Tutti gli articoli relativi a: cultura

"L'anomalia della violenza", di Miguel Gotor

Perché solo in Italia è esplosa la guerriglia urbana? La domanda non va elusa, anzi la condanna della violenza dovrebbe accompagnarsi a uno sforzo analitico per evitare di trasformarla in un rito autoassolutorio. La furia di sabato è il risultato di un insieme di fattori culturali, politici, ideologici, economici e istituzionali che si sono progressivamente incistati nel corpo italiano: alcuni sono specifici e di lungo periodo, altri congiunturali e comuni ad altri Paesi, ma è la loro miscela ad avere innescato la miccia della sovversione. Sul piano culturale scontiamo una responsabilità antica, quella di non essere stati capaci di fare i conti con la violenza degli anni Settanta: la demonizzazione delle Brigate rosse è stata funzionale a relativizzare, sino a occultarle, le responsabilità dell´area di contiguità, l´acqua dove a lungo hanno nuotato quei pesci. Abbiamo esecrato la lotta armata, ma prima blandito e poi rimosso la violenza extraparlamentare, preferendo scegliere la strada dell´interessato cabotaggio politico. Gli effetti revisionistici sono sotto gli occhi di tutti: ieri nel Corriere della Sera ancora si raccontava la favola che …

"La protesta degli archivisti", di Jolanda Buffalini

Quando a Roma nel 2008 infuriava la rivolta contro la chiusura dell’ospedale San Giacomo, dall’archivio di Stato di Sant’Ivo alla Sapienza saltò fuori il testamento del cardinale Salviati che nel Cinquecento aveva donato l’ospedale a Roma con la clausola che fosse destinato a luogo di cura, altrimenti, dettava il cardinale, l’immobile doveva tornare agli eredi. Fu una brutta botta per chi avrebbe voluto trasformare in hotel di lusso quel prezioso isolato nel centro di Roma. Forse per questo gli archivi non stanno simpatici ai potenti e ai prepotenti: perché nella pancia di quei luoghi spesso negletti e polverosi si nasconde la fonte della difesa dei diritti. Claudio Persio è un funzionariodell’università dell’Aquila e, dopo la scossa devastante del 6 aprile 2009 pensò subito: «La vita delle persone è nelle carte». Da allora ha passato le sue giornate nella «Cambogia sismica» del rettorato per recuperare i documenti indispensabili alla ricostruzione delle carriere di impiegati e professori. Gli archivi sono la memoria della storia collettiva di un Paese. Questo dovrebbe essere una ragione sufficiente perché lo Stato …

"Non c'è sviluppo senza banda larga", di Giovanni Valentini

Si può calcolare che in Italia la crescita del Pil legata allo sviluppo della banda larga possa arrivare all´1,5-2%. Mentre il governo italiano distoglieva dalla Finanziaria gli 800 milioni di euro destinati allo sviluppo della banda larga, per dirottarli al fondo per gli “interventi urgenti” di vari ministeri, proprio ieri la Banca mondiale comunicava che l´aumento di ogni dieci punti del broadband accelera la crescita economica dell´1,38%. E a supporto di questa stima, citava i dati più recenti diffusi da McKinsey secondo cui la penetrazione della banda larga tra le famiglie favorisce un aumento del Pil tra lo 0,1 e l´1,4%. È esattamente quanto aveva anticipato già tre anni fa il presidente dell´Autorità di garanzia sulle Comunicazioni, Corrado Calabrò, nella sua Relazione annuale al Parlamento. Dov´era, allora, il presidente del Consiglio? In quali feste o festini era affaccendato? E dov´era, di che cosa si occupava, il nostro ineffabile ministro dell´Economia? La “banda larga” non è, come forse pensano a palazzo Chigi e dintorni, un complesso musicale né un gruppo organizzato di ladri e malfattori. È …

"La prova dei fatti:"L'Italia è diversa dai luoghi comuni", di Gian Antonio Stella

«Il buon senso c’era; ma se ne stava nascosto, per paura del senso comune», scrive il Manzoni ne I promessi sposi, spiegando come non tutti abboccassero all’idea che la peste fosse propagata dagli untori. Ma ci si può ribellare all’opinione comune, se l’antico adagio dice vox populi, vox Dei? Non solo si può: si deve. Sia per motivi etici, sia per gestire meglio le situazioni di crisi. E lo dimostra un libro del demografo Gianpiero Dalla Zuanna e dell’economista Guglielmo Weber. Il titolo, che gioca un modo di dire, dice tutto: Cose da non credere. Il senso comune alla prova dei numeri. Qui è la differenza: «il senso comune si nutre di miti, il buon senso di fatti». È vero o no, ad esempio, che «i nostri figli fanno sesso già alle medie»? Falso: «Può accadere che chi raccoglie dati su campioni italiani di sedicenni (…) proclami urbi et orbi che l’età media del primo rapporto sessuale dei giovani si è ormai abbassata a 14 anni. Peccato che il calcolo venga fatto solo sul gruppo …

"La domenica niente visite ai musei", di Antonello Cherchi

Ieri è toccato ai musei archeologici Villa Frigerj e La Civitella di Chieti, costretti a tenere le porte sbarrate nei giorni festivi fino alla fine dell’anno. Prima di loro le chiusure domenicali (e festive in genere) avevano colpito una serie di istituti culturali statali in provincia di Brescia e il museo Sanna di Sassari, al quale di recente si è aggiunto l’antiquarium di Porto Torres, sempre in provincia di Sassari. Il problema si sta pian piano estendendo e se non si correrà ai ripari la gran parte di musei e aree archeologiche si vedrà costretta alle serrate festive. Il problema ruota intorno agli straordinari dei custodi, cioè coloro che devono garantire la sicurezza dei luoghi d’arte. Il nodo da sciogliere non è però – e di questi tempi di ristrettezze finanziarie è quasi un paradosso – economico. I fondi per pagare il lavoro festivo ci sono. La questione è che non ci sono abbastanza custodi per assicurare la turnazione durante le festività, così come vuole il contratto nazionale. Le regole di categoria prevedono, infatti, che …

«Perché ci "riprendiamo" la Biblioteca Nazionale», da unita.it

«Il nostro è un paese dove si legge poco. Il nostro è un paese dove due milioni di persone sono totalmente analfabete. Il nostro è un paese dove cinque milioni di persone sono semianalfabete. Il nostro è un paese dove non si promuove la lettura. Il nostro è un paese dove le biblioteche sono considerate un consumo culturale e non un servizio necessario. Noi la pensiamo diversamente». Dentro il “noi” di questo manifesto ci sono i nomi e le storie e le facce dei lavoratori della cultura, degli occupanti del Teatro Valle di Roma, dei lavoratori della Biblioteca Nazionale, e degli intellettuali-artisti-scrittori che si sono raccolti attorno alla sigla TQ (ovvero la generazione trenta-quarantenni). Ognuno di loro, in questi mesi, ha elaborato una serie di riflessioni sullo stato della cultura nel nostro paese. Con riunioni pubbliche, manifesti e occupazioni di cui adesso proveranno a tirare le fila in un’assemblea pubblica alla Biblioteca Nazionale di Roma. L’appuntamento è martedì 11 ottobre. Tra i relatori: Tullio De Mauro, professore di linguistica; Antonella Agnoli, bibliotecaria, autrice de “Le …

" Rai senza soldi dal Tesoro canone a rate", di Sergio Rizzo

Se vogliamo dirla tutta, non è nemmeno la prima volta che i corridoi del settimo piano di Viale Mazzini, a Roma, vengono attraversati da un simile brivido. Gli alti papaveri della tivù di Stato hanno provato la sgradevole sensazione di potersi trovare con le casse vuote già l’anno scorso, quando la prima rata del canone, che il Tesoro trasferisce alla Rai in quattro tranche trimestrali, è stata versata con un ritardo inusuale. Ma stavolta se la sono vista ancora più brutta. La rata autunnale non arrivava: 450 milioni di euro. Soldi necessari a rimpinguare i conti correnti ormai al lumicino e a riempire le buste paga di settembre. Al Tesoro però nessuno si commuoveva. La spiegazione? Non c’erano quattrini. La faccenda, che rischiava di diventare davvero seria, è stata risolta dopo spinose trattative, con giudizio salomonico. I 450 milioni verranno dilazionati in tre comode ratine da 150. Il che consentirà di pagare agevolmente gli stipendi: ogni mese se ne vanno fra i 55 e i 60 milioni, senza considerare gli oneri sociali e gli accantonamenti …