Tutti gli articoli relativi a: cultura

Confermato il treno per Auschwitz nel 2012

Parte il prossimo 18 novembre con una giornata seminariale il Corso di formazione legato alla ottava edizione del progetto Un treno per Auschwitz, l’iniziativa della Fondazione ex Campo di Fossoli che ormai ha assunto valenza nazionale e che vede partire ogni 25 gennaio l’ormai tradizionale viaggio a cui partecipano circa 700 persone: di questi buona parte sono studenti e insegnanti delle scuole medie superiori modenesi, ma non mancheranno anche nel 2012 scrittori e musicisti (Carlo Lucarelli, Paolo Nori, Carlo Boccadoro), studiosi, giornalisti e amministratori locali disposti a compiere un viaggio nella memoria e per la memoria. L’edizione 2012 del Treno ha rischiato però di essere svolta in pullman. Il Treno inteso come convoglio rischiava infatti di non esser più disponibile, visto che Trenitalia aveva deciso di non mettere a disposizione locomotiva a vagoni per trasportare da Carpi in Polonia i ragazzi a gennaio. Quando già si era previsto l’utilizzo di diversi pullman e prevista una sosta in Austria per la notte proprio questa mattina è giunta in extremis la conferma che il viaggio si farà …

"Beni culturali, cambiare ora", di Vittorio Emiliani

Tutti riconoscono che la più grande ricchezza del nostro Paese è quella che si sostanzia in oltre 3.500 musei, in quasi 100.000 fra chiese e cappelle, in 40.000 torri e castelli, in 20.000 centri storici di cui almeno mille strepitosi (italici, etruschi, greci, romani), ecc. e in paesaggi tanto belli e diversi, “fatti a mano” (una «seconda natura», scrisse Goethe) che, malgrado una demenziale cementificazione, affascinano ancora tanti turisti. Tutti lo riconoscono, però questo Ministero che una volta saggiamente ricomprendeva anche i beni ambientali -, già cenerentola dei Ministeri, coi tagli feroci del governo Berlusconi-Tremonti vede ridotte al lumicino le risorse finanziarie e quelle umane e tecniche: gli archeologi di ruolo sono 341, al pari degli storici dell’arte e degli architetti. Perché si arresti questa suicida spoliazione e il dilagare dell’ignoranza nelle scuole di ogni grado ribadita dal ministro Gelmini («ex» per sempre speriamo), un gruppo di associazioni e di persone che si battono per la salvezza di tanto patrimonio hanno rivolto un appello al presidente Napolitano sempre tanto sensibile ai problemi della cultura. Si …

Non tagliate il futuro dell'Italia!

Appello e raccolta firme contro i tagli al servizio civile nazionale del CNESC, la dichiarazione di Cecilia Carmassi della segreteria nazionale PD e quella di Ilaria Bugetti delegata Anci per il servizio civile. Con un appello ed una raccolta firme, Cnesc (Conferenza nazionale enti di servizio civile), Forum nazionale del servizio civile e Rappresentanza nazionale dei giovani in servizio civile, ossia le principali realtà in Italia sul tema, avviano i primi passi della campagna “Non tagliate il futuro dell’Italia!” in difesa del servizio civile nazionale. «Operare tagli indiscriminati al Servizio Civile – si legge nel manifesto della campagna – significa non dare ai giovani le adeguate opportunità per fare la propria parte per la comunità, relegandoli ai margini della crescita sociale, culturale e democratica del Paese». Per questo, «affinchè l’Italia riprenda a crescere» investendo sui giovani «rendendoli protagonisti del futuro», organizzazioni del Terzo settore, di enti locali, e migliaia di giovani «rivolgono un appello a tutti i Parlamentari perché si oppongano ai tagli al Servizio Civile Nazionale previsti nella Legge di Stabilità 2012: non tagliate …

"Viva l’alluvione, se caccia i rom", di Antonio Tabucchi

Da alcuni anni abbiamo in casa un partito fortemente ostile al nostro paese, e il cui scopo è la secessione dall’Italia: la Lega Nord per l’indipendenza della Padania. Sta in una contea inesistente dai confini inesistenti, immaginaria come la Cacania di L’uomo senza qualità di Robert Musil, che è il regno della fantasia. Nel loro caso una fantasia limitata, ma sufficiente a creare altre fantasie. Li ispirano le teorie razzia-li che in Italia ebbero fortuna durante il fascismo, e in un paese come il nostro, che risulta da una mescolanza di popolazioni della nostra lunga storia (pre-romani, romani, etruschi, normanni, arabi) pretenderebbero di essere una razza a parte, discendenti dai mitici celti. Da questi hanno preso simboli anch’essi mitici con i quali hanno sostituito i veri simboli nazionali; insultano la nostra bandiera e chiamano “terroni” gli altri italiani. E COME i presunti celti vorrebbero essere biondi e con gli occhi azzurri, ma sono smentiti dal loro stesso soma. Sono piuttosto bellicosi, e più di una volta hanno minacciato di prendere le armi e di invaderci. …

"PDL e Lega bocciano i fondi per l'editoria", di Roberto Monteforte

Maggioranza e governo nella commissione Bilancio del Senato hanno bocciato l’emendamento presentato dai senatori del Pd Lusi e Vita con i quali si restituivano al Fondo per l’editoria i 75 milioni di euro tagliati questa estate. L’emendamento si poneva l’obiettivo di garantire le risorse necessarie per assicurare l’esistenza a quel centinaio di quelle testate non profit, cooperative, di partito e di idee che non rispondono alle logiche del mercato e che rischiano seriamente di chiudere alla fine dell’anno. Sollecitato dai direttori di queste testate il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nei giorni scorsi aveva lanciato un appello al governo e alle forze politiche affinché venisse tutelato il pluralismo nel nostro paese. Aveva auspicato che, in un quadro di forte rigore nei criteri di assegnazione del finanziamento pubblico, fossero garantita l’esistenza a realtà editoriale significative per la storia sociale e politica del nostro paese. A rischio sono testate come il Manifesto, Avvenire, Europa, l’Unità, il Secolo d’Italia, il Riformista, sino a Salvagente, a Rassegna sindacale, ai settimanali diocesani, che danno voce all’Italia dei «territori». L’appello del …

"I ragazzi che ci restituiscono l’orgoglio" di Giangiacomo Schiavi

Non c’è solo rabbia, fango e indignazione in questi giorni a Genova. C’è anche la ritrovata normalità di darsi una mano. E sono giovani, studenti, ragazzini, volontari venuti da vicino e da lontano che spalano via la melma dell’alluvione, un esercito reclutato con il tam tam su Facebook e il passaparola che si accontenta della semplice gratitudine di chi ha perso tutto. È così anche a Monterosso, Vernazza, Borghetto Vara, paesi devastati dai torrenti impazziti. Con le pale, i guanti, i cestoni questi ragazzi offrono aiuto ai residenti e alla Protezione civile, cercano di essere utili. «Serve un aiuto?», chiedono per esempio Chiara e Lucia, liceali in trincea, al Municipio di Genova. In via Fereggiano c’è da sgomberare una cantina, liberare un ingresso, ripulire un box. «Organizziamoci, diamoci da fare», rispondono tutti. Viviamo in un Paese fragile e disastrato che ha bisogno di buone pratiche per dimostrare di essere migliore di quello che appare, migliore dei politici e dei ministri che non si sono azzardati a sporcarsi le scarpe nel pantano della Liguria, migliore di …

"Rai, eutanasia del servizio pubblico", di Matteo Orfini*

Mancano le competenze per stare al passo coi tempi e con le regole del mercato. Il risultato ottenuto da Santoro è straordinario: il 14% di share su un circuito alternativo è un dato senza precedenti e conferma che la Rai ha commesso una follia nel rinunciare ad Anno Zero. D`altra parte è sempre più evidente che siamo a un tornante decisivo per il servizio pubblico: tutto cambia, le vecchie rendite di posizione non bastano più, la concorrenza inizia ad essere una realtà e bisogna dimostrarsi all`altezza innovando e sperimentando; la Rai avrebbe dimensioni e storia per essere il soggetto che indirizza il cambiamento, invece di subirlo. Ma purtroppo un giorno dopo l`altro il consiglio d`amministrazione e il direttore generale dimostrano di non avere caratura e competenze per raccogliere la sfida. C`è un piano industriale poco conosciuto – e il poco che si sa è inquietante; c`è una gestione interna grottesca: si rompono autoritariamente le trattative con l`usigrai, si penalizzano i lavoratori della produzione, non si offre alcun futuro ai precari mentre i privilegi non vengono …