Tutti gli articoli relativi a: cultura

“Basta violenze. Il mondo chiede scusa alle donne”, di Riccardo Valdes

Basta con la violenza sulle donne. L’appello viene dal segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, nel giorno in cui si è celebrata la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. Il numero uno di Palazzo di Vetro si è rivolto ai governi di tutto il mondo chiedendo loro di mantenere le promesse fatte per mettere fine a tutte le forme di violenza contro le donne e le ragazze. «Sollecito tutte le persone ha detto a sostenere questo importante obiettivo». L’appello di Ban Ki-moon è preliminare all’appuntamento del prossimo marzo, quando si riunirà la Commissione delle Nazioni Unite sullo stato delle donne, che per l’appunto concentrerà i propri sforzi sulla prevenzione ed eliminazione della violenza sulle donne. Ieri, alla vigilia della Giornata Internazionale, il ministro degli Esteri italiano Giulio Terzi ha ricordato che «l’impegno per contrastare tutte le forme di violenza che continuano a colpire milioni di donne nel mondo è una priorità assoluta dell’azione internazionale dell’Italia». Una giornata planetaria, che in nel nostro Paese è stata celebrata attraverso flash-mob, incontri, mobilitazioni di ogni tipo, …

Appello editori e giornalisti al Parlamento: «Pessima legge ritiratela», di Natalia Lombardo

Hanno lanciato un appello congiunto contro il disegno di legge sulla diffamazione, la Federazione nazionale della Stampa e la Federazione degli Editori. Un «appello estremo al Parlamento e alle forze politiche perché si evitino, finché si è in tempo, soluzioni finali inappropriate». E si ritiri la legge «monstre» che oggi potrebbe essere votata nell’aula del Senato. Lo sciopero dei giornalisti è stato solo rinviato, ma la mobilitazione non si ferma e stasera i giornalisti protesteranno in un presidio-fiaccolata in piazza del Pantheon, dalle 19 alle 21. E oggi scadono i 30 giorni di sospensione per l’esecuzione della condanna per diffamazione a 14 mesi di reclusione per Alessandro Sallusti, direttore del Giornale, il quale ha dichiarato di non voler usufruire delle pene sostitutive e di voler andare a San Vittore. L’appello «Dignità delle persone, diritto d’informare», inizia così: in occasione della discussione al Senato del ddl sulla diffamazione a mezzo stampa «la Fieg e la Fnsi si uniscono nel rinnovare al Parlamento e a tutte le forze politiche l’appello a non introdurre nel nostro ordinamento limitazioni …

“Violenza sulle Donne: l’ipocrisia delle parole”, di Paolo Di Stefano

Il risalto dato dall’informazione alla Giornata mondiale contro la violenza sulle donne non è riuscito a dissipare un vago senso di ipocrisia. Il messaggio era chiaro e nobilissimo ma, diciamo la verità, l’uomo rimane padrone anche nelle nostre parole. Diciamo la verità. Il (giusto) risalto dato dai giornali, dalle televisioni e dal web alla Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, che si è celebrata ieri con manifestazioni ovunque, non è riuscito a dissipare un vago senso di ipocrisia. Il messaggio era chiaro e nobilissimo: è infame che un numero enorme di donne, giovani o adulte, italiane o straniere, vengano uccise, torturate, malmenate dagli uomini, spesso compagni, mariti, fidanzati, amanti, ex amanti respinti, padri, fratelli. «Femminicidio» è la parola coniata per definire un crimine diffusissimo che un tempo non aveva neanche un nome (un vocabolo talmente nuovo che ancora oggi viene segnalato da Word con una sottolineatura rossa). Dunque, perché ipocrisia? Perché passato il 25 novembre, la cultura e le parole che esprimono le violenze perpetrate dagli uomini sulle donne rimarranno quelle di sempre. L’omicidio …

“Diffamazione una legge sbagliata”, di Stefano Rodotà

Nata malissimo, la vicenda della nuova legge sulla diffamazione rischia di finire ancor peggio. Non era imprevedibile. Si erano subito sommati due pessimi modi di legiferare. La triste abitudine italiana alle leggi ad personam (non a caso si parla di “legge Sallusti”) e un modo di produrre il diritto contro il quale i giudici inglesi avevano messo in guardia fin dall’800, riassunto nella formula “hard cases make bad law” – dunque il rischio di una risposta legislativa distorta perché ritagliata su una situazione eccezionale o estrema. Si potrebbe aggiungere un detto tratto dalla saggezza popolare: “La fretta è cattiva consigliera”. Una fretta, però, che al Senato è stata deliberatamente usata per cercare di imporre soluzioni inaccettabili, sfruttando come pretesto l’urgenza legata alla volontà di impedire che Alessandro Sallusti finisca in carcere. L’ultimo episodio di questa brutta storia è rappresentato dalla approvazione di una norma chiamata “salva direttori”, un emendamento proposto dallo stesso presidente della commissione Giustizia, che esclude appunto il carcere per direttori e vice-direttori, ma lo mantiene per gli altri giornalisti. Si è cercato …

25 Novembre giornata internazionale contro la violenza alle donne

È necessario contrastare la violenza sulle donne con ogni mezzo a disposizione delle istituzioni, perché, come già denunciato dall’Onu, violenza e femminicidio sono “tollerati dalle pubbliche istituzioni per l’incapacità di prevenire, proteggere e tutelare la vita delle donne che vivono diverse forme di discriminazioni e di violenza durante la loro vita”. Il primo impegno del Parlamento, affinchè non resti lettera morta allo scadere della legislatura, sarà la ratifica della Convenzione di Istanbul, che ha tra i suoi obiettivi la prevenzione, la protezione delle vittime, l’efficacia delle sanzioni e delle pene e l’eliminazione delle discriminazioni. Ma se è vero che sono necessarie norme adeguate e la loro corretta applicazione, è altresì vero che servono risorse per l’assistenza e la prevenzione e, soprattutto, serve l’impegno a costruire una cultura del rispetto delle donne, a partire dalle giovani generazioni. Attraverso la scuola, che deve essere in grado di raccontare una realtà fatta di donne e uomini, si possono porre le basi per abbattere gli stereotipi. È con la cultura e l’educazione che si può sovvertire lo stato di …

“La Spoon river delle donne. Femminicidio: una parola che dà senso all’orrore”, di Sara Ventroni

Finchè le cose non hanno un nome non esistono. Scivolano nell’ombra, nella vergogna, nei sensi di colpa. Finché le cose non hanno un nome, nessuno sa riconoscerle. Allora le cose ci inghiottono nel loro buco nero. In solitudine. Poi è troppo tardi. Poi non c’è più fiato per dire che no, quello non era amore. Femminicidio (o femicidio) è una parola che dà fastidio. È una parola che suona male, che si stenta a pronunciare perché per alcuni puzza di femminismo. Ha la stessa radice, lo stesso scandalo. Eppure è proprio dal momento in cui questa parola è stata detta, che si è potuto finalmente dare un nome a un fenomeno che ci si ostinava a non voler vedere: la violenza degli uomini sulle donne. Un fenomeno globale, che ogni anno uccide più del cancro. Che entra nelle statitische ma non può essere risolto con i numeri, perché si tratta di una disfunzione relazionale, di una malformazione culturale che richiede uno sguardo acuto come un bisturi. La parola femminicidio è stata coniata da femministe e …

“Nelle piazze e nei teatri contro la strage. Femminicidio, la Convenzione «No More!» sarà portata al governo”, di Giulia Ziino

Una giornata per dire basta. Ma non solo, anche per fare un passo avanti verso il cambiamento. È quella che si celebra domani, la Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza sulle donne (a scegliere la data, nel 1999, fu l’assemblea generale delle Nazioni Unite). Dal teatro alla politica, dalla società civile al cinema, le iniziative per mettere un argine alla «strage delle donne» — dall’inizio dell’anno, in Italia, le morti «rosa» sono già 115 — e alla violenza su madri, mogli, fidanzate — l’85 per cento del totale delle violenze, il 3% in più del 2011, secondo i dati di Telefono Rosa — si rincorreranno durante tutta la giornata. «Se molti passi in avanti sono stati fatti, bisogna andare oltre, con la ratifica della Convenzione di Istanbul prevista in Senato nei prossimi giorni e che spero abbia un percorso accelerato, entro la fine della legislatura» ha detto ieri il ministro della Giustizia, Paola Severino. La Convenzione, primo documento paneuropeo giuridicamente vincolante dedicato a combattere la violenza sulle donne e la violenza domestica, è già stata …