Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Uno tsunami morale per risalire", di Massimo Gramellini

Dopo la sbornia del “yes, we can”, meno vittimismo e più esempi. Il 2010 è stato l’anno delle sabbie mobili: né avanti né indietro, ma sempre più a fondo. Si discute di nucleare, mentre l’energia di cui avremmo maggiormente bisogno è la passione. Quella che ti spinge prima a immaginare il futuro e poi a crearne uno. Gli innocenti non sapevano che la cosa era impossibile e per questo la fecero, scriveva Bertrand Russell. E invece, dopo la breve sbornia obamiana, «yes we can» ha lasciato di nuovo il posto a «non si può», che è il mantra degli arresi, la gabbia contro cui si spiaccicano i sogni. Il 2010 si chiude con gli studenti in piazza e presto potrebbe toccare ai pensionati e persino agli occupati, perché se gli stipendi stanno diventando cinesi, il costo della vita rimane drammaticamente europeo. Ci si può opporre a questa crisi epocale che ha cambiato il flusso millenario della storia? No, ma ci si può convivere. Purché tutti facciano qualcosa. E in quel tutti ci siamo davvero tutti. …

Italia e internet: resiste il digital divide

Il rapporto dell’Istituto di statistica: in Italia la rete cresce, ma restiamo lontani dal resto dell’Europa sull’accessibilità alle connessioni veloci. 20° posto nella penetrazione nelle famiglie, boom dei social network e della Pubblica amministrazione Il digital divide resiste, ed è ancora piuttosto sostanzioso. In Italia internet cresce, ma su questo fronte il Belpaese resta ben lontano dal resto dell’Europa. Lo conferma l’Istat nel rapporto “Cittadini e nuove tecnologie” diffuso oggi. Secondo i dati forniti dall’Istituto di statistica, rispetto al 2009 in Italia aumenta la quota di famiglie che possiede un pc (dal 54,3 per cento al 57,6 per cento), l’accesso ad Internet (dal 47,3 per cento al 52,4 per cento) e che dispone di una connessione a banda larga (dal 34,5 per cento al 43,4 per cento). Tuttavia il nostro paese continua a rimanere indietro rispetto a molti dei paesi dell’Unione europea sia rispetto al possesso di Internet sia alla qualità della connessione. L’Italia, infatti, si colloca al ventesimo posto sia per quanto riguarda il possesso di Internet da casa (con un tasso di penetrazione …

"Lirica, così si chiude", di Alberto Mattioli

Si chiude. Giù il sipario. L’opera in Italia è sopravvissuta a invasioni, pestilenze, dittature, incendi e a due guerre mondiali. Ironia della sorte, la uccide un decretino dal nome ridicolo, «Milleproroghe», approvato ieri. Un regalo di Natale di mille guai. Perché, mentre è prorogata l’elemosina al cinema con gli incentivi fiscali, è stato stralciato dal decreto il reintegro del Fus, il Fondo unico dello spettacolo (e, già che ci siamo, anche il Piano straordinario per Pompei, ma quelli, si sa, sono quattro sassi che interessano a quattro gatti…). Il Fus scende a 258 milioni di euro, minimo storico, con il quale si deve finanziare tutto lo spettacolo italiano e soprattutto il più italiano degli spettacoli: l’opera. Nel 2011, alle fondazioni liriche andranno 125 milioni di euro. Furono 190 nel 2010 e 222 nel 2009. Come dire: i fondi statali si sono dimezzati in due anni. E adesso per finanziare tutta l’opera italiana c’è la stessa somma che lo Stato francese destina alla sola Opéra, quella di Parigi. Ora si spera in un recupero in sede …

"Matrimonio al museo per salvare Picasso", di Salvatore Settis

Il Louvre ha lanciato con immediato successo un appello per la raccolta di un milione di euro, la cifra che mancava per acquistare Le Tre Grazie di Lucas Cranach. Che cosa ci insegna questa storia sullo stato di salute e sul destino dei musei, in generale e in Italia? Raccogliere donazioni dai privati è solo un capitolo di quella “arte di arrangiarsi”, come esporre automobili a ridosso dell´Ara Pacis? È importante distinguere, è importante capire. Accettare donazioni (in denaro o in opere d´arte) è una tradizione che ha radici lontane e gloriose, specialmente nei musei britannici e americani, e comporta un accresciuto senso di consapevolezza e di “proprietà” del patrimonio culturale pubblico da parte dei cittadini. Chi dona rinunzia a qualcosa di suo (un quadro, un euro) in nome del bene pubblico; il museo che lancia un appello come quello non conquista solo un quadro in più, ma anche la partecipazione dei cittadini alla sua vita, al suo futuro. È un meccanismo, questo, che funziona solo in presenza di evidenti sgravii fiscali, di là da …

"E l´Ara Pacis diventa un palco per le auto", di Francesco Merlo

Non c´è nemmeno un Andy Warhol alla vaccinara, una versione provinciale dell´arte-provocazione, dello scandalo creativo. C´è soltanto l´insipienza estetica del sindaco di Roma coniugata con la furbizia imprenditoriale di un allegro neocostruttore d´auto. Il risultato è l´esibizione – gratis – dentro l´Ara Pacis, di due modelli di una stessa utilitaria. Il lancio commerciale della Dany, una piccola automobile che, per quello che si vede, somiglia a tutte le altre utilitarie del mondo. Ma se è vero che questa automobile stona dentro il museo, non stona certo come accadde ai baffi sul viso della Gioconda, senso forte dei tempi moderni, né ha la forza dei monumenti impacchettati dal bulgaro Christo, non è l´ossimoro visivo, non è la contaminazione dei generi, ma è solo una delle mille volgarità – piccola questa volta, anche se significativa – commesse di questi tempi contro la cultura italiana. Gli avessero almeno chiesto dei soldi a Stefano Maccagnani, che adesso non sa spiegare perché hanno concesso a lui quello che hanno negato a tanti altri, Maserati compresa: «È vero, mi hanno fatto …

"RAI: PD, Lega contro il canone? dimentica i loro sperperi. Ghizzoni: 30 milioni per i capricci di Bossi su Barbarossa

“I deputati della Lega che si sono prestati a recitare la parte degli ‘anti Rai’ nello spot di Telepadania dimenticano l’occupazione che il carroccio sta tentando ai vertici della televisione pubblica e alla conduzione di importanti trasmissioni. E dimenticano anche che se gli italiani non avessero pagato il canone il loro leader Bossi non si sarebbe potuto togliere lo sfizio di vedere sugli schermi nazionali il film su Barbarossa. Un capriccetto che e’ costato alla Rai circa 30 milioni di euro”. Cosi’ la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni. “Contrasteremo sempre una partito, come la lega, che fa nelle istituzioni il contrario di quello che dice nelle piazze e nei territori. Potrei cavarmela con una bella battuta nel mio vernacolo, ma non lo faccio perche’ i dialetti sono troppo importanti per essere strumentalizzati”, conclude.

"Caro compagno Bondi, ci spiace, ma la Cultura con lei non funziona più", di Matteo Orfini

La lettera di Matteo Orfini al Foglio in risposta a quella del ministro dei Beni culturali con cui chiedeva al Pd di ritirare la mozione di sfiducia. Gentile ministro, non risponderò alla prima parte della sua missiva, che considero più una riflessione autobiografica, ma mi consenta di suggerirle la ricerca di argomenti più convincenti per spiegare il suo passaggio dal Pci al berlusconismo. L`esigenza di militare in un partito riformista e socialdemocratico non mi sembra il migliore. Vede ministro, noi abbiamo presentato una mozione di sfiducia come ultimo atto di un`opposizione che è sempre stata dura, ma costruttiva. Me ne diede atto lei stesso sulle colonne di questo giornale. Ogni critica che le abbiamo rivolto è sempre stata accompagnata da proposte, ogni richiesta di maggiori risorse dall`indicazione delle copermture. E’ vero, lei si è lamentato dei tagli, ma tardivamente. Non le cito le decine di interviste e dichiarazioni in cui spiegava che si doveva ridurre la spesa in cultura perché c`erano sprechi e spreconi. Il fus, gli istituti culturali, i trasferimenti ordinari al ministero: è …