Tutti gli articoli relativi a: cultura

“Voglia di politica in tempo di crisi dei partiti”, di Carlo Buttaroni

Attenti e informati, consapevoli che bisogna interessarsi di politi- ca per scegliere rappresentanti onesti e competenti. Eccoli gli italiani che non ti aspetti. Persino convinti che «destra», «centro», «sinistra» siano coordinate che hanno ancora corrispondenze nel modo di interpretare la società e i suoi bisogni. Anche se, quando si parla di partiti, le sfumature si attenuano e prevale un’atmosfera rarefatta che rivela la perdita di quelle identità e di quei riferimenti che, a lungo, hanno costituito i punti d’orientamento per masse di cittadini. Una perdita che si trasforma in crescente diffidenza nei confronti delle forze politiche, nel momento in cui le ambizioni e gli interessi dei singoli hanno preso il sopravvento sui fini generali. Perché la politica è un invito costante ad agire in pubblico e a scegliere delle destinazioni per affermare il bene comune. È proprio l’allontanamento da questa missione a far defluire la grande attesa riposta nelle leader-ship in un disincanto che assume le forme dell’abbandono e del sentimento tradito. Un tradimento che non si traduce, però, nell’abbandono della politica, ma segna il …

“Troppi stranieri, ritiriamo i nostri figli” la rivolta dei genitori nella scuola multietnica, di Sandro De Riccardis

«Fino a luglio, i genitori mi assicuravano che avrebbero iscritto i bambini, poi a uno a uno le famiglie hanno cambiato idea. Sono tornata a scuola e ho visto che se ne sono andati tutti». Per Marinella Bertoni Ducoli, 57 anni, dirigente di plesso alla scuola elementare di Corti, frazione di Costa Volpino, Bergamo, gli italiani hanno ritirato i loro figli dalla prima elementare a maggioranza di bimbi stranieri, «per una scelta basata su piccole cose, come ad esempio la paura di non poter festeggiare il Natale. È stato un alone di dubbio che si è diffuso lentamente e ha fatto cambiare idea anche a chi aveva avuto, per cinque anni, altri figli da noi». Ora nell’unica prima di Corti, ci saranno 14 alunni stranieri: tanti romeni, un gruppo di marocchini, poi bosniaci, croati, albanesi. I sette italiani, uno dopo l’altro, sono finiti negli istituti delle altre sei frazioni di Costa Volpino. Tra queste, Corti è quella con la più alta percentuale di residenti stranieri, con oltre cento iscritti alla scuola primaria. Una tendenza in …

“Tasse più alte sull’alcol per i fondi all’istruzione”, di Lorenzo Salvia

La tassa sul vizio o il vizio delle tasse? In attesa di trovare una risposta, l’elenco di quello che gli americani chiamano soft paternalism, paternalismo moderato, si allunga anche da noi. L’ultima idea, almeno per il momento, è quella di aumentare le accise sull’alcol per trovare i soldi da mettere nel decreto per la scuola che il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare lunedì. Il governo è diviso tra favorevoli e contrari. Non si sa ancora se gli euro necessari verranno proprio da birra e liquori, lasciando stare il vino perché va bene il paternalism, ma siamo pur sempre il primo produttore al mondo. In ogni caso la proposta è sul tavolo. A dimostrazione che quando lo Stato va a caccia di nuove entrate, c’è sempre più spesso la tentazione di spostare il mirino dal contribuente semplice al contribuente vizioso. Alcol, sigarette, slot machine: una battaglia per la salute pubblica, certo. Ma anche un modo per far cassa subito, e senza troppe proteste, in un momento di ristrettezze. Le sigarette elettroniche hanno resistito a vari assalti. …

“Il realismo della speranza”, di Claudio Sardo

Con le conclusioni del G20 di San Pietroburgo siamo ripiombati tra gli spettri della guerra fredda. L’attacco americano contro la Siria pare ormai imminente. La Russia minaccia di reagire. Le parole di Obama e Putin somigliano drammaticamente a quelle della crisi di Cuba nel 1962. E nel teatro tragico del Medio Oriente tutto fa pensare che l’incendio divamperà più forte, più ingovernabile, più distruttivo per le persone, per le comunità, per le culture. L’intervento militare, con la sua scia di morte, non è mai «la» soluzione. Come ha detto Romano Prodi a l’Unità, anche quando l’azione militare sembrava avere alle spalle una ragione etica e un più nitido obiettivo politico – in Iraq, in Afghanistan, in Libia – il bilancio finale è sempre stato spaventosa- mente negativo. Non solo per i costi umani, comunque inaccettabili. Ma persino per i costi politici. Figuriamoci ora a quali rischi andiamo incontro, vista la confusione delle prospettive che sono davanti all’annunciato raid in Siria. La giornata di preghiera e di digiuno indetta da Papa Francesco è diventata così, oltre …

“Paola, morta per difendere lo Stato”, di Marco Bucciantini

Adesso si valutano i problemi, si cercano soluzioni. Si riuniscono i responsabili del governo e della polizia. Entrano in campo le maiuscole. Adesso succede. Come se un motore invisibile avesse cominciato a girare. Adesso che Paola è morta ammazzata, ventotto coltellate conficcate su questa madre sacrificata in una guerra quotidiana, difficile, silenziosa, fondamentale per la tenuta di un territorio, per dare senso a quell’espressione di comunità che non si mantiene da sola, non cresce spontanea come i capperi sui muri. Va coltivata, ovunque. Paola Labriola era una di questi contadini che seminano il nostro Paese. Faceva un lavoro di frontiera, perché si misurava con i margini dell’umanità, con i limiti dell’umanità. Cercava – con i colleghi – di «includere» in questa comunità anche chi vive ammorbato dai disagi psichici, chi si è chiamato fuori dalla vita, chi la confonde e la imbroglia con le droghe. Ogni giorno, ogni ora, ogni momento Paola lavorava un passo di qua dalla sottile linea rossa, nella struttura che accoglieva il disagio psichico e sociale. Com’è finita è cronaca dell’altroieri: …

“La Germania pallida madre”, di Barbara Spinelli

Una potenza egemone, ma timorosa di dominare perché memore della propria storia. Volitiva, ma temporeggiatrice fino all’abulia. Difficile afferrare la Germania, alla vigilia delle elezioni, e per questo abbondano i luoghi comuni, le definizioni elusive. Sono i tentativi di psicologizzare un potere evidente, invadente, che Berlino dissimula con cura e che nelle capitali dell’Unione non si sa come contrastare. L’Europa intera si nutre di questi stereotipi, da quando la crisi l’ha assalita, e aspetta ammaliata, inerte, l’esito del voto. Spera che tutto cambierà dopo il 22 settembre, ma il tutto che promette lo affida a Berlino. Il rinnovo del Parlamento tedesco precede di pochi mesi le elezioni europee. Nell’Unione è vissuto come il primo atto di un dramma che concerne il continente, e che ha per protagonista la malata democrazia d’Europa. Grazie ai luoghi comuni il dramma si tramuta in fiaba, che i tedeschi stessi coltivano in parte per capire dove vanno, in parte per giustificarsi. La fiaba narra una Germania – pallida madre ancora e sempre, come nella poesia di Brecht – ansiosa di …

“La paura di perdere la normalità borghese”, di Michela Marzano

Ancora una donna uccisa. Ancora una vittima della violenza maschile. Questa volta, però, forse non si tratta di un dramma senza movente. La giovane brasiliana ammazzata a Brescia dall’amante aspettava da lui un bambino. UNA storia di tradimento che finisce male come tante, ma che questa volta, però, con la morte di Marilia e del bimbo di cinque mesi che la donna portava in grembo, si trasforma in una vera e propria tragedia. Come se uccidere una donna incinta potesse cancellare ogni traccia di quello che è successo, potesse far ricominciare a vivere come se niente fosse mai accaduto, potesse permettere di riprendere in famiglia il corso normale della propria esistenza. Quale esistenza? Quale normalità? Quale famiglia? Ognuno, nella vita, cerca di districarsi come può, scegliendo di essere o meno fedele, accontentandosi di una moglie oppure accumulando avventure successive. Nessuno, però, dovrebbe immaginare che i propri gesti non abbiano alcuna conseguenza e che, se l’amante resta incinta, ci si possa poi sbarazzare di lei come di un oggetto di cui ci si è ormai stancati. …