Tutti gli articoli relativi a: cultura

"L’ultimo atto dei teatri lirici", di Luca Dal Fra

Sono parecchie le grane che Massimo Bray ha trovato sulla sua scrivania di Ministro per i beni e le attività culturali: forse la più appassionante riguarda la musica nel nostro Paese. In tutto il mondo l’opera parla italiano, grazie a uno straordinario repertorio lasciatoci dai nostri compositori che sta conquistando sempre nuovo pubblico dall’Asia al Sudamerica all’Africa e perfino in Europa -, ma in Italia il melodramma vive la stagione più triste della sua storia, d’altronde insieme alla musica sinfonica e da camera vessate da iniqui e inutili provvedimenti varati dal Governo Monti. Se nei giorni scorsi hanno fatto scalpore i lavoratori delle librerie Feltrinelli che per evitare i licenziamenti abbiano scelto la cassa integrazione di solidarietà, non tutti sanno che la cosa avviene da anni nelle Fondazioni lirico-sinfoniche, i nostri maggiori teatri lirici. C’è poi la crisi endemica che attraversiamo, con oltre 10 anni di continui tagli agli investimenti pubblici del settore; su tutto pesa la Legge 100/2010, la cosiddetta riforma Bondi, che nei discorsi di quell’ineffabile ministro avrebbe dovuto «salvare la lirica» e …

"Bagnasco, i fischi e la trans Il miracolo di don Gallo", di Gad Lerner

Poteva succedere solo a Genova, città collerica ma giusta. E ci sarebbe voluto Fabrizio De Andrè per raccontare i due minuti in cui la folla dei devoti riunita nella chiesa del Carmine ha zittito il suo porporato arcivescovo per regalare subito dopo un applauso che sembrava un abbraccio al transessuale, succedutogli al medesimo pulpito. A tutti noi, in quel momento, è parso di sentirla scendere di lassù la risata cos ì familiare del defunto, don Andrea Gallo, disteso nella bara ornata dai paramenti del sacerdozio e da una sciarpa rossa. Così il cardinale Angelo Bagnasco, che è anche il presidente dei vescovi italiani, il cui giornale Avvenire aveva relegato tra le notizie minori la morte di uno dei preti più amati della penisola, ha dovuto misurare in prima persona quanto aspro possa diventare il contrasto fra le due Chiese in cui sta dividendosi il popolo dei fedeli. Perché ieri, sia detto a suo merito, Bagnasco s’ è concesso a una di quelle rarissime occasioni in cui tale confronto non viene eluso ma vissuto pubblicamente. E …

«Il femminicidio è una ferita sociale», di Salvo Fallica

«Penso che la violenza contro le donne non riguardi solo chi la fa e chi la riceve, è anche una ferita sociale. Credo che riguardi tutti. Purtroppo si parla spesso di violenza in termini scandalistici, non nell’ottica dell’antropologia culturale. È questo il messaggio che tento di far passare in molti dei miei romanzi incentrati su questo tema». Dacia Maraini parla del suo ultimo libro, L’amore rubato, parte dalla narrativa per arrivare all’attualità, alla politica. A 360 gradi. Maraini va subito al nocciolo della questione: «Uno dei problemi del tema della violenza è che a volte assume l’aspetto stereotipato, mentre occorre scandagliare a fondo la tematica per comprenderne i meccanismi drammatici e profondi. Ma vi è anche una questione cultural-storica, le donne hanno introiettato per millenni un senso d’inferiorità. Anche se sono stati fatti parecchi passi avanti verso l’emancipazione, persistono ancora molte resistenze antropologiche. Spesso la violenza viene subita come una colpa. Su questo occorre lavorare ancora molto» Qual è la condizione femminile nell’Italia di oggi? «Siamo molto progrediti sul piano legale, ma sul piano sociale …

Convenzione di Istanbul. Subito la ratifica per fermare la violenza contro le donne

Sono previste in Aula la prossima settimana la discussione generale e le votazioni della legge di ratifica della Convenzione di Istanbul per il contrasto alla violenza sulle donne e il femminicidio. Una risposta sollecita di questo Parlamento contro il dilagare di una realtà non più accettabile che continua a fare troppe vittime, una sfida culturale per il bene del Paese. Il lavoro per prevenire e contrastare la violenza sulle donne raggiunge con questo provvedimento un indispensabile quadro di riferimento giuridico internazionale, vincolante che inquadra la violenza domestica sulle donne e offre strumenti concreti di prevenzione e di intervento, dalla protezione e assistenza delle vittime, alle sanzioni penali. Un passo importante a cui si è arrivati per l’impegno tenace di chi dentro il Parlamento crede nella possibilità che la politica possa contribuire in modo determinante al miglioramento della società. ****** Subito la ratifica per fermare la violenza contro le donne Cos’è Per il PD era una priorità. Il primo giorno di questa legislatura abbiamo presentato la proposta di legge di ratifica della Convenzione, che è il …

"Medici corrotti e pillole fai-da-te il ritorno degli aborti clandestini", di Maria Novella De Luca

Il cartello è scritto a penna, a volte su un pezzo di cartone. «Qui non si effettuano più Ivg». Ossia interruzioni volontarie di gravidanza. Aborti cioè. Porte sbarrate, reparti chiusi, day after di qualcosa che c’era, funzionava, e adesso è in disuso, smantellato, abbandonato. «Tutti i medici sono obiettori di coscienza, vada altrove». Altrove è l’Italia che torna alla clandestinità: da Nord a Sud in intere regioni l’aborto legale è stato cancellato, oltre l’80% dei ginecologi, e oltre il 50% di anestesisti e infermieri non applica più la legge 194. Accade a Roma, a Napoli, a Bari, a Milano, a Palermo. Le donne respinte dalle istituzioni tornano al silenzio e al segreto, come quarant’anni fa. Alcune muoiono, altre diventano sterili, ma nessuno ne parla. Ventimila gli aborti illegali ogni anno calcolati dal ministero della Sanità con stime mai più aggiornate dal 2008, quarantamila, forse cinquantamila quelli reali. Settantacinquemila gli aborti spontanei nel 2011 dichiarati dall’Istat, ma un terzo di questi frutto probabilmente di interventi “casalinghi” finiti male. Cliniche fuorilegge, contrabbando di farmaci: sul corpo delle …

Beni culturali: Ghizzoni (Pd), subito riconoscimento professioni

“Per il via libera alla legge Madia è possibile procedere in legislativa”. “L’aggiornamento del Codice dei beni culturali è una riforma non più rinviabile: per questo abbiamo già chiesto una rapida calendarizzazione della proposta di legge Madia che aveva ottenuto nella scorsa legislatura un ampio consenso, risultato che ci fa ben sperare nella possibilità di approvare il testo in sede legislativa, cioè senza passare attraverso il vaglio dell’Aula”. Così Manuela Ghizzoni, vicepresidente della commissione Cultura di Montecitorio, la quale spiega: “Oggi il ministro Bray, in occasione dell’ampia audizione parlamentare durante la quale ha esposto gli impegni programmatici del suo ministero, ha affrontato sinteticamente questo tema che certamente rappresenterà un aspetto qualificante del suo incarico. Infatti, il riconoscimento delle professioni dei beni culturali, tra le quali vanno ricordate: archeologi, storici dell’arte, bibliotecari, archivisti, antropologi, rappresenta la chiave di volta per valorizzare il lavoro dei giovani e investire nei talenti, proprio come vogliono le linee programmatiche del governo Letta”.

"Addio a don Gallo il prete dei dimenticati", di Vito Mancuso

Don Andrea Gallo vivrà nell’immaginario degli italiani con il suo sigaro, il cappello nero e l’immancabile colletto da prete, i segni più caratteristici della doppia appartenenza che ha contraddistinto la sua lunga e felice vita: l’appartenenza al mondo e alla chiesa, alla terra e al cielo. Termini tutti ugualmente importanti per uno che vi ha dedicato la vita. Ma il primo posto per don Gallo spettava al mondo e alla terra, perché era solo in funzione di essi che per lui aveva senso poi parlare di chiesa e di cielo. La stola sacerdotale, che egli amava e a cui è sempre stato fedele, veniva dopo la sciarpa arcobaleno con i colori della pace che spesso indossava, e veniva dopo la sciarpa rossa spesso parimenti indossata per l’ideale di giustizia e di uguaglianza che a lui richiamava. È stato questo primato del mondo e della terra che ha condotto don Gallo a essere un prete ribelle, contestatore, mai allineato con i dettami della gerarchia, soprattutto in campo etico e sociale. Un ribelle per amore, per amore …