Tutti gli articoli relativi a: cultura

"L'asta delle frequenze per salvare il trasporto pubblico", di Michele Meta*

Il governo Berlusconi ha inferto in questi anni al sistema Paese ferite profonde. Rischia di essere tuttavia mortale il colpo assestato a tutto il settore dei trasporti. La vicenda Alitalia, costata agli italiani svariati miliardi di euro, unita alla recente e vergognosa privatizzazione di Tirrenia, segnano l’intero percorso del governo fatto di svendite, regalie e privatizzazioni a favore dei soliti noti. La crisi della cantieristica italiana, legata alle scelte in materia di politiche portuali e aeroportuali, caratterizzano il declino e la deriva drammatica del nostro Paese. I 16.000 chilometri di ferrovie, che sono allo stesso tempo un patrimonio ed una possibile soluzione per la sostenibilità dei trasporti, sono lì a testimoniare lo sfascio provocato dalle politiche del governo Berlusconi. I trasporti regionali e quelli interregionali a media e lunga percorrenza sono tornati ai livelli del dopoguerra. In questo quadro, il colpo mortale al sistema è assestato dall’uno-due della scorsa e della recente Manovra economica. Si taglia un miliardo e mezzo di euro alle Regioni e si riducono a 400 milioni di euro le risorse per …

"Così l'Italia spreca il tesoro di Internet", di Riccardo Luna

C’è una favola che gira da così tanto tempo che molti ormai ritengono che sia una storia vera. Racconta che Internet, nella sua avanzata inesorabile, distrugga più posti di lavoro di quanti riesca a crearne: la morale è che la rete ci farebbe perdere occupazione. Accade invece esattamente il contrario. Il saldo fra posti di lavoro creati e perduti grazie a Internet è sempre positivo: il dato varia molto a seconda di quanto ciascun Paese abbia effettivamente investito nella rete, ma il segno finale non cambia. Ed è un segno più. La foto del ruolo trainante di Internet nello sviluppo economico è in un report che la società di consulenza McKinsey ha preparato in occasione del G8 dello scorso maggio, quando il presidente francese Sarkozy volle un prologo (l’e-G8) per analizzare l’impatto della rete sulla politica e sulla economia. Quel report metteva a confronto tredici paesi: quelli del G8 più Cina, Brasile, Corea del Sud, India e Svezia. In questa compagnia l’Italia non ci faceva una bella figura, visto che eravamo in fondo a tutte …

"Terry e le radici dell'etica del successo", di Franca D'Agostini*

Ricordate il «tipo strano», quello che «ha venduto per tremila lire sua madre a un nano»? Personaggio formidabile, compare verso la fine de «La città vecchia», la famosa canzone di Fabrizio De André. Ora il tipo in questione non sembra essere più molto strano, a giudicare dalla filosofia di vita esposta da Terry De Nicolò, amica di Gianpi Tarantini, in un’intervista televisiva poi diventata un video che circola in rete. Dice Terry, senza mezzi termini: «Per avere successo devi essere pronta a venderti tua madre». Il nichilismo etico di Terry si esprime in un sistema di vita molto chiaro e conciso: chi vuole avere successo deve vendersi l’anima ed eventualmente la mamma; così è, e così, dice, «è giusto che sia», e chi la pensa diversamente è un moralista invidioso e «lofio». Simili dichiarazioni hanno suscitato, come è giusto, commenti perplessi e inorriditi. Ma vorrei provare a chiedermi: se Terry ha torto, dove e come esattamente ha torto? Perché in definitiva «non è bene» vendere la propria madre, ed eventualmente bambine esili in tubino nero, …

"Se il ministero premia gli studiosi che pubblicano in una lingua straniera", di Carlo Galli

Le discipline umanistiche e sociali si nutrono di tradizioni nazionali. Per non limitare libertà e pluralismo servirebbero maggiori incentivi alla traduzione. Come si valutano i lavori universitari? I nuovi criteri varati dal governo privilegiano gli altri idiomi con il rischio di creare un impoverimento. Né la scienza né la politica sono “neutre”: il sapere e il potere si influenzano a vicenda in lotte, e in alleanze, che assumono forme sempre nuove nei diversi contesti storici e sociali. Alla censura (metodo efficace ma primitivo) alla gestione “mirata” degli investimenti finanziari (sempre valido), si aggiunge oggi la “valutazione” della ricerca, attraverso la quale il potere politico misura quantità e qualità del lavoro svolto dagli studiosi con pubblico denaro. Nulla da eccepire, quindi, in linea di principio; per questa via si colpiscono abusi, e si incentivano i migliori. Ma poiché la ricerca scientifica ha molto a che fare con la libertà, degli studiosi e dell´intera società, la sua valutazione è faccenda delicatissima. Si tratta di valutare senza interferire né distorcere: impresa non facile, come dimostra il nuovo dibattito …

"Riprendiamoci la patria", di Francesco Benigno

La patria. Alcuni in questi giorni si chiedono se non sia meglio rinunciare ad averla, una patria italiana. Affidando magari il destino comune agli Stati Uniti d’Europa che verranno, se verranno. O vagheggiando di sostituire l’Italia con piccole patrie inventate, più che improbabili, implausibili. E allora non è forse inutile ricordare – a 150 anni dall’unificazione e al di là delle retoriche che accompagnano naturalmente ogni celebrazione – come l’Italia sia qualcosa di più di un’idea astratta e molto, molto di più, di un anelito nazionalista. L’Italia è stata un percorso comune ed è ora il risultato di questo percorso, una comunità dotata non solo di una lingua condivisa ma di speranze e delusioni, di conquiste e di sconfitte, di interessi e di sentimenti, vissuti, difesi, coltivati insieme. Certo, c’è chi teme che richiamare la patria possa significare evocare un patriottismo bellicista, se non un nazionalismo becero e cieco, quello che ci ha fatto diventare, buoni ultimi, colonizzatori, quello che ci ha condotto alle leggi razziali e ad una disastrosa, epocale sconfitta nella seconda guerra …

"Ragazze normali Paese anormale (Il ministro Carfagna?…Tace)", di Caterina Soffici

Le ragazze italiane non sono tutte come le Papi Girl. Sai che novità. Il Corriere della Sera dedica un forum-inchiesta per tracciare l’identikit delle venti-trentenni e scopre che i sogni, le carriere, gli ideali delle giovani italiane non sono gli stessi delle varie Olgettine e delle ragazze di Bari. La notizia, semmai, sarebbe stata scoprire che il modello lo hanno dettato Terry De Nicolò e le altre puttanelle in fila per infilarsi nel lettone di Putin in cambio di soldi, programmi in tv, addirittura la conduzione di Sanremo. No, certo che il modello non è quello. Il vicedirettore del Corriere Barbara Stefanelli (che bello una donna ogni tanto ai vertici dell’informazione nazionale!) nota che le tv, i giornali e i dibattiti di questi giorni sembrano proporci l’immagine unica, sempre quella, della donna tangente. Sono figlie del femminismo o una distorsione inquietante dell’emancipazione? Né l’uno né l’altro. Vendere il proprio corpo in cambio di qualcosa ha un solo nome, e corrisponde a quello del mestiere più vecchio del mondo. Punto e basta, tutto il resto sono …

"Editoria, riparte l’assalto al pluralismo: coi tagli cento testate a rischio", di Roberto Monteforte

È ripartito l’assalto ai giornali politici, no-profit e editi dalle cooperative. L’alibi è quello dei tagli ai costi della politica, in realtà si colpiscono voci scomode. I tagli sono già pesanti, 4 mila i posti a rischio. Tagliare i costi. L’ opinione pubblica insiste per un taglio dei costi della politica. Ma attenzione a non buttare con l’acqua sporca anche il bambino. Perché c’è chi tenta di sfruttare l’emergenza legata alla crisi per realizzare una violenta e pericolosa sforbiciata non tanto alla “casta”, ma ai diritti e alle forme di democrazia. Non vi è solo l’articolo 8 della Manovra straordinaria che mette in discussione le garanzie fissate dallo statuto dei lavoratori. Anche il diritto all’informazione e la tutela del pluralismo rischiano di uscire triturate con i tagli alle testate non profit, di idee, cooperative e politiche, oggi veramente a rischio chiusura, praticata dal governo Berlusconi. Vi sono i tagli su ciò che si è già tagliato. Oltre a cancellare i contributi indiretti come le agevolazioni sulle tarif- fe postali, per quelli diretti dai 408 milioni …