Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Rai, Masi: applausi bipartisan", di Maria Zegarelli

Il pubblico «attivo» ospite nei programmi di approfondimento dovrà essere sapientemente dosato o, se volete, equamente schierato, a prescindere da quello che si dirà in studio. Altrimenti, la Rai farà meglio a rinunciarci, come annuncia il direttore generale, Mauro Masi, tornato ieri alla carica con una circolare vincolante. Per dovere di cronaca: a porre la questione del pubblico era stata nei giorni scorsi la sottosegretaria Daniela Santanché che si era vista negare l’ingresso ad Annozero di una sessantina di suoi supporter. Qualche collegamento? Sicuramente una coincidenza. Sta di fatto che ieri mattina la missiva del Dg è stata recapitata ai direttori di Rete e a quelli di Testata della Rai per ricordare che la presenza del pubblico in sala è da ritenere «un elemento di responsabilità precipuamente gestionale e pertanto pienamente riconducibile alla specifica responsabilità dei Direttori di Rete e di Testata (e quindi non può essere attribuita, più o meno tacitamente, a scelte autonome dei conduttori e/o autori di prodotti editoriali)». Bilancia o blindatura? Pubblico pesato con il bilancino dunque, nessun riferimento ad una …

«Non solo Pompei: così il ministro ha umiliato il Belpaese», di Luca Del Fra

Dopo ogni annuncio in pompa magna ecco i tagli, e poi i crolli e nei casi più drammatici anche le inchieste. Fenomenologia del filosofo che ha trasformato il permanente in transeunte… I galantuomini della cricca afflitti dall’inchiesta sulla protezione civile lo chiamavano «quello che lavora con Nastasi». Nessuna definizione scolpisce meglio. Sandro Bondi come ministro dei Beni e delle Attività Culturali (Mbac): un’ombra nascosta dietro il suo capogabinetto – il dinamico e discusso Salvo Nastasi –, mentre l’intero settore culturale italiano si sfarinava, tra la drammatica diminuzione delle risorse economiche pubbliche e gli sperperi. Predicatore di efficienza, nemico giurato dei cosiddetti privilegiati della cultura e quindi ministro assenteista quant’altri mai, Bondi in circa tre anni al Collegio Romano c’è stato poco, mostrando fin da subito un sovrano disinteresse per il suo dicastero. Il che non gli ha impedito di dettare le sue surreali linee guida per il Mbac già dalla primavera del 2008 quando, fresco di nomina e ancor gonfio della vittoria elettorale, al Teatro Argentina di Roma ha incontrato il mondo dello spettacolo per …

"L'amara vittoria del Premier", di Michele Brambilla

Bondi non è stato sfiduciato, e resterà ministro. La Camera l’ha salvato con 314 voti. Coloro che gli contestavano la gestione dei beni culturali, e i crolli a Pompei, si sono fermati a quota 292. Questi i freddi dati di cronaca. Ma se non vogliamo prendere in giro i lettori (e gli elettori), dobbiamo aggiungere che, benché la giornata parlamentare di ieri ruotasse attorno a questa votazione, del ministro Bondi e tanto meno dei crolli a Pompei ieri alla Camera non importava niente a nessuno. L’attacco a Bondi era in realtà un attacco al governo; e la difesa di Bondi una difesa del governo. E dunque da un certo punto di vista si può dire che ieri Berlusconi ha ottenuto una nuova vittoria. Il voto di sfiducia al ministro dei Beni culturali era stato annunciato come una specie di giorno del giudizio. Il quarto, dopo quelli in cui s’è votato sul sottosegretario Caliendo (4 agosto scorso), sui cinque punti del programma (29 settembre), e sul governo rimasto orfano dei finiani (14 dicembre). Tutte prove di …

Sfiducia al ministro Bondi: intervento dell'On Michele Ventura

Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato con la dovuta attenzione la replica del Ministro Bondi al quale vorrei ricordare che non ci si può limitare ad un rendiconto soltanto relativamente a ciò che hanno prodotto coloro che hanno avuto quella responsabilità prima. Cosa intendo dire? Il Ministro Bondi si è dimenticato che l’unico Governo che ha aumentato sostanzialmente le risorse nel campo delle attività culturali è stato il primo Governo Prodi, nonostante si fosse impegnati in una manovra durissima per l’ingresso nell’euro (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico)! Dopo quel quinquennio, onorevole Bondi, vorrei ricordare a lei ed ai membri della maggioranza che voi avete governato per otto o nove anni! Ve lo dobbiamo ricordare tutte le volte, come se questo fosse un dato ininfluente. Portate dunque le responsabilità del declino per quello che riguarda i finanziamenti e lo stato della cultura nel nostro Paese. Lei si è rivolto particolarmente ai problemi riguardanti la città di Roma. Ci vuole obbiettività ed equilibrio, lei lo ha chiesto a noi ed io mi permetto di chiederlo …

"Bondi val bene una messa", di Rudy Francesco Calvo

A Montecitorio oggi il ministro della cultura sulla graticola.. “Credo sia più importante partorire che la mozione su Bondi”. La battuta di Pier Ferdinando Casini anticipa il prevedibile esito della votazione di oggi sulla mozione di sfiducia contro il ministro della cultura. Ieri, infatti, la conferenza dei capigruppo ha respinto la richiesta dell’Udc, sostenuta da tutte le minoranze, di rinviare il voto alla prossima settimana, a causa della sovrapposizione con i lavori dell’assemblea parlamentare del consiglio d’Europa, chiamato in particolare giovedì mattina a esprimersi su un documento di censura alle violenze contro i cristiani in Medio Oriente. Ad appoggiare l’ipotesi di rinvio era stato anche il capogruppo leghista Reguzzoni, ma al Pdl è bastato fare due conti per imporre lo stop: in questi giorni, la minoranza a Montecitorio è a ranghi ridotti, a causa di diversi assenti per motivi di salute (compresa la finiana neomamma Giulia Bongiorno, cui si riferisce Casini con la sua battuta), ai quali si aggiunge il centrista Luca Volontè, capogruppo del Ppe in consiglio d’Europa, già a Strasburgo da lunedì. Non …

"La linea d'ombra", di Barbara Spinelli

Viviamo, da ormai quasi un ventennio, nella non-politica. Della politica abbiamo dimenticato la lingua, il prestigio, la vocazione. Dicono che a essa si sono sostituiti altri modi d´esercitare l´autorità: il carisma personale, i sondaggi, il kit di frasi e gesti usati in tv. Ma la spiegazione è insufficiente, perché tutti questi modi non producono autorità e ancor meno autorevolezza. Berlusconi ha potere, non autorevolezza. Non sono le piazze a affievolirla ma alcune istituzioni della Repubblica. evidentemente non persuase dalle sue ingiunzioni. Le vedono come ingiunzioni non di un rappresentante dello Stato, ma di un boss terribilmente somigliante al dr Mabuse, che nel film di Fritz Lang crea un suo stato nello Stato. Alle varie istituzioni viene intimato di ubbidire tacendo, e già questo è oltraggio alla politica e alla Costituzione. Specialmente sotto tiro è la magistratura, che incarna il diritto. Un gran numero di magistrati si trova alle prese con un leader-non leader, sospettato di crimini di cui la giustizia indipendente non può non occuparsi. Le sue peripezie sessuali lo hanno minato ulteriormente, essendo forse …

"Ma noi siamo donne o bambole?", di Irene Tinagli

Molte donne in questi giorni si stanno interrogando sul loro ruolo nella società italiana, come è accaduto ogni volta che, in questi ultimi anni, qualche scandalo sessuale ha scosso il mondo della politica. Eppure la questione del ruolo femminile in Italia ha radici più profonde e diffuse di quanto emerga dalle ultime vicende di cronaca e va ben oltre i confini di Arcore o di via Olgettina. Se l’ennesimo scandalo che coinvolge il premier serve a riaprire il dibattito su un tema così importante, va bene, ma se vogliamo davvero cogliere l’occasione per una riflessione approfondita, non possiamo fermarci lì. Forse val la pena ricordare alcuni dati resi noti pochi giorni fa dall’Istat e passati quasi sotto silenzio: in Italia una donna su due non lavora e non cerca lavoro. Donne semplicemente «inattive». Si tratta di un tasso di inattività che supera quello di tutti gli altri 26 Paesi europei (con l’esclusione di Malta, se questo può consolare). Specularmente, le donne «attive» sono il 46,3%, un dato che fa vergognare di fronte al 66,2% della …