Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Il lato oscuro della famiglia", di Chiara Saraceno

Dal carabiniere che uccide la moglie al caso Fini, i rapporti di parentela sono al centro delle cronache Ma in un paese in cui ci si aspetta che tutti facciano i fatti propri, lo scandalo sembra ribadire che sono, siamo, tutti i uguali. La cronaca di queste ultime settimane ha riportato una serie di episodi che, pur nella loro grande diversità, testimoniano del lato oscuro della famiglia: verso l´interno, per ciò che succede ai singoli, ma anche verso l´esterno, per l´uso che si fa dei rapporti familiari in società. Solo negli ultimi giorni un carabiniere ha ammazzato la moglie che voleva separarsi da lui – ormai un drammatico “classico” della cronaca nera. E una nipote-badante, nonostante il doppio vincolo dell´essere una di famiglia e di ricevere un compenso, è stata colta a malmenare la parente di cui doveva prendersi cura. Anche questo un fenomeno purtroppo non raro. Sul versante dell´uso improprio dei rapporti familiari c´è, naturalmente, il caso dei familiari della compagna di Fini, che non hanno esitato a trarre ampio profitto da una siffatta …

Chi parla male pensa male «Generazione presente indicativo», intervista a Tullio De Mauro di Maria Serena Palieri

Maria Giuliana Bigardi, direttrice dell’ufficio scolastico di Treviso, nei giorni scorsi ha lanciato su queste pagine l’allarme-lingua: dal suo osservatorio di Nord-Est il mondo giovanile appare in un drammatico regresso, il cui sintomo è l’uso sempre più ristretto che gli studenti fanno di tempi e modi verbali. Vado, non andrò, faccio, non farei… Siamo alla «generazione presente indicativo»? E, se sì, quali rischi questo comporta? I cervelli dei più giovani. senza ginnastica verbale, si contraggono? Lo chiediamo a Tullio De Mauro, in quanto linguista, ma anche in quanto ex-ministro della Pubblica Istruzione. «Detto così» obietta De Mauro, «ci mette fuori strada. Come nell’intera società italiana, anche nel linguaggio vi sono e si scontrano tendenze contraddittorie. E anche nel mondo giovanile. Mai in tremila anni abbiamo condiviso in pari grado il riferirci a una stessa lingua. Le generazioni giovani in realtà hanno toccato livelli di istruzione ignoti a padri e nonni, le ragazze specialmente. Le prove oggettive Invalsi accennano perfino a piccoli miglioramenti, poca cosa, certamente, dinanzi alla massiccia persistente presenza di insufficienze nel controllo di …

"Il nuovo pudore che la politica non sa capire", di Irene Tinagli

Il caldo si sa, dà un po’ alla testa, ma non può essere solo il caldo la causa dell’ondata di denunce, insulti e aggressioni rivolte a persone che, a detta dei denuncianti, «offendono» il pudore e la sensibilità della gente. Ma chi sono questi svergognati e quali sono i vituperati atti osceni oggetto del contendere? Sono coppie dello stesso sesso che si tengono per mano e che si scambiano un bacio in pubblico. E che per questo vengono denigrate, umiliate e in alcuni casi picchiate (come pochi giorni fa a Pesaro). Sono donne che prendono il sole in topless, come nel caso di una giovane denunciata sulla spiaggia di Anzio perché «turbava» i figli della vicina di ombrellone. Sono docenti di educazione sessuale denunciati perché spiegano il sesso a ragazzi già adolescenti chiamando le cose col proprio nome anziché ricorrere alla metafore delle api, come è successo qualche mese fa a Treviso. Sono persino mamme che allattano i propri figli in pubblico. Potrebbero sembrare casi sporadici e come tali ignorati senza troppi allarmismi. Ma è …

Protezione civile a Pompei Corte Conti: non c'era emergenza

La Corte dei Conti boccia Bondi e il governo sui beni culturali. Contesta l’arrivo della Protezione civile sul sito archeologico di Pompei, arrivo che permetteva all’organismo guidato da Bertolaso di eludere le verifiche preventive dei magistrati contabili. E, non bastasse, la nomina del critico a soprintendente dei musei a Venezia. Non è una calamità naturale né un grande evento eppure per l’area archeologica di Pompei è stato dichiarato lo scorso anno lo stato di emergenza. Il che ha fatto sì che sia stato possibile per la Protezione Civile emettere delle ordinanze senza il preventivo controllo della Corte dei Conti. In una delibera di oggi la magistratura contabile ribadisce i propri dubbi sulla considerazione di quegli atti come attinenti ad una calamità o un grande evento e sulla loro conseguente esclusione dalla verifica. Anche se alla fine alza le mani perché parecchie di quelle delibere sono ormai in esecuzione e quindi il controllo «preventivo» di fatto non è più possibile. Il governo ha sempre difeso invece la scelta di sottoporre gli scavi alle delibere della Protezione …

La Corte dei conti boccia Sgarbi sovrintendente a Venezia

Rimandato indietro il provvedimento del ministero. Contestata la procedura seguita da Bondi e la compatibilità con la carica di sindaco di Salemi. Problemi con la Corte dei Conti per la nomina di Vittorio Sgarbi alla guida del polo museale di Venezia. I magistrati contabili, rende noto la Uil dei Beni culturali, hanno rimandato indietro il provvedimento accompagnandolo con una serie di rilievi, che gli uffici del ministro Sandro Bondi dovranno ora chiarire entro 30 giorni. La Corte contesta la procedura seguita dal ministero per la nomina, che definisce «non comprensibile», e chiede anche di precisare se l’incarico attribuito a Sgarbi sia compatibile con quello di sindaco della cittadina di Salemi. In particolare, la Corte ricorda che Sgarbi al momento della nomina era un funzionario in aspettativa del ministero senza qualifiche dirigenziali. La legge prevede che la qualifica di dirigente possa essere ugualmente attribuita «a persone di particolare e comprovata qualificazione professionale non rinvenibile nei ruoli dell’Amministrazione», nota la magistratura contabile. Ma questo non sembrava il caso del ministero, che aveva già avviato le procedure per …

"Passioni e ragione la grande lezione del conte", di Lucio Villari

Duecento anni fa nasceva uno dei protagonisti della storia italiana. Fu liberale e anti-bigotto con un modello di Stato valido ancora oggi. Le sue lettere d´amore alla ballerina ungherese furono fatte bruciare. Senza la libertà di stampa, scrisse, le società restano ferme, anzi indietreggiano. Un bilancio su Cavour e su quanto ha fatto per portare il Piemonte e l´Italia dal regno della necessità a quello della libertà, della modernità, della laicità: è giusto farlo e aggiungerlo a quanto è stato sempre scritto su di lui e sulla stagione della nostra storia di cui fu protagonista, quella del formarsi di una nazione e di uno Stato. Anche la sua nascita, duecento anni fa, come in un presagio coincide con un´epoca sublime, l´apogeo imperiale napoleonico, che vide l´Italia per la prima volta e per un tempo troppo breve unita da una volontà politica, “governata” da un´idea di potere separata da qualunque dipendenza religiosa, contagiata dalle prime sorti magnifiche della rivoluzione industriale europea. La sua formazione intellettuale avvenne però in un´epoca opposta, in quell´età della Restaurazione che egli …

Nord-est, i giovani ormai prigionieri del «pensiero corto»

Maria Giuliana Bigardi, dirigente scolastica a Treviso: i ragazzi usano solo l’indicativo, chiudono il cervello in una prigione.La semplificazione riduce la complessità del linguaggio. Stiamo tornando indietro, c’è da allarmarsi: i ragazzi ormai non sanno usare altri tempi se non l’indicativo, ècomese avessero chiuso il cervello in una prigione, solo pensieri corti e concetti strizzati dalla formula degli sms; ed è questo, temo, il futuro”: se ne lamenta Maria Giuliana Bigardi, direttore di un ufficio scolastico provinciale tutt’altro che periferico in questa Italia che sta spostando il linguaggio verso spiagge inquietanti. Siamo a Treviso, piccolo cuore di una realtà economicamente evoluta, socialmente rattrappita, culturalmente in ritirata. È qui che le panchine vengono nella pratica impedite a chi ha la pelle scura, è il regno di Gentilini, il leghista felice di sentirsi chiamare sceriffo, dove i gay sono ancora “culattoni”, così come recentemente li ha definiti con spavalderia il figlio di Bossi, perché “dire le cose come stanno significa dare il pane al pane” spogliandole dai tatticismi di un linguaggio “progressista” che evidentemente si ritiene infingardo …