglio” sulle intercettazioni telefoniche, i parlamentari del Partito Democratico membri della Commissione Cultura della Camera hanno deciso di sospendere la loro partecipazione ai lavori per la riforma dell’Ordine dei giornalisti.
“In un momento in cui governo e maggioranza cercano di stravolgere ruoli, diritti e responsabilità degli operatori dell’informazione – dichiarano gli onorevoli Manuela Ghizzoni e Ricardo Franco Levi -, consideriamo che manchino le condizioni per un intervento condiviso sulla professione del giornalista. La decisione di bloccare il lavoro parlamentare sulla riforma dell’Ordine è segno e strumento del nostro impegno per la tutela della libertà dell’informazione”.

"La battaglia dei post-it", di Stefano Rodotà

La manifestazione di oggi, che da piazza Navona a Roma si diramerà in tante piazze italiane, assume un significato politico e una forza simbolica che la proiettano al di là di altre iniziative di opposizione al disegno di legge sulle intercettazioni. In quelle piazze si parlerà di tre bavagli: al lavoro della magistratura, al diritto all´informazione, alla cultura.
È ormai chiaro, infatti, il legame stretto che unisce gli attacchi alla legalità, all´esistenza stessa di un´opinione pubblica vigile, alla formazione del sapere critico. Una strategia che va avanti da tempo e che si vuol far arrivare al suo momento finale, ad una conclusione che negherebbe alcuni dei fondamenti che consentono ad un Paese di poter continuare a definirsi democratico. Il presidente del Consiglio non ha mai nascosto la sua ostilità a qualsiasi forma di controllo del potere. E ora, dopo aver messo il Parlamento nella condizione di non nuocere, vuole liberarsi in un colpo solo dell´odiata magistratura, di un sistema dell´informazione contro il quale aizza i cittadini, delle istituzioni culturali (università, in primo luogo) affamate con i tagli ai bilanci.
Ma qualcuno si è messo di traverso, e oggi tornerà a dire in pubblico che intende continuare a farlo. Non è il caso di abbandonarsi all´autocompiacimento, o a un ottimismo superficiale. Registriamo i fatti. Centinaia di migliaia di persone hanno firmato documenti contro la legge bavaglio promossi da gruppi assai diversi. Su Internet, nelle università, da parte delle più diverse associazioni si insiste in una attività di analisi e denuncia degli aspetti gravemente repressivi di quel testo. Questa opposizione sociale non si è rintanata in qualche nicchia, ma ha coinvolto l´intero mondo dell´informazione, al di là degli steccati politici, ha diviso la stessa maggioranza. Segno evidente che quel disegno di legge è stato vastamente percepito come un inaccettabile sopruso.
Questo è un fatto politico. In alcune materie non esiste la controprova, ma si può ragionevolmente ritenere che né le divisioni della maggioranza, né le inusuali durezze dell´opposizione sarebbero emerse con tanta chiarezza se vi fosse stata anche in questo caso quella acquiescenza di troppa parte dell´opinione pubblica che ha reso possibile le scorrerie di cui stiamo misurando i guasti e alle quali si vorrebbe continuare a garantire l´impunità nell´ombra. Ma il tempo dei silenzi è finito, si è individuato un nuovo terreno di lotta politica e non sarà facile per nessuno tentare di recintarlo.
Questo è un monito anche per coloro i quali, proprio in questo periodo, stanno mettendo in discussione diritti fondamentali garantiti dalla prima parte della Costituzione. Proprio la Costituzione, infatti, è stata impugnata come arma pacifica da tutte le persone che hanno protestato, firmato e oggi torneranno in piazza. La Costituzione ha trovato i suoi nuovi difensori, e non sarà facile scippargliela.
E la privacy? Queste settimane hanno mostrato pure l´ipocrisia e la doppiezza di coloro i quali si sono messi al riparo dell´articolo 15 della Costituzione e della garanzia lì prevista per la libertà di comunicazione. Proprio ieri, nella sua relazione al Parlamento, il Presidente dell´Autorità garante per la protezione dei dati personali ha messo in evidenza quante e quali siano le violazioni quotidiane della privacy delle persone, previste, favorite, ignorate dal Governo e dalla sua maggioranza. In questi casi, che davvero toccano la vita quotidiana di milioni di persone, nemmeno un briciolo di quell´attenzione che invece scatta, sensibilissima, appena ci si avvicina ai centri di potere e alle figure pubbliche. Si ignora che già esiste una norma chiarissima in questa materia, consegnata all´articolo 6 del codice deontologico dell´attività giornalistica: “La sfera privata delle persone note o che esercitano funzioni pubbliche deve essere rispettata se le notizie o i dati non hanno alcun rilievo sul loro ruolo e sulla loro vita pubblica”.
Qui il confine difficile tra diritto d´informazione e tutela della privacy è tracciato con assoluta chiarezza. Non vi è alcuna aspettativa di privacy da tutelare quando i fatti riguardano figure pubbliche e hanno rilevanza pubblica, perché forniscono elementi in base ai quali l´opinione pubblica può controllare l´esercizio del potere e l´affidabilità di politici, burocrati, imprenditori.
Vogliamo uscire da questo brutto e non nuovo esercizio di strumentalizzazione delle istituzioni, dal loro pericoloso uso congiunturale? Vi è una via molto semplice per farlo, che converrà riproporre all´attenzione di quelli che saranno in piazza e, tramite loro, a quanti hanno responsabilità direttamente politiche e hanno finalmente compreso quale sia il pendio scivoloso che si sta imboccando con quel disegno di legge. Uno stralcio. Si abbandonino le pretese di rendere più difficile o addirittura impossibile l´attività d´indagine di magistratura e polizia e di bloccare le possibilità di impedire ai cittadini di veder legittimamente soddisfatto il loro diritto ad essere informati. Si presenti una proposta che vieti la pubblicazione di quanto è segreto, di quel che riguarda informazioni irrilevanti o riguardanti persone del tutto estranee alle indagini. E ci si fermi qui. Una proposta del genere troverebbe certamente larghissimo consenso, garantirebbe la genuina esigenza di privacy, eviterebbe gli abusi di cui tanto, e giustamente, ci si è lamentati.
Prepariamoci, altrimenti, a mantenere aperti spiragli di democrazia nella malaugurata ipotesi che il disegno di legge venga approvato. È già emersa una strategia di disobbedienza civile che va dalla pubblicazione di notizie rilevanti anche in casi vietati dalla legge alla impugnativa davanti alla Corte costituzionale e, eventualmente alla Corte europea dei diritti dell´uomo; ad accordi che consentano la pubblicazione delle stesse notizie su siti Internet stranieri, ai quali gli italiani potrebbero accedere, ed essere così informati; alla lettura alle Camere delle pagine vietate che, entrando negli atti parlamentari, diverrebbero immediatamente pubblicabili. Ma oggi nelle piazze si celebra un successo già raggiunto, sì che speriamo che di questa strategia non vi sia bisogno.

La Repubblica 01.07.10

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Bavaglio, Pdl e Lega forzano La legge in aula il 29 luglio, di Andrea Carugati

Alla vigilia della manifestazione «no bavaglio» di oggi a piazza Navona, Pdl e Lega cercano e trovano la forzatura sul ddl intercettazioni. Andrà in aula alla Camera il 29 luglio, con probabile data del voto ai primi di agosto. Sarà il clima balneare il paravento dietro cui la maggioranza cercherà di nascondere le norme-bavaglio che anche ieri, in commissione Giustizia a Montecitorio, sono state fatte a pezzi dal procuratore Antimafia Pietro Grasso e dai vertici dell’Anm. Critiche molto precise, che riguardano anche i rischi per le indagini di mafia e terrorismo, che Maroni e Alfano hanno sempre negato.

L’ok di Fini
La decisione di portare in aula il ddl a fine luglio è stata presa ieri dalla conferenza dei capigruppo della Camera, con la netta contrarietà delle opposizioni. Fini non ha nascosto i suoi dubbi, ha definito «un irragionevole puntiglio» la decisione di Pdl e Lega, anche perché il voto finale del Senato arriverebbe comunque in autunno, ma alla fine ha preso atto della volontà della maggioranza. «Era suo dovere istituzionale», spiegano dallo staff del presidente della Camera.
Le opposizioni sono in rivolta. «Devono sapere che troveranno un inferno in aula», attacca Dario Franceschini. «Useremo tutti gli strumenti parlamentari a disposizione per fare nel modo più fermo, più determinato, più duro possibile il nostro ruolo di opposizione». Duro anche Bersani: «Un ulteriore gesto di arroganza che sfida la coscienza civile di questo Paese. Saranno giornate molto calde, combatteremo e chiediamo gesti di coerenza a chi nella maggioranza ha sollevato fondate obiezioni contro queste norme». La tirata d’orecchie è rivolta a Fini, criticato anche da Franceschini: «La decisione sul calendario l’ha presa lui». Al capogruppo Pd replica il numero uno dei leghisti a Montecitorio Marco Reguzzoni: «Le sue minacce non ci spaventano». Bossi è sempre più in linea con Berlusconi sull’argomento: «Per la Lega va bene chiudere prima dell’estate». Eppure, pare che i volti dei leghisti ieri in commissione Giustizia, mentre Grasso parlava di un ddl «peggiorato per quanto riguarda le indagini su mafia e terrorismo», la dicessero lunga su quanto sia amaro il rospo.

Grasso boccia il ddl
Grasso, con tono pacato, ha squadernato tutte le ombre del ddl: «C’è il rischio che le limitazioni alle indagini per i reati ordinari si estendano anche ai reati di mafia e terrorismo», ha spiegato il procuratore Antimafia. E ancora: «È stato abrogato l’articolo 13 della legga Falcone che estende il concetto di criminalità organizzata anche ai gruppi non propriamente mafiosi, come le bande criminali che agiscono in prevalenza nel centronord: è una “conquista” che abbiamo esportato a livello internazionale, come possiamo espellerla dal nostro ordinamento?». E ancora, le enormi difficoltà che gli inquirenti avranno per filmare i criminali nelle auto, e nei negozi, e per mettere le cimici. E infine i “reati spia”, come usura, estorsione, spaccio. Insomma, «gli strumenti di contrasto alla criminalità organizzata sono gravemente limitati». «Per non parlare dei problemi organizzativi: anche solo per avere un tabulato telefonico bisognerà inviare al tribunale distrettuale decine di faldoni…».

Altro tema sollevato riguarda i budget per gli ascolti: una volta esauriti, le procure dovranno chiedere un “supplemento” al ministero della Giustizia, e così il governo sarà a conoscenza delle indagini. «Ddl non emendabile», taglia corto il presidente dell’Anm Luca Palamara: «Anche le indagini sulla mafia finiranno in ginocchio». L’audizione di Grasso (cui non ha partecipato il capogruppo Pdl Enrico Costa, rimasto in corridoio con i cronisti) proseguirà anche oggi. E intanto Di Pietro annuncia: «Con Pd e Udc stiamo preparando una mozione per chiedere il ritiro di questo ddl criminogeno». In realtà della mozione non c’è traccia, Pd e Udc la bollano come una “sparata” di Tonino. Ma anche Andrea Orlando (Pd) è d’accordo sulla sostanza: «La cosa più ragionevole è il ritiro, in agosto quelli del Pdl vadano in barca…». Orlando, dopo le parole di Grasso, ha chiesto l’audizione in Commissione del ministro Maroni: «Non può più tacere». Su Fini polemici berlusconiani: «Degrada il suo ruolo istituzionale», tuona Osvaldo Napoli. E Cicchitto: «Separi il ruolo di leader della minoranza da quello di presidente. Lui e suoi amici sembrano dei guastatori». Il finiano Granata però non si dà per vinto: «Senza modifiche il ddl non è votabile».
da www.unita.it del 1 luglio 2010