Tutti gli articoli relativi a: cultura

Santoro ricorre ad arbitrato Annozero andrà in onda

Michele Santoro ha formalizzato il ricorso all’arbitrato interno Rai contro la sospensione di dieci giorni – due puntate di Annozero – decisa dal Dg Mauro Masi. Il programma andrà dunque in onda in attesa che il collegio aritrale si pronunci. «In Italia ci sono regole ben precise, non so quale siano le motivazioni che hanno spinto Santoro a chiedere l’arbitrato. Noi comunque non accettiamo l’arbitrato», replica Masi. Aggiungendo che «un dipendente che manda a quel paese un capo azienda è un caso unico al mondo». Il conduttore ha intanto annunciato che centinaia di migliaia di adesioni al suo appello stanno pervenendo in queste ore ai vertici Rai. Oltre a quelle arrivate spontaneamente al sito de l’Unità, Santoro ha spiegato che già in trasmissione erano state raccolte oltre mille firme. “Ancora non sappiamo in quanti hanno risposto al nostro appello. I segnali sono molto incoraggianti”. Su Facebook, i fan di Annozero sono 335.600 e, visto che i frequentatori del social network piu’ popolare del mondo sono molto attivi, il ‘bacino’ di firme e’ enorme. Sulla pagina …

«Italia 2010. Il pensiero smarrito», di Stefano Rodotà

L’analisi Lescienze sociali impantanate in questo nostro«temposospeso» tra l’autoreferenzialità, le identità in crisi e la sopraffazione del nuovo E per la politica la cultura appare sempre di più un ostacolo da abbattere… Da uno sguardo sulla situazione delle scienze sociali in Italia si ricava una sensazione diffusa di distanza e di autoreferenzialità. Distanza, o difficoltà di individuazione, per quel che riguarda il proprio oggetto – una società fattasi sempre più instabile, liquida, del rischio, dell’incertezza, secondo le definizioni correnti. Autoreferenzialità, per la fatica di identificare modalità e fini che consentano loro di collocarsi in forme adeguate nell’epoca che viviamo. Sembra quasi di trovarsi in un tempo sospeso, nel quale ovviamente ricorre spesso il termine «crisi», il cui esito sembra ancora più cercato che intravisto. Lo stesso ruolo delle scienze sociali finisce così con l’apparire rimpicciolito, per la mancanza di tracce forti per quanto riguarda il metodo, per il rivelarsi di eccessi di dipendenza da fattori esterni che investono, insieme, il tipo di ricerche e lo status degli studiosi. Al tempo stesso, però, si manifesta una …

«ANNO ZERO NO STOP, MASI STOP!» di Giuseppe Giulietti

Domani 16 ottobre in piazza anche contro il bavaglio a Santoro! Chi ha letto MicroMega, e pochissimi altri giornali ne hanno parlato, sa che il giorno 16 ottobre a Roma si svolgerà una grande giornata per la democrazia e la Costituzione indetta dalla Fiom e sostenuta dalla Cgil. Al centro della iniziativa, ovviamente, ci sono le questioni legate alla contrattazione, alla democrazia sindacale, alla lotta alla precarietà, al diritto delle organizzazioni più rappresentative a non vedersi escluse dal tavolo della trattativa. Non ci sembra poca cosa in un paese stravolto dai conflitti di interesse, dalle liste zeppe di candidati indegni, per parafrasare il presidente della commissione anti mafia Beppe Pisanu, dagli insulti ai giudici e ai pochi cronisti che ancora tentano di opporsi ai bavagli, alla fabbrica dei veleni, ai pestaggi mediatici orditi e ordinati dal nostro don Rodrigo di Arcore. Per quanto ci riguarda sarà anche una grande giornata per la libertà di informazione, per impedire che dell’articolo 21 della Costituzione resti solo la cenere, dopo i roghi. Lo spettacolo di queste settimana ci …

Rai: dieci giorni di sospensione a Santoro. Giulietti, via Masi e tutti davanti alla Rai il giorno della puntata soppressa

“Se ancora avessimo avuto dei dubbi sulle regioni politiche dei provvedimenti assunti nei confronti di Michele Santoro ci ha pensato il dg Masi a levarceli. La sua dichiarazione nulla è che una precisa rivendicazione. D’altronde tutto era già molto chiaro nelle telefonate intercettate a Trani del presidente Berlusconi”. Lo afferma il portaovce di Articolo21 Giuseppe Giulietti. “La Rai si candida ad assumere la guida della fabbrica dei veleni e dei giornali di famiglia e a diventare punta di diamante dei “pestaggi” mediatici contro gli avversari. Non si tratta solo di uno sfreggio a Santoro e a coloro che lavorano con lui ma a milioni di italiani”. “Qualcuno consigli al direttore generale di autosospendersi prima di trascinare per l’ennesima vola l’azienda nel ridicolo. Intanto facciamo sentire la nostra voce e il il giorno della puntata soppressa proponiamo una grande iniziativa pubblica davanti agli studi della Rai. Qualcuno degli esponenti della destra che hanno urlato contro le perquisizioni nelle sedi del Giornale – si domanda in conclusione Giulietti – vorranno far sentire la loro voce contro questo …

«Se nel Paese vincono le virtù democratiche», di Gustavo Zagrebelsky

Nel suo nuovo libro, lo storico inglese Paul Ginsborg riflette sulla nostra vita nazionale. E lancia un messaggio contro lo scetticismo. Fin dalle prime pagine, l´autore stigmatizza, usando le parole di Carlo Cattaneo, quel vizio tutto italiano di dir male della propria nazione. Fra i valori positivi, la “saggezza riflessiva” dei ceti medi, le tradizioni comunali, la mitezza che sa temperare attriti e conflitti Nei primi decenni dell´Ottocento, la domanda era: «Si può fare l´Italia»; oggi, alle soglie dei 150 anni dell´Unità, è diventata: «La si può salvare»? L´una domanda era dettata da speranza, l´altra da disperanza. Nella spazio aperto tra queste due parole c´è il dramma del nostro Paese. Nel suo nuovo libro, Salviamo l´Italia (Einaudi, Vele, pagg.134, euro 10), Paul Ginsborg ragiona sulla condizione della nostra vita nazionale mettendo costantemente a confronto, come in contrappunto, gli italiani del tempo che è il nostro con i patrioti del Risorgimento, il loro pensiero, la loro azione. Nel dispiegarsi delle sue argomentazioni, gli accadimenti di oggi, che possono sembrarci difficoltà nuove e insormontabili, visti nel lungo …

"Si può staccare la spina dall'orrore?", di Aldo Grasso

Dal pozzo di Vermicino al delitto di Avetrana Ieri, mentre si celebravano i funerali della povera Sarah, al Corriere sono continuate a giungere centinaia di mail di protesta sul programma «Chi l’ha visto?», sull’opportunità di annunciare in diretta alla madre la morte atroce della figlia. Le proteste contro la trasmissione continuano da giorni. Ogni volta per esprimere sdegno e rabbia, come se una moviola potesse far tornare indietro il tempo e una mano soccorrevole spegnere quella telecamera. Passata la commozione e superato lo shock, dobbiamo provare a ragionare a mente fredda. Certo, la trasmissione poteva essere interrotta e la regia evitare di indugiare sul volto pietrificato della madre, ma in simili situazioni è ancora possibile staccare la spina? Spenta la telecamera di un programma dedicato alle persone scomparse, siamo sicuri che non sarebbe rimasta accesa quella di una tv locale? I media non sono più soltanto strumenti del comunicare, ma rappresentano un nuovo ambiente in cui viviamo, nuotiamo galleggiamo. Interrotto «Chi l’ha visto?», forse noi oggi inseguiremmo sul web quello stesso volto pietrificato, ripreso magari …

"Il giornalismo davanti a un incrocio", di Barbara Spinelli

Se apocalisse significa letteralmente ritiro del velo che copre le cose, quella che viviamo in Italia è l’apocalisse del giornalismo: è giornalismo denudato, svelato. È giornalismo che si trova davanti a un incrocio: se si fa forte, rinasce e ritrova lettori; se si compiace del proprio ruolo di golem della politica, perde i lettori per il semplice motivo che non ha mai pensato a loro. Diciamo subito che il male oltrepassa la piccola storia del Giornale di Sallusti e Feltri, nonostante la piccola storia sia tutt’altro che irrilevante: se la redazione è stata perquisita come fosse un covo di banditi, è perché da tempo il quotidiano si conduce in modo tale da suscitare sospetti, apprensione. I suoi vertici orchestrano campagne di distruzione che colpiscono uno dopo l’altro chiunque osi criticare i proprietari della testata (la famiglia Berlusconi, il cui capo è premier): prima vennero le calunnie contro Veronica Lario, poi contro Dino Boffo direttore dell’Avvenire, poi per mesi contro Fini, adesso contro il presidente della Confindustria Emma Marcegaglia. Il male oltrepassa questa catena di operazioni …