Tutti gli articoli relativi a: cultura

«Londra, le nuove allegre comari dei tabloid», di Massimiliano Panarari

Lo sciacallaggio dei giornalisti-spia e degli investigatori privati intenti a rovistare nei telefonini delle vittime di varie vicende tragiche dell’ultimo decennio, per conto delle pubblicazioni di Rupert Murdoch, è l’episodio finale (ma non necessariamente il capolinea) di una storia di lunga data. La Gran Bretagna, madrepatria di tante cose si è inventata anche lo strapotere del gossip, nella sua valenza economica di industria dall’enorme fatturato, come nella sua dimensione (ebbene sì…) politica. Dal tardo Rinascimento delle shakespeariane allegre comari di Windsor al Medioevo del domenicale «News of the World», la «perfida Albione» rimane sempre la scena del misfatto, il luogo dal quale il voyeurismo morboso e il tifone della calunnia (altro che venticello…) soffiano irresistibili. Proprio perché quello che un tempo si chiamava pettegolezzo, sia pure con caratteristiche differenti, nel più antico Stato liberaldemocratico d’Occidente (e, in passato, suo maggiore Impero), è divenuto un formidabile combinato disposto di fonte di profitto e di instrumentum regni. Gli ingredienti, difatti, c’erano tutti, belli pronti e disposti in ordine. La Gran Bretagna è la nazione del Vecchio continente …

"Pd: «La manovra svende il patrimonio artistico»", di Ste. Mi.

Ricordate i famigerati tentativi di vendere il patrimonio artistico di passate legislature berlusconiane? Furono sventati. Che ora ci stiano riprovando? Sotto sotto, sì, accusano i senatori del Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante. E non rischiano certo monumenti e luoghi d’arte come il Colosseo. Rischiano pezzi dello Stato di cui ogni tanto aleggia la possibilità di svendita come l’Arsenale di Venezia. «Nascosto tra decine di commi nella manovra finanziaria c’è un blitz che rischia di privatizzare il patrimonio storico e paesistico del nostro Paese: ai commi 17 e 18 dell’articolo 10 si prevede infatti – scrivono in una nota Della Seta e Ferrante – che lo Stato possa dare in pagamento ai propri creditori, al posto delle somme dovute, i propri gioielli di famiglia». Le ricchezze pubbliche ai creditori dello Stato dunque? «Il tutto – prosegue la nota congiunta dei due parlamentari democratici – senza nessun paletto che eviti l’alienazione di beni di valore storico, culturale e paesaggistico, e senza la possibilità di scongiurare cambiamenti di destinazione d’uso che trasformino, per esempio, un antico …

"Biotestamento, siamo noi i padroni della nostra vita", di Umberto Veronesi

Per chi esprime il pensiero laico della società civile, al di fuori delle ideologie e delle fedi, i sentimenti di fronte alla legge sul biotestamento in via di approvazione alla Camera sono essenzialmente due: stupore e incredulità. Non capiamo come può il Parlamento prendere decisioni che calpestano i diritti individuali tutelati dalla Costituzione, quale quello, fondamentale, di decidere come vivere e come non vivere. E inoltre non crediamo che lo possa fare. Capiamo invece che il dibattito sulla vita, la sua qualità e la sua fine, passa attraverso dilemmi etici e filosofici, oltre che medico-scientifici, che la politica non riesce a trattare, e capiamo dunque la difficoltà per ogni singolo parlamentare nel dare un voto in piena consapevolezza e coscienza su questa materia. Per questo la maggioranza di noi chiede di fermare l´iter legislativo, nella convinzione che l´assenza di una legge sia un male minore rispetto a una cattiva legge. La mancanza di una normativa permetterebbe a tutti, medici e cittadini, malati e famigliari, di comportarsi nel modo più appropriato, caso per caso, rispettando così …

"Niente sondino ai morti", di Federico Orlando

Il titolo che suggerisco per questo articolo, “Niente sondino ai morti”, è per richiamare il lettore sull’estremo paradosso a cui può portare ogni logica forzatamente piegata al dogma, e anche la legislazione di un paese civile che a quella forzatura accetti di piegarsi. Stiamo parlando del testamento biologico, in gergo Dat (disposizioni anticipate di volontà, dove la parola “disposizioni” sostituisce “testamento” perché questo non ci appartiene, secondo certi galantuomini, se per caso riguarda il fine vita, come la parola testamento può far pensare). Il fine vita sarà escluso dai diritti civili e quindi testamentari dei cittadini italiani, da quando il parlamento voterà il testo della legge Calabrò, ammorbidito dall’onorevole Di Virgilio a Montecitorio dopo vani tentativi di civilizzarlo; in attesa del secondo voto al senato, come vuole il bicameralismo “perfetto” (altra truffa verbale, che sta per “ripetitivo”). Come le colonne austro-tedesche guidate da Rommel s’infiltrarono fra le linee italiane a Caporetto, così le armate Pdl, Lega, Udc, Responsabili e ascari socialisti liberali repubblicani, fascisti, Scilipoti, ecc, una valanga di 380 voti s’è rovesciata su un …

Copyright, l´Agcom corregge il tiro "I siti Internet non verranno chiusi", di Ernesto Assante

Approvato il nuovo regolamento. Calabrò: eliminate le ambiguità Ma continuano a protestare Vita del Pd e Di Pietro. Per il leader idv occorre riformare l´Autorità. Un contrario e un astenuto. Prima del via libera finale, altri due mesi per eventuali modifiche. «Abbiamo messo a punto un testo attentamente riconsiderato, dal quale sono state eliminate ambiguità e possibili criticità, fugando qualsiasi dubbio sulla proporzionalità e sui limiti dei provvedimenti dell´Autorità e sul rapporto tra l´intervento amministrativo e i preminenti poteri dell´Autorità giudiziaria». Corrado Calabrò, presidente dell´Agcom, è soddisfatto dell´approvazione, ieri, della delibera sulla tutela del diritto d´autore in Internet. Il testo finale è più morbido del precedente, ma lo schema di regolamento approvato con il voto contrario di Nicola D´Angelo e l´astensione di Michele Lauria lascia ancora ampi margini di dubbio tra esperti e politici. Dubbi che tenderanno a crescere nei prossimi 60 giorni, nei quali è prevista la consultazione per eventuali ulteriori modifiche. Poi la delibera sarà pubblicata sulla Gazzetta ufficiale. Nel nuovo testo, chi individua la presenza su un sito di un contenuto non …

"Lo scandalo della Struttura Delta condizionare l´opinione pubblica e controllare tutta l´informazione", di Giuseppe D'Avanzo

Così Berlusconi ha ingannato gli italiani. Nel sistema pubblico televisivo, è stata all´opera – e nessuno può escludere che ancora lo sia, se solo si guarda al Tg1 – un sodalizio che al servizio di un uomo ha manipolato l´informazione. In Rai, nel sistema pubblico televisivo, è stata all´opera – e nessuno può escludere che ancora lo sia, se solo si guarda a quel che combina ogni sera il direttore del Tg1 – un sodalizio che, al servizio di un solo uomo, proprietario di Mediaset e capo del governo, ha manipolato l´informazione. Ha corrotto il linguaggio. Ha falsificato la realtà. Ha concordato l´agenda dell´attenzione pubblica con il network concorrente. Ha schedato, discriminato e danneggiato i discordi, ovunque fossero in quell´azienda: nelle redazioni, sul palcoscenico, tra i funzionari e dirigenti della Rai. Il manipolo di infedeli (li si può definire così? O come altro li si può definire?) ha tradito i più elementari principi di correttezza aziendale e, quel che più conta, ha ingannato i telespettatori, i cittadini, l´opinione pubblica. È questo inganno lo scandalo perché …

"I 17 anni che non cambiarono Berlusconi mentre nasceva una nuova società", di Corrado Stajano

Se diciassette anni ci sembran pochi. Berlusconi e il berlusconismo, regime o non regime. Forse è ora di cominciare a tirar le somme di questo tempo lungo. Adesso che l’aria sembra mutata e sulla scena è comparsa una nuova società, fatta di giovani anche, sepolti o finiti nelle catacombe, si temeva. Imbrigliati in un presente immiserito, senza un futuro, vogliosi di riprendersi la vita. Torniamo alle origini, si è sentito dire invece da fedeli seguaci del premier, nostalgici di anni per loro irripetibili. Ma come fu quel passato così rimpianto? Davvero fervido, diverso da un oggi che costringe chi non ha beni e lavoro a tirare a campare nel timore di quel che può accadere? La XII legislatura del Parlamento della Repubblica, quella della «discesa in campo» di Berlusconi, cominciò il 15 aprile 1994. Per il centrosinistra disunito fu una disfatta. L’inchiesta di «Mani pulite» aveva messo a nudo, dal 1992, la corruzione dei partiti e gli elettori scelsero allora l’uomo nuovo dell’antipolitica ritenendo probabilmente di completare con il loro voto la popolare opera di …