Tutti gli articoli relativi a: cultura

"L'Aquila che non c'è", di Ilaria Ravarino

In piazza Sallustio, quella che fu invasa dalle carriole, c’è talmente tanto silenzio che si sentono le lucertole strisciare nell’erba e i piccioni tubare fra le macerie. Una ventina di metri più indietro, oltre alle camionette dei militari che sorvegliano la zona rossa, si allunga il Corso: quello dove tre anni fa s’andava a fare shopping, e dove oggi alzano le serrande solo i pub per il giovedì universitario. È il 6 aprile 2012, sono passati tre anni dal terremoto che l’ha devastata, e L’Aquila è ferma nel tempo. Transenne che punteggiano facciate fatiscenti, insegne di negozi che non esistono più, porte spalancate sul nulla: più che una città, pare un set abbandonato all’incuria del tempo. In Piazza Duomo, dove il sabato c’era il mercato, i cani passeggiano pigri. Alcuni sono sdraiati sotto alle transenne dei lavori in corso. Altri giocano con i bambini: animali e bimbi sono le uniche creature, nel raggio di un paio di chilometri, a muoversi tra le macerie con serena indifferenza. “Io lo porto qui perchè mio marito insiste, ma …

"L’ultima beffa italiana: gonfiate le cifre dell’aiuto ai Paesi poveri", di Umberto De Giovannangeli

Trucchetti di bilancio: a legger bene l’ultimo rapporto Ocse i fondi per lo sviluppo contengono voci «aliene». Come la lotta all’immigrazione e il taglio dei debiti. Un quadro desolante. Fatto di impegni mancati, di trucchetti di bilancio. Cifre gonfiate con acrobazie contabili per celare le promesse non mantenute ai Paesi più poveri. I dati sull’Aiuto pubblico allo sviluppo diffusi nei giorni scorsi dall’Ocse rivelano che l’Italia resta molto lontana dall’obiettivo di destinare lo 0,7% del Pil alla lotta contro la povertà. Se il nostro Paese registra uno 0,19% un incremento, seppur «sospetto» dall’anno scorso l’intera comunità internazionale compie un preoccupante passo indietro. Il primo dal 1997. «La percentuale dichiarata dall’Italia non riflette il ritardo del nostro Paese, e fa pensare che il governo abbia conteggiato come Aiuti pubblici allo sviluppo spese che con gli aiuti non hanno molto a che fare, come, ad esempio, quelle per fronteggiare l’arrivo degli immigrati sulle nostre coste a seguito della Primavera araba. Lo 0,19% è una percentuale troppo alta rispetto alla realtà dell’impegno italiano nella lotta alla povertà, che …

"La radice cristiana", di Claudio Sardo

La Pasqua è per i cristiani l’evento fondativo, dunque la festa più importante: è la Resurrezione che cambia il senso dell’incontro con Cristo e della storia dell’uomo. Questo ovviamente secondo la fede dei credenti. Ma la forza del messaggio, che ha attraversato epoche e organizzazioni sociali ed è alle radici della nostra civiltà, non può lasciare indifferente chi dà alla fraternità una prospettiva solo umana. Oppure chi si batte per la giustizia e per l’eguaglianza, chi immagina lo sviluppo in funzione della persona e della comunità. Il cristianesimo non è una cultura, né una morale. Già la lettera a Diogneto, uno dei primissimi manoscritti cristiani, sottolinea che i seguaci di Gesù non sono «da distinguere dagli altri uomini né per regione, né per voce, né per culture» e che «partecipano a tutto come cittadini e da tutto sono distaccati come stranieri». Il cristianesimo è un incontro che modifica un destino. Lo stesso orizzonte escatologico la vittoria della vita sulla morte non è motivo di separatezza, né alibi per chiusure fondamentaliste. È semmai una spinta a …

"Le sospirate lauree. Quell’irresistibile attrazione padana per il pezzo di carta", di Marco Alfieri

Diplomi fuffa, corsi di studio in Svizzera, lauree esotiche comprate con soldi pubblici e magheggi da “tesoriere più pazzo del mondo”. Dalle carte della Procura che indaga sull’uso dei finanziamenti al Carroccio esce (anche) un Francesco Belsito impegnato a staccare assegni per pagare costosi esamifici privati all’estero e soddisfare la fame di status del “cerchio magico” di Gemonio. Nel crepuscolo leghista sta emergendo il familismo da strapaese dove i figli so’ piezz’e core da sistemare a tutte le latitudini; la logica della fabbrichetta dove non c’è quasi differenza tra i soldi personali del Capo e quelli dell’azienda e tutto tende a confondersi; e poi l’ossessione piccolo-borghese del pezzo di carta da appendere al muro per sentirsi arrivati. E imparati. Siamo alla sublimazione del modello Cepu. Il che fa specie in un partito che ha fatto della propaganda contro dottori (quasi sempre meridionali) e intellettuali (quasi sempre da salotto) un formidabile cavallo di battaglia. Indimenticabile il Bossi d’antan che liquida il vecchio ideologo alla sua maniera: «Miglio? Una scoreggia nello spazio…». O il leghista posticcio Tremonti …

"Bossi e la corte dei miracoli", di Lorenzo Mondo

Avevamo fatto il callo alle intemperanze di Umberto Bossi, alle sue provocazioni verbali e gestuali, dettate da un temperamento sanguigno che sapeva convertirsi in popolaresca astuzia. Colpiva, senza dispiacere necessariamente, il sentore di osteria che emanava dagli incontri e dai conciliaboli con la sua gente, la confidenza spiccia con i costumi delle valli lombarde. Anche in questo si manifestava la lontananza della Lega dal detestato Palazzo romano. Certo si accoglievano con un sorriso, se non con ironia, le sue incursioni nel mondo di una artefatta cultura. Inneggiava alla ribellione di Alberto da Giussano contro il Barbarossa per l’indipendenza di una Padania che, nelle suggestioni del federalismo, guardava adesso con simpatia alla tedesca Baviera. Egli si prestava inoltre alla riesumazione, dal sapore fumettistico, della storia celtica e della religiosità druidica, con tanto di elmi cornuti, di ampolle riempite con le acque sacre del Po (improponibile, così nudo e crudo, per un utilizzo onomastico, è diventato Eridano al battesimo del suo ultimo figlio). Molti erano disposti ad assolvere questo folklore identitario, apprezzando la sollecitudine del suo movimento …

"Vado in “paternità” perché voglio crescere con mia figlia", di Federico Cella

Mi chiedono: “Perché il congedo?” Non sono un eroe né uno originale. Voglio solo stare con mia figlia «Quand’è che inizi ad allattare?». La domanda che mi ha fatto un collega qualche giorno fa riassume in modo più colorito il dato che mi relega a una minoranza tanto piccola da farmi credere di non aver mai fatto parte di un gruppo così ristretto. Sarà che sono sempre stato poco originale. Ora non più: tra pochi giorni sarò tra il 6,9% dei padri che in Italia, secondo l’Istat, si prendono un congedo parentale di almeno un mese per stare a casa con i propri figli. Insomma, vado in paternità. E ci starò per poco meno di cinque mesi. Le reazioni alla «notizia» si dividono usualmente in due, a seconda del genere dell’interlocutore: «Bravo!», dicono le donne; «E perché?!», mi chiedono gli uomini. Perché la mia scelta, ragionata e condivisa in famiglia, è così originale pur non essendo per nulla eccezionale? Perché in Italia, per i padri, pensare di stare a casa con i figli è così …

"L´Aquila, la pompei del XXI secolo", di Salvatore Settis

Tre sono le cause del degrado che affligge non solo il centro storico dell´Aquila (tra i più preziosi d´Italia), ma anche la società, l´economia e la vita stessa della città. La prima, e la meno grave, è il terremoto di cui ricorre il terzo anniversario. La seconda, peggiore del terremoto, è la pessima gestione dell´emergenza, dovuta a scelte irresponsabili del governo Berlusconi. Più allarmante è la terza causa: la nostra cecità, la riluttanza ad ammettere che in tre anni si sono risolti ben pochi problemi, anzi se ne sono creati dei nuovi. Molti italiani credono in buona fede che nella città martoriata ferva la ricostruzione. Altri, pur sospettando quanto grave sia la paralisi, si consolano con qualche buona notizia, come il restauro Fai della simbolica Fontana delle 99 cannelle, o si accontentano degli annunci che piovono ogni tanto. Onna, per esempio è un cumulo di rovine, non una casa è stata ricostruita (nemmeno la chiesa): la Germania, nel ricordo dell´eccidio nazista che vi avvenne nel 1944, ha costruito solo una “sala multifunzionale” accanto ai baraccamenti …