Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Arte e nuvole fritte la città si ricostruisce anche con la cultura", di Jolanda Buffalini

I progetti lanciati dalla festa tematica del Pd non si fermano Workshop e iniziative per la città: come le «neole» di Bruna Esposito. E una raccolta fondi per restaurare le nicchiette insieme a l’Unità. È stata una bella idea concepire la Festa nazionale della cultura come “work in progress”, tanto più bella in quanto la festa democratica era a L’Aquila, dove il progredire dei lavori (della ricostruzione) stagna mentre ferve l’attività di nomina dei commissari con relative prebende e conflitti d’interessi. Come dice il testo che ha dato il via al workshop di scrittura con Emiliano Poddi «dal punto di vista di un architetto, una festa di partito è una tendopoli, la differenza sostanziale rispetto alle tendopoli del terremoto: che stavolta ci si poteva riunire liberamente e liberamente far circolare le idee». Bello pure, era una novità di quest’anno, coinvolgere dentro la festa l’arte contemporanea. Se ne parliamo ancora, dopo tanto che come festa è finita, è perché il work in progress continua, chiusi i battenti si fa circolare il corto montato con Virzì e …

"Fondi dimezzati, la Biblioteca muore", di Ernesto Galli della Loggia

«Il governo senza soldi non può accettare passivamente un disastro annunciato. La biblioteca di Firenze, memoria del Paese, è alla paralisi». Signor ministro, quella che si appresta a leggere è l’ennesima lettera che le viene indirizzata di questi tempi per lamentare le tristi condizioni economiche che affliggono un’istituzione culturale. Sono d’accordo con lei: c’è qualcosa di insopportabilmente petulante non scevro di una vaga supponenza in queste lamentele in nome della cultura. La cultura: una roba — come senz’altro deve averle detto più di una volta qualche suo collega in Consiglio dei ministri — che non produce un centesimo ma sta sempre a chiedere soldi. Di soldi, questa volta, ha bisogno, un urgente e disperato bisogno, la Biblioteca Nazionale di Firenze. La Biblioteca — non sto certo a dirlo a lei, che di sicuro lo sa benissimo, ma a qualche lettore distratto — è la nostra massima istituzione libraria, il luogo della Penisola dove è conservata la stragrande maggioranza del nostro patrimonio a stampa specie degli ultimi due secoli. Oltre ai libri di ogni tipo, giornali, …

"L´Italia, la transizione fallita e la mancanza di una destra normale", di Guido Crainz

Con la caduta del primo governo Prodi è venuto meno il progetto di una buona politica ed è prevalsa la partitocrazia dei partiti facendo riprendere le demagogie populiste. Sono senza veli i tratti portanti della politica berlusconiana, il suo porre al centro interessi personali e di azienda anche a costo di colpire le basi della democrazia e recare durissimi colpi all´informazione. In uno scenario sempre più degradato la crisi italiana appare ormai senza ritorno. “Metodo Boffo” come prassi quotidiana, dossier caraibici, protezione parlamentare a un esponente politico indagato per reati di camorra, sino a quel che sembra affiorare in Abruzzo: i rifiuti invadono di nuovo non solo Napoli ma l´intero paese. Ogni sguardo al sistema Italia ripropone tutti i nodi di una transizione drasticamente fallita, o mai iniziata. Illumina il riemergere, in forme modificate e aggravate, della crisi istituzionale ed etica che aveva portato al tracollo dei primi anni Novanta. Fu travolto allora il sistema dei partiti su cui si era basata per mezzo secolo la storia italiana, dopo meno di vent´anni è entrata in …

"-Tante piccole Adro, la Lega marchia il Nord", di Paolo Berizzi

Gli altri Adro sono paesoni che gli assomigliano, laboratori del neorealismo leghista dove – tra estensioni cromatiche (rigorosamente verdi) e incisioni post-celtiche, soli delle alpi e guerrieri – il marketing padano non solo è accettato. Anzi, è addirittura coccolato dalla maggioranza delle comunità. Benvenuti a Cividate al Piano, pianura bergamasca, 5mila abitanti di cui solo 589, stando all´immancabile petizione, contrari alla trovata del sindaco Luciano Vescovi: una piastrellona raffigurante l´ormai celebre sole a spicchi incastonata nel selciato di piazza Papa Giovanni XXIII, di fronte al Comune a guida ovviamente leghista. A chi si è permesso di obiettare il primo cittadino ha risposto: «Quel simbolo è un segno della nostra cultura popolare, operaia e contadina». Vescovi scantona, per ora. Ma quest´anno potrebbe dover rinunciare alla vista del suo ornamento architettonico: a Cividate (da civitas, era una colonia romana, ironia della storia) ci saranno le elezioni comunali. E quel sole vìola le «norme per la disciplina della propaganda elettorale». I leghisti di Cividate sono gente di fede oltre che di fantasia. A Natale nel presepe della loro …

Assessore-choc: “Fuori i disabili dalle classi”, di Federico Genta

Basta disabili a scuola. Non imparano e disturbano. Meglio per tutti una comunità, dove mandarli seguiti da personale specializzato. Parole dell’assessore all’Istruzione di Chieri, comune torinese di 36 mila anime adagiato sulle colline verso l’Astigiano. Parole pronunciate durante il Consiglio comunale aperto dell’altra sera, che indignano i genitori di bimbi portatori di handicap. Famiglie che sognano per i loro figli un futuro fatto di integrazione, non di isolamento. Frasi che fanno accapponare la pelle al sindaco, pediatra in pensione, che dice: «Lo hanno frainteso. Io lo conosco bene Giuseppe Pellegrino è una persona sensibile. Intelligente. Non intendeva offendere ma sollevare un problema». Ed eccolo qui l’assessore finito nel mirino. Avvocato civilista di 64 anni, console onorario della Repubblica Slovacca per Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Vedovo e con tre figli. L’altra sera durante l’incontro sulla scuola, è andato giù duro. E, a freddo, continua a non comprendere il motivo di tanto scandalizzarsi. «Qualche genitore si è sentito offeso? E perché mai? Ho detto soltanto quel che pensano tutti: quei ragazzi a scuola disturbano». Il sindaco …

"I Rom e l’Europa meticcia", di Jacques Le Goff

La direttiva del governo francese riguardo alle espulsioni era concepita in modo inammissibile: mettendo l´accento sull´identità dei rom risultava un´operazione discriminatoria e, al limite, razzista. Certo, la vicepresidente della commissione europea Viviane Reding, comparando la misura ai provvedimenti tedeschi durante la seconda guerra mondiale, ha evidentemente esagerato. Ora, al di là delle reciproche scuse, è chiaro che in Europa esiste un problema e una questione dei rom. È mia convinzione che questo problema debba essere regolato attraverso una politica specifica concordata in sede europea. Occorre varare un regolamento al cui rispetto siano tenuti tutti i paesi dell´Unione, al di là del fatto che il numero dei rom sia diverso in ciascun paese e che i governi europei oggi siano divisi tra quelli che hanno un atteggiamento piuttosto accogliente e quelli invece (come l´italiano) che sembrano porsi in maniera tendenzialmente ostile. Penso che la cosa più importante da fare oggi sia aprire un confronto tra i rappresentanti di tre diverse parti: le diverse comunità rom, i governi nazionali e l´Unione europea. Un tavolo di dialogo dovrebbe …

"Uccide i genitori e li getta nel lago: erano un peso", di Ferdinando Camon

Adesso la speranza è che il figlio che ha ucciso i due anziani genitori, gettandoli nel Lago di Garda, non l’abbia fatto per le ragioni che, in modo confuso, trapelavano ieri sera. Perché se le ragioni fossero quelle, allora il delitto sarebbe, non il più atroce, perché un parricidio-matricidio è sempre atroce, ma il più allarmante. Per tutti noi. Venivan fuori, ieri sera, ragioni di soldi: nonostante che i due anziani fossero pensionati, il figlio avrebbe dichiarato che «avevano pensioni troppo basse». A queste ragioni si sovrapponevano i disturbi mentali del figlio, la depressione. La speranza è che questi disturbi coprano tutte le altre cause. Perché altrimenti questo non sarebbe il caso del figlio che fa fuori i genitori perché hanno molto denaro e vuol impossessarsene (come Maso, come Carretta), ma un caso di nuova specie, un figlio che fa fuori i genitori per punirli perché hanno poco denaro, non sono in grado di darne anche a lui. Pensioni basse, non meritano di vivere. I genitori avevano 76 anni lei e 75 lui, il figlio …