Tutti gli articoli relativi a: cultura

«I have a dream» M. Luther King. Un sogno che compie 50 anni, di Alessandro Portelli

Cinquant’anni fa, 250mila persone si raccolsero a Washington nella grande manifestazione “For Jobs and Freedom” – per il lavoro e la libertà – organizzata da Philip A. Randolph, storico sindacalista militante nero e da Bayard Rusting, pacifista nero, gay, in odore di comunismo. Intervennero sindacalisti, leader religiosi, protagonisti dei movimenti, artisti. Il tutto culminò con lo storico discorso di Martin Luther King, e la sua celebre perorazione: «Ho un sogno…». Sono parole memorabili e in un certo senso sfortunate perché la loro eloquenza ha finito quasi per farci dimenticare le centinaia di migliaia di persone senza le quali quel discorso sarebbe rimasto solo un grande esercizio di retorica, e ridurre questa realtà di massa all’icona di una persona sola. E, riciclata e avvilita in tanti modi (dal caffè Kimbo ad Anna Oxa, da Silvio Berlusconi a Quagliarella) la frase del sogno ha finito per cancellare dalla memoria tutto il resto del discorso e la sua radicale politicità. «Ho un sogno, un sogno profondamente radicato nel sogno americano. Ho un sogno, che questa nazione un giorno …

“Pompei ritorna alla gestione duale”, di Francesco Prisco

Qualcuno disse che gli italiani partono incendiari e fieri, ma quando arrivano sono tutti pompieri. A Pompei, nell’area archeologica meglio nota e peggio conservata del mondo, gli “incendiari” non hanno lasciato assolutamente buoni ricordi – si veda la stagione decisionista dei commissari di protezione civile, oggi al vaglio dei magistrati – ma i “pompieri”, quelli che smorzano le polemiche e si concedono sempre un po’ di tempo in più prima di prendere una decisione, hanno fatto comunque danni. Il decreto “Valore Cultura”, l’atto con cui il ministro dei Beni culturali Massimo Bray ha inteso imporre una svolta per il superamento dei problemi del sito, nella sua prima stesura appariva incendiario, con l’istituzione della figura del direttore generale di progetto «stazione appaltante» e «responsabile unico» del Grande progetto da 105 milioni di euro cofinanziato dall’Unione europea. In quella definitiva, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 9 agosto, le funzioni conferite al dg arrivano lui «ferme restando le funzioni, i compiti e le attribuzioni della Soprintendenza competente in ordine alla gestione ordinaria del sito e quale beneficiario finale …

“Contro la violenza sulle donne il decreto comincia a camminare”, di Luisa Pronzato

Era uno dei punti novità del decreto legge del governo contro la violenza di genere: «l’allontanamento d’urgenza dalla casa familiare». Ieri i carabinieri di Tricase (Napoli) lo hanno applicato. La misura è scattata per un imprenditore 51enne. Aveva picchiato moglie e figlia; si sono presentate ai militari. Il pronto soccorso ha confermato le lesioni, il pm ha dato l’autorizzazione. In questi 60 giorni in cui il decreto governativo è attivo, prima che il Parlamento lo converta in legge, l’attenzione è obbligo. Si nota nella cronaca. Il 21 agosto un 24enne di Morbegno (So) è stato «allontanato» dopo che la fidanzata era arrivata in caserma con ecchimosi al volto e al braccio. Una telefonata dei carabinieri al pm di turno che ha dato l’ok. Lo stesso il 23 agosto per un 49enne di Terni. E sempre il 23 agosto, a Baranzate (Mi), un 40enne è stato arrestato dopo che la moglie ha chiesto aiuto urlando dalla finestra mentre lui la picchiava. Le botte duravano da anni, lei non aveva mai denunciato temendo ritorsioni. Un cambio radicale …

“Il milionesimo profugo bambino”, di Adriano Sofri

C’È molto posto, nel deserto. Però c’è solo posto. Tutto il resto bisogna portarlo. La città di tende si chiama Zaatari, nel deserto giordano, a 12 km dalla frontiera siriana. Era seconda per grandezza nella classifica mondiale dei campi profughi, dopo Dadaab, oltre il confine somalo del Kenya; ora sarà superata da un’altra, Azraq. Messa da parte la compassione, rende orgogliosi del nostro progresso guardare Zaatari dal computer di casa, mappe satellitari — clicca per ingrandire — filmati — il giro del campo in auto prende 20 minuti, accelerato 41 secondi — fotografie, interviste. La contabilità dell’Onu ha appena aggiornato le cifre. Due milioni e mezzo di rifugiati fuori dalla Siria, un milione sono bambini, la gran maggioranza sotto i dieci anni — orfani, ma anche affidati dai genitori a qualcuno purché li portasse via, a costo di non rivederli più — quattro milioni e mezzo di sfollati nel paese, e due milioni sono bambini. I bambini sono i beniamini delle guerre: degli snipers specialmente. Ad Aleppo, all’incrocio di Bustan al-Qasr, racconta la Bbc, i …

“A testa in giù per 20 euro”, tra i nuovi schiavi bianchi del pomodoro puglise, di Giuliano Foschini

A 50 anni Antonia pensava di non dover più vedere il mondo a testa in giù. E invece, dieci anni dopo l’ultima volta, è tornata a guardare la sua vita rovesciata: le gambe divaricate, la testa che a fatica si piazza all’altezza delle ginocchia, le braccia che si stendono nella terra, le dita che intercettano i frutti rossi facendo attenzione a evitare quelli più verdi. Così Antonia è tornata a raccogliere i pomodori. «Avevo detto basta, per pochi spiccioli non posso fare la schiava. Ma non lavoravo da due mesi, né in campagna né come stiratrice. E allora questi 20 euro al giorno a casa fanno comodo. Ma non alla mia schiena». Antonia è una degli oltre 800 italiani che, testimonia la Flai-Cgil, da quest’anno sono tornati nei campi del foggiano per il lavoro più faticoso, quello peggio pagato, e per questo appaltato ormai da anni dai caporali. Agli schiavi, prima africani e poi est-europei. «Italiani non se ne vedevano da tempo: oggi invece sono almeno 800-900» spiega Daniele Calamita, segretario generale del sindacato. «Li …

“Chi paga i pasti agli immigrati”, di Tito Boeri

Si respira aria di elezioni. E come in un consumato copione si torna a parlare a sproposito di immigrazione. Ieri al meeting di Rimini il vice-presidente del Consiglio, Angelino Alfano, ha proposto di far pagare vitto e alloggio dei detenuti stranieri ai paesi da dove provengono gli immigrati. Ci sono quasi 25.000 detenuti stranieri nelle carceri italiane. Non pochi di questi si trovano in questa condizione per il solo fatto di essere entrati illegalmente nel nostro paese, grazie al reato di immigrazione clandestina introdotto da un governo di cui Alfano faceva parte. Quasi tutti questi detenuti sono in carcerazione preventiva, messi in prigione senza quel “giusto processo” che oggi il vice-presidente del Consiglio torna nuovamente ad invocare per chi è già passato attraverso ben tre gradi di giudizio. Solo uno straniero su dieci può accedere a quelle forme alternative alla detenzione che oggi Alfano vorrebbe per altri conciliare addirittura con la presenza in Parlamento. Come pensa il ministro di farsi liquidare i quasi 250 milioni che sarebbero richiesti per pagare vitto e alloggio per un …

“Il nuovo dizionario della destra”, di Francesco Merlo

L’uso astuto e disonesto della lingua è il primo atto di ogni guerra. Dunque Berlusconi, che ha commesso il delitto, chiama «pacificazione » l’abolizione del castigo che è la guerra del delitto al diritto, l’esatto contrario della pace. E il voto del Parlamento, che è la massima espressione civile della democrazia, per Cicchitto è un «tribunale speciale» che, secondo Quagliarello, si trasforma esso stesso in «plotone di esecuzione». Attenzione, però, questa non è una guerra di parole ma sono parole di guerra. NON è la dialettica dei retori, non è l’eloquenza della difesa di Coppi contro i rigori dell’accusa del sostituto procuratore generale Antonio Mura, non sono le parole di Ghedini contro le parole della Boccassini, non è nemmeno la sapienza linguistica degli esperti in cavilli e in sfumature, ma è un’apertura di ostilità che fa saltare l’intero codice, è quel-l’offesa allo Stato che, lanciata da un ex premier, in altri tempi si sarebbe chiamata alto tradimento. E lo si capisce benissimo ricordando che «la soluzione politica» proprio ieri richiesta da Angelino Alfano a Enrico …