Tutti gli articoli relativi a: cultura

"L'etica, la politica, la persona", di Pier Luigi Bersani

Caro direttore, dalle pagine del Messaggero Lucetta Scaraffia mi pone domande su un problema specifico cui si fa cenno nel mio recente libro, quello cioè dei diritti e delle tutele delle migliaia di bambini e di adolescenti che vivono con coppie dello stesso sesso. La questione viene poi accostata a quella delle coppie che si recano all`estero per avere un figlio attraverso tecnologie riproduttive, cosa consentita ovviamente solo ai benestanti. Cominciamo dunque da quest`ultimo aspetto. Lucetta Scaraffia ritiene che io ponga un problema di equità economica e di sperequazione da colmare. Non si riduca il mio argomento a questo! Sono io che pongo, se mi è permesso, un tema di «slittamento etico». Davanti a temi cruciali che riguardano la vita e la morte, la possibile manipolazione dell`uomo e l`universo della sua dignità e dei suoi diritti, l`assenza di adeguata normazione può portare per vie di fatto a una banalizzazione etica; qualcuno nel mondo offre una tecnica, comincia a comprarla chi può, e gli altri via via seguono. E’ questa l`inevitabile dinamica di quello che è …

"Benvenuti nell'era delle idiozie globali", di Andre Glucksmann

Non vi meravigliate se parole al vento e accuse infondate seminano il panico, condannando pomodori e cucurbitacee alla spazzatura e gli orticultori spagnoli, italiani o francesi al fallimento. Che la democrazia e il regno delle dicerie coesistano, non è una scoperta. La nostra prima città libera, l’antica Atene, fu corrosa dalla doxa, immensa palude di giudizi arbitrari e perentori. Socrate passò la propria vita a battagliare contro simili dicerie e ne morì. Sull’agorà — la piazza pubblica del V secolo a. C. — ognuno sospettava o denigrava l’altro senza altra forma di processo; quando oggi gli esperti di Amburgo e Berlino incriminano ex abrupto i cetrioli dell’Andalusia, la loro sciocca precipitazione non stupirebbe né Aristofane né Molière. La mondializzazione consente la libera circolazione dei beni e non meno pericolosamente quella delle sciocchezze. La cyber-circolazione dell’informazione, quando riesce a eludere i blocchi dispotici, veicola ammirevoli insurrezioni per la libertà— lo dimostrano Tunisi e Il Cairo —, ma trascina con sé anche pregiudizi logori, odii inveterati e ragionamenti assurdi. Una parte di europei, fra il 30 e …

"Figli lasciati in ospedale crescono le madri segrete" di Maria Novella De Luca

Si chiamano “madri segrete”. Arrivano dalle pieghe di un´Italia profonda, emarginata, sommersa, dove vecchie e nuove povertà si fondono. Sono clandestine, immigrate, senza patria, ma anche italiane, giovanissime, a volte poco più che bambine. Donne, ragazze, adolescenti cresciute in fretta, sole, spaventate, violate. Ogni anno di più: partoriscono ma poi il loro bambino non lo riconoscono e lo lasciano in ospedale, affidato alle mani sicure di medici e infermiere. Sono la spia di un´emergenza infanzia nascosta e drammatica: sono infatti oltre 400 l´anno i piccoli che non vengono riconosciuti alla nascita, un tempo si chiamavano “nati indesiderati”, ma il loro numero cresce, nel 2010 soltanto a Roma i casi sono stati 60, il 20% in più dell´anno prima, bambini destinati a veloci adozioni nazionali, soprattutto però se sani e senza difetti, altrimenti la strada si fa più difficile, per i minori con handicap spesso l´unico futuro è l´istituto. Le mamme hanno 3 mesi di tempo per ripensarci, poi basta, per loro quel figlio sarà missing, scomparso, accolto ormai dentro le vite degli altri. Nessuno può …

"Palinsesti, in gioco la credibilità della Rai", di Giorgio Merlo

La vicenda Santoro si è chiusa come ormai tutti sappiamo ma il tema di come declinare il pluralismo nel servizio pubblico radiotelevisivo resta tuttora aperto. Non intendo entrare nei dettagli della cosiddetta separazione consensuale tra il conduttore di Annozero e l’azienda. Al di là della sontuosa e cospicua liquidazione – elemento che, quando si parla di Santoro, non è mai una novità – resta un dato: e cioè, è singolare che quando una trasmissione fa ascolti e garantisce buoni introiti pubblicitari venga vista quasi come un inciampo o un incidente all’interno dell’azienda. E, soprattutto, che la suddetta trasmissione non abbia quasi mai potuto lavorare tranquillamente perché fortemente condizionata da settori della politica che la volevano, di fatto, ridurre se non cancellare e silenziare. Certo, Santoro lo conosciamo bene. Almeno noi amanti del servizio pubblico e cittadini che ascoltano con interesse le trasmissioni di approfondimento politico e giornalistico della Rai. Il suo format, soprattutto quest’ultimo, si è sempre caratterizzato lungo il binario dell’avversario politico da mettere in discussione, se non da abbattere. Il tutto, però, attraverso …

"Autocritica del tifoso", di Massimo Gramellini

Diciamo la verità: lo scandalo del calcio non sta scandalizzando nessuno. Era appena scoppiato e già mi chiamava un amico, splendida persona e paladino dei valori dell’azionismo piemontese. Per deprecare l’accaduto? No, per sapere se le disgrazie dell’Atalanta avrebbero permesso al nostro Toro di salire in serie A. Il giorno dopo Vittorio Feltri ha scritto un articolo spietato contro i calciatori corrotti, che però si concludeva con l’invito a non punire le squadre per le responsabilità dei singoli. Vittorio Feltri è dell’Atalanta. Ma non c’è conciliabolo da bar in cui i conversatori non regolino le loro opinioni sulla base di un unico metro di giudizio: le convenienze della squadra del cuore. Ho peccato di ingenuità quando scrissi che i «mercenari dell’anima» stavano corrompendo il sogno bambino dei tifosi. A noi tifosi, dell’integrità dello sport non importa niente. Importa mettere nei guai la contrada nemica, meglio se con l’inganno e la sopraffazione. La partita di calcio non è l’oasi in cui l’adulto ritorna alla passionalità pura delle emozioni infantili, ma un rito di scarico delle schifezze …

"Vogliono demolire RaiTre. Maggioranza diserta il Cda"

Rai sempre più nel caos, Raitre al centro dello scontro con i programmi senza via libera perché la maggioranza la sabota. Il Cda di oggi è saltato perché i membri voluti dalla maggioranza non si sono volutamente presentati, i palinsesti autunnali sono fermi – ed è già tardi per decidere, scontri e tensione. E l’Usigrai, il sindacato, minaccia lo sciopero se il consiglio di amministrazione di Viale Mazzini lunedì non vara i palinsesti. Cda saltato, tensione alle stelle, palinsesti al palo. E resta irrisolto il nodo della conferma dei programmi di Raitre: l’uscita di Michele Santoro ha fatto saltare i nervi nell’azienda ora alle prese con le riconferme e con uno scontro ai piani alti. Il presidente Garimberti e i consiglieri di opposizione attaccano la maggioranza, giudicata irresponsabile per l’assenza in Cda oggi. E il direttore generale Lorenza Lei richiama alla responsabilità e punta all’ok – possibilmente unanime – nel Cda di lunedì. Alla riunione convocata per stamani, il Consiglio è durato giusto il tempo di constatare l’assenza del numero legale: tutti assenti nella stanza, …

"Riformiamo la Rai per esserne orgogliosi", di Matteo Orfini

Secondo il responsabile cultura Pd l’azienda «ha bisogno di ripartire scrollandosi di dosso mesi di paralisi. Per questo chiederemo di calendarizzare la proposta di Rognoni al più presto in Parlamento». Il caso Santoro e più in generale le cronache di questi giorni trasmettono la sensazione desolante di una Rai ferma e ingovernabile, paralizzata dalla politica in un perenne stato d’eccezione. Al paese servirebbe, invece, un’azienda in grado di svolgere la funzione di servizio pubblico innovando contenuti e contenitori, sperimentando, guidando la transizione digitale, aggredendo i nuovi mercati che si aprono, nel Mediterraneo e non solo. Può fare tutto questo la Rai di cui quotidianamente seguiamo le convulsioni? Può farlo un’azienda in cui palinsesti, nomine e assunzioni sono di fatto delegate alla magistratura (per fortuna, viene da dire, dato che se ciò accade è per sanare abusi)? Un’azienda che, salvo la straordinaria eccezione del programma di Fazio e Saviano e il coraggioso tentativo di Potere, è sempre uguale a se stessa da dieci anni? Se oggi paventiamo il rischio di perdere le star più note è …