Tutti gli articoli relativi a: cultura

“Ricerca, arriva il bando da 120 milioni”, di Marzio Bartoloni

Aiutare chi sogna di creare un’impresa innovativa o una start up nell’innovazione sociale, nelle tecnologie, nell’hi-tech e, perché no, anche nella cultura. Con due corsie privilegiate: una per il Sud e l’altra per i giovani under 35. È questa l’idea di fondo del bando da 120 milioni che vedrà la luce all’inizio del prossimo anno e su cui il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, scommette per dare un nuovo segnale di scossa sul fronte della ricerca e dell’innovazione. Un impegno, questo, che lo stesso Profumo ha preso di fronte alla platea degli Stati generali della cultura che, non senza qualche protesta, ha chiesto interventi concreti ai rappresentanti del Governo presenti giovedì a Roma: «Il bando – ha spiegato il ministro – avrà due obiettivi: creare una sinergia tra università, enti di ricerca e sistema delle imprese, esistenti e nuove. Ma anche creare posti di lavoro. L’idea di base è coniugare creatività e innovazione». I tecnici del Miur sono al lavoro per definire nel dettaglio modalità e accesso ai fondi che saranno recuperati in parte dai risparmi …

“Il fattore P e i re negligenti”, di Barbara Spinelli

Esiste il fattore P (fattore Politica), come in guerra fredda esisteva, secondo la formula che Alberto Ronchey escogitò nel 1979, il fattore K, da kommunizm in russo. Il fattore K impedì all’Italia, per mezzo secolo, di darsi una democrazia compiuta. Troppo potente era il Pci, perché fossero ammesse vere alternanze. La democrazia, bloccata, s’incancrenì presto: assicurata l’immobile permanenza del trono, tutto era permesso. Il fattore P è più subdolo: quel che oggi si tende a escludere, ma senza dirlo, è la Politica tout court, intesa come dibattito fra visioni che si contrappongono perché la migliore sia votata, sperimentata, o respinta. Ovvio che se vien sottratta la politica-dibattito evapora anche la democrazia, che è sovranità del popolo ma, forse ancor più, controllo dei governati sui governanti. L’esclusione è subdola perché chi esce da questo schema subito è sospettato di antipolitica. Se il fattore K nacque dalla guerra fredda, il fattore P è frutto insidioso della crisi economica, che alla guerra somiglia sempre più. La nazione in guerra non discute: si mobilita. La via d’uscita è univoca, …

«Sulla cultura no alla logica dei tagli lineari» Dino Pesole

Non possiamo, non dobbiamo rassegnarci alla logica dei tagli lineari e a rigidi formalismi. Il compito della politica è proprio quello di operare delle scelte e la colpevole assenza, la clamorosa e persistente sottovalutazione dell’enorme potenziale che la cultura può offrire allo sviluppo del Paese non può essere sottaciuta. Un settore «trascurato per un lungo arco di tempo» dalle istituzioni, un problema che non nasce certo con questo Governo ed è la conseguenza di perduranti «incrostazioni burocratiche», della foresta di norme e autorizzazioni che frenano le scelte governative. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, prende la parola al termine dell’animata sessione mattutina agli Stati Generali della cultura. Ad ascoltarlo in platea, in prima fila il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi e i ministri della Giustizia, Paola Severino, e dell’Interno, Anna Maria Cancellieri. Napolitano prova anche in qualche modo a farsi interprete dei malumori che aleggiano in sala, sfociati anche nelle contestazioni ai ministri presenti al dibattito. Le proteste sono legittime, ma serve razionalità. Prima di tutto vanno chiariti i veri confini della questione. Non è …

“Il Garante batte un colpo, addio privilegi Mediaset”, di Giovanni Cocconi

Un piccolo passo per la concorrenza, un grande passo per il paese. Erano molti anni che non ricordavamo una decisione di Agcom che scontentasse i duopolisti Rai e Mediaset, soprattutto Mediaset. E invece questa volta il Garante delle comunicazioni ci ha stupito e, con il voto decisivo del presidente, il bocconiano e montiano Marcello Cardani, ha di fatto escluso dalla prossima asta per le frequenze il Biscione, che come la Rai possiede già cinque potenziali multiplex. Il fatto che si sia trattato di una decisione sofferta (i due consiglieri in quota Pdl si sono astenuti), arrivata grazie all’intervento fondamentale dell’Unione europea, la dice lunga sulla resistenza del conflitto d’interessi nel nostro paese, che in tutti questi anni ha di fatto paralizzato l’Agcom gestione Calabrò, tra veti incrociati, rinvii, decisioni pilatesche, ambiguità. È presto per dire se per Mediaset la lunga stagione della rendita politica si sia chiusa per sempre. Ma un anno fa, alla nascita del governo dei tecnici, l’asta delle frequenze non era nemmeno prevista e il beauty contest prevedeva venissero regalate a Rai …

“Se la rete familiare non regge più”, di Elisabetta Gualmini

Questa volta non si tratta dell’annosa e arcinota questione giovanile. Dietro alle proteste e alle violente manifestazioni di piazza di ieri l’altro, in tante città italiane, c’è un’altra storia. Un cambiamento che colpisce tutta la società italiana, senza andare per il sottile, e che crea faglie sismiche tra generazioni, classi professionali, categorie con diversi tipi e livelli di istruzione. Il modello familistico è definitivamente finito. Le reti familiari di protezione sociale, rifugio di ultima istanza per intere generazioni di figli e di anziani non ancora o non più attivi, non sono più sufficienti per tappare i buchi di un welfare pubblico prosciugato, di un mercato del lavoro asfittico e di imprese in ginocchio. Basta guardare alle differenze tra la prima fase recessiva della crisi in corso (2007-2009) e la seconda. Dal 2010 in poi, non abbiamo solo perso di posti di lavoro (non solo tra i giovani); c’è stato anche un aumento imponente dell’offerta di lavoro, cioè del numero di persone disponibili a cercare un impiego. Lo spiega bene Stefania Tomasini nell’ultimo numero della rivista …

“Emilia, la mafia dopo il terremoto”, di Giovanni Tizian

Il 7 novembre è una data importante per i paesi terremotati dell’Emilia: è stata smontata l’ultima tendopoli, testimoniando la volontà di cambiare pagina e passare alla ricostruzione a meno di sei mesi dal sisma. Ma proprio alla vigilia di questo momento simbolico, anche le cosche hanno voluto manifestare la loro presenza: nella notte del 6 a Reggiolo, il centro reggiano più colpito dalle scosse, sono stati incendiati nove camion per il trasporto terra. Un rogo doloso, su cui indagherà la procura antimafia. E che sembra dare corpo all’allarme sull’infiltrazione dei clan nei cantieri del dopo sisma. «Segnali di gruppi che tentano di entrare nell’affare ci sono», osserva Roberto Alfonso, procuratore capo di Bologna: «L’esperienza insegna che laddove arrivano soldi pubblici le organizzazioni mafiose tentano di accaparrarsene una fetta. Lanciare l’allarme è necessario per mettere in guardia». Dei sei miliardi previsti per sanare le ferite – inclusi i 670 milioni appena sbloccati dall’Unione europea dopo un braccio di ferro con il governo Monti – ben due e mezzo sono destinati alle abitazioni, tra restauri, demolizioni e …

“Un deficit di libertà”, di Ezio Mauro

Soltanto chi non vuol vedere ciò che ha sotto gli occhi può ridurre ad una questione di ordine pubblico la mobilitazione contro l’austerità, per il lavoro e il welfare che ha riempito mercoledì le piazze d’Europa. Sulla violenza abbiamo imparato ad essere netti e precisi: chi va in strada per rivendicare i suoi diritti non ha nulla a che spartire con chi cerca lo scontro fisico con la polizia o compie atti vandalici, presenze che vanno dunque denunciate, isolate e contrastate senza nessuna forma di ambiguità. Nel farlo, la polizia ha il dovere di ricordarsi di essere al servizio di uno Stato democratico e dunque mentre garantisce la sicurezza dei cittadini – tutti, anche i manifestanti – deve evitare l’abuso di potere e l’esercizio di una violenza di Stato che purtroppo abbiamo già visto altre volte andare vergognosamente in scena nelle nostre città. E che abbiamo documentato anche ieri, portando il governo a prenderne atto. Ma detto questo c’è tutto il resto, di cui non si parla. La coesione sociale di questo Paese ha del …