Tutti gli articoli relativi a: cultura

«Torino non può accettare questa violenza», intervista a Piero Fassino di Simone Collini

Per Piero Fassino quanto avvenuto sabato sera alle Vallette è «inaccettabile» e i responsabili dovranno essere chiamati a risponderne. Ma, aggiunge il sindaco di Torino – che già l’altra settimana e poi ancora ieri pomeriggio ha parlato con il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri per pianificare «una strategia comune tra governo ed enti locali» sul fenomeno immigratorio – l’aggressione al campo rom della Continassa è anche la «spia di un malessere che va affrontato», oltre che essere «una vicenda inquietante per molti aspetti». Perché dice “per molti aspetti”? «Che una ragazza di 16 anni sia costretta a inventarsi uno stupro per giustificare davanti ai genitori la perduta illibatezza denuncia una situazione di oppressione familiare a dir poco arcaica. E questo è già un fatto su cui riflettere. Che poi questa triste vicenda si traduca in occasione per un linciaggio nei confronti di persone del tutto estranee non può che suscitare grande allarme e preoccupazione». C’è un problema razzismo a Torino? «No, Torino è una città che ha sempre mostrato una grande capacità di accogliere e di …

"Il Tg1, l´ipotesi Maccari e l´ammuina della Lei", di Francesco Merlo

Nessun giornalista che abbia rispetto di se stesso e del Tg1 può accettare la nomina a direttore reggimoccolo, a professionista di scorta, proconsole per soli 49 giorni, record nella storia degli scaldasedia. Tanto più che Alberto Maccari, che Lorenza Lei proporrà martedì al Cda della Rai come reggente sino al 31 gennaio, ha alle spalle una solida carriera. Ebbene, rischia di tradirla e di macchiarla prestandosi al più antico e squallido gioco della politica italiana, quello del galleggiamento, del perdere tempo per guadagnare tempo e intanto sistemare tutti i peggiori affarucci. L´orgoglio di dire no all´offerta indecente che il direttore generale della peggiore Rai di sempre gli farà martedì è dunque un dovere del collega Maccari, una prova di dignità per lui e di rispetto per il giornalismo televisivo italiano che già esce avvilito dai lunghi anni del conflitto di interesse e dalla depravazione finale del minzolinismo. Eppure ha una grinta imbronciata questa signora Lei, Fiorello e Baldini ne hanno fatto una divertente parodia, ha la fama della decisionista, della donna tutta d´un pezzo, del …

"Pressing sul governo: editoria, cambiare l’art.29", di Roberto Monteforte

Si mobilitano Fnsi e direttori dei giornali di idee, di partito e di cooperative: «Senza immediati correttivi oltre 100 testate chiuderanno sicuramente». È una certezza la chiusura immediata di oltre cento testate della stampa di partito, cooperativa e di idee con «riflessi gravissimi sul pluralismo dell’informazione e sulla stessa democrazia». Questo sarà l’effetto, senza immediati correttivi, della «manovra» del governo Monti che taglia ulteriormente i già scarsi e incerti «finanziamenti diretti» destinati all’editoria no profit. Lo denunciano con drammatica chiarezza i direttori delle testate coinvolte: Claudio Sardo de l’Unità, Stefano Menichini di Europa, Marco Tarquinio di Avvenire, quello della Padania, Leonardo Boriani, di Liberazione Dino Greco, quindi Norma Rangeri de il Manifesto, Marcello De Angelis del Secolo d’Italia, Emanuele Macaluso direttore de Il Riformista e il presidente della Fisc ( la federazione dei settimanali diocesani), Francesco Zanotti. Si muove lo schieramento trasversale che nei mesi scorsi nella battaglia per la difesa del pluralismo delle voci politiche e culturali nel rigore, nella «bonifica» del settore dalle false testate a favore dei giornali «veri», ha ottenuto l’autorevole …

"Rivoluzione domestica per le donne e i nonni", di Maria Novella De Luca

La rivoluzione sarà soprattutto domestica e riscriverà, non poco, i rapporti tra i sessi. Anzi, dice il sociologo Marzio Barbagli, saranno le donne a tracciare i confini di questa “nuova età”, in cui il lavoro si allunga e la vecchiaia si allontana, si restringe il tempo del riposo ma si allarga quello del reddito. Per il resto, però, niente paura: i nonni continueranno a fare i nonni, «è ben difficile con gli attuali tassi demografici che un nipotino arrivi prima degli anni della pensione», i giardinetti non andranno deserti, «ma molto dovrà cambiare – aggiunge Marzio Barbagli – nei rapporti tra genitori e figli, e tra mogli e mariti». Un mutamento di pelle. Invisibile all´inizio. Ma radicale e non indolore. «Perché questa manciata di anni in più in cui le donne dovranno lavorare, erano quelli in cui invece le donne italiane alla fine della loro stagione produttiva, tornavano a casa. Per dedicarsi integralmente ai figli e ai mariti, e in seguito ai nipoti. Adesso senza di loro le famiglie si dovranno riorganizzare – spiega Barbagli …

"Libera concorrenza in libero stato", di Luca Landò

A pensar male ci si azzecca sempre, diceva Andreotti. E i cattivi pensieri hanno cominciato a decollare dopo la frase pronunciata ieri da Silvio Berlusconi commentando la possibilità di vendere all’asta le frequenze liberate nel passaggio dall’analogico al digitale: «Non ho un’opinione – ha detto in margine al vertice Ppe di Marsiglia – ma temo che se ci fosse una gara sulle frequenze potrebbe essere disertata da molti». Che è poi lo stesso messaggio lanciato, sempre ieri, da Gina Nieri, numero due di Mediaset, che in una lettera a Il Fatto si chiedeva: «Siamo sicuri che arriverebbero a frotte contendenti disposti a pagare miliardi nel caso di un’asta per le tv?». Il sospetto è che la “non opinione” di Berlusconi sia in realtà la strategia offensiva di Mediaset: indebolire l’ipotesi dell’asta prima che questa venga presa in considerazione dal governo come misura per alleggerire il peso sociale della manovra. Che è poi quello che stanno chiedendo da giorni Pd, Idv e Fli. Lo ha ribadito ieri il Democratico Paolo Baretta a proposito della possibilità di …

"Storia simbolo per il Governo", di Roberto Saviano

Vorrei che questa storia fosse letta dal premier Mario Monti, dal ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera e dal ministro dell´Interno Annamaria Cancellieri. So che la loro sensibilità non rimarrebbe muta se approfondissero questi temi. La storia che racconto è stata scritta dalla procura antimafia. Dai pubblici ministeri Federico Cafiero De Raho, Antonello Ardituro, Catello Maresca, Raffaello Falcone, Franco Roberti e Raffaele Cantone. Dalla polizia, dai carabinieri, dalla Guardia di finanza. E soprattutto è una storia che riguarda non la mia sfortunata terra, non semplicemente Casal di Principe, il comune più sciolto nella storia d´Italia, ma riguarda l´intero paese e l´economia di questo paese. Michele Zagaria era un imprenditore, è un imprenditore. È un imprenditore camorrista, non un camorrista imprenditore. Sembra uno scioglilingua, ma non lo è. Non è un camorrista che ha fatto soldi e quindi si è messo a fare impresa con denaro sporco. Al contrario è un casalese e precisamente di Casapesenna – un piccolo paese vicino a Casal di Principe e San Cipriano d´Aversa, i tre paesi dell´Agro Aversano con i …

"Editoria, fondi in estinzione Pluralismo in pericolo", di Roberto Monteforte

Cancellato il sostegno alla libertà d’informazione. Le risorse pubbliche saranno destinate a tutte le testate, compresi i grandi gruppi. A rischio sopravvivenza centinaia di giornali, da l’Unità a Il Secolo d’Italia. Pesa e in modo drammatico anche sull’editoria il decreto «Salva Italia» di Mario Monti. Al di là delle esigenze di rigore e di moralizzazione, si annunciano tagli che poco hanno a che fare con l’equità. Che anzi finiranno per mettere seriamente in discussione il pluralismo informativo del nostro paese. Quello che è stato annunciato con l’articolo 29 comma 3 della manovra sarà praticamente la cancellazione dell’editoria di idee, cooperativa, non-profit e politica. Dal 1 ̊ gennaio rischiano di non essere più in edicola testate come l’Unità, Liberazione, Europa, Il Secolo d’Italia, la Padania, il Riformista, Il Manifesto, l’Avvenire, Terra, i settimanali diocesani, periodici come Rassegna sindacale, Salvagente o Conquiste del Lavoro, giornali editi da cooperative e tutti gli altri che sino ad oggi hanno avuto diritto ai finanziamenti «diretti» da parte dello Stato. I NUOVI CRITERI Ieri è arrivato secco l’annuncio. In nome del …