Tutti gli articoli relativi a: cultura

“Malala e Savita il Medioevo è oggi”, di Moises Naim

Malala Yousafzai e Savita Halappanavar. Non è uno scioglilingua. Sono i nomi di due persone che non potrebbero essere più diverse, non potrebbero avere meno cose in comune. Ma a queste due persone sono accadute cose che mettono in risalto aspetti tragici e al tempo stesso incoraggianti del nostro mondo di inizio XXI secolo. Malala Yousafzai, pachistana, ha 14 anni. Un mese fa, mentre tornava a casa con lo scuolabus, è stata colpita da un proiettile che le ha attraversato la testa e il collo andando a finire nella spalla. È miracolosamente sopravvissuta e ora è in convalescenza in un ospedale del Regno Unito. Il suo peccato? Battersi in favore dell’istruzione delle bambine. Ehsanullah Ehsan, portavoce dei Taliban pachistani, ha rivendicato la paternità dell’attentato spiegando che Malala «è il simbolo degli infedeli e dell’oscenità », e ha messo in chiaro che se dovesse sopravvivere «riproverebbero a ucciderla». Hanno minacciato anche suo padre, Ziaudinn, che accusano di averle lavato il cervello. La prima prova di questo lavaggio del cervello si è vista quando Malala, a soli …

“Perché non riusciamo a ridurre la distanza tra i ricchi e i poveri”, di Fabrizio Galimberti

A scuola dovevamo leggere Giovanni Verga. Non era obbligatorio come i «Promessi sposi», ma era ed è un grande scrittore italiano. Riprendiamo allora il filone “Economia e letteratura” con un suo romanzo, «Mastro don Gesualdo». È la storia di un muratore che si arricchisce e le sue ricchezze portano più dispiaceri che benefici. Verga chiamava queste ricchezze “la roba” (come nell’eponima novella: http://it.wikisource.org/wiki/Novelle_rusticane/La_roba). Questo tema – l’avidità che accumula “roba” – non è banale come potrebbe essere quello del “danaro che non dà felicità”. È invece lo spunto per una riflessione sul tema ricchi e poveri. Questa differenza fra ricchi e poveri, questa diseguaglianza nella distribuzione dei redditi, è andata crescendo in questi anni, anche prima della crisi. E bisogna capire le cause prima di cercare i rimedi. Magari ci sarà qualcuno che non si preoccupa delle diseguaglianze. L’importante, direbbe, è che la torta cresca. Anche se la differenza fra ricchi e poveri aumenta, la marea alza tutte le barche. Quindi, non c’è da preoccuparsi di una diseguaglianza crescente purché l’economia continui a crescere. Ora, …

“Lo Stato favorisca i privati che sponsorizzano la cultura”, di Vittorio Emiliani

Un primo effetto le parole, nette e chiare, del Presidente Napolitano sulla priorità di cultura e ricerca l’avevano già ottenuto al convegno del «Sole 24 Ore» ridando tono ad un dibattito piuttosto esangue. Un altro sembrano averlo sortito subito dopo: ieri mattina infatti il ministro per lo Sviluppo, Corrado Passera, discutendone alla radio con la giornalista Anna Longo del Gr1 e con me, ha assicurato: «Le prime risor- se che si renderanno disponibili le destineremo a cultu- ra e ricerca. Nel contratto di servizio Rai la cultura dovrà avere più spazio». Napolitano era stato inequivocabile: «Esiste da decenni una sottovalutazione clamorosa della cultura, della formazione, della ricerca da parte delle istituzioni rappresentative della politica, del governo, dei governi locali, ma anche della società civile». Conclusione del presidente: «Alla cultura si sono detti troppi no, ora servono dei sì». Peraltro, nuovi «no» alla cultura erano già programmati. Confermati dal ministro Ornaghi. Secondo Federculture, un’altra amputazione al bilancio del Mibac per 103,3 milioni nel 2013. Portato a 125 nel 2014 e a 137,5 nel 2015. Un autentico …

Napolitano: cultura e ricerca per guardare lontano, la sfida del Paese

Sono stato invitato e ho accettato di venire qui perché sono convinto – e non solo per quello che riguarda me stesso, ma per la responsabilità che ricopro – che quando i padri costituenti hanno scritto la nostra Carta fondamentale non hanno immaginato per il Capo dello Stato un ruolo che si risolvesse (come si dice per i re in altri Paesi) nel tagliare nastri alle inaugurazioni. Ho ritenuto che il Presidente della Repubblica dovesse, secondo la nostra concezione costituzionale, prendersi delle responsabilità, senza invadere campi che non sono suoi: le responsabilità del Governo non sono quelle del Presidente della Repubblica, e viceversa. Ma credo di dovere sempre cercare di interpretare le esigenze, gli interessi generali del Paese, anche in rapporto a scelte del Governo – che rispetto, perché non posso assolutamente sostituirmi a chi ha la responsabilità del potere esecutivo – attraverso un dialogo al quale intendo dare il mio contributo. Innanzitutto – se posso dire qualcosa a proposito del titolo di questa assemblea – forse «emergenza dimenticata» non è l’espressione più adatta. Perché …

Domani l’iniziativa ANPI «No al fascismo in cento piazze diverse», di Carlo Smuraglia

In Italia, quelli che apparivano semplici rigurgiti di nostalgismo fascista, si stanno manifestando con rinnovato impegno, con rinnovata ampiezza e con crescente diffusione. Si aprono nuove sedi di movimenti neofascisti, si assumono iniziative, spesso ardite, da parte di Forza Nuova, di «Fiamma Tricolore», di «Casa Pound», con un vero e proprio crescendo e spesso con la protezione e l’incoraggiamento anche da parte di pubblici amministratori. Aumenta la violenza delle manifestazioni, anche da parte di coloro che storicamente risorgono in occasione delle crisi cercando di approfittarne e finiscono sempre per porre in essere vere e proprie spinte verso destra, i cui sbocchi sotto il profilo storico sono sempre stati nefasti. Si aggiungono anche i tentativi di collegamento, addirittura a livello europeo, di cui è inequivocabile dimostrazione la recente manifestazione dell’Mse a Roma. In questa situazione complessiva, la linea di difesa di coloro che credono nei valori della democrazia e dell’antifascismo è ancora troppo debole e spesso incerta tra la reazione immediata e la riflessione più ampia e il tentativo di coinvolgere nella resistenza e nel contrattacco, …

“Arrestato l’ideologo del sito nazista Stormfront voleva colpire i campi rom”, di Fabio Tonacci e Francesco Viviano

Adesso hanno un nome vero, dei volti, delle storie personali. I neonazisti italiani di Stormfront, che fino a ieri hanno gestito «il più grande sito d’odio razzista del web», che hanno mandato soldi (poche centinaia di euro) al Ku Klux Klan statunitense e che progettavano di «passare all’azione » contro i rom, non sono più spettri virtuali, anonimi nickname. L’ideologo Daniele “ Dani14” Scarpino, 24 anni, i sodali Mirco “ Biomirko” Viola, 43 anni, Luca “ Anti life” Ciampaglia, 22 anni, e Diego “Non Conforme” Masi, 30 anni, sono stati arrestati con l’accusa di aver messo in piedi un’associazione per delinquere incitante alla violenza xenofoba. Il sito, dopo alcune difficoltà tecniche, è stato oscurato. L’ordinanza di custodia cautelare disposta dal gip Stefano Aprile, su richiesta del pool antiterrorismo di Roma, mette in fila due anni di vita della costola italiana di Stormfront.org, la community internazionale creata da Don Black, l’ex leader del Ku Klux Klan. I pm hanno scandagliato decine di thread, cioè le discussioni di stampo nazista, omofobo e negazionista a cui partecipavano qualche …

“La violenza che ci riguarda”, di Luigi Manconi

Mi si potrebbe dire: “Proprio tu parli”. Risponderei così: “Si, proprio io” e proprio perché tutto ciò l’ho conosciuto assai bene. Mi riferisco a quanto è accaduto a Roma e in altre città italiane ed europee mercoledì scorso. Lo conosco, forse più di altri, in quanto ci sono stato dentro, ma proprio dentro, e per un tempo non breve. Sono stato dentro, cioè, quella dimensione di aggressività contro le cose e le persone, che – nel corso dei primi anni ‘70 – ha accompagnato, come una scia velenosa, la mobilitazione collettiva. E dentro quella colluttazione ininterrotta tra una parte dei manifestanti e una parte delle forze di polizia, dove il “chi ha iniziato per primo” del gioco e della zuffa dei bambini, aveva sempre la medesima risposta infantile: un rinfacciarsi le colpe (“sei stato tu”, “no, sei stato tu”) che, trasferito nelle relazioni tra adulti, aveva il solo effetto di protrarre all’infinito la litigiosità, si fa per dire, e l’inimicizia. Non so se sia necessario a questo punto precisare, a scanso di equivoci, che io …