Tutti gli articoli relativi a: cultura

"La Grande Muraglia che è in noi", di Mario Calabresi

In silenzio, senza che quasi nessuno se ne accorgesse, lo scorso anno i turisti cinesi hanno speso in Italia più di americani e giapponesi, nostri storici visitatori. Un milione di persone, ognuna delle quali ha lasciato qui, in media, 869 euro. A casa, o in giro nel resto del mondo, sono rimasti gli altri 249 milioni di cinesi che hanno raggiunto il benessere e un potere d’acquisto paragonabile a quello della classe media europea. Un giacimento su cui un’Italia che fatica a far camminare la propria economia dovrebbe buttarsi senza esitazioni. Invece non ho mai sentito un solo minuto di dibattito politico in cui si discutesse di questa opportunità, non ho visto nessuna agenda governativa che mettesse in cima alle priorità la costruzione di un sistema accogliente per chi vola da Pechino o da Shanghai e proporre di far studiare il mandarino nelle scuole sembra un esotismo fine a se stesso. Anzi, a dire la verità, il nostro sistema i cinesi continua a guardarli con lenti vecchie e superate, considerandoli ancora potenziali clandestini che vogliono …

"Abbracciati al Colosseo per riprenderci la cultura", di Luca Del Frà

«La difesa della cultura è una battaglia per la libertà», taglia corto dal palcomontato davanti l’arco di Costantino il segretario della Cgil Susanna Camusso. Di fronte a lei, al centro del Foro romano ci sono oltre un migliaio di persone che ieri nella capitale hanno sfidato la pioggia per partecipare all’iniziativa «Abbracciamo la cultura». Una distesa di ombrelli e giustacuori arancioni con sopra stampato il simbolo della manifestazione che ha poi «abbracciato » il Colosseo con una lunga catena umana. Una manifestazione di affetto per la cultura e di rabbia per lo sfacelo che le politiche culturali del Governo Berlusconi, un mix di tagli e demagogia, stanno portando auno dei beni più importanti del nostro paese. «Non ci ferma nessuno», aveva esordito poco prima aprendo gli interventi dal palco Concita DeGregorio, di fronte alle centinaia di persone intervenute malgrado il maltempo: al direttore de l’Unità il compito di tessere la tela degli interventi tra loro all’apparenza molto eterogenei perché «Abbracciamo la cultura» nasce dall’iniziativa di una coalizione che ha visto in prima fila la Cgil, …

Bondi amareggiato? Ma la cultura è in bancarotta", di Vittorio Emiliani

Mentre il ministro Sandro Bondi piange chiedendo di poter dare le dimissioni dal Ministero (che peraltro ha pochissimo frequentato, fin dagli esordi), il mondo dello spettacolo gli dà uno schiaffo istituzionale disertando, per la prima volta nella storia, i lavori della Consulta. Accusa lui e il suo governo di aver «pervicacemente» puntato a tagliare investimenti e occupazione. Oggi il mondo dei beni culturali ha organizzato al Colosseo e presso altri monumenti manifestazioni per «abbracciare» quei cari siti lasciati in pratica senza fondi né tutori. Una sorta di rigetto collettivo mai visto da parte di esponenti del mondo sindacale, associativo, culturale, tecnico-scientifico. L’altra sera al concerto di Martha Argerich, il presidente dell’Accademia di Santa Cecilia, Bruno Cagli, uomo non impulsivo, ha denunciato la insostenibile situazione di una Fondazione (una delle poche) che già vive di risorse proprie, fra abbonamenti, biglietti, sponsor, ecc., per il 50 per cento, per una quota cioè considerata invidiabile in tutta Europa. Dove le istituzioni musicali – se lo ficchino bene in testa quanti ritengono che con musei e teatri d’opera «si …

"L'incrocio pericoloso fra stampa e TV", di Giovanni Valentini

Nell´era tumultuosa della multimedialità, della “convergenza” fra piattaforme di trasmissione diverse, della contaminazione feconda dei “bit”, può apparire un paradosso anacronistico vietare l´incrocio fra la proprietà dei giornali e quella delle televisioni. E può risultare ancor più anomalo che le Autorità di garanzia competenti in materia – prima quella sulle Comunicazioni, poi quella sul Mercato e sulla Concorrenza – intervengano preventivamente per intimare al governo di non abolire un tale divieto. Ma tant´è. Questa è la cartella clinica della metastasi che affligge il sistema dell´informazione in Italia, prodotta nel tempo dall´abnorme concentrazione che ha dato luogo al duopolio televisivo e quindi dalla mostruosità di un conflitto di interessi che resta senza paragoni nel mondo civile (e forse anche in quello incivile). Introdotto nel ´90 dalla legge Mammì come una foglia di fico per ratificare il fatto compiuto e coprire la vergogna della concentrazione televisiva privata, il divieto di cumulo fra giornali e tv non è mai stato in realtà un divieto assoluto. Fin dall´inizio, si applicava in questi termini solo a chi, come il gruppo …

"«Abbracciamo» il Colosseo, in nome della cultura", di Luca Del Frà

Domani iniziativa di protesta contro lo stato di abbandono del patrimonio artistico del nostro Paese. Iniziative a Roma a Padova e in Sicilia. Il gesto affettivo più forte e tenero, caldo, universale: abbracciarsi, stringersi per ritrovarsi e riconoscersi. È questo il simbolo della campagna in difesa del nostro più grande patrimonio che da due mesi attraversa il territorio nazionale, «Abbracciamo la cultura» che domani troverà una giornata di mobilitazione in tutta Italia, con il suo momento clou nella capitale, dove una catena umana «abbraccerà» il Colosseo. A condurre la manifestazione romana sarà Concita De Gregorio, a partire dalle 9.30 si alterneranno sul palco Salvo Barrano, Associazione Nazionale Archeologi, Rossella Muroni, di Legambiente, Roberto Natale, della Federazione nazionale della stampa, Giulio Scarpati, de Sindacato Attori, intercalati da interventi musicali. Al segretario della Cgil Susanna Camusso, l’intervento finale prima che una catena umana si stringa attorno al Colosseo. Nelle stesse ore saranno «abbracciati» la Cappella degli Scrovegni a Padova, il tempio C del prezioso sito archeologico di Selinunte in Sicilia, da anni nel degrado, i Sassi di …

«Bondi, un comò molto scomodo», di Tomaso Montanari *

Un mobile da 15 milioni di euro, prima patrimonio italiano, improvvisamente svincolato dal Comitato scientifico del ministero: indaga la Procura di Roma A fine anno, la Consulta Universitaria Nazionale di Storia dell’Arte (Cunsta) aveva chiesto le dimissioni del ministro Bondi. Martedì si è nuovamente riunita e a seguito delle notizie sullo svincolamento della commode Luigi XV la Cunsta chiede le dimissioni anche del Comitato tecnico scientifico per il patrimonio storico e artistico del Mibac. Una delle più inquietanti caratteristiche del ‘pontificato Bondi’ è stato l’ostentato disprezzo nei confronti delle competenze tecniche presenti all’interno del ministero per i Beni e le Attività culturali. Il mellifluo ministro ha affidato a discutibili commissari esterni il cantiere degli Uffizi e gli scavi di Pompei; ha fatto carte false pur di offrire a Vittorio Sgarbi una soprintendenza delicatissima (quella di Venezia) che poteva andare a candidati interni molto meno costosi e molto più affidabili; ha demandato la valorizzazione del patrimonio artistico a un supermanager degli hamburger. E ANCHE quando le competenze tecniche non sono state esautorate, la loro indipendenza e …

"Bondi si dimette. Forse. Chissà", di Il Polemista

Il ministro per i Beni culturali dichiara sulle pagine del Giornale la voglia di mollare. Silvio sa tutto, ci penserà lui . Il ministro della Cultura, Sandro Bondi, rassegnerà “presto” le dimissioni dal governo. “Caro Silvio, tempo per tornar indietro non v’è ne più…addio ministero, addio. Addio. Ora voglio dedicarmi al ruolo di senatore e alla poesia….va bene, va bene, come vuoi tu. Domani torno al ministero!” Dichiarando l’intenzione di dimettersi da ministro, Bondi ha davvero ha preso un abbaglio se pensava che fosse uno shock per i suoi colleghi e i suoi amici. Le dimissioni per ragioni personali e con le lacrimucce negli occhi per non essere stato consolato dalla maggioranza “puzzano di bruciato”. Anche perché è passato poco tempo dall’altro pianto ministeriale di Mara Carfagna che annunciava l’abbandono del dicastero prima di una telefonata del boss che rimetteva a posto tutto. Cosa farà Silvio per far cambiare idea al suo poeta romantico? Si strapperà i capelli o proporrà Apicella ai Beni Culturali? O molto più semplicemente gli dirà: tu da lì non ti …