Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Non solo una bacheca", di Claudio Sardo

Le bacheche de l’Unità smantellate negli stabilimenti Magneti Marelli di Bologna e Bari non sono purtroppo un accidente. Sono parte di uno scontro politico, di un’involuzione culturale, di una crisi che non è soltanto economica. L’Unità è uno degli strumenti attraverso cui si esprime il pluralismo sociale. Ma è anche una delle radici che affondano nella storia nazionale e nelle passioni civili e democratiche della nostra comunità. Certo, l’espulsione de l’Unità da queste fabbriche del gruppo Fiat non ha un valore sindacale paragonabile al gravissimo vulnus nella rappresentanza provocato dall’esclusione della Fiom, oppure alle discriminazioni subite dai lavoratori iscritti alla Cgil, o ancora al rifiuto di rispettare la sentenza del giudice sul reintegro dei tre operai di Melfi. Eppure contiene un significato che non è solo simbolico. La questione riguarda la considerazione dei lavoratori nella realtà aziendale, riguarda il loro spazio di libertà e di autonomia, insomma i loro mondi vitali. La crisi di competitività che ha investito l’Italia e l’Europa ci induce quotidianamente a parlare delle regole del mercato del lavoro, degli strumenti di …

“Non solo una bacheca”, di Claudio Sardo

Le bacheche de l’Unità smantellate negli stabilimenti Magneti Marelli di Bologna e Bari non sono purtroppo un accidente. Sono parte di uno scontro politico, di un’involuzione culturale, di una crisi che non è soltanto economica. L’Unità è uno degli strumenti attraverso cui si esprime il pluralismo sociale. Ma è anche una delle radici che affondano nella storia nazionale e nelle passioni civili e democratiche della nostra comunità. Certo, l’espulsione de l’Unità da queste fabbriche del gruppo Fiat non ha un valore sindacale paragonabile al gravissimo vulnus nella rappresentanza provocato dall’esclusione della Fiom, oppure alle discriminazioni subite dai lavoratori iscritti alla Cgil, o ancora al rifiuto di rispettare la sentenza del giudice sul reintegro dei tre operai di Melfi. Eppure contiene un significato che non è solo simbolico. La questione riguarda la considerazione dei lavoratori nella realtà aziendale, riguarda il loro spazio di libertà e di autonomia, insomma i loro mondi vitali. La crisi di competitività che ha investito l’Italia e l’Europa ci induce quotidianamente a parlare delle regole del mercato del lavoro, degli strumenti di …

"Vince l'asse tra il premier e l'Europa", di Massimo Franco

Più che con vescovi e Vaticano, l’asse è stato col vicepresidente della Commissione Ue, Joaquin Almunia. Un ferreo, impenetrabile «asse del silenzio» che ha permesso a Mario Monti di impedire fughe di notizie su un testo preparato da una decina di giorni; e condiviso esclusivamente con i vertici europei che stavano verificando se l’Italia avesse infranto qualche norma. L’obiettivo era di inserire al momento opportuno le modifiche che mettono fine all’esenzione dell’Ici (ora si chiama Imu) per gli edifici commerciali della Chiesa cattolica dal 1° gennaio 2013; e in un provvedimento come quello sulle liberalizzazioni che contiene una parte sul fisco e una sull’Europa. La nota con la quale ieri sera il presidente del Senato, Renato Schifani, spiega perché ha ammesso l’emendamento smonta le polemiche di alcuni esponenti del Pdl col Quirinale: la loro tesi è che la modifica contraddice l’invito di Giorgio Napolitano a non inserirne troppe nei decreti per non snaturarli. Monti non solo l’ha presentata ma la rivendica, firmandola. Nel doppio ruolo di presidente del Consiglio e di ministro dell’Economia, vuole farsi …

“Vince l’asse tra il premier e l’Europa”, di Massimo Franco

Più che con vescovi e Vaticano, l’asse è stato col vicepresidente della Commissione Ue, Joaquin Almunia. Un ferreo, impenetrabile «asse del silenzio» che ha permesso a Mario Monti di impedire fughe di notizie su un testo preparato da una decina di giorni; e condiviso esclusivamente con i vertici europei che stavano verificando se l’Italia avesse infranto qualche norma. L’obiettivo era di inserire al momento opportuno le modifiche che mettono fine all’esenzione dell’Ici (ora si chiama Imu) per gli edifici commerciali della Chiesa cattolica dal 1° gennaio 2013; e in un provvedimento come quello sulle liberalizzazioni che contiene una parte sul fisco e una sull’Europa. La nota con la quale ieri sera il presidente del Senato, Renato Schifani, spiega perché ha ammesso l’emendamento smonta le polemiche di alcuni esponenti del Pdl col Quirinale: la loro tesi è che la modifica contraddice l’invito di Giorgio Napolitano a non inserirne troppe nei decreti per non snaturarli. Monti non solo l’ha presentata ma la rivendica, firmandola. Nel doppio ruolo di presidente del Consiglio e di ministro dell’Economia, vuole farsi …

"I partiti devono rinnovarsi altrimenti non c´è democrazia non possiamo fermarci a Monti", di Goffredo De Marchis

Atteggiamenti acritici, Monti o non Monti, non sono consoni alla democrazia che è un regime critico. Il Parlamento è delegittimato. Sarebbe buona cosa avere comunque un voto popolare per la riforma. Il professor Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Corte Costituzionale, firma, a nome di tutta l´associazione Libertà e Giustizia, il primo manifesto del dopo-Berlusconi. Un modo per celebrare i dieci anni di vita di L&g e «per progettare l´avvenire». Nel suo documento, professore, lei sembra non accodarsi alla Monti-mania. Perché? «Perché l´atteggiamento acritico è in ogni caso, Monti e non Monti, non consono alla democrazia che è un regime per definizione critico, dove tutti pensano con la propria testa ed è escluso il culto della personalità. Tempo fa in un librettino, trattando del processo di Gesù – uno scandalo della democrazia – si è contrapposta la democrazia dogmatica e la democrazia populista alla democrazia critica. Quest´ultima è la versione liberale della democrazia. Quindi, con tutto il rispetto per le fatiche del governo tecnico e con la speranza che si ripone nell´operazione Monti, la rinuncia alla …

“I partiti devono rinnovarsi altrimenti non c´è democrazia non possiamo fermarci a Monti”, di Goffredo De Marchis

Atteggiamenti acritici, Monti o non Monti, non sono consoni alla democrazia che è un regime critico. Il Parlamento è delegittimato. Sarebbe buona cosa avere comunque un voto popolare per la riforma. Il professor Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Corte Costituzionale, firma, a nome di tutta l´associazione Libertà e Giustizia, il primo manifesto del dopo-Berlusconi. Un modo per celebrare i dieci anni di vita di L&g e «per progettare l´avvenire». Nel suo documento, professore, lei sembra non accodarsi alla Monti-mania. Perché? «Perché l´atteggiamento acritico è in ogni caso, Monti e non Monti, non consono alla democrazia che è un regime per definizione critico, dove tutti pensano con la propria testa ed è escluso il culto della personalità. Tempo fa in un librettino, trattando del processo di Gesù – uno scandalo della democrazia – si è contrapposta la democrazia dogmatica e la democrazia populista alla democrazia critica. Quest´ultima è la versione liberale della democrazia. Quindi, con tutto il rispetto per le fatiche del governo tecnico e con la speranza che si ripone nell´operazione Monti, la rinuncia alla …

"Doppio cognome, un timido passo avanti", di Mariella Gramaglia

Nel nome della madre. O meglio nel suo cognome. Da domani il bambino di una coppia regolarmente sposata potrà chiamarsi Bianchi come la sua mamma e Sire come il suo papà? E sarà consentito ai genitori scegliere in che ordine disporre i due cognomi? Un recente libro di educazione civica per le bambine, Nina e i diritti delle donne di Cecilia D’Elia, comincia proprio così, con lo stupore della piccola Nina, che sta imparando a leggere, di fronte ai biglietti del traghetto per la vacanza estiva della famiglia, che fanno della sua mamma, la signora Bianchi, un’estranea dal cognome diverso. La ragazzina passerà in rassegna con la madre la storia recente delle donne italiane, ma alla fine tornerà perplessa alla domanda iniziale: «Perché nel mio cognome non c’è anche il tuo?». È l’ultima voce, in ordine di tempo, di una battaglia che dura almeno dalla fine degli anni Ottanta, quando entrarono in Parlamento diverse donne che avevano vissuto l’esperienza del movimento femminista e cominciarono a depositare proposte di legge sul tema. Suscitando molti appassionati dibattiti …