Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Lo scempio della fortezza dei patrioti", di Gian Antonio Stella

«Voi… piccoletti ladruncoli bastardi!» . Se vedesse crescere gli alberi sui tetti della Cittadella di Alessandria (sopra e a destra, in una foto aerea), sui quali sventolò nel 1821 il primo Tricolore del Risorgimento, che lui cantò in Piemonte, Giosuè Carducci scaglierebbe ancora, probabilmente, la sua celebre invettiva contro i politici incapaci. E avrebbe buone ragioni per farlo. Uno Stato serio non abbandona così un pezzo della sua storia. Alberi sui tetti delle polveriere, alberi sui tetti delle torrette, alberi sui tetti delle casermette e poi sterpi e cespugli ed erbacce e alberi sui bastioni, sulle porte, sulle rampe e insomma ovunque l’assalto di una selva aggressiva che sta sbranando giorno dopo giorno la magnifica fortezza settecentesca abbandonata al degrado sotto gli occhi di tutti i «lisandren» , a poche centinaia di metri da piazza della Libertà, il cuore della città piemontese appena al di là del Tanaro. Avanti così e rischia di diventare come la bellissima Angkor ai tempi in cui il francese Henri Mou la scoprì, ingoiata dalla giungla cambogiana. C’è chi dirà …

Così l´Unesco boccia gli interventi per Pompei "Troppi progetti virtuali", di Francesco Erbani

Ma il ministero “ignora” il rapporto. È stato varato un piano ma intanto sono diminuiti i tecnici per i lavori. Non finirà nella lista rossa ma avrà altri controlli in futuro: “Serve un´opera di restauro vero”. Un rapporto-fantasma su Pompei, Ercolano e Torre Annunziata circola al ministero dei Beni Culturali. Esiste, ma è come se non ci fosse. Autori tre illustri studiosi, due francesi e un inglese. Promotori l´Unesco, l´organizzazione dell´Onu per l´educazione e il patrimonio culturale, in collaborazione con l´Icomos, altro organismo internazionale per la conservazione storico-artistica. Periodo dell´indagine: tre giorni a dicembre 2010, tre a gennaio 2011. Scopo: accertare lo stato degli scavi vesuviani dopo il crollo della Schola Armaturarum. L´esito è stato moderatamente positivo: i tre siti non finiranno nella lista dei luoghi a rischio, ma fra due anni subiranno un nuovo esame. Tutto bene, quindi? Non proprio. Quel rapporto, cinquantuno pagine scritte in un inglese fluido, è, appunto, un fantasma. Qualche dirigente del ministero dice di non sapere neanche se è arrivato. Il motivo del riserbo, si sente ripetere, è uno: …

Testamento biologico: no a una legge disumana. Perchè l'ultima parola sia la mia

La Camera a maggioranza ha votato una legge autoritaria e discriminatoria. E’ stata prodotta una ferita profonda alla Costituzione e al rispetto della dignità della persona e della sua libertà. Lo ripetiamo, “meglio nessuna legge che questa pessima legge”. Ora la discussione ritorna al Senato e bisogna moltiplicare gli appelli e le mobilitazioni per cambiare una legge che di fatto annulla la possibilità stessa di una dichiarazione anticipata di fine vita. Mai un governo si era spinto a fare un uso così cinico di una materia tanto delicata che richiede autonomia, senso del limite della politica e uno sguardo laico. Una legge saggia e mite deve tutelare due diritti: quello alla salute anche come bene comune e quello all’autodeterminazione di ogni individuo in relazione alle cure e terapie alle quali accedere. Questa tutela si fonda su alcune premesse irrinunciabili: Il rispetto del consenso informato del paziente. Il riconoscimento della volontà, scritta e ripetuta nel tempo, di non essere sottoposto a forme di accanimento o a tecniche lesive della propria dignità nel caso di uno stato …

La sinistra in difesa del Valle. Vita: «Una battaglia senza marchi»

Il silenzio del governo genera minacce di sgombero. La sinistra si fa avanti per appoggiare la causa degli occupanti. Il senatore Pd: limitare l’ingerenza dei partiti ma non chiudere alla politica per preservare l’autonomia». Lorsignori gradirebbero che la questione fosse risolta con metodi sbrigativi. Al diavolo i dibattiti, le verifiche, i confronti e tutte le altre antiquate e farraginose pratiche in uso presso le democrazie: il Teatro Valle sia sgomberato, come si fa con le cantine e i garage. Si rimuovano i rivoltosi e si ristabilisca l’ordine. «In questo momento c’è un gap desolante con le istituzioni, che evitano accuratamente di domandarsi a cosa serva il Teatro Valle -, osserva Pierluigi Regoli, responsabile della cultura delPd diRoma-. Quantoal centrosinistra, vi annunciamo un pacchetto di proposte di respiro comunale, provinciale, regionale e nazionale». Già, perché stavolta l’opposizione sembra avere imparato la grande lezione delle recenti amministrative: presentarsi uniti, con programmi chiari che non paghino dazio all’ansia schizofrenica di piacere per forza a tutti, ed ascoltare e supportare la società civile, senza sovrastarla né opprimerla. È la …

"Tg1, ascolti al minimo storico. Scontro Minzolini – Garimberti", di Natalia Lombardo

Il Tg1 di Minzolini perde ascolti, ha raggiunto il minimo storico del 20,6%, con sorpassi da Tg5: dati che preoccupano il direttore generale della Rai, Lorenza Lei: «Mi chiedo cosa sia successo», è la domanda posta alla commissione di Vigilanza e il caso Tg1 sarà discusso domani nel Cda. È preoccupato anche il presidente, Paolo Garimberti: «Non è più solo una questionedi pluralismo,madi qualità del prodotto dell’informazione». Il direttore del Tg1 gli risponde sgarbato: «Si preoccupi della rete, di Rai1» (tantocheil direttore Mazzalo pizzica: «Il suo tg è l’unico che fa meno share del programma che lo precede». Garimberti ribatte con un «Minzolini invece di dare consigli agli altri su come fare il loro lavoro, faccia bene il suo». Il «direttorissimo»vuole l’ultima parola ma alle 20 taglia l’opposizione quando chiede le dimissioni del governo, nota Vita del Pd. I dati parlano: per la Dg dal settembre 2010 al maggio 2011 (periodo di garanzia) il Tg1 delle 20 ha avuto «una flessione di meno 2,7 punti di share» e ha perso «438mila telespettatori» virati sul Tg …

Nella manovra oltre 50 milioni di euro tagliati ai beni e alle attività culturali

Beni culturali, cinema e spettacolo: riduzione della spesa progressiva dal 2012 al 2014. Scelte che tagliano il passato e il futuro del Paese Nella manovra economica del Governo, che a breve sarà votata dalla maggioranza, (supera quota 50 il ricorso al voto di fiducia), ingenti tagli al Ministero dei Beni e delle attività Culturali. Il Dipartimento Cultura e Informazione del PD ha svolto un accurato lavoro di analisi delle misure previste nella manovra, che avranno un impatto devastante per la tutela e lo sviluppo della Cultura in Italia. Clicca qui per leggere il documento tecnico www.partitodemocratico.it ****** «I tecnici di Palazzo Madama “Non raggiungerà gli obiettivi”», da repubblica.it Secondo il servizio Bilancio del Senato, gli interventi previsti per il 2013 e 2014 non colmeranno la distanza rispetto ai target indicati nel Def: c’è un differenziale del – 1,2 % tra saldo primario e indebitamento netto al termine dei tre anni. Solo con la riforma fiscale c’è qualche possibilità di centrare il ripianamento del deficit ROMA – La manovra “produce una parte significativa degli effetti finanziari” …

"Il senso del limite. Sul fine vita meglio non legiferare", di Pierluigi Castagnetti

È un esercizio difficile per il legislatore. Ma c’è uno spazio della persona che non può appartenere alla politica. La morte è, come si dice, la parte più difficile e importante della vita e appartiene tutta intera alla persona. Ogni morte è singolare Chi ne è esterno, è inevitabile e giusto che rimanga tale Domani la Camera approverà la legge sulle cosiddette Dat. Una legge confusa e sbagliata in sé, e sbagliata perché viene fatta. Io sono tra quelli che pensano che sul “fine vita” non debba esserci una legge. Nessuna legge. La morte infatti è, come si dice, la parte più difficile e importante della vita e appartiene tutta intera alla persona. Ogni morte è singolare, lo è anche negli eventi drammatici che possono colpire una intera collettività. Anche in quel caso si celebra l’incontro di una persona con la sua propria morte. Chi ne è esterno, è inevitabile e giusto che rimanga tale. Per questo ritengo assurdo legiferare e giuridicizzare il fine vita come evento astratto e generale. Credo che basti dire ciò …