Tutti gli articoli relativi a: cultura

“Gli insulti e il silenzio del carabiniere”, di Adriano Sofri

Meglio lasciar stare Pasolini, era un´altra cosa, un altro tempo. Si chiamano valle tutte e due, Valle Giulia e la Val di Susa: ma la differenza è chiara, no? E poi non l´hanno mai letta la famosa poesia del “Pci ai giovani”, se no non citerebbero sempre quei quattro versi, e sbagliando anche la citazione. Era parecchio lunga, quella poesia, e se la leggessero per intero si stupirebbero di quello che dice. E comunque i manifestanti della Val di Susa non hanno per lo più “facce da figli di papà”, e i poliziotti non sono più soltanto, per fortuna, “figli di poveri”, venuti dalle periferie, “i tanti fratelli, la casupola tra gli orti con la salvia rossa…”. Poliziotti e militanti si assomigliano molto di più adesso, e non so quali siano andati più assomigliando agli altri, né quale conferma ne caverebbe Pasolini. Il giovane militante (dall´accento meridionale, che non è un addebito, si deve poter manifestare in qualsiasi lingua in qualsiasi punto del mondo, gli addebiti riguardano solo i comportamenti) che fronteggia sfotte e insulta …

"La corruzione si batte a scuola", di Luigi Guiso

Ha fatto bene il Sole 24 Ore a lanciare un manifesto di sostegno alla cultura. Il successo dell’iniziativa, come dimostrano le numerose adesioni, indica che questo bisogno è sentito, ma è rimasto latente, forse perché abbiamo vissuto un lungo periodo di promozione d’altro. Il successo, probabilmente, riflette anche il fatto che il concetto di cultura, già per sua natura vago, è, in questa campagna, non specificato, lasciando intendere che include la conoscenza accumulata, la produzione di arte, nelle sue più varie articolazioni, lo studio, la scuola e l’apprendimento nonché il sistema di valori, credenze e norme che definiscono e circoscrivono i nostri comportamenti al di là di quanto non regolato – o non regolabile – dalla legge. Così ce n’è per tutti e tutti vi possono trovare se stessi. Da chi nella promozione della cultura vi legge la difesa e conservazione delle minoranze linguistiche a chi vi vede una ricomposizione del pubblico bilancio verso la scuola, la ricerca e l’università oppure verso la promozione di musei, teatri e opere liriche. Da chi vi intravede una …

“La corruzione si batte a scuola”, di Luigi Guiso

Ha fatto bene il Sole 24 Ore a lanciare un manifesto di sostegno alla cultura. Il successo dell’iniziativa, come dimostrano le numerose adesioni, indica che questo bisogno è sentito, ma è rimasto latente, forse perché abbiamo vissuto un lungo periodo di promozione d’altro. Il successo, probabilmente, riflette anche il fatto che il concetto di cultura, già per sua natura vago, è, in questa campagna, non specificato, lasciando intendere che include la conoscenza accumulata, la produzione di arte, nelle sue più varie articolazioni, lo studio, la scuola e l’apprendimento nonché il sistema di valori, credenze e norme che definiscono e circoscrivono i nostri comportamenti al di là di quanto non regolato – o non regolabile – dalla legge. Così ce n’è per tutti e tutti vi possono trovare se stessi. Da chi nella promozione della cultura vi legge la difesa e conservazione delle minoranze linguistiche a chi vi vede una ricomposizione del pubblico bilancio verso la scuola, la ricerca e l’università oppure verso la promozione di musei, teatri e opere liriche. Da chi vi intravede una …

"Così i tombaroli devastano Cerveteri", di Sergio Rizzo

Cerveteri, necropoli etrusca della Banditaccia. Nel 2004 l’Unesco l’ha dichiarata Patrimonio dell’umanità. Tombe dappertutto. Nell’area recintata, dove si accede con il biglietto, sono 400. Ma fuori da quel recinto sgangherato c’è la più grande cava di beni archeologici del pianeta. A ingresso libero. Per la felicità dei tombaroli. La Smart avanza sobbalzando sullo sterrato. Arrivata a dieci metri rallenta: il guidatore ci scruta. Dietro gli occhiali scuri s’intuisce uno sguardo poco amichevole. Poi si allontana, per ripassare poco dopo in direzione contraria. Stessa andatura, identico sguardo ostile. Siamo a Cerveteri, quaranta chilometri da Roma. Qui c’è la necropoli etrusca della Banditaccia, una delle zone archeologiche più importanti della Terra, che l’Unesco ha dichiarato nel 2004 patrimonio dell’umanità. Le tombe sono dappertutto. Sottoterra, e anche sopra, nei giganteschi tumuli dove i cadaveri venivano adagiati sui letti di tufo, insieme a monili e preziose suppellettili. Quei tumuli, soltanto nell’area recintata dove si accede con il biglietto, sono 400. Ma basta dare un’occhiata oltre il cancello per capire il resto. Fuori da quel recinto sgangherato, in un paio …

“Così i tombaroli devastano Cerveteri”, di Sergio Rizzo

Cerveteri, necropoli etrusca della Banditaccia. Nel 2004 l’Unesco l’ha dichiarata Patrimonio dell’umanità. Tombe dappertutto. Nell’area recintata, dove si accede con il biglietto, sono 400. Ma fuori da quel recinto sgangherato c’è la più grande cava di beni archeologici del pianeta. A ingresso libero. Per la felicità dei tombaroli. La Smart avanza sobbalzando sullo sterrato. Arrivata a dieci metri rallenta: il guidatore ci scruta. Dietro gli occhiali scuri s’intuisce uno sguardo poco amichevole. Poi si allontana, per ripassare poco dopo in direzione contraria. Stessa andatura, identico sguardo ostile. Siamo a Cerveteri, quaranta chilometri da Roma. Qui c’è la necropoli etrusca della Banditaccia, una delle zone archeologiche più importanti della Terra, che l’Unesco ha dichiarato nel 2004 patrimonio dell’umanità. Le tombe sono dappertutto. Sottoterra, e anche sopra, nei giganteschi tumuli dove i cadaveri venivano adagiati sui letti di tufo, insieme a monili e preziose suppellettili. Quei tumuli, soltanto nell’area recintata dove si accede con il biglietto, sono 400. Ma basta dare un’occhiata oltre il cancello per capire il resto. Fuori da quel recinto sgangherato, in un paio …

"Mosaici ridotti a cubetti. I crolli nascosti di Pompei", di Alessandra Arachi

Per ognuno di cui si ha notizia 9 restano nell’ombra L’architetto: «Qui non esiste più la figura del mosaicista». Lentamente muore, Pompei. Al di là del clamore di crolli imponenti e fragorosi. Lentamente muoiono, gli scavi archeologici più famosi del mondo. Guardare, per credere. Le tre foto che pubblichiamo basterebbero da sole. Ma purtroppo sono soltanto un esempio. Appartengono ad un album fin troppo documentato e cospicuo. Sono state scattate qualche giorno fa. Obiettivi implacabili sopra un patrimonio dell’umanità gettato alle ortiche. Allo sbando. La parola manutenzione ordinaria non esiste nel vocabolario di chi gestisce oggi il patrimonio di Pompei. i Guardare per credere. Cosa c’è di più famoso a Pompei del rosso «pompeiano»? Oggi c’è la pioggia, che massacra il patrimonio. Perché nessuno si è premurato di mettere un tetto sopra l’affresco della domus nella zona dei teatri (rappresentata nella foto). Ma nessuno ha pensato neanche di proteggere il mosaico della Casa del Fauno: è sommerso dall’acqua, da quasi due settimane. E le tessere salteranno come birilli, ora che l’acqua sta divorando la malta. …

“Mosaici ridotti a cubetti. I crolli nascosti di Pompei”, di Alessandra Arachi

Per ognuno di cui si ha notizia 9 restano nell’ombra L’architetto: «Qui non esiste più la figura del mosaicista». Lentamente muore, Pompei. Al di là del clamore di crolli imponenti e fragorosi. Lentamente muoiono, gli scavi archeologici più famosi del mondo. Guardare, per credere. Le tre foto che pubblichiamo basterebbero da sole. Ma purtroppo sono soltanto un esempio. Appartengono ad un album fin troppo documentato e cospicuo. Sono state scattate qualche giorno fa. Obiettivi implacabili sopra un patrimonio dell’umanità gettato alle ortiche. Allo sbando. La parola manutenzione ordinaria non esiste nel vocabolario di chi gestisce oggi il patrimonio di Pompei. i Guardare per credere. Cosa c’è di più famoso a Pompei del rosso «pompeiano»? Oggi c’è la pioggia, che massacra il patrimonio. Perché nessuno si è premurato di mettere un tetto sopra l’affresco della domus nella zona dei teatri (rappresentata nella foto). Ma nessuno ha pensato neanche di proteggere il mosaico della Casa del Fauno: è sommerso dall’acqua, da quasi due settimane. E le tessere salteranno come birilli, ora che l’acqua sta divorando la malta. …