Tutti gli articoli relativi a: cultura

"E adesso chi paga per i videocomizi", di Giovanni Valentini

Per i tg di Mediaset, il problema non si pone: le multe comminate dall´Autorità sulle Comunicazioni al Tg 4 (recidivo) e al Tg5, rispettivamente di 258.230 e di 100 mila euro, le pagherà l´azienda (privata) che fa capo a Silvio Berlusconi. E anzi, per lui sarà pure un risparmio. In termini di spazi pubblicitari o promozionali, probabilmente gli sarebbe costato molto di più. Ma chi pagherà le analoghe multe inflitte dalla stessa Agcom al Tg1 (anch´esso recidivo) e al Tg2, per la messa in onda delle interviste illecite al presidente del Consiglio sulle reti della televisione pubblica? Le pagherà la Rai. E cioè, tutti noi cittadini, telespettatori e abbonati, che versiamo il canone d´abbonamento. Cittadini di destra, di centro o di sinistra; vittime dello strapotere mediatico del premier e della stradebolezza professionale dei giornalisti che lo subiscono. Onore al merito della collega Elisa Anzaldo, dunque, punita dal direttore del Tg1 per essersi rifiutata di prestare ancora la propria immagine a questo scandalo quotidiano della tv di regime. Anche Mario Orfeo, l´ex direttore del Tg2 passato …

"La privatizzazione di un patrimonio", di Salvatore Settis

Contrabbandata fra le «Disposizioni urgenti per l´economia» del decreto-legge 70 del 13 maggio, prosegue l´escalation del governo contro la tutela del paesaggio e dell´ambiente, contro la Costituzione che ne è (o dovrebbe essere) garanzia suprema. La cannibalizzazione del territorio non si limita alle disposizioni “ammazza coste” che di fatto consegnano ai privati ampie e preziose porzioni di territorio che appartengono a noi tutti. Nel decreto c´è di più, e di peggio. Per esempio, l´articolo 4 porta a 70 anni la soglia «per la presunzione di interesse culturale degli immobili pubblici», che fu fissata a 50 anni dalla legge Nasi del 1902 e tale è rimasta fino al Codice Urbani del 2004. Che cosa può voler dire una differenza di vent´anni? Semplice: un edificio del 1943 come il Palazzo della Civiltà del Lavoro a Roma-Eur (il “Colosseo quadrato”), oggi presuntivamente di interesse culturale, con la nuova norma diventa disponibile per alienazioni, cartolarizzazioni, ristrutturazioni. Edifici degli anni Cinquanta potrebbero essere privatizzati senza verifiche dal “tana-libera-tutto” del nuovo decreto. Ci vuol poco a fiutare dietro questa norma l´ombra …

I 12 milioni di archeo tesori «sconosciuti», di Sergio Rizzo

La Corte dei conti: dati confusi, manca un archivio centrale aggiornato. Come si fa a gestire il più grande patrimonio archeologico del pianeta senza avere nemmeno un’unica banca dati? La domanda va girata a Giancarlo Galan. Il quale, per capire in quale guaio si è cacciato accettando il trasloco dal ministero dell’Agricoltura a quello dei Beni culturali per fare spazio al «responsabile» Francesco Saverio Romano, farebbe bene a leggere con attenzione l’ultimo rapporto della Corte dei conti sui nostri siti archeologici. Scoprirebbe, se già non l’ha saputo, che l’Italia, ovvero il Paese che «ha regalato al mondo il 50 per cento dei beni artistici tutelati dall’Unesco» , secondo una personalissima stima di Silvio Berlusconi comunicata dal premier a tutto il mondo attraverso uno spot per promuovere la nostra claudicante industria turistica, non è in grado di conoscere con un clic, come sarebbe oggi normale, la situazione aggiornata dei propri luoghi: manutenzione, scavi, visitatori… eccetera. E questo al di là della clamorosa «svista» , chiamiamola così, di Berlusconi: i siti italiani tutelati dall’Unesco sono 45 su …

"Il garantismo dell’appartenenza", di Massimo Nava

A rileggere alcuni commenti sulla vicenda di Dominique Strauss-Kahn viene da chiedersi se un pregiudizio di colpevolezza o d’innocenza possa variare a seconda che l’imputato sia un potente o un individuo qualunque, un membro della famiglia o un estraneo, un amico o un avversario politico, un membro della propria comunità nazionale o uno straniero. Abbiamo visto confronti a senso unico fra la macchina giudiziaria americana e quella francese e sentito parlare di complotti della destra gollista contro il candidato della sinistra all’Eliseo e di imprecisate «spectre» finanziarie contro il presidente «troppo» europeista del Fondo monetario. Abbiamo ascoltato esaltazioni delle qualità intellettuali e umane di DSK, per sostenere quanto sia assurdo che la fama di seduttore possa avere avuto un suo rovescio di bassezze. Si è letto di una povera cameriera che potrebbe essere considerata inattendibile. E questa sembra la strategia della difesa. Qualcuno ha persino voluto sottolineare che la cameriera è musulmana e che DSK è ebreo. Giurano sulla sua innocenza familiari, amici e amiche, ma forse la reazione più naturale dovrebbero essere il disagio …

"Nuova e vecchia comunicazione", di Piero Bianucci

Berlusconi parla da cinque televisioni, tre sue e due di tutti. I fan di Pisapia si tengono in contatto con messaggini sui cellulari, «cinguettii» su Twitter, scambi di opinioni con Facebook. La lotta all’ultimo voto che va in scena a Milano è interessante anche dal punto di vista dei mezzi di comunicazione utilizzati. Si confrontano due tipi di rete. Berlusconi usa la rete a stella: l’emittente è centralizzata. Siamo in un universo tolemaico. Terra al centro e tutto il resto – Luna, pianeti e stelle – gira intorno. Il rapporto è monodirezionale: dal centro alla periferia, da chi emette il messaggio a chi lo riceve. La rete a stella è potente, nessuno dei suoi singoli utenti è in grado di intaccarla. Ma è anche fragile: un guasto al faro lascia tutti al buio. I fan di Pisapia usano una rete multicentrica. Il loro rapporto è pluridirezionale. Non va dall’alto al basso, procede orizzontalmente a zig-zag. Inoltre è un rapporto interattivo. Ogni fan con il suo cellulare o i social network è un piccolo centro ricetrasmittente. …

"Dall´amico dei "femminielli" al "candidato dell´Anticristo" così si fabbrica un nemico", di Filippo Ceccarelli

Stalingrado, Zingaropoli, la Città dei femminielli, dei drogati, degli islamici e dei terroristi. E questo in fondo già basterebbe a evocare il futuro di Milano e di Napoli, ove mai dovessero vincere i nemici del Popolo della Libertà. Ma siccome la guerra politica, oltre a nutrirsi di immagini, inesorabilmente scivola verso il cannibalismo, varrà la pena di segnalare, magari non a futura memoria, ma per depositarla nel già ampio bidone dello scemenzario elettorale e differenziato, che ieri il settimanale Tempi ha messo sull´avviso i suoi lettori sull´acclarata circostanza che Giuliano Pisapia sia, “metaforicamente parlando”, l´Anticristo, come dire l´arcinemico, ossia il nemico non solo del Pdl e della Lega Nord, ma di Dio. E questo proprio perché, come scrive il giornale vicino a Cl (che dopo il primo turno deve evidentemente dimostrare qualche rinforzo di zelo), il personaggio dell´aspirante sindaco si presenta con “eloquio suadente e modi gentili”, e non invece come lo descriveva nel medioevo Santa Ildegarda di Bingen e quindi un diavolaccio spaventoso, occhi di fuoco, orecchie d´asino, naso e bocca come un leone, …

«Tornare in Italia? Mai dire mai», di Paolo Fallai

Raggiungere l’ufficio di Paola Antonelli, al Moma di New York, è facile. Basta seguire una pattuglia di bambini di sei anni e una brigata di liceali nel Cullman Education Building sulla 54 ª strada. L’ingresso principale del Moma, assediato ogni anno da 2 milioni e mezzo di visitatori, per fortuna è dall’altra parte dell’edificio, sulla 53 ª . Bambini e liceali si disperdono verso i laboratori, tra la grande parete a vetri sul «Giardino delle sculture» e una Ferrari da Formula uno appesa a muso in giù. Arrivare agli uffici, al terzo piano, significa conquistare una merce rara: il silenzio. Paola Antonelli è la curatrice del dipartimento architettura e design del Moma: è un intero piano di questo straordinario museo della creatività dedicato a definire, rappresentare e difendere il concetto di modernità. È quasi superfluo citare la rivista «Art Review» , che l’ha inserita tra le cento persone più potenti nel mondo dell’arte. Basta ricordare che un altro italiano con un incarico di tale prestigio, nel mondo culturale, non c’è. E che lei, nata a …