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"Gli operatori umanitari rendono il mondo migliore", di Kristalina Georgieva*

Un giorno per ringraziare coloro che aiutano i più bisognosi. Il mese scorso mi ero fermata a parlare con una famiglia, esausta dopo una camminata durata diverse settimane alla ricerca di protezione e un po’ di cibo. Ci siamo incontrati nel campo profughi di Dadaab, presto diventato il più grande del mondo. Questa famiglia, con cui ho passato brevi ma intensi momenti, era finalmente al sicuro, grazie alla dedizione degli operatori umanitari che lavorano incessantemente per garantire sollievo e assistenza essenziale a quasi 400 mila somali che sono stati messi in fuga dalla fame e dai continui conflitti. La Giornata mondiale umanitaria, celebrata oggi, rappresenta un’opportunità per esprimere il nostro apprezzamento e gratitudine per le donne e gli uomini che lavorano in condizioni difficili e, talvolta, pericolose e che dedicano il loro lavoro e le loro vite al servizio dell’umanità. Nel fare ciò, sono spesso più esposti addirittura dei «caschi blu» dell’Onu in quanto non portano armi ma affrontano esattamente gli stessi pericoli. Solo nel 2010 si sono verificati 129 attacchi alla sicurezza degli operatori …

"Un mondo che guarda al futuro", di Irene Tinagli

Pochi giorni fa si è concluso l’anno internazionale dei giovani indetto dall’Onu, e subito è partita la Giornata Mondiale della Gioventù della Chiesa Cattolica, che quest’anno si celebra a Madrid. Quest’attenzione alle nuove generazioni non fa che mettere in luce un triste paradosso. Quello di una gioventù tanto seguita con apprensione da buona parte della società, civile e religiosa, quanto ignorata e penalizzata dalle politiche pubbliche e dai governi. I giovani sono la fascia di popolazione che è stata più colpita dalla crisi economica internazionale, e quelli che ne subiranno maggiormente le conseguenze anche in futuro. Eppure, quasi niente di ciò che è stato fatto, discusso e proposto in questo periodo da governi e organi politici ha tenuto in debita considerazione la necessità di ridisegnare un sistema economico e sociale sostenibile nel tempo. Un sistema che dia più opportunità e speranza alle nuove generazioni. Basta pensare a ciò che abbiamo visto in queste settimane. Una manovra finanziaria che mette una pezza ad anni di politiche economiche di corto respiro semplicemente aumentando tasse e tagliando dove …

"Paghi due, evadi tre", di Massimo Gramellini

Fra le tante proposte di tasse alternative che turbinano in queste ore intorno al portafogli terrorizzato degli italiani, vorrei segnalare quella che mi sembra la più creativa. L’ha partorita il cervello democristiano di Paolo Cirino Pomicino, già ministro della Prima Repubblica. Si tratta di una lettera indirizzabile a società di capitali, società di persone, liberi professionisti e titolari di imprese individuali. Quattro milioni e mezzo di contribuenti, non sempre ascrivibili in blocco alla lista dei più generosi. Il tenore del messaggio sarebbe questo: «Gentile signore, lo Stato in bolletta le propone un patto. Se lei ci anticipa 50.000 euro spalmabili in comode rate, noi per tre anni la esentiamo da ogni genere di accertamento fiscale». Tradotto dal democristiano «vintage» all’italiano corrente e ruttante suona così: «Caro amico possessore di yacht e fuoriserie a sbafo, dammi un pizzo di 50.000 e io per tre anni mi dimenticherò di mandarti la Finanza in ufficio». In sostanza, un ricatto: al possibile evasore viene concesso di evadere senza rischi né rimorsi (ammesso che ne abbia ancora) purché paghi preventivamente …

"Viaggio nel paese del bavaglio", di Andrea Tarquini

Bavaglio alla stampa, epurazioni negli uffici statali, leggi anti immigrati. La svolta autoritaria della destra di governo che spaventa l´Europa. Budapest, estate 2011: ecco il resoconto del nuovo autoritarismo liberamente eletto che cresce, emargina, censura indisturbato in uno Stato membro dell´Ue. La grande purga non risparmia nessuno. Ai posti di comando solo uomini fedeli al premier Orban. E un´unica newsroom centrale distribuisce notizie ai media pubblici La paura di perdere il lavoro perché sospettati di idee critiche la cogli in ogni ambiente. Nuove proposte di legge prospettano campi d´ospitalità per disoccupati o elementi asociali I giornalisti della radio pubblica l´hanno appreso come in un campo di concentramento: improvviso appello del mattino per tutti nel grande cortile della sede centrale, poi l´ordine di dividersi in scaglioni di 50 e presentarsi un gruppo dopo l´altro a commissioni speciali: quelle hanno detto loro chi restava e chi veniva licenziato. Gli epurati, in radio e tv di Stato, sono stati finora 525, molti tra i migliori, fior di giornalisti, premi Pulitzer. Altri 450 licenziamenti arriveranno prima di fine anno: …

"Arte e ambiente tra i valori fondanti", di Salvatore Settis

Fiero di essere italiano? Cittadino di un Paese dall’economia immobile, afflitto da un’evasione fiscale sterminata (oltre 100 miliardi di euro l’anno secondo Il Sole 24 Ore), intento a tagliare le spese in ricerca, cultura, istruzione e tutela? Dove la principale stampella della maggioranza di Governo è un partito che minaccia la secessione? Dove crescono la disoccupazione giovanile e l’emigrazione dei ricercatori, e il governatore Draghi parla di “macelleria sociale” in atto? Sarebbe più facile, per questo “tema svolto”, inventariare dubbi e imbarazzi, e non dichiarare fierezze. Eppure… Eppure mi capita di sentirmi fiero di essere italiano. Due piccole storie recenti. Prima scena in Scozia, dove tutti parlano del tesoro perduto di William Blake. Ecco, in due parole, la storia: nel 2001 un libraio compra per 1.000 sterline da un antiquario di Glasgow diciannove disegni acquarellati di Blake, una serie che il grande artista visionario aveva composto nel 1805 per illustrare il poema The Grave di Robert Blair. L’incisore fu l’italiano Luigi Schiavonetti, ma almeno sette di quei disegni non furono mai incisi. La Tate Gallery …

"Tema: vacanze in crisi e last minute a Ostia", di Francesca Fornario

Tema: «Le mie vacanze». Svolgimento: Mamma ha detto che quest’anno facevamo le vacanze Last Minute perché va di moda e si risparmia. Abbiamo avuto una fortuna incredibile perché la meta più economica era Ostia, che è dove abito. Così, per risparmiare, abbiamo deciso di non partire proprio, ma per essere alla moda lo abbiamo deciso all’ultimo minuto. Per fortuna qui a Ostia c’è il mare. Me lo ha detto il mio compagno di classe Mohammed che suo papà lavora allo stabilimento balneare e il mare lo ha visto e dice che è larghissimo e marroncino e che se prendi una conchiglia e l’avvicini all’orecchio senti il rumore di un Suv 3000 turbodisel. Noi al mare non ci andiamo perché per affittare la sdraio e l’ombrellone bisogna chiedere il mutuo alla banca e per ottenere il mutuo, che poi sarebbe un prestito, bisogna avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato cioè un sacco di soldi. In pratica la banca è come un ristorante dove fanno entrare solo quelli che hanno già mangiato. A proposito di …

"La vittoria del neo-liberalismo", di Nadia Urbinati

L´ideologia che caratterizza questo tempo e le manovre dei governi assegna al mercato, e al denaro, ogni forma di dominio. La funzione dello Stato è sempre più quella di “servire” una società in cui la dottrina imperante è il profitto. La sudditanza della politica ai mercati: le opinioni sembrano convergere su questa diagnosi al di là degli schieramenti partitici in questi giorni di angoscia per temuti default e manovre finanziarie “lacrime e sangue”. Il mercato finanziario, non il mercato semplicemente, sembra essere la nuova sorgente di sovranità, una sorgente che per di piú è insindacabile anche perché impossibile da localizzare, impersonale e soggetta a leggi che vengono concepite e applicate come se fossero naturali. Di fronte a questa quasi divinità o naturalità la decisione politica sembra impotente: incapace di imporre le sue ragioni che dovrebbero essere quelle di una vita decente e liberamente progettata da parte degli uomini e delle donne che vivono in società. Eppure la politica non è un terreno neutro e, diciamo pure, non è incolore rispetto al sovrano mercato. Evidentemente esiste …