"Il paese dove Mao significa Maometto". di Mario Pirani
L´inizio dell´anno scolastico si è aperto con la riproposizione delle critiche a Mariastella Gelmini. Nella sostanza le polemiche vertono sui tagli che in gran parte, però, ricadono sulla manovra di bilancio e portano la firma di Tremonti. Comunque non vi è dubbio che lo stato della scuola sia nel complesso deplorevole soprattutto se sottoposto al confronto internazionale. Il modo come abitualmente se ne discute è, peraltro, ripetitivo e sostanzialmente inutile. Non c´è ministro dai tempi antidiluviani della Falcucci in poi che non sia stato infilzato nelle innumerevoli okkupazioni e nei manifesti sindacali del settore. Ma se è più che giusto denunciare i miseri stipendi, lo stato fatiscente di gran parte dell´edilizia scolastica, l´affollamento delle classi ed altri guasti evidenti, non va ignorato che paradossalmente la concretezza rivendicativa finisce per allontanare l´attenzione dal catastrofico contesto culturale entro cui la scuola è chiamata ad operare nell´ambito di una «società dal pensiero corto», sempre più aliena dall´amore per il sapere e dagli strumenti per assimilarlo. La più impietosa e aggiornata analisi in proposito (“L´Italia dell´ignoranza”, ed. FrancoAngeli, di …
