Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Dal 25 aprile al 2 giugno quando le date sono dei simboli", di Guido Crainz

Rappresentano la pienezza della democrazia e il suo essere una conquista continua. Sono giornate fondamentali anche per il significato che hanno assunto nelle diverse fasi della vita italiana. Spostare le ricorrenze civili non può essere una misura anti-crisi: nelle emergenze è necessario celebrare (e non sminuire) un pilastro dell´identità collettiva. Lascia senza parole una discussione sui “tagli sostenibili” che infila fra la (mancata) riduzione degli sprechi della politica e le (mancate) misure contro gli evasori anche lo spostamento – e quindi l´appannamento, la perdita di rilievo – di festività che fondano la nostra identità collettiva: il 25 aprile, il I° maggio, il 2 giugno. Dovrebbe essere esattamente il contrario. È proprio la drammatica emergenza che viviamo, è proprio l´infuriare di venti che possono essere devastanti a imporre il mantenimento, e semmai il rafforzamento, di riferimenti solidi, di bussole decisive. Per averne conferma non occorre spinger lo sguardo molto all´indietro, sino al I° maggio celebrato clandestinamente da piccolissimi gruppi di lavoratori anche durante il fascismo. Qualcuno li considerò con sufficienza degli irrimediabili nostalgici, non era così. …

"La fatica del testimone", di Mario Calabresi

Domenico Quirico è un maratoneta, è abituato a lunghi silenzi e noi siamo abituati ai suoi. Accade perché vuole risparmiare le batterie del satellitare, perché sta seguendo una storia, cercando un contatto o perché non vuole dare nell’occhio. A marzo per molti giorni ha vissuto rinchiuso in una casa di trafficanti di uomini, dietro la spiaggia tunisina di Zarzis, aspettando che il mare si calmasse, aspettando di partire insieme ad altri 112 alla volta di Lampedusa. Ventidue ore di viaggio su un barcone scrostato di 10 metri. Un viaggio silenzioso, con naufragio finale, per capire e raccontare cosa spinge migliaia di disperati a sperare un’altra vita. Così ieri non ci siamo preoccupati del suo telefono muto, fiduciosi che verso sera sarebbero arrivati il suo reportage e la sua voce. Martedì, poco prima di mezzanotte, era riuscito a chiamare il giornale per raccontare del terribile viaggio di dieci ore per raggiungere i sobborghi di Tripoli e per spiegare che avrebbe dormito insieme al collega di Avvenire, Claudio Monici, in una casa «in mezzo al nulla» che …

«Nella classe dirigente del futuro», di Gianni Toniolo

L’assistente di volo che, istruita da improvvidi esperti di pubbliche relazioni, annuncia che «l’atterraggio è avvenuto in orario» non mi rende orgoglioso del mio Paese. La puntualità dei voli dovrebbe essere normale, sta diventando più frequente, ma non mi pare un evento da celebrare. Ho gustato il bel film Il primo incarico, opera prima di Giorgia Cecere, ma non mi ha reso orgoglioso di essere italiano: trovo scontato che un grande Paese, con una non forte tradizione cinematografica, produca anche opere di ottimo livello. Un giovane e dinamico rettore sta rilanciando la mia Alma Mater, ne ha completato lo statuto, primo tra gli atenei italiani, ne ha messo in sicurezza il bilancio. Mostra che, malgrado i lacci e lacciuoli non diminuiti dalla legge Gelmini, si possono fare in poco tempo molte cose. Ne sono felice, ma questo non mi rende orgoglioso di essere italiano: non è il solo esempio di università che funziona e mi pare normale che così debba essere. Lo stesso vale per la Venice International University nell’isola di San Servolo, luogo di …

"Noi partigiani diciamo: non toccate il 25 aprile", di Carlo Smuraglia*

Agli Onorevoli Presidenti dei Gruppi parlamentari del Senato e della Camera dei Deputati Onorevoli Presidenti, quando i quotidiani hanno dato notizia del progetto di inserire – tra le varie misure della più recente manovra – anche l’accorpamento delle festività laiche infrasettimanali alla domenica successiva, il Comitato Nazionale dell’Anpi ha espresso subito la più viva preoccupazione con un comunicato che faceva riferimento, in modo particolare, a tre festività di eccezionale rilievo e valore storico (25 aprile, 1 maggio e 2 giugno). Nel frattempo, ci sono pervenute – da ogni parte d’Italia – manifestazioni di esplicito dissenso rispetto a quel tipo di misure, accompagnate anche dall’opinione di non pochi economisti, secondo i quali l’incidenza delle stesse, sul piano economico, sarebbe sostanzialmente irrilevante. C’è un diffuso allarme, al riguardo di queste misure, in gran parte del mondo democratico e dei cittadini che credono all’importanza di alcuni valori imprescindibili. L’Anpi, ovviamente, è consapevole della necessità della pronta adozione di misure anche drastiche, per affrontare la grave crisi che si sta attraversando (non solo in Italia) ed evitare il peggio, …

"Tv, sei frequenze digitali in regalo così lo Stato rinuncia a 3 miliardi", di Aldo Fontanarosa

Pd all´attacco: “Il governo deve metterle all´asta”. La procedura scelta prevede la concessione a chi ne ha i requisiti, in corsa Rai e Mediaset. Vita: “Lottiamo dal 2009 per evitare un simile scempio, c´è il precedente della gara per l´Umts”. E se una volta tanto a pagare fossero le televisioni? Ora che la manovra di Tremonti chiede sacrifici ai pensionati, agli insegnanti e alle piccole imprese, viene alle mente chiara una strada alternativa che il governo può percorrere se solo vuole: mettere all´asta le frequenze che ha in mano e incassare tanti milioni dalle emittenti che se le aggiudicheranno. Al momento, le frequenze stanno per essere regalate alle tv senza il minimo corrispettivo in cambio. Nell´Italia dell´etere selvaggio, il Garante per le Comunicazioni è riuscito in un piccolo miracolo. Ha scovato 6 nuove frequenze nazionali che possono ospitare ripetitori e portare programmi tv agli italiani. Cinque frequenze sono buone per il digitale terrestre mentre la sesta frequenza può veicolare la televisione in mobilità (il Dvbh) che si vede – metti – su un cellulare o …

"C'è uno stato in Europa che vuole sterilizzare i Rom", di Adriano Sofri

La notizia, come si è diffusa ieri, è agghiacciante: il governo slovacco, dice, progetta una campagna di sterilizzazione gratuita per le donne rom. Non è esattamente così, eppure le ragioni di allarme e di scandalo ci sono tutte. C´è, da qualche tempo, un progetto del ministro del lavoro in cui sono ventilate misure riguardanti “le comunità più povere e socialmente più isolate” del paese. Ma è stato fin troppo facile riconoscere dietro questa espressione disinfettata e benevola le comunità rom, i cui bambini hanno una mortalità doppia rispetto agli altri, la cui aspettativa di vita è di dieci anni inferiore, il cui tenore di vita è cinque volte più povero di quello medio. E poiché la campagna governativa andrebbe dall´informazione sulla contraccezione all´offerta della sterilizzazione gratuita, è stato altrettanto facile leggervi l´intenzione di sterilizzare le donne delle comunità rom. Le campagne di sterilizzazione sono state e sono ancora molto diffuse nel mondo, e possono riguardare anche gli uomini: definite “volontarie”, sollecitano a loro modo la disponibilità delle persone con premi all´altezza della loro miseria, una …

"Una volta era servizio pubblico ora vogliono liquidare la Rai", di Natalia Lombardo

L’idea di mezza estate rilanciata da Formigoni come toccasana per appianareil debito pubblico, quel «privatizziamo la Rai», è stata da molti derubricata a vera «stupidaggine». Ne è convinto il consigliere Giorgio Van Straten, sia per la difesa del «servizio pubblico, che esiste in tutti i paesi europei», sia perché «non taglierebbe il legame con la politica». Semmai si dovrebbe discutere «della qualità del servizio pubblico: come si fa? Con quali risorse?», anche se non pensa che possa fare la fine dell’Alitalia. Ma la Rai sta venendo via via svuotata, oppressa dal conflitto d’interesse, Santoro e Ruffini sono andati via per esasperazione. «Un’azienda avrebbe dovuto far di tutto per tenere Santoro, è una perdita grave». Ancora non colmata nella prima serata di RaiDue, se non da Criminal Minds… Inquadra il problema Luigi Zanda, vicecapogruppo Pd al Senato ex consigliere a Viale Mazzini: «Negli ultimi anni c’è stata una degenerazione dello spoil system, non solo nelle testate o nelle reti, ma con la trasmigrazione di dirigenti da Mediaset alla Rai, dove hanno troppo potere persone vicine alla …