Tutti gli articoli relativi a: cultura

"La cultura come motore di sviluppo", di Andrea Carandini*

Caro direttore, se il nuovo governo fondasse, in mezzo alla crisi, una politica della cultura? Poco si ricava dal passato: alle ideologie scadute è succeduta la gestione dell’emergenza tappando i buchi e quella degli eventi gratificando i politici. Né è possibile tornare alla spesa di un tempo: vi è stato un calo continuo dei finanziamenti (salvo il Lotto escogitato da Veltroni), fino ai tagli finali. Dobbiamo tornare alla Costituzione, stiracchiata in questi anni da letture distorte, che invece va rispettata secondo le interpretazioni della Corte Costituzionale e le formulazioni del Codice dei beni culturali. Per esse la tutela è riservata allo Stato, ma questa supremazia è mal digerita, tanto che nessun piano paesaggistico è stato ancora approvato dallo Stato e dalle Regioni, come il Codice esige. Si è preferito sparpagliare cemento con «piani casa», piuttosto che riprogettare e ricostruire brutture e degradi. E si è anche approfittato dei «piani casa» per sforzare il Codice, come si è tentato nel Lazio; per non dire dei tentativi ripetuti, per fortuna respinti, di diminuire in materia i poteri …

"Un equo canone per la tv pubblica" di Giovanni Valentini

Sarà pure un “robot”, il nuovo presidente del Consiglio, come l´ha immediatamente battezzato Maurizio Crozza a “Ballarò” con la prontezza della satira fulminante. Perché il Professore parla e si muove – appunto – con il distacco, la freddezza e anche la monotonia di un automa. Ma in realtà – come si può leggere su Wikipedia, la libera enciclopedia della Rete che ha appena lanciato un´altra sottoscrizione per la propria sopravvivenza – il termine deriva dalla parola ceca “robota” che significa letteralmente “lavoro pesante” e al momento, in Italia e in Europa, forse non c´è persona che debba compiere un lavoro più pesante di quello a cui è chiamato Mario Monti. Sono bastati pochi giorni per registrare (finalmente) un cambio di stile e di clima. Nel linguaggio, nella comunicazione, negli atti e nei comportamenti. Sembra già di vivere in un Paese diverso, più normale, più composto e civile. Si ha quasi l´impressione di respirare un´aria più leggera e più salubre. Ora spetta in primo luogo al sistema politico avviare e alimentare, se sarà all´altezza del compito, …

"Fnsi e cdr a Monti: salvi il pluralismo", di R.M.

Allarme rosso per l’editoria e in particolare per quella non profit e di idee. Il pluralismo è in pericolo. Se ne faccia carico il governo Monti. Lo ha ribadito la conferenza nazionale dei comitati e fiduciari di redazione che si è riunita a Roma lo scorso 16 novembre 2011. Nel documento finale si esprime, infatti, «la più profonda preoccupazione per la situazione che, nell’ambito della più generale crisi del paese, caratterizza il settore dell’editoria dal punto di vista imprenditoriale e del lavoro professionale dei giornalisti». «Vicende come quella dell’incertezza sul finanziamento pubblico dell’editoria si sottolinea dimostrano a quali disastri porti l’assenza di una seria politica di governo del settore». Al centro dei lavori, aperti dal segretario Fnsi Franco Siddi e dalle relazioni del giuslavorista Gianni Loy e del direttore della Fnsi, Giancarlo Tartaglia, vi è stata la denuncia per la stabilità dell’occupazione rappresentata dall’articolo 8 del la legge 148/2011, la «manovra bis» recentemente approvata dal Parlamento, con il quale attraverso la «contrattazione di prossimità» sono state introdotte deroghe alle tutele assicurate dai contratti nazionali e …

"Gigi Marzullo & Co.: ecco i nuovi esperti di cinema di Galan", di Gabriella Gallozzi

Fa presto il ministro uscente Galan ad indignarsi. A non tollerare che «venga messa in dubbio la correttezza» del suo «operato». Cosa dovrebbero dire allora i contribuenti o chi tenta ancora di fare cinema in questo Paese sapendo che il destino del suo lavoro sarà affidato a Gigi Marzullo? La questione è presto detta: si sta parlando delle commissioni per la cinematografia del ministero, quelle che decidono a quale film assegnare i finanziamenti pubblici, benché magrissimi, oramai. Ebbene, proprio oggi si insedieranno i nuovi «commissari», nominati in extremis dal ministro uscente. LA VITA È UN SOGNO… Dopo il tentativo – fortunatamente stoppato – di portare il pubblicitario Malgara alla presidenza della Biennale, Galan ci riprova e ridisegna le nuove commissioni cinematografiche – scadute alla fine di luglio – a mo’ del salotto notturno “Cinematografo”, condotto su Raiuno da Gigi Marzullo che, chiusa la stagione filosofica de «la vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere», è diventato l’unica voce ufficiale del cinema sulla tv pubblica. Sarà lui, infatti, uno dei componenti della sottocommissione …

"Per uscire dalla crisi investiamo nella cultura", di Vittorio Emiliani

Di fronte a Palazzo Madama di colpo mi si para davanti Francesco Sisinni, a lungo direttore generale dei Beni Culturali, negli anni 80-90, da noi spesso criticato. «Mi rimpiangete, eh?…», ghigna beffardo. Esito un attimo e poi, teatralmente, in un soffio: «Sì, Francesco, sì!». In realtà, non rimpiangiamo lui quanto un Ministero dei Beni Culturali e Ambientali che, nonostante difetti di base, assicurava, col sacrificio personale di «fedeli (e competenti) servitori dello Stato», una rete di tutela invidiata all’estero. Non sarebbe stato possibile all’epoca promuovere d’autorità ai più alti incarichi persone pluribocciate ai concorsi. Né degradarsi a decine di avvilenti gestioni “ad interim” di Soprintendenze, avendo nel contempo una direzione centrale macrocefala, né disattivare i concorsi per anni, né lasciar tagliare il personale con l’accetta: 19.000 unità (presto 16.000) per tutelare un patrimonio tanto sontuoso quanto aggredito. «Ogni funzionario della Soprintendenza architettonica di Milano, la più esposta ai pericoli, dovrebbe esaminare al giorno 79,24 progetti di ogni tipo», ha ammesso, come se lui piovesse da Marte, l’8 novembre al bel convegno di Assotecnici il segretario …

Trenitalia ci ripensa, salvo "Un treno per Auschwitz", di Silvia Saracino

Gli organizzatori avevano già trovato una soluzione d’emergenza con una carovana di pullman quando, all’ultimo minuto, Trenitalia è tornata sui suoi passi e ha accettato di fornire un convoglio per il viaggio della memoria Il Treno per Auschwitz. In base all’accordo tra Trenitalia e la Fondazione ex Campo di Fossoli, l’azienda italiana condurrà i viaggiatori dalla stazione di Carpi con un proprio treno fino al confine a Tarvisio, poi il viaggio proseguirà con le ferrovie tedesche fino a Cracovia. Artefice del compromesso raggiunto è stata la deputata carpigiana del Pd Manuela Ghizzoni, che si è data da fare dopo il ‘no’ secco di Trenitalia a fornire il treno charter per il 2012. La Fondazione si era già rassegnata a dover partire il 25 gennaio con i pullman, snaturando completamente il senso del viaggio che da sette anni si svolge in treno. «Il viaggio non è mai stato in discussione, ma certamente il treno rappresenta un momento rilevante di socialità tra i ragazzi sottolinea Lorenzo Bertuccelli presidente della Fondazione ex campo di Fossoli — siamo riusciti …

"Il sacco di Pompei", di Francesco Erbani e Stella Cervasio

Ecco i soldi europei e tutti corrono al capezzale della città fantasma. Il commissario Hahn ha visitato Pompei la scorsa settimana e ha promesso di vigilare su come verranno spesi i fondi Ue. Ma nella partita, complicata dalle polemiche tra soprintendenza e esponenti del ministero, si agitano interessi politici e affaristici. Perché l’area archeologica è una delle “industrie” più appetite dell’intera provincia napoletana. A Pompei attendono i soldi europei: 105 milioni. Sono tanti, ma non bastano a fugare le ansie che gravano sul sito archeologico più bello, più celebre e più complicato che ci sia al mondo. I lavori di messa in sicurezza – ha garantito il commissario di Bruxelles Johannes Hahn – cominceranno nel primo trimestre del 2012. Il che può voler dire anche a marzo, se tutto va bene. E questo è il primo motivo d’ansia. Si guardano in cielo le nuvole. Potrebbero addensarsi e diventare nere. E le piogge a Pompei recano l’incubo dei crolli. L’acqua stagna fra le bàsole della pavimentazione e imbeve pericolosamente i terrapieni che premono dietro i muri …