Tutti gli articoli relativi a: cultura

“Basta calci al cinema”, di Roberto Andò

«La cultura è quello che resta quando si è dimenticato tutto », questa frase di Paul Valery, uno degli uomini-chiave del secolo scorso, sta lì, nel pantheon delle citazioni possibili, a ricordarci che ogni affermazione volontaristica a favore della cultura è vana rispetto al meccanismo che selezionerà ciò che sarà trasmesso ai posteri, il reperto che sarà loro inoltrato dalla civiltà di cui siamo stati parte. La dimenticanza, il suo implacabile setaccio, conterà più del ricordo. L’avvertimento di Valery non è una ragione sufficiente per astenersi dal fare certe battaglie ideali. Dal ricordare ciò che non va dimenticato. È bene, per esempio, ricordare alle giovani generazioni chi è stato Federico Fellini, e rendergli il doveroso omaggio nel ventennale della morte. Come potrebbero, altrimenti, i giovani, essere sollecitati a vederne i film? E dove? A Federico Fellini, in vita, è toccato in sorte il ruolo di psicopompo, o mago, del cinema italiano, e con questo intendo dire che nessuno come lui ha certificato l’ambizione del nostro cinema, il suo talento, la sua grandezza. Nessuno come Fellini …

“Beni culturali, anche il ministero è moroso: bollette non pagate per 40 milioni”, da repubblica.it

L’Italia è il paese con il più grande patrimonio storico culturale al mondo, al primo posto nella lista Unesco per numero di tesori dichiarati patrimonio dell’umanità, eppure il Ministero per i beni culturali rischia quasi il tracollo per morosità e per il drastico taglio dei finanziamenti cui continua a essere sottoposto dai governi di ogni colore. Gli ultimi dati forniti dal ministro Bray sono emblematici: quasi 10 milioni di euro in meno rispetto al 2012 per le “spese per interventi urgenti per le emergenze”; una disponibilità per il ‘programma ordinario dei lavori pubblici’ che passa dai 70,5 mln di euro del 2012 ai 47,6 mln del 2013 (nel 2004 erano 201 milioni), il sostegno dalle giocate del Lotto che dai 48,4 mln di un anno fa precipita ai 25,4 di quest’anno. In questo scenario, non c’è da stupirsi se i musei sospendono le aperture, se il Colosseo resta chiuso per una vertenza dei custodi e se persino il ministero è costretto a chiedere un intervento straordinario al Tesoro per poter pagare bollette e canoni inevasi …

“Ricostruire la missione pubblica della Rai”, di Fulvio Fammoni*

“Non è mai troppo tardi” è stato il fortunato titolo di una trasmissione del passato che può essere applicato alla Rai di oggi. Ha dimostrato il convegno organizzato dalla Fondazione Di Vittorio e da Articolo 21, sul rinnovo della concessione per il servizio pubblico, che c’è grande voglia di discutere di merito, con trasparenza a partecipazione. Il contrario del silenzio con cui spesso si decide, e del clamore troppe volte inconcludente con cui se ne parla. Non a caso sono ripartite indiscrezioni su vendita e/o privatizzazione (a prezzi da svendita) tipiche di quando non si vuol discutere. Ma un primo punto importante è stato segnato dall’iniziativa della Fondazione Di Vittorio e di Articolo 21: il ministro Catricalà ha smentito la privatizzazione e ha escluso che il governo possa intervenire per decreto sull’azienda. A maggior ragione occorre la più ampia discussione di merito. Anche in questo caso la nostra richiesta è stata ascoltata: per le modalità e le regole della prossima nuova concessione è stata affermata la volontà della più ampia consultazione pubblica, sul modello della …

Pompei, PD: “Risposte insufficienti, il degrado non nasce per caso”

Una delegazione di deputati PD della Commissione Cultura della Camera si recherà nella mattinata di lunedì 8 luglio in visita all’area archeologica di Pompei. L’obiettivo è verificare le condizioni del sito, lo stato di attuazione dei progetti, la situazione del personale. La delegazione, guidata da la vicepresidente della commissione, Manuela Ghizzoni, e dalla deputata napoletana Luisa Bossa, ex sindaco di Ercolano, incontrerà la sovrintendente Elena Cinquantaquattro, il sindaco di Pompei Claudio D’Alessio, una delegazione di sindacati e lavoratori dell’area archeologica. “Consideriamo Pompei una delle priorità del lavoro di recupero che il Governo deve fare sui beni culturali del nostro Paese – dice Luisa Bossa – la presenza sul posto dei deputati della Commissione risponde sia al bisogno di acquisire direttamente elementi di conoscenza sulla situazione sia quello di manifestare la vicinanza del Parlamento a chi sta operando per il recupero di un presidio culturale di così straordinaria importanza. Visiteremo i cantieri aperti con i fondi europei, incontreremo il sindaco, i sindacati e affronteremo la questione che riguarda la necessità di nuove assunzioni di guide e …

“Uguaglianza tra uomini e donne le astuzie della via francese”, di Stefano Montefiori

erto la parità tra uomo e donna non si può imporre dall’alto, un decreto non riuscirà a ottenere la fine delle ingiustizie… Però aiuta. Ieri Najat Vallaud-Belkacem, portavoce del governo francese e ministro per i Diritti delle donne, ha presentato il suo piano di lotta contro le diseguaglianze. Partendo, intanto, dalla fotografia della società francese. In media ogni donna dedica 4 ore e 1 minuto al giorno — l’uomo 2 ore e 13 minuti — ai lavori domestici. Tra questi aspirapolvere, cucina, stirare e spesa: 3h01 per le donne, 1h17 per gli uomini. Le donne guadagnano il 27 per cento in meno, sono poco rappresentate in politica (27 deputate, 14 sindache, 22 senatrici su 100) e nelle aziende: solo il 12 per cento dei capi sono donne. Le ragazze rappresentano il 70 per cento degli studenti in scienze umane e meno del 30 per cento di quelli in materie scientifiche: non certo perché le ragazze siano più portate per la letteratura, come per il lavoro a maglia, il pianoforte o i centrini di pizzo; anzi, …

L’ex vigile Rambo con la lista dei nemici spara al sindaco: “Ora regolo i conti”, di Paolo Berizzi

Quanto era lunga la «lista della spesa» di Giuseppe Pegoraro? Chi altro ancora doveva punire, dopo avere ferito a colpi di pistola in Comune il sindaco Laura Prati e il suo vice Costantino Iametti, questo Rambo di provincia («ottimo tiratore», dicono i poliziotti) sospeso dal servizio perché taroccava gli straordinari? Uno che ama le armi (le deteneva regolarmente) e da ex comandante dei vigili si è trasformato in uno spietato vendicatore pianificando una strage e trascinando Cardano al Campo in una mattinata di inferno. Uno che, di fronte al magistrato, per giustificare la furia omicida cita i latini: fiat iustitia ne cives ad arma ruant, “sia fatta giustizia o i cittadini prendono le armi”. «La frase è scolpita su una facciata del Palazzo di Giustizia di Milano — ha sostenuto Pegoraro durante l’interrogatorio in Procura — . Provavo odio verso il sindaco e il vice, e non solo loro. Volevo farmi giustizia». «Aveva dentro una rabbia enorme, non ne faceva mistero», conferma Paolo Dametto, agente della polizia municipale ed ex collega di Pegoraro. È mezzogiorno. …

“Ufficio sfoghi”, di Massimo Gramellini

Lo relegheranno a caso di ordinaria follia. Un vigile urbano avanti con gli anni che viene accusato di timbrare il cartellino anche per i colleghi. Il processo, la condanna, la destituzione dall’incarico. E intanto il virus nazionale del vittimismo che gli monta dentro, fino a catalizzarsi intorno a un bersaglio in carne e ossa: la sindaca di un paese del Varesotto, teatro di tutta vicenda. Per trasformarla in tragedia manca l’ultimo requisito: il porto d’armi che consente a quest’uomo di mantenere un arsenale di carabine e fucili a pompa. Giuseppe Pegoraro si presenta in Comune, spara al primo cittadino, ferisce anche il secondo, e quando viene infine messo nelle condizioni di non nuocere, le sue prime parole sono quelle di un giustiziere della notte cresciuto a rancore e telefilm: «Adesso ho regolato i miei conti». Ordinaria follia. E però quanti Pegoraro, per fortuna senza porto d’armi, solcano ogni giorno le strade del nostro scontento? Quanta rabbia intrisa di mania di persecuzione, alla ricerca spasmodica di un capro espiatorio da sacrificare sull’altare di un regolamento di …