Tutti gli articoli relativi a: cultura

Bondi, Pd: Basta pantomime, si dimetta

Ghizzoni: inaccettabile ministro che non va al ministero da settimane. “Sarebbe l’ora di finirla con le pantomime e ridare al paese un ministro dei beni culturali a tempo pieno. Per questo, Bondi non perda altro tempo e faccia la sua scelta: quello che non è accettabile è un ministro che non si reca al ministero da settimane”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni commenta la lettera con cui il ministro della Cultura, Sandro ha annunciato oggi dalle pagine di un quotidiano nazionale le sue imminenti dimissioni dal governo.

"Vigilanza anti-Santoro", di Paolo Gentiloni

Ma di cosa sta discutendo la Commissione di vigilanza sulla Rai? Per quanti non abbiano seguito la questione, o siano estranei al ramo, traduco il documento presentato dal senatore Alessio Butti, capogruppo del Pdl. Pur non essendo autorizzata, garantisco che la mia traduzione è assolutamente fedele al testo proposto. E forse aiuta a capire il senso di un’operazione che ha due obiettivi precisi, uno il martedì e l’altro il giovedì. 1) La Rai deve riflettere gli orientamenti della maggioranza degli elettori. E non solo nell’insieme, ma sempre e in ogni trasmissione. 2) Quando il format prevede l’intervento di un opinionista (Travaglio, ndr), bisogna farne intervenire anche un altro di diversa opinione. 3) Quanto sopra vale a maggior ragione per le trasmissioni «apparentemente di satira che dibattano temi di attualità politica e sociale». Anche per costoro (Litizzetto, Gramellini, Vergassola, ndr) serve il contraddittorio. 4) Vanno moltiplicate le trasmissioni affidate a conduttori di centrodestra (da aggiungersi al Tg1, a tutta Mediaset, a Vespa, Paragone, nonché Ferrara e Sgarbi già in arrivo, ndr). 5) I partiti non possono …

"Dopo Bondi i debiti. La Cultura senza candidati: colpa del buco da 230 milioni", di Luca Del Fra

Il ministro della Cultura è pronto a lasciare la Cultura. Ma attorno a sé ha fatto il vuoto. Il settore è con l’acqua alla gola. Ieri una importante riunione per i fondi Fus è saltata per l’assenza del ministro. La mattinata pigra del ministero dei Beni e delle Attività Culturali è stata ieri scossa da un fatto nuovo: le associazioni di categoria – teatrali, musicali, della danza, del cinema e i sindacati – che dovevano partecipare alla Consulta dello spettacolo, hanno dato forfait, consegnando una lettera di protesta contro i tagli alla cultura. E Sandro Bondi? Come al solito brillava per assenza, una latitanza che sigilla anche la fine della sua avventura in questo dicastero, così fallimentare da rendere problematico nel rimpasto di governo trovare un successore disposto a farsi carico delle macerie che lascia nel mondo della cultura italiano. «Non possiamo più accettare giochetti» – sbotta uscendo dal ministero Paolo Protti presidente dell’Agis, che ha consegnato la lettera con cui associazioni, sindacati e critici hanno spiegato la loro diserzione dalla Consulta per lo spettacolo, …

"Quegli incroci pericolosi tra stampa e TV", di Sergio Rizzo

Bene ha fatto Giorgio Napolitano a imporre di correggere la piega indecente che aveva preso il decreto Milleproroghe. Bene ha fatto, anche se non era difficile immaginare quanto la sua iniziativa sarebbe stata mal digerita dal presidente del Consiglio, indispettito dal fatto che «quando il governo decide di fare una legge» , parole sue, «lo staff» del presidente della Repubblica «intervenga puntigliosamente su tutto» . Così «puntigliosamente» , in questa circostanza, da avere però determinato forse involontariamente un risultato paradossale, del quale proprio l’editore Silvio Berlusconi non potrebbe non rallegrarsi. Alludiamo alla norma che consentirà a chi possiede più di una rete televisiva di sbarcare nella carta stampata a partire dal prossimo primo aprile. Le cose sono andate nel modo seguente. La legge Gasparri prevede il divieto di incrocio fra televisioni e stampa quotidiana fino al 31 dicembre 2010. Due giorni prima della scadenza, con il decreto Milleproroghe, viene deciso uno slittamento di quel termine che non piaceva alle opposizioni: ma fino al 31 marzo 2011. Perché soltanto tre mesi? Il governo dice che vuole …

"Turismo senza sorrisi", di Stefano Landi

L’ottimismo manifestato da più parti sull’andamento del turismo in Italia non sembra giustificato dai dati. Nel 2010 sono calati, e molto, i giorni di vacanza e i viaggi d’affari. Tradotti in euro significano perdite significative per gli operatori. E gli italiani hanno rinunciato soprattutto alle microvacanze e ai week-end lunghi. Ovvero a quel superamento della stagionalità che rappresenta la speranza di consolidamento e crescita del settore. Manca in particolare una politica del turismo per il mercato interno. Domenica 20 febbraio si è conclusa l’edizione 2011 delle Borsa internazionale del turismo di Milano, la principale rassegna del settore in Italia. Ma le note ottimistiche diramate dal ministro Michela Vittoria Brambilla e dal presidente dell’Enit Matteo Marzotto non riescono a far sorridere le imprese, che registrano un calo molto drastico della domanda interna, il principale mercato di riferimento. RITORNO AL PASSATO Nel turismo la crisi non è finita, o più probabilmente il settore ne ha risentito in ritardo rispetto ad altre branche della nostra economia. E l’analisi critica è lecita, stando alle cifre pubblicate dall’Istat proprio il …

"La cultura in rete braccata dalla legge", di Giuseppe Rizzo

Da che è nata, Internet oscilla tra due estremi. Il primo la vuole strumento indiscusso di divulgazione della cultura; il secondo suo aguzzino. Le domande che analisti, investitori e semplici fruitori si fanno sono più o meno sempre le stesse. È giusto che ci si scambi musica, film, prodotti culturali senza pagare? È giusto affidarsi a notizie di cui spesso non viene verificata l’autenticità? Il moltiplicarsi di blogger d’opinione e critica è un bene o solo un rumore di sottofondo che pervade la rete? Per rispondere a queste e ad altre domande si sono riuniti a Roma gli Stati generali del diritto d’autore, in una tavola rotonda dal titolo esemplificativo di “Un diritto d’autore per tutti”. Punto di partenza della discussione è stata la stesura del regolamento del decreto Romani affidata all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Un provvedimento parecchio discusso fin dalla sua presentazione, nel dicembre del 2009, per via della volontà di applicare le norme che regolano l’universo televisivo a quello del web. «Il decreto Romani – ha ha spiegato il senatore Pd …

"L’attacco al Corriere è vicino. Salta il divieto di incrocio stampa-tv", di Natalia Lombardo

Con un blitz notturno il governo ha eliminato dal Milleproroghe il divieto per chi possiede tv di acquistare giornali. Dal 1 aprile sarà possibile, dovrà essere Berlusconi a emettere un decreto per limitare il suo impero. Dalla notte alla mattina il governo ha aperto un portone al Silvio Berlusconi proprietario di Mediaset, nonché presidente del Consiglio: dal primo aprile infatti chi possiede televisioni ed è anche in posizione dominante potrà acquistare un giornale. Con un blitz notturno è stato abolito dal decreto Milleproroghe il divieto di incroci tra tv e carta stampata, con una scadenza vicinissima: dal 31 marzo 2011. A meno che lo stesso Berlusconi, in un conclamato conflitto d’interessi, non emetta un Dpcm, un decreto della presidenza del Consiglio per prorogare i tempi del divieto a fine anno. Lo prevede la legge ma è la «toppa» con la quale ieri il sottosegretario all’Economia, il leghista Giorgetti, minimizza il blitz. E oggi alla Camera sarà votata la fiducia sul Milleproroghe in scadenza il 27 febbraio; sabato si voterà al Senato. È un via libera …