Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Io so che questa Italia si merita di più" di Walter Veltroni

Caro direttore, io so che Giovanni Falcone e Paolo Borsellino non sono stati uccisi solo dalla mafia. Io so che lo Stato, o pezzi di esso, ha collaborato, coperto, deviato. Io so che l’attentato dell’Addaura fu organizzato da «menti raffinatissime», che volevano togliere di mezzo quel magistrato scomodo per tutti. Io so che qualcuno mandò lì, per salvare Falcone, due ragazzi, due agenti dei servizi leali allo Stato. Si chiamavano Antonino Agostino e Emanuele Piazza. Io so che non è stata solo la mafia ad ucciderli, l’uno massacrato con sua moglie e l’altro sciolto nell’acido, nelle campagne di Capaci. Io so che Scarantino ed altri si sono accusati di aver assassinato Borsellino e che per questo hanno fatto quasi venti anni di carcere. Ma non è vero, non sono stati loro. Io so che pezzi dello Stato hanno costruito una falsa verità sull’assassinio di Borsellino e che hanno guidato i falsi pentiti nelle loro bugie. Perché? Io so che Giuseppe Gullotta, muratore di Alcamo, è stato per venti anni in carcere innocente accusato di aver …

"Aumenta la disuguaglianza diminuisce la democrazia", di Jean-Paul Fitoussi

La disuguaglianza e il suo aumento inarrestabile sono al tempo stesso causa ed effetto della crisi. Perché si è arrivati a questo punto? Nei Paesi industrializzati veniamo da trent´anni di crescita della disuguaglianza di pari passo con la dottrina dominante, che dalla rivoluzione conservatrice dell´inizio degli anni Ottanta ha generato una conversione al liberalismo, al free trade, alla deregolamentazione. Il fenomeno è caricaturale negli Stati Uniti, dove il 10% più ricco ha visto la quota di reddito nazionale aumentare del 15% mentre il salario medio dell´altro 90% conosceva una stagnazione. Oggi la disuguaglianza è più forte che alla vigilia della crisi, e la ragione è la seguente: se c´è una stagnazione del reddito della grande maggioranza della popolazione, la domanda globale è bassa. Per contrastare quest´insufficienza la politica monetaria diventa espansionista. La gente che aveva difficoltà ad arrivare alla fine del mese ha fatto prestiti, e così il debito privato è aumentato. Dall´altra parte ci sono quelli che hanno avuto benefici dall´aumento della disuguaglianza, cioè i ricchi, che hanno visto la loro quota di reddito …

"Ora spaliamo il fango e l'incultura", di Giuseppe Conte

Si piangono vite umane, prima di tutto. E una grande bellezza deturpata. Si accerteranno responsabilità e colpe. Si ripenserà, io spero, il rapporto che deve avere l’uomo con il territorio che lo circonda, con il Pianeta che lo ospita. Niente forse oggi è più importante di questo. Spalare via, con il fango, tutte le incrostazioni di avidità, di menefreghismo, di incultura. E riprendere a sperare in una Liguria all’altezza delle pagine dei poeti e degli scrittori che negli anni l’hanno cantata e amata. È incredibile la violenza istantanea con cui l’acqua e il fango cancellano la vita: dove scendono e rotolano loro, tutto si azzera. La loro potenza ha qualcosa di ineluttabile. Una moltitudine di auto rovina, carambola, precipita impazzita: si sentono voci umane che dai poggioli dei piani alti delle case si lasciano andare a esclamazioni di stupore terrorizzato e impotente, e persino a qualche: «basta!» come se l’acqua, il fango, la pioggia avessero orecchie e cuore come noi, e potessero ascoltarci. Tutta la Liguria, la sua immagine, la sua essenza, è stata colpita. …

"Il Ministro Bossi e la libertà di stampa", di Giovanni Valentini

Già condannato a otto mesi di reclusione con una sentenza passata in giudicato per violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti, e quindi tecnicamente pregiudicato, il ministro delle Riforme Umberto Bossi, leader della lega Nord, è stato successivamente condannato anche per vilipendio della bandiera italiana. Una volta, il 26 luglio 1997, con la raffinatezza che notoriamente gli è abituale, disse tra virgolette: “Quando vedo il tricolore mi incazzo. Il tricolore lo uso per pulirmi il culo”. Un´altra volta, il 14 settembre di quello stesso anno, invitò pubblicamente una signora che aveva esposto la bandiera su un balcone a “metterla nel cesso”. Nel primo caso, fu condannato a un anno e quattro mesi di reclusione, con la sospensione condizionale della pena, ma poi la Cassazione lo condannò in via definitiva. Nel secondo caso, la Camera dei deputati non ha concesso l´autorizzazione a procedere nei confronti di Bossi; la Corte costituzionale ha annullato la delibera di insindacabilità parlamentare; poi la pena detentiva originariamente prevista per il reato d´opinione è stata derubricata in una pena pecuniaria e …

"L’Europa non sarà più la stessa", di Matteo Tacconi

Come uscire dalla crisi e come dare nuove energie al processo di integrazione aggredito dagli egoismi nazionali. Parlano Perissich e Graglia. Il 14 settembre Jacek Rostowski, ministro delle finanze della Polonia, lo stato che detiene la presidenza di turno dell’Ue, si presenta all’Europarlamento e pronuncia un discorso, all’interno del quale c’è un passaggio che lascia impietriti. Questo: «Dobbiamo salvare l’Europa a tutti i costi. La possibilità di una guerra nei prossimi dieci anni è uno scenario che dobbiamo contemplare». Da Rostowski alla cancelliera tedesca Angela Merkel. Intervenendo il 27 ottobre al Bundestag per spiegare ai parlamentari la necessità di approvare le misure emergenziali contro la crisi, frau Angela afferma: «Non diamo per garantiti altri cinquant’anni di pace e prosperità. Se crolla l’euro, crolla l’Europa (…) Nessuno di noi può prevedere le conseguenze in caso di fallimento». E giù a scrivere, la stampa, che la Merkel evoca scenari apocalittici. Fa senz’altro effetto, visto che l’Europa che conosciamo nasce dopo la Seconda guerra mondiale proprio per scongiurare bagni di sangue e conciliare i due grandi belligeranti del …

"L´altra realtà vista dal Tg1", di Curzio Maltese

«Ho l´ambizione di ridurre la distanza che spesso divide la realtà virtuale che emerge dai media, a volte autoreferenziale, dalla vita reale coi problemi di tutti i giorni che voi, noi, tutti affrontiamo». «Una distanza per cui oggi i giornali hanno sempre più difficoltà a leggere la realtà e i cittadini non riescono più a leggere i giornali. Come si è visto durante l´ultima campagna elettorale (…) i media si sono occupati di gossip e non di argomenti concreti». Con questa lezione di giornalismo, Augusto Minzolini si era presentato il 9 giugno 2009 agli spettatori del Tg1. Un bel salto in alto per uno che in vent´anni di professione era stimato dai colleghi soprattutto per una specialità del giornalismo, il pettegolezzo sulla vita privata dei politici, sì, proprio l´orrido gossip che il Minzolini dell´epoca rivendicava come suprema missione dei giornali. La poltrona del Tg1 era arrivata in fondo a una serie di estasiati articoli pubblicati su La Stampa sui miracoli compiuti da Silvio Berlusconi a L´Aquila e dintorni, al cui confronto i mitici cinegiornali dell´Istituto …

"Pluralismo con rigore", di Giorgio Napolitano

Pubblichiamo la risposta del Presidente della Repubblica alla lettera inviata ieri dai direttori dei giornali di idee, di partito e di cooperative. “Ho letto con attenzione la vostra lettera e mi rendo ben conto dell’importanza degli argomenti che mi avete illustrato in polemica con l’annunciato taglio “lineare” al Fondo per l’editoria. Condivido la preoccupazione per i rischi che ne potrebbero derivare di mortificazione del pluralismo dell’informazione. E non mancherò di manifestare questo mio punto di vista al governo”. Lo ha scritto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nella risposta alla “lettera aperta” inviatagli dai direttori di testate non profit, di partito e cooperative, sul taglio del Fondo per l’editoria, pubblicata oggi da numerosi quotidiani. “Ho, nello stesso tempo, trovato – continua il Capo del Stato – altamente apprezzabile, nella vostra lettera, la sensibilità per l’urgenza di “un’opera di bonifica” in questo settore e la disponibilità “a proporre ulteriori criteri per consentire da un lato risparmi e dall’altro una più rigorosa selezione nell’accesso alle risorse”. Credo che quanto più darete seguito concreto a questi vostri intendimenti, …