Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Chi vuole rubarci la vita", di Stefano Rodotà

I moribondi di Palazzo Montecitorio stanno per approvare una legge ideologica, violenta, bugiarda, sgrammaticata, incostituzionale. È la legge sul testamento biologico, altrimenti detta «dichiarazioni anticipate di trattamento». E faccio esplicito riferimento a un classico della critica parlamentare – I moribondi del Palazzo Carignano, scritto nel 1862 da Ferdinando Petruccelli della Gattina. La maggioranza parlamentare sempre più delegittimata per gli scandali che l´attraversano, per l´impunita vocazione a secondare ogni pretesa del suo Capo, per la distanza abissale dal rispetto dovuto ai cittadini pretende di impadronirsi della vita stessa delle persone. Non si cura dei documenti analitici mandati a tutti i senatori e deputati da più di cento giuristi che mostrano i gravi limiti tecnici della legge. Disprezza l´opinione pubblica perché, come da anni ci dicono le periodiche rilevazioni dell´Eurispes, il 77% degli italiani è favorevole al diritto di decidere liberamente sulla fine della vita. Mentre ripetono la sempre più mendace formula “non mettiamo le mani nelle tasche degli italiani”, il presidente del Consiglio e la sua docilissima schiera mettono le mani sul corpo di ciascuno di …

"Agguati e sparatorie. La Capitale violenta e il flop di Alemanno", di Mariagrazia Gerina

In campagna elettorale aveva promesso più sicurezza, tre anni dopo i fatti di sangue si ripetono e i clan hanno le mani sulla città. Mancano agenti e volanti, il sindaco non fa niente. La criminalità che avanza spargendo piombo e sangue, anche in pieno giorno, anche a due passi dal tribunale. E quella che si- lenziosamente si è presa anche i bar e i caffé più in vista della capitale. Le «due facce» della criminalità che sta affermando il suo dominio sulla città, si sono date appuntamento ieri mattina a Roma. Mentre in via Grazioli Lante, nel residenziale quartiere Prati, un commando uccideva con nove colpi di pistola Flavio Simmi figlio di uno dei componenti della Banda della Magliana -, a due passi dal Parlamento e dalla sede del Consiglio dei ministri, l’Antimafia sequestrava l’Antico caffé Chigi, finito sotto le grinfie della ‘ndrina dei Gallico. «Alemanno può anche dire che è tutto a posto, ma io di fronte a fatti del genere sono un po’ meno tranquillo di lui», osserva Enzo Ciconte, esperto di criminalità …

"Il lungo declino di Villa Adriana" di Sergio Rizzo

Le aree chiuse con il cartello «pericolo di crollo» (scritto solo in italiano, nonostante una maggioranza di visitatori stranieri) sono sempre più numerose. Eppure, per restaurare Villa Adriana, uno dei 45 luoghi italiani che l’Unesco ha dichiarato Patrimonio dell’umanità, sono stati stanziati appena 370 mila euro. Ne servirebbero 2 milioni e mezzo. Trecentosettantamila euro. Con questi soldi ci si paga a malapena un mese di stipendio (lordo) all’amministratore delegato dell’Eni o della Finmeccanica. Oppure due mesi e mezzo a quello delle Poste. Ebbene, di trecentosettantamila euro ci si dovrà accontentare quest’anno per la manutenzione di uno dei siti archeologici più vasti e preziosi del mondo: la villa dell’imperatore Adriano a Tivoli. La Soprintendenza aveva spiegato che due milioni e mezzo, viste le condizioni, era il minimo. Ma dal ministero dei Beni culturali hanno risposto picche: le casse languono, e 370 mila euro devono bastare. Ormai è un classico. In tre anni, a fronte di richieste per 6,7 milioni, è arrivato un milione e mezzo. Inutile meravigliarsi che le aree chiuse al pubblico con il cartello …

Accademie di Belle Arti in rivolta «Da decenni senza pari dignità», di Luca Del Frà

Da sette giorni gli studenti e i professori delle Accademie di Belle Arti sono in sciopero della fame per l’equiparazione del titolo di studio alla laurea universitaria. Una richiesta che va avanti da anni, mai soddisfatta. Sono sette giorni che un folto gruppo di studenti e professori delle Accademie di Belle Arti (Aba) stanno facendo lo sciopero della fame. Il motivo è l’ennesimo episodio di italico lassismo politico che lascia l’Alta Formazione Artistica e Musicale in un limbo, e mentre il mondo della cultura comincia a stringersi intorno agli scioperanti, in Parlamento pende un disegno di legge, il 1693 – primo firmatario Asciutti– che renderebbe le cose ancora più confuse e problematiche. Risale addirittura a 21 anni fa la prima proposta di equiparare le Aba alle università come nel resto d’Europa – tra i firmatari Giulio Carlo Argan–, ma è solo nel 2000 che arriva un primo passo con una legge che ricomprendeva anche le altre Accademie e i Conservatori. Confuso e poco realistico, per diventare operativo quel provvedimentorimandava a una serie di decreti attuativi, …

"La notte bianca di Internet per difendere la libertà", di Stefano Rodotà

Il tema della libertà in Rete attraversa il mondo, mobilita ovunque il popolo di Internet e oggi troverà una sua particolare manifestazione a Roma con una “notte bianca” per protestare contro un provvedimento dell´Autorità per la garanzia nelle comunicazioni in materia di diritto d´autore. Provvedimento che potrebbe essere approvato domani. Il punto chiave della delibera riguarda il potere che l´Agicom assumerebbe di oscurare, anche in via cautelare, con un semplice procedimento amministrativo e senza le necessarie garanzie, l´accesso a siti e servizi web per presunte violazioni del diritto d´autore. Bisogna dire subito che il modello tradizionale del diritto d´autore sta strettissimo alla rete, ne ignora le caratteristiche. Un legislatore consapevole dovrebbe in primo luogo prendere atto di questo dato di realtà, partire dalla premessa che la Rete è un luogo di condivisione del sapere, che il diritto di manifestazione del pensiero ha trovato strade nuove, sì che provvedimenti puramente repressivi legati ai vecchi schemi concretamente possono diventare uno strumento che, con il pretesto della tutela del diritto d´autore, introducono una nuova e inammissibile forma di …

"Lo spettacolo che non fa ridere", di Salvatore Settis

La sindrome di Salò che assedia l´armata Brancaleone al governo fa spettacolo ma non fa ridere, perché trascina il Paese nel baratro bloccandone la crescita in nome di falsi bersagli. Di un regime (da operetta, non da tragedia) agli sgoccioli ci sono sintomi e stimmate: concordia in superficie e risse dietro le quinte, proclamato attivismo e sostanziale paralisi, fedeltà di facciata ai Capi (Berlusconi e Bossi) che tutti considerano “bolliti”. Una “tenuta” apparente, una caduta imminente. Con spietata lucidità, Eugenio Scalfari ha fotografato in queste pagine (3 luglio) un fallimento epocale: mancata riforma fiscale, aumento del debito pubblico e della spesa corrente, crescita selvaggia dell´evasione fiscale, peggioramento dei servizi, crescita della disuguaglianza sociale, radicalizzazione del precariato, netto calo di produttività e competitività, una manovra fiscale che pesa solo sul lavoro dipendente, sui pensionati, su Regioni e Comuni. Intanto l´Italia è precipitata al 167° posto al mondo (su 179 Paesi considerati) nel rapporto percentuale Pil/persone, condivide con l´Irlanda il record europeo di dottori di ricerca costretti a emigrare, mantiene un sistema di (scarse) assunzioni allergico al …

"Asta frequenze fiera dell’inganno", di Paolo Gentiloni*

Lo spettro che si aggira per l’Italia mettendo in allarme i nostri già delicati equilibri finanziari, è elettromagnetico: è la porzione di spettro che è stata messa all’asta. Apertura delle buste e eventuali rilanci sono previsti per inizio settembre su una base d’asta impegnativa: 3,1 miliardi. Se parte di questo incasso non dovesse entrare entro settembre verrebbe compensata da tagli lineari alle spese delle amministrazioni: così è scritto nella legge di stabilità del 2010. Insomma, mentre il Governo è alle prese con la manovra, sul grosso delle entrate di quella precedente gravano serie incognite. L’allarme è giustificato perché la parte più pregiata delle frequenze, la banda 800MHz, è occupata dalle tv locali, molte delle quali non sembrano intenzionate a essere le sole a pagare per liberarla a vantaggio di smartphone, tablet e chiavette usb. A rendere l’affare complicato c’è il fatto che il Governo intende assegnare nelle stesse settimane una seconda porzione di spettro destinata a vecchi e nuovi editori televisivi. In questo caso, però, non con un’asta competitiva ma con un beauty contest. Lo stesso …