Tutti gli articoli relativi a: cultura

"La festa di un popolo", di Ezio Mauro

Grazie allo spirito unitario, costituzionale e repubblicano della sua presidenza, Giorgio Napolitano è infine riuscito a trasformare in una festa nazionale e di popolo il centocinquantenario dell´unità d´Italia. Il tricolore alle finestre e ai balconi, le famiglie nelle piazze imbandierate e nei palazzi delle istituzioni aperti per l´occasione, l´inno di Mameli cantato per le strade: un popolo di cittadini ha unito patria, unità e costituzione in un nuovo sentimento nazionale che la politica non potrà ignorare. Solo la Lega ha voluto andare pubblicamente in minoranza rispetto a questo nuovo patriottismo repubblicano, che non è di parte ma è costitutivo di un´identità nazionale finalmente risolta e riconosciuta. Assenze vistose a Montecitorio, solo Bossi e i ministri presenti come per un vincolo istituzionale, due deputati e nient´altro. È un´occasione perduta per i leghisti, chiamati ad una prova culturale e politica di governo e di responsabilità davanti all´intero Paese. Ma è anche un gesto fortemente minoritario e ideologico, di chi si autoesclude da una festa di popolo puntando sulle divisioni e sulle differenze, fino al punto da non …

Intervento del Presidente Napolitano alla Seduta comune del Parlamento in occasione dell'apertura delle celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia

Sento di dover rivolgere un riconoscente saluto ai tanti che hanno raccolto l’appello a festeggiare e a celebrare i 150 anni dell’Italia unita : ai tanti cittadini che ho incontrato o che mi hanno indirizzato messaggi, esprimendo sentimenti e pensieri sinceri, e a tutti i soggetti pubblici e privati che hanno promosso iniziative sempre più numerose in tutto il Paese. Istituzioni rappresentative e Amministrazioni pubbliche : Regioni e Provincie, e innanzitutto municipalità, Sindaci anche e in particolare di piccoli Comuni, a conferma che quella è la nostra istituzione di più antica e radicata tradizione storica, il fulcro dell’autogoverno democratico e di ogni assetto autonomistico. Scuole, i cui insegnanti e dirigenti hanno espresso la loro sensibilità per i valori dell’unità nazionale, stimolando e raccogliendo un’attenzione e disponibilità diffusa tra gli studenti. Istituzioni culturali di alto prestigio nazionale, Università, Associazioni locali legate alla memoria della nostra storia nei mille luoghi in cui essa si è svolta. E ancora, case editrici, giornali, radiotelevisioni, in primo luogo quella pubblica. Grazie a tutti. Grazie a quanti hanno dato il loro …

Muti e quel canto del Va' pensiero «Siamo italiani da sempre», di Luca Del Fra

Francamente quello dell’unità non lo ho mai avvertito un problema, come stranamente avviene oggi», Riccardo Muti «fulminando irrompe nella folta»: a poche ore dalla serata di gala per le celebrazioni dell’Unità d’Italia che lo vedranno sul podio dell’Opera di Roma dirigere Nabuccodonosor di Giuseppe Verdi al cospetto del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, si apre a una serie di considerazioni su quanto sta avvenendo nel nostro paese. «Sono cresciuto – spiega– in un milieu intellettuale, dove Gaetano Salvemini che è un mio lontano parente acquisito, esercitava un grande peso. Al tempo stesso Molfetta è il sud delle meravigliose bande che suonavano nelle processioni della settimana santa cui partecipavano tutti. Si respirava una cultura che affondava le radici nella Grecia classica, cresciuta nella latinità, ci unisce una lingua e una storia di lungo respiro. Quando penso a Dante o a Raffaello penso a degli italiani: voglio dire che siamo italiani da sempre. E perciò non posso che essere particolarmente avverso a quanti vogliono nuovamente sezionare e dividere quanto per secoli e secoli è stato sezionato e …

"Italia unita alle radici della nostra democrazia", di Pier Luigi Bersani

L’anniversario è di tutti, o dovrebbe esserlo. Cominciamo col dire questo. Lo si capirà bene oggi pomeriggio, nell’Aula della Camera, quando il Parlamento in seduta comune ascolterà le parole solenni di Giorgio Napolitano, capo dello Stato e mai come oggi vero garante del patto costituzionale e repubblicano. Ma gli anniversari parlano. Raccontano sempre del clima del paese e dello spirito di un popolo. Fu così un secolo fa, quando i primi cinquant’anni del Regno scontarono la polemica di cattolici, socialisti e repubblicani. E mezzo secolo dopo, a ridosso del boom, con una retorica soppiantata dalla celebrazione di un’epopea diversa, tutta interna al carattere bloccato della nostra democrazia. Erano, quelle di allora, contrapposizioni profonde, ideologiche e per fortuna archiviate. Ma oggi? Su cosa si fonda oggi la celebrazione di una unità che tutti dovrebbero avere compreso e assimilato? Nel bene e nel male l’Italia liberale, e ancora di più quella repubblicana, hanno inteso la patria come coscienza di un passato vissuto, ma soprattutto come la proiezione di un futuro comune. Possiamo dire lo stesso anche noi? …

"Dalle Alpi fino allo zibibbo perché qui la vita è dolce", di Michele Serra

L´identità di un paese è fatta di gioie piccole e grandi, abitudini, parole e personaggi da non dimenticare Ci sono i caffè con i tavolini all´aperto, l´olio e la vendemmia, le canzoni di De Andrè e il solare San Francesco. Le ragioni di sofferenza, nell´essere italiani, sono arcinote e in fondo condivise. Meno dibattute, e anche meno sedimentate, sono le ragioni di gratificazione e di gioia che l´identità italiana può consegnarci. Queste sono le mie, non necessariamente paradigmatiche o condivisibili. Ognuno provi a ripassare le sue. Alpi – Cintura montuosa di impareggiabile bellezza, chiude inequivocabilmente a Nord la penisola italiana. Pochi paesi al mondo possono vantare un confine così netto. Sotto le Alpi è Italia, sopra le Alpi no, tutto il resto è pura illazione politica. Bonatti – Walter Bonatti è uno dei più grandi alpinisti-esploratori della storia. Uomo di costituzione fisica e psichica inattaccabile, ha sempre opposto i suoi princìpi ferrei ai compromessi politici e commerciali. Ha impiegato cinquant´anni per far valere la sua ricostruzione della conquista italiana del K2, molto diversa dalla verità …

"Fratelli d´Italia un Paese in cerca dell´età adulta", di Eugenio Scalfari

Anzitutto i personaggi e gli obiettivi che si proponevano. Mettendo in chiaro questi due elementi sapremo che cosa è stato il Risorgimento, se sia un fenomeno storico da tempo concluso e archiviato oppure ancora vitale per i sentimenti che lo suscitarono e che sono tuttora operanti. Il grosso della popolazione che abitava l´Italia di allora era composto da contadini. Dovunque, dalle Alpi alla grande pianura dove scorrono il Po e i suoi affluenti, alla dorsuta catena degli Appennini fino al tacco delle Puglie e alla punta delle Calabrie, alle isole di Sicilia e Sardegna. Contadini braccianti che lavoravano novanta giorni l´anno e si sfamavano con un tozzo di pane, cipolle, fagioli, polenta, cetrioli e peperoni. Il resto dell´anno vivevano in tuguri e borghi arrampicati, spesso malarici, dispersi nei latifondi dei padroni. Parlavano i loro dialetti, lingue incomprensibili al di fuori del loro circondario. «Una d´arme, di lingua, di altare» scrisse Manzoni, ma non era vero né per le armi (salvo il coltello) né per la lingua. Per l´altare sì, era vero, ma ogni paese aveva …

"Dobbiamo desiderare il futuro", di Mario Calabresi

Un secolo e mezzo ci appare come un tempo lunghissimo: il 1861 sembra appartenere soltanto ai libri di scuola, eppure 150 anni altro non sono che sei generazioni. Se guardo alla data di nascita di mia nonna sono già nel 1915 – alla vigilia della Prima guerra mondiale -, e se lei si voltava indietro a ricordare il suo di nonno allora era subito il tempo di Cavour. Questa storia ci appartiene, dovrebbe rassicurarci, eppure oggi prevale un senso di smarrimento e molti si chiedono cosa ci sia da festeggiare: dobbiamo forse fare i fuochi d’artificio per la speranza e i desideri che abbiamo perduto? Forse c’è da essere contenti per un Paese che anno dopo anno rallenta il suo slancio e si mangia i suoi risparmi? Un’Italia affaticata per quale motivo deve fermarsi a celebrare, perché dovrebbe mettere la bandiera alla finestra? Dovrebbe metterla per ritrovare se stessa, dovrebbe fermarsi perché potrebbe ricordare che i desideri, la realizzazione personale e gli slanci individuali sono capaci di fare la storia se navigano insieme a quelli …