Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Sogno un paese innocente", di Vincenzo Cerami

Pare di sentirla la voce diroccata di Ungaretti: «Cerco un paese / innocente». Quel paese è chiuso da bastioni. Il sogno è varcare la porta d’avorio. Cercare è sognare. Ogni tanto giunge notizia che una persona ha tentato di entrare, e c’è riuscita: quel tanto di buono che si vede intorno a noi è stato immaginato da qualcuno. Molti psichiatri dicono che i sogni servono a buttare nel cestino ciò che non serve alla nostra memoria, e a conservare quanto è utile ai progetti dei giorni a venire, giorni che sono pieni di cose da scartare. Ci teniamo solo quello che non esiste ancora, e che probabilmente non esisterà mai. Concepire i sogni come qualcosa di impossibile, che non si realizzerà mai, è triste. Significa credere che la vita è triste. E basta. Per molti sarà pur vero, ma è sentimento poco originale. Ogni discorso finisce lì. È più allegro vedere il sogno come una verità travestita, che si vergogna di andare in giro nuda, perché fa scandalo. Sotto quegli abiti stravaganti c’è un corpo …

"Se i talk show restano al mare", di Massimiliano Panarari

La strage in Norvegia, la crisi delle Borse e i tumulti di Londra: il mondo trema, ma ai 19 milioni di telespettatori d’agosto la tv offre solo vecchi varietà, polizieschi e pellicole stagionate. Diciannove milioni di telespettatori, migliaio più migliaio meno, sono quelli che, in queste giornate di pienissima estate, compongono il pubblico televisivo. Certo, siamo distanti dall’esercito dei trenta milioni di telespettatori abituali che si registrano nei mesi invernali, ma stiamo comunque parlando di numeri ragguardevoli, e di quasi un terzo del popolo italiano. Così, mentre, giorno dopo giorno, con la rapidità a cui ci ha abituato il vivere nel Villaggio globale, da ogni angolo del pianeta ci piovono addosso notizie sconvolgenti, la tradizionale televisione generalista mostra l’encefalogramma piatto. Ai tantissimi che in queste giornate e serate d’agosto (complice, non da ultimo, la crisi economica da cui molte famiglie sono state forzate a rinunciare alle ferie), restano a casa, il piccolo schermo di quella che è sempre stata anche una Repubblica fondata sulla tv offre un menù a base di riproposizioni di vecchi varietà, …

"Attenzione attenzione, la Rai torna dalle ferie", di Mario Lavia

Uno già ha tanti problemi, in questa brutta estate: essere presi in giro poi non è umanamente sopportabile. La “notizia” – fra virgolette, attenzione – è che la Rai ha deciso di seguire con degli “speciali” – nuove virgolette – la crisi economica che sta sconvolgendo i mercati di tutto il mondo, riparando così, seppure tardivamente, al pauroso deficit informativo di queste settimane (un po’ meglio la radio della tv, completamente sparita – con l’eccezione del Tg3 e del suo Linea Notte). Ma è davvero una riparazione? A leggere il comunicato di viale Mazzini ti cascano le braccia: c’è, sì, uno sforzo di Radio Rai che, non dimentichiamolo, dispone di un mezzo per sua natura più “pronto” a stare sulle cose e che infatti andrebbe sempre meno considerata come la cenerentola dell’azienda. Ma la tv dov’è? Leggiamo: «Venerdì 12 il settimanale del Tg1 Tv7 dedicherà uno speciale di 20 minuti ai temi della crisi economica ». Ammazza, come diciamo a Roma. Poi, «sabato su Rai2, speciale Tg2 Dossier» e gran finale domenica con Telecamere (in …

Piove sui quadri di Brera "A rischio un Raffaello", di Anna Cirillo

I due milioni di euro provenienti dai biglietti oggi vengono riversati allo Stato. Il tetto del complesso di Brera, che copre Pinacoteca e biblioteca Braidense, deve essere rifatto da tempo ma finora i soldi non sono mai arrivati. E così è bastato un forte temporale l´11 giugno per mettere a rischio uno dei capolavori assoluti dell´arte, Lo sposalizio della Vergine di Raffaello, conservato nella Pinacoteca. Da una crepa l´acqua a fiotti si è riversata anche sulla parete interna della sala XXIV dove è collocato il dipinto, denuncia la Uil Beni e Attività Culturali, che ha documentato tutto con fotografie e un filmato. L´ennesima emergenza ha indotto anche il ministro dei Beni Culturali Giancarlo Galan a muoversi. «Ha disposto che al più presto siano trovati i finanziamenti necessari per la messa in sicurezza del tetto» ha riferito ieri il consigliere Franco Miracco. Aggiungendo l´intenzione «di portare a compimento la Grande Brera». Il quadro, che fortunatamente non ha preso una goccia d´acqua visto che era sistemato su una doppia parete a 40 centimetri di distanza dal muro …

"Pompei Rapporto Unesco: nuovi crolli senza interventi", di Luca del Fra

La natura, il Vesuvio, furono crudeli nel 79 dopo Cristo ma a modo loro più pietosi: in un paio di giorni Pompei venne sommersa da una colata piroclastica e per secoli giacque addormentata. In questi ultimi anni assistiamo invece alla progressiva agonia del sito archeologico, da ascriversi alle geometriche incompetenze certificate da un rapporto dell’Unesco; alla sottrazione di risorse preziose per la sua conservazione, grottescamente distolte in forza del decreto cosiddetto «Salva Pompei»; mentre una feroce speculazione minaccia di mortificare ulteriormente l’area strangolandola nel cemento. Brillante, presenzialista, gran dichiaratore, Giancarlo Galan aveva scelto proprio Pompei, epicentro della “débacle” del suo predecessore Sandro Bondi, per la sua prima conferenza stampa da Ministro dei Beni e delle Attività Culturali: era il 12 aprile scorso e per il disastrato sito promise una nuova cura, nuovi fondi statali ed europei e, che noia!, il salvifico arrivo dei privati. Il tutto facendosi forte di un decreto legge, il n. 34, approvato il 31 marzo: se non ché proprio quel provvedimento sancisce de iure la futura agonia del sito. All’articolo 2, …

"Finanza fuori controllo. La politica non può limitarla", intervista a Zygmunt Bauman di Andrea Malaguti

Zygmunt Bauman, sociologo e filosofo, teorizzatore della “società liquida”: la globalizzazione detesta i vincoli, un po’ come la malavita. L’Europa non fallirà e neppure l’Italia, ma il problema è che non si sa chi comanda «Il problema centrale di questa crisi è che c’è un potere, quello finanziario, totalmente fuori controllo. Non esiste un sistema politico internazionale in grado di limitarlo». Dunque siamo destinati al collasso e alla povertà globale? «Non lo so. So che la mia generazione di fronte alle crisi di sistema si domandava una cosa semplice: che cosa dobbiamo fare? Adesso la domanda da porsi è un’altra, e al momento non ha risposta: a chi ci dobbiamo rivolgere per fermare la macchina?». Leeds, Inghilterra del Nord, prima periferia di questo mostro urbanistico da ottocentomila abitanti, otto minuti a piedi dall’Università. In una villetta bianca, su tre piani, circondata da una vegetazione selvaggia, Zygmunt Bauman, 86 anni, sociologo della società liquida, si siede nel salotto soffocato dai libri che fu di sua moglie Janina. «Abbiamo vissuto assieme 63 anni. Non smetterò mai di …

Nella bufera la "Rai ci lascia al buio. Ma è ancora un servizio pubblico?", di Ernesto Galli della Loggia

Ma Paolo Garimberti e Lorenza Lei sono italiani? Abitano in Italia il presidente e il direttore generale della Rai? Vivono tra noi, condividono le nostre preoccupazioni e i nostri discorsi? Se la risposta è sì, come suppongo, allora è davvero inspiegabile come possano consentire che in questi giorni la stessa Rai, al di là della più scheletrica informazione sui fatti, lasci il Paese al buio, senza cercare di spiegargli a fondo quanto sta capitando. Ma com’è possibile? L’Italia è alle prese con i momenti più difficili che le sia capitato di attraversare da vent’anni a questa parte, un’intera epoca storica sta probabilmente finendo sotto i nostri occhi mentre si apre un avvenire di allarmante incertezza, e che cosa fa l’Ente radiotelevisivo pubblico per consentire agli italiani di farsi un’opinione, di esprimere un giudizio? In pratica nulla. Di fronte al terremoto che si svolge sotto i nostri occhi a nessuno viene in mente di modificare i desolanti palinsesti estivi, di organizzare un’informazione speciale degna del nome per ampiezza e analisi, qualche trasmissione di approfondimento, una discussione …