Tutti gli articoli relativi a: cultura

«L’Italia, paradiso per gli abusivi», di Vittorio Emiliani

Il governo sfibra la rete delle Soprintendenze invidiata e imitata anche all’estero. Tagli feroci perché lavorino il peggio possibile. Il governo Berlusconi non fa nulla di positivo per il Paese. In compenso procede risoluto nello svuotamento di quel po’ di Stato residuale. Adesso sfibra ancor più la rete delle Soprintendenze invidiata e imitata all’estero (prima di Urbani e Bondi). Tagli feroci l’hanno intaccata e messa in condizione di lavorare il peggio possibile. Come la giustizia, la cultura, l’arte, la musica, il teatro, il cinema di qualità, la scuola di ogni grado, la difesa idro-geologica, la sanità, o i treni dei pendolari, e così via. Da oggi le Soprintendenze tutrici del paesaggio (spesso straordinario, malgrado tutto), gravate di compiti e impoverite di tecnici, patiranno nuove difficoltà: per “semplificare” le procedure, il duo Berlusconi-Bondi impone loro di dare – per ora nelle Regioni a statuto ordinario, fra sei mesi nelle altre – il previsto parere su 39 interventi privati “di lieve entità” in appena 25 giorni di tempo. Il che equivale dire ai privati “fate quello che …

"Il testamento di Berselli per una società più giusta", di Ilvo Diamanti

In questi tempi pesanti senza ironia e senza vergogna ci mancano il suo sguardo leggero il suo anticonformismo. Uno stile inimitabile dove nulla è divagazione e tutto lo è. Perché in questo paese provvisorio nulla è essenziale. Prima di lasciarci, pochi mesi fa, Edmondo Berselli ha scritto questo saggio, denso e acuminato. Diverso, in qualche misura, diverso dai suoi libri precedenti. Dagli articoli che ha continuato a pubblicare, fino alla fine. Diverso, perché “essenziale”, nello stile e nei contenuti. Mentre Berselli ha coltivato – per metodo e filosofia – l´essenzialità dell´inessenziale. Occupandosi di sport, musica, gossip, vita quotidiana. In modo strettamente contestuale alla cultura (sedicente) alta, alla politica, all´economia, alle imprese, agli affari. Scivolando fra Liga (bue) e Lega, tra i Post-italiani e Forza Italia, fra “il più mancino dei tiri” (di Mariolino Corso) e gli svarioni dei “sinistrati” (politici). Attraverso uno stile in-imitabile. Dove, appunto, nulla è divagazione. E tutto lo è. Perché, in questo “paese provvisorio”, nulla è essenziale. Quanto il fatuo. Ebbene, in questo saggio Berselli sceglie uno stile asciutto. Ma, come …

"L´insostenibile declino di chi deve educare il Paese", di Domenico Starnone

Non è mai esistita un´età dell´oro dei docenti presso l´opinione pubblica. I luoghi comuni sono di antica data e duri a morire, ma nascono dai problemi reali irrisolti. È rimasto insoluto per oltre un secolo il problema della convivenza tra la concezione elitaria della cultura e la necessità della scolarizzazione di massa. Le polemiche sui tagli alla scuola e le proteste dei professori precari riportano d´attualità la questione della qualità dell´istruzione in Italia. C´è un libro che si chiama Il manuale del perfetto professore di Dino Provenzal. Si rivolge agli insegnanti di scuola media di inizio secolo (quelli che Papini partendo da “scuola media” aveva battezzato mezzani). La scuola è rappresentata come luogo di conflitto con gli alunni («il primo e più arduo problema è mantenere la disciplina», ci sono «professori che non oserebbero salire in cattedra una sola volta, senza quel fido compagno che è il registro») ; i docenti si interrogano per capire se sono miserabili impiegati (allora c´era anche chi li chiamava impiagati) o qualcosa in più; si ammette che «non tutti …

"Via agli esploratori della memoria per riscoprire la Resistenza", di Tatiana Salsi

Nel marzo 1944 in tanti son partiti per andare tra i monti. Mancava un anno alla Liberazione e la battaglia più dura sarebbe arrivata da lì a poco. Giovani e pieni di una volontà che non sarebbe poi venuta a mancare ai più fortunati, per tutti gli anni successivi. I più non avevano mai preso in mano un’arma e all’improvviso si sarebbero trovati combattenti, spesso anche senza armi adeguate perché la Resistenza si faceva con poco, con gli avanzi e con quello che si recuperava dalle battaglie. La montagna reggiana ha molto da raccontare. Custodisce memorie e anche i segreti delle persone semplici. Ecco perché è tra i monti che si impara la storia della Resistenza. Una storia che raccoglie l’interesse di molti stranieri che arrivano a Reggio Emilia per farsi raccontare quelle pagine di storia dai protagonisti, i partigiani. Arrivano soprattutto dalla Germania e sono giovani con la passione della storia e che – lontano da revisionismi e rancori storici – cercano lo sguardo più vero per leggere le pagine dei libri. Sono già …

"In democrazia si fischia dopo. Prima bisogna far parlare", di Piero Fassino

Squadristi” è certo una parola forte. E difatti io non l’ho pronunciata. Come risulta dalla registrazione del dibattito e dalle cronache giornalistiche, rivolgendomi a chi impediva al Presidente Schifani di parlare, ho usato parole molto precise che qui riporto: “In questi giorni abbiamo considerato un atto squadristico l’annuncio che attivisti berlusconiani si organizzassero per fischiare Fini e impedirgli di parlare; attenzione che state usando lo stesso metodo”. Parole di cui sono assolutamente convinto e che non esiterei a pronunciare in qualsiasi situazione analoga. Penso, infatti, che trasformare la politica in una rissa brutale, in cui l’unico obiettivo è demolire l’avversario e impedire il suo diritto alla parola, produca un grave danno alla democrazia. Intimidire e linciare l’avversario è il metodo a cui ricorre ogni giorno Il Giornale, il quotidiano di Berlusconi. Noncredo ci si debba mettere sulla stessa sciagurata strada. A chi obietta che non si dovesse invitare Schifani ricordo che le Feste del PD – e prima ancora le Feste dell’Unità – sono sempre state luogo di confronto, anche con gli avversari politici. Peraltro, …

"Scrittrici scollate", di Flavia Amabile

Dopo il botta e risposta con Vespa a Michela Murgia diranno di tutto a questo punto. La definiranno vetero-femminista o, come Vespa, una donna con poco umorismo. Sarà. Che umorismo volgare, però. Chissà quali salotti ha frequentato Bruno Vespa per giudicare divertenti frasi che non sarebbero ammesse se non in ambienti non particolarmente eleganti. Immagino anche che cosa diranno a Silvia Avallone. Se non desiderava commenti sul suo decolleté bastava non indossare un vestito così scollato. Di fronte a simili obiezioni viene da ridere se non ci fosse da piangere. Chi risponde in questo modo non ha idea di che cosa sia un abito da sera e un’occasione come quella della premiazione per il Campiello. Sarebbe come se alla serata finale degli Oscar un’attrice indossasse un abito scollato e il presentatore invece di parlare dei suoi meriti professionali decantasse il suo fisico. Mai visto qualcosa del genere? Mai. E, comunque, bisogna per forza ridere, anche di fronte alle battute da caserma che non fanno ridere nemmeno un po’ solo provare un po’ di compassione per …

Mario Marazziti: lezione sull’integrazione

“Per fare integrazione ci vuole una grande visione del mondo”. Mario Marazziti, portavoce della Comunità di Sant’Egidio, dal palco della Festa Democratica Nazionale ha parlato delle gravi problematiche che accompagnano il difficile processo di integrazione in Italia Mario Marazziti, è il portavoce della Comunità di Sant’Egidio, dirigente Rai, editorialista del Corriere della Sera, e uno dei fondatori della Coalizione mondiale contro la pena di morte. Marazziti vive giornalmente a stretto contatto con le storie crude e drammatiche di gente disperata, che da più parti del mondo decide di venire in Italia, spesso costretta da situazioni geopolitiche e sociali insostenibili del proprio Paese d’origine. Marazziti è stato invitato dal Pd, alla Festa democratica Nazionale di Torino, per parlare di integrazione, tema fondamentale delle politiche del Partito Democratico. Ci ha parlato dal palco della sala Norberto Bobbio, del fenomeno dell’integrazione in Italia, delle sue problematiche e delle dinamiche storiche che ne hanno determinato l’evoluzione, spesso accompagnata da preconcetti e visioni distorte. “La parola integrazione è al centro della democrazia di un Paese – ha esordito Marazziti -, …