Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Editoria, niente riforma. Solo tagli", di Roberto Monteforte

Il governo annuncia «una rivoluzione» ma non dà sicurezza sulle risorse. E la Federazione degli editori «cavalca» la crisi per muovere un attacco alle testate no-profit, alle cooperative e politiche. Una rivoluzione per l’editoria entro i prossimi 45 giorni». L’assicura il sottosegretario con delega all’Editoria, Paolo Bonaiuti che archiviando ogni ipotesi di riforma, lancia il suo annuncio intervenendo all’assemblea generale della stampa cooperativa, no profit, di idee e politica promossa da Mediacoop, Fnsi, il Comitato per la libertà d’informazione, la Federazione Italiana dei settimanali cattolici tenutasi ieri in una affollatissima sala del Mappamondo alla Camera dei Deputati. Non rassicura Bonaiuti. Conferma per l’anno in corso il 90 per cento degli stanziamenti, ma non è in grado di garantire la copertura per il futuro. «Ci troviamo in una crisi che impone risparmi. Parlare di riforma dell’editoria non ha senso scandisce -. Occorre invece una piccola rivoluzione in tempi brevi». Quelli che preannuncia sono ulteriori tagli alla platea degli aventi diritto. Raccoglie la sollecitazione per criteri più severi per i contributi, legati alle vendite e alla occupazione …

"Perché va strappato il bavaglio alla libertà", di Stefano Rodotà

Un simulacro di governo e una maggioranza a pezzi vogliono impadronirsi della vita e della libertà delle persone, con un attacco senza precedenti contro i diritti fondamentali. Si dice che i colpi di coda dell´animale ferito siano i più pericolosi. È quello che sta accadendo. Dopo che l´articolo 8 del decreto sulla manovra economica ha cancellato aspetti essenziali del diritto del lavoro, ora si proclama la volontà di far approvare, con procedure accelerate e voti di fiducia, leggi che mettono il bavaglio all´informazione e negano il diritto di morire con dignità. Sarebbero così cancellati altri diritti. Quello di ogni cittadino ad essere informato, continuando così a vivere in una società democratica invece d´essere traghettato verso un mondo di miserabili arcana imperii. Quello all´autodeterminazione, dunque alla stessa libertà del vivere, che scompare nel testo sul testamento biologico. Tutte mosse in contrasto con la Costituzione. Bisogna essere consapevoli, allora, che non si tratta soltanto di opporsi a singole leggi, ma di impedire una inammissibile revisione costituzionale. Bloccata nella primavera scorsa da una vera rivolta popolare, che aveva …

"Chi vuol svendere i monumenti", di Salvatore Settis

Saldi di fine stagione per paesaggio e patrimonio artistico. Nell´Italia devastata dal berlusconismo e dal secessionismo leghista, impoverite non sono solo le nuove generazioni, condannate alla disoccupazione o al precariato perpetuo. Impoverito è lo Stato, cioè noi tutti, borseggiati da chi governa il Paese svuotando il nostro portafoglio proprietario di cittadini e i valori di una Costituzione fondata sul bene comune. Questa erosione del patrimonio e dei principi della Repubblica ha preso la forma della rapina. Rapina, letteralmente, a mano armata: armata dei poteri residui dello Stato, cinicamente usati per smontare lo Stato e spartirsi il bottino. Nel grande (e irrealizzato) progetto che si incarnò nella Costituzione del 1948, l´idea di un´Italia giusta, libera e democratica s´impernia sulla condivisione di beni comuni, intesi come proprietà di tutti i cittadini e garanzia di attuabilità del disegno costituzionale. Tali sono prima di tutto i beni del Demanio, elemento costitutivo di uno Stato sovrano; tali sono i beni pubblici indirizzati a scopo di utilità sociale (per esempio per scuole, ospedali, musei); tale è l´ambiente e il paesaggio, scenario …

"Basta curare i malati terminali", di Andrea Malaguti

Londra, 37 studiosi: non si deve spendere per medicine inutili nelle ultime settimane di vita. Spaventati dalla spirale fuori controllo dei costi per la cura dei tumori, un gruppo di 37 studiosi di tutto il mondo, guidati dal professor Richard Sullivan del King’s College di Londra, ha pubblicato su «Lancet Oncology» i risultati di una ricerca di dodici mesi che sta agitando la comunità scientifica internazionale. Il senso è semplice: ogni anno circa 12 milioni di persone ricevono una diagnosi di cancro. E la cifra potrebbe salire a 27 milioni entro il 2030. I costi dei trattamenti arrivano in questo momento a 893 miliardi di dollari e solo in Gran Bretagna la spesa per le terapie oncologiche è passata dai due miliardi di sterline del 2002 ai cinque di oggi. Statistiche che agitano il professor Sullivan. «Andiamo incontro a una crisi inimmaginabile». Perfetto. Ma qual è il sottotesto di un’affermazione del genere? Seduto in uno studio gelido della «Bbc», un fondale neutro alle spalle, il professore, un uomo duro, belloccio, disabituato a sorridere, recita a …

Gli immigrati alla seconda un po´ italiani e un po´ no", di Vladimiro Polchi e Giancarlo Bosetti

Sono due le identità che le seconde generazioni di immigrati musulmani sentono come proprie, quella di origine e quella di destinazione, ma sono due anche le Italie che risultano da questa indagine sociologica di Abis: due Italie più lontane tra loro di quanto non siano lontane la nostra penisola dalla costa maghrebina. La prima Italia, quella dove arrivarono i padri di questi ragazzi e ragazze, era accogliente, ricca, e più che ricca, in crescita; la seconda, dove si trovano ora, è chiusa, un po´ razzista e, più che povera, in declino. Quando i genitori varcavano le nostre frontiere, magari negli aeroporti con il visto turistico, o in auto da Trieste, mescolati al ritornovacanze, o avventurosamente via mare, noi eravamo comunque “Lamerica”, di cui al celebre film di Amelio, intravista nebulosamente nelle pubblicità di Rai Uno («e mia mamma – dice qui una ragazza – guardava la tv anche per imparare bene la lingua»), adesso l´Italian dream lascia il posto a pensieri grigi, anche se i giovani cresciuti qui si sono intanto affezionati, si sentono italiani, …

"Il ritorno del bavaglio ad personam", di Curzio Maltese

Così Berlusconi non era una vittima di ricatti, ma quello che pagava Tarantini perché mentisse ai magistrati. Il premier sapeva che le ragazze in tubino nero portate dal compare alle “cene eleganti” erano prostitute e non nipoti di statisti stranieri o ricercatrici del Cnr. La montagna di soldi versati a Gianpaolo Tarantini tramite Valter Lavitola, il quale per inciso ne tratteneva la gran parte, non erano l’aiuto a una famiglia in difficoltà finanziaria, ma il prezzo di una corruzione. Siamo sorpresi dalle conclusioni del Tribunale del Riesame? Forse no. Con buona pace dei difensori d’ufficio alla Ferrara e alla Minzolini pagati coi nostri soldi per raccontarci penose scemenze. > > La versione di un Berlusconi modello principe Myshkin o Chance il Giardiniere, insomma un beato idiota messo in mezzo da una banda di lestofanti, ci aveva sempre fatto sorridere. Puttaniere a sua insaputa, come Scajola con le case. Il premier era invece “pienamente consapevole” di trovarsi di fronte a delle escort, scrive il tribunale napoletano, come sospettavamo in molti. Non era la vittima, ma il …

"Quest'Italia che mi dà la malinconia", di Antonio Puri Purini

Non avrei mai immaginato che un giorno l’italianità avrebbe suscitato in me profonda malinconia. La strada che porta a ricusare i lineamenti del proprio Paese è lunga e dolorosa. Questa percezione è esplosa contro la mia volontà e contro le mie speranze. Non ha a che vedere con scelte politiche di destra o di sinistra. Ho servito il mio Paese per 44 anni. Sono stati anni bellissimi fino all’inizio del millennio. Diventai un diplomatico all’età di 23 anni dopo aver vinto un concorso pubblico. Il servizio allo Stato e la difesa degli interessi generali mi sembravano la realizzazione professionale più appagante che si potesse sognare. Ho amato per una vita il mio Paese: credevo nei patrioti del Risorgimento, della Resistenza, nel patrimonio politico lasciato da De Gasperi, Moro, Fanfani, nell’apertura, nella vitalità, nel cosmopolitismo della cultura italiana. Forse ero un ingenuo ma, avendo vissuto molto all’estero, coltivavo una visione positiva dell’Italia anche negli anni scanditi dal terrorismo, dalla criminalità mafiosa, dalla corruzione. D’altra parte non ero certo solo. L’Italia era circondata da affetto, simpatia, curiosità. …