Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Sesso con il prof. il manuale delle giovani matricole", di Paola Zanuttini

C’è una notizia di stagione: in senso lato, perché riferisce dei mala tempora e, in senso stretto, perché esce mentre si svolgono i test di ingresso nelle patrie università. Da un sondaggio su 16.218 aspiranti matricole, ambosessi, promosso dal portale UniversiNet.it risulta che la metà degli interpellati/e è disponibile a offrire prestazioni sessuali in cambio di una raccomandazione per passare il test. Con tutta la diffidenza che può suscitare un sondaggio on line e anonimo, i risultati non vanno presi sottogamba. Perché rivelano un trend allarmante, se si considerano le precedenti edizioni del rilevamento: nel 2009 l’opzione sessuale era scelta solo dal 12 per cento del campione, l’anno dopo dal 25, oggi dal 48 per cento. Il primo dato scoraggiante è che lo studio non è proprio considerato una garanzia di successo. Confidavano nel merito 15 studenti su cento nel 2009, 12 l’anno scorso e 13 quest’anno: non c’è da gioire per la flebile rimonta, anche perché la fiducia nella raccomandazione avanza implacabile, al ritmo del 75, 85, 86 per cento nei tre anni presi …

"La barzelletta di Sacconi ministro che fa pena", di Adriano Sofri

Allora per i pochissmi – nessuno, spero – che non l´avesse guardato e ascoltato sul sito del giornale. C´è un convento del Seicento in cui entrano dei briganti e violentano tutte le suore, tranne una. Il Sant´Uffizio la interroga: «Come mai solo lei non è stata violentata?». «Perché io ho detto di no». (Qui ho chiesto al redattore di lasciare una riga vuota, per emulare il gelo che lascia la recitazione esagitata di una simile perla). Lui, Sacconi, probabilmente si aspettava un applauso. Raffaele Bonanni, che gli sedeva accanto, si è grattato la testa. Il video non mostra le facce del pubblico, composto di giovani Pdl. Ho guardato il video e ascoltato la barzelletta, poi l´ho riguardato, poi mi sono detto che bisognava cercare di capire. In fondo, io sono un uomo come Sacconi. Cioè, non esageriamo: io, come Sacconi, sono un uomo. Ecco. È chiaro che se non fosse un uomo, non gli sarebbe passato per la testa di dire quella barzelletta. Però altri uomini si sarebbero fatti piuttosto tagliare la lingua, sicché la …

"Se le soprintendenze rischiano di chiudere", di Francesco Erbani

La data fatale è il 2014. Forse il 2015. Con una coda al 2020. Entro il decennio, comunque, il ministero per i Beni culturali potrebbe restare senza personale. O quasi. Bastano alcuni dati: l´età media dei funzionari è di 58 anni, sei dirigenti su dieci sono nati negli anni Quaranta e Cinquanta, le assunzioni sono poche e ancora meno lo saranno in futuro. Molto prima di quella data, chi dice gennaio prossimo, chi marzo, una ventina di soprintendenze, in particolare storico-artistiche, potrebbero sparire accorpate a quelle architettoniche. Ed è anche andata bene: l´eliminazione era prevista per Ferragosto, con un blitz, poi scongiurato, di Salvatore Nastasi, onnipotente capo di gabinetto con il ministro Sandro Bondi e ora con Giancarlo Galan molto in ombra. Sono tanti i nuvoloni neri che si addensano sul nostro patrimonio e su chi svolge la tutela. Domani e dopodomani si incontreranno nella Certosa di Padula, in provincia di Salerno, una sessantina di neo-soprintendenti oltre a dirigenti di altri istituti del ministero, di archivi e biblioteche. È la prima volta che si riunisce …

"La sfida dei giovani", di Alfredo Reichlin

Di fronte alla estrema difficoltà di dominare la crisi che ci attanaglia, io non credo che sia fuori della realtà spostare la riflessione su un terreno più ampio e proporre una analisi meno tecnica, meno economicistica del modo distorto, senza una guida, con cui procede la mondializzazione. È in questo processo che l’Italia è immersa. E se essa rischia di pagare il prezzo più alto che è quello di un declino storico, ciò dipende molto dal fatto che la sua classe dirigente (tutta o quasi) non sa guardare al di là del proprio naso. È il problema che ha posto di recente Alberto Melloni, lo storico del cristianesimo, che rivolgendosi alle gerarchie cattoliche le invitava a rendersi conto «che la svolta storica che ci sovrasta è di proporzioni superiori al panico che produce». E che ciò che è finito è «lo stile di vita tenuto dall’Occidente, nel quale il debito aveva sostituito altri sistemi di dominio. Per sempre. Come il colonialismo in India, come il bolscevismo in Russia. Non è la fine del mondo: è …

"La bellezza e i barbari", di Corrado Augias

Qualche pezzo d´orecchio staccato, può sembrare poca cosa. Possiamo dirci: si riparerà. Non è così. Suona forte l´allarme per un problema ormai cronico e che, a volerlo affrontare senza ipocrisie, è questo: molte nostre città, Roma in particolare, sono disseminate di capolavori, grandi e piccoli ma tutti significativi. Per secoli queste opere sono rimaste affidate alla pubblica fede, all´aura della loro provenienza e del loro passato che in qualche modo le proteggeva. Quell´aura non c´è più, è svanita. Le opere, grandi o piccole, non sono più esposte alla pubblica fiducia ma al rischio del pubblico oltraggio. Diciamo la verità, sgradevole o scorretta che sia: molti italiani non si meritano più le città che abitano. Vogliamo tentare un elenco? La fontana dei cavalli marini, a villa Borghese, è stata danneggiata tempo fa da un´auto che è entrata di notte a tutta velocità nella vasca spezzando le zampe a un cavallo. Possiamo immaginare chi fosse alla guida e in quali condizioni. La stessa villa è disseminata di statue neoclassiche. Sono state quasi tutte decapitate e molte sono …

La cultura è il petrolio italiano

La grande presenza di spettatori in una piazza del Popolo gremita è il principale segno dell’importanza reale e percepita del dibattito “La cultura per ripartire”. Intervengono Matteo Orfini responsabile per il Partito Democratico dell’area cultura e informazione, Massimo Ghini attore e doppiatore, Pietro Giovanni Guzzo archeologo ed ex incaricato della Soprintendenza Speciale di Napoli e Pompei, Livia Potolicchio Segretaria Nazionale Fillea CGIL, Arnaldo Colasanti scrittore e critico letterario, Nicoletta Robello attrice e regista teatrale. Coordina il dibattito Cristiano Bucchi. La discussione si apre con una battuta amara di Massimo Ghini: “la forza comica del provvedimento di incarcerare esclusivamente chi evade il fisco a partire dai 3 milioni di euro supera fortemente quella dei cinepanettoni. Se non succederà qualcosa di forte il paese resterà addormentato.” Orfini, in merito alla manovra economica rilancia: “Oggi è Sabato, speriamo che almeno la Domenica quelli del governo si riposino. Da giorni ormai c’è un escalation di provvedimenti sempre peggiori. La situazione è drammatica, il paese non è governato proprio nel momento in cui ha più bisogno di esserlo. Servono provvedimenti …

"L'etere, bene comune come l'acqua pubblica", di Gianni Valentini

Dove eravate alla vigilia di Ferragosto, quando il governo Berlusconi annunciò ufficialmente la manovra “lacrime e sangue”, imperniata sul cosiddetto “contributo di solidarietà”, la supertassa per i contribuenti con redditi superiori a 90 mila e 150 mila euro? In città o in vacanza? Al mare, ai monti o in campagna? In Italia o all´estero? Allora fu lo stesso presidente del Consiglio a dire, in tono accorato, che quel provvedimento gli faceva “sanguinare il cuore”, ma era inevitabile. Sono passate due settimane o poco più, siamo tornati al lavoro, la manovra è stata rovesciata più volte come un pedalino e adesso è lo stesso Berlusconi ad annunciare trionfante “abbiamo tolto le mani dalle tasche degli italiani”. Che capolavoro di mistificazione politica e mediatica! A parte il fatto che la supertassa sopravviverà – a quanto pare – per gli statali e i pensionati, cioè per due categorie che per status professionale o anagrafico si possono considerare più deboli, la verità è che il governo non mette le mani in tasca agli italiani per il semplice motivo che …