Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Il rispetto del lenzuolo bianco", di Mario Calabresi

Esiste un gesto antico di pietà che mi torna in mente continuamente in questi giorni, è quello di coprire il corpo di chi è morto in un luogo pubblico. Lo si fa con un lenzuolo bianco, una coperta, un qualunque indumento che protegga almeno il volto e il busto di chi ha perso la vita rimanendo esposto su un marciapiede, in mezzo alla strada, su una spiaggia o in un campo. È un gesto codificato dal mondo greco, almeno venticinque secoli fa (anche Socrate si copre il volto mentre muore), e non serve soltanto a proteggere i morti dallo sguardo dei vivi ma anche noi stessi, i vivi, dalla vista della morte. È il limite del pudore, del rispetto, è il simbolo della compassione e della capacità di fermarsi. Oggi si è fatta strada in Italia una strana concezione dell’informazione che si potrebbe sintetizzare in un gesto: quello di sollevare il lenzuolo e spingere tutti a fissare quello che c’è sotto. Molti restano incollati all’immagine terribile, altri sfuggono, alcuni cominciano a provare disgusto. Ieri mattina …

Registi e sceneggiatori occupano Casa del Cinema

La Casa del Cinema di Roma è stata occupata per protesta contro i tagli ai finanziamenti pubblici. A darne notizia il “Movimento Cento Autori”: «Il mondo del cinema e della televisione hanno deciso di occupare la Casa del Cinema venerdì sera per fronteggiare una crisi finanziaria e industriale a cui si salda la pochezza di un governo che considera la cultura un elemento residuale e insieme di segno politico avverso di cui è auspicabile la chiusura per fallimento. Come per l’informazione, la ricerca, la scuola, anche il nostro settore è stato smontato pezzo per pezzo, giorno dopo giorno». Poi gli autori della protesta elencano tutti i punti critici della crisi: «1) Il taglio radicale del Fondo Unico per lo Spettacolo, che ha raggiunto il minimo storico; 2) il rinvio sine die di una nuova legge cinema, superata da un non meglio precisato decreto Bondi; 3) il decreto Romani che ha fortemente ridotto gli investimenti nella produzione cinematografica italiana; 4) la riduzione del 30% degli investimenti nella fiction italiana, mentre il mercato pubblicitario è in ripresa; …

Regala slip e dice: «Mi faccia una… lega»

Un consigliere della Lega Nord regala uno slip di pizzo bianco e allega uno scritto non proprio elegante, ‘fammi una lega’. Capita a Castel San Pietro Terme, grosso paese tra Bologna e Imola, nel pieno della rossa Emilia-Romagna, e il protagonista del bel gesto è Gino Volta. Destinatario il sindaco Sara Brunori, Pd alla guida di una giunta di centrosinistra. Il non primo scivolone leghista su frasi o gesti a sfondo pesantemente sessuale è arrivato ieri sera in Consiglio comunale dopo che Volta aveva criticato la politica della Giunta concludendo che questa avrebbe lasciato i cittadini in mutande. Dopo di che ha consegnato un pacchetto al sindaco e se ne è andato. Il primo cittadino donna ha scartato l’omaggio e si è trovata tra le mani lo slip con stampata una figurina maschile in boxer a cui un fumetto faceva dire la frase non proprio femminista. «Qualcuno cercherà di minimizzare questo gesto come goliardico ma, come donna e come rappresentante della città e dello Stato, sono profondamente offesa da questo atto molto volgare», ha commentato …

"Questa volta non è una sceneggiata… o no?", di Santo Della Volpe

Anche nella finanziaria,come si chiamava una volta, il tax credit per il cinema non c’è. Ed allora il ministro Bondi che fa? Aveva promesso che se ne sarebbe andato se non fosse stato rifinanziato questo provvedimento: poi aveva assicurato produttori e sindacati dello spettacolo dicendo che il prossimo consiglio dei ministri sarebbe stato dedicato al Cinema ed allo spettacolo (e non parliamo di Cultura, una parola che in quell’alto consesso poteva provocare reazioni isteriche)…. Ma anche questo Consiglio dei Ministri se ne è andato senza che si fosse parlato di Cinema o altro. Ed allora l’ineffabile ministro Bondi che fa? Va in Tv a difendere il Lodo Alfano, al quale dedica più attenzione e urla di quante sarebbero necessarie,invece che muoversi e darsi da fare per ottenere da Tremonti almeno un rifinanziamento minimo del credito d’imposta. Sino a prova contraria è ancora un ministro della Cultura…anche se l’unico provvedimento sinora proposto è stato il divieto ai minori di 10 anni di alcuni tipi di film ,oltre a cercare di intromettersi anche nelle scelte della giuria …

Istruiti e al Nord: l'astensione si fa «politica»

Da molti anni l’astensionismo in Italia è in crescita. Fino al 1976 la partecipazione elettorale è rimasta stabilmente sopra il 90%, poi ha cominciato a calare e il declino non si è più fermato. Tuttavia fa impressione vedere un dato come quello pubblicato ieri su questo giornale in cui si stima – sulla base di sondaggi recenti – che più del 40% degli elettori non si recherebbero alle urne se si andasse a votare oggi. Nel 2008 sono stati meno della metà. È molto probabile che si tratti di un dato sovrastimato. Un conto è una dichiarazione di non voto fatta oggi a freddo e un altro conto è la decisione di voto presa nel mezzo di una campagna elettorale che – se si svolgesse nei prossimi mesi – avrebbe le caratteristiche di un referendum sul governo Berlusconi e sul ciclo politico associato alla figura del Cavaliere. Ma sovrastimato o no che sia questo dato esso sta certamente ad indicare una profonda e crescente disaffezione nei confronti dei partiti e soprattutto di quelli più grandi. …

"Così non si va in onda", di Roberto Saviano

Caro presidente Rai, una dichiarazione del direttore generale Masi assicura che Vieni via con me andrà in onda senza problemi. Purtroppo non è vero. La favola sui compensi “astronomici” degli ospiti – agitata dai vertici Rai – è appunto, una favola, un ultimo pretesto per metterci i bastoni tra le ruote. Tutte le persone che abbiamo invitato si sono dette pronte a dimezzare i loro compensi e persino a intervenire gratis, pur di partecipare al nostro progetto: eppure, oggi, a meno di tre settimane dalla prima puntata nessuno dei loro contratti è stato ancora firmato. Ma a parte il fatto che sarebbe ingiusto chiedere a chiunque di lavorare gratuitamente, la verità è che i soldi non c´entrano: anche perché Vieni via con me sarebbe comunque un grande affare per la Rai, viste le cifre a cui sono stati già venduti gli spazi pubblicitari. Il danno economico per la tv di Stato sarebbe cancellarlo. La Rai ha fatto di tutto in questi mesi per boicottare il nostro lavoro: ci hanno ridotto lo studio, gli attori, gli …

"Oh mio Verdi, sì bello e perduto", di Alberto Mattioli

Il nostro musicista più popolare potrebbe essere un veicolo eccezionale per esportare la cultura e il gusto italiani. Ma ciò non accade, ecco perché. Qui non si discute di Verdi parmigiano (senza entusiasmo: i suoi compatrioti se lo sono annesso, ma lui non li amava poi tanto) ma di Verdi come il parmigiano, inteso come formaggio. O come i tartufi o il Barolo o gli spaghetti e la pizza, beninteso quelli veri e non taroccati. Non sembri irriverente nei confronti di uno dei pochi Padri della Patria. Indiscusso e indiscutibile e tuttora in servizio permanente effettivo. Come il cibo, Verdi in particolare e l’opera in generale sono una componente dell’identità nazionale, una delle poche ancora vive e vitali sia all’interno che all’estero. Insomma, a parte il suo valore artistico, il melodramma è importante non solo perché racconta a noi italiani come siamo fatti, ma anche perché racconta come siamo fatti a chi italiano non è. E dà di noi un’immagine lusinghiera, tutto sommato preferibile alla solita mafia. La notizia è che il profeta di Slow …