"Gli indignati e la sinistra", di Alessio Postiglione
La protesta degli indiñados impone a tutti i riformisti di interrogarsi sulla propria identità. Riemergono temi propri della tradizione socialista, come la critica alla “dittatura delle banche”, e nuove progettualità che disegnano la sinistra che verrà: beni comuni e nuovi diritti di cittadinanza, in primis. Questa tensione identitaria, d’altronde, era stata già vissuta dal Pd quando la famosa lettera agostana di Draghi e Trichet che “commissariava” il governo Berlusconi fu resa pubblica. I democrat si dividevano fra chi riteneva le ricette della Bce praticabili e chi le liquidava come pericolosi tecnicismi che attentavano al principio di solidarietà. Il tema, in pratica, era ed è quanto la sinistra possa essere liberale, per rimanere fedele a se stessa, prima di degradare in quel liberismo che vira a destra. La lettera degli indiñados consegnata a Bankitalia indica che l’eclissi della sovranità degli Stati nazionali e la fine del primato della politica sono dei temi molto sentiti. Questi movimenti, evidentemente, non rappresentano l’antipolitica. Essi rivendicano, invece, più politica, ma oltre i luoghi tradizionali della rappresentanza, cioè i partiti. Se …
