Tutti gli articoli relativi a: cultura

Beni culturali a rischio senza ispezioni

On. Ghizzoni: i tagli ai rimborsi degli ispettori sono inutili e mettono in pericolo il patrimonio storico, artistico e paesaggistico nazionale Dopo l’allarme lanciato dalla soprintendenza di Modena e Reggio, Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd della commissione Cultura della Camera, che ha presentato nelle scorse settimane una interrogazione sulla materia al ministro dei Beni e le Attività Culturali, ribadisce la necessità di un intervento governativo. Con la manovra economica recentemente approvata, ai dipendenti con funzioni ispettive non verrà più corrisposta l’indennità chilometrica, pertanto non potranno più utilizzare il proprio mezzo di trasporto per raggiungere i siti da salvaguardare e ciò avrà ricadute anche a Modena e provincia, come è stato sottolineato anche dal dott. Stefano Casciu, Soprintendente per i beni Storici, Artistici ed Etno-antropologici di Modena e Reggio Emilia. “Questa disposizione non porterà concreto beneficio al debito pubblico ma avrà ben altro effetto: ai tecnici sarà infatti impedito l’assolvimento della funzione di tutela e di vigilanza sui lavori e sul patrimonio storico, artistico e paesaggistico poiché, senza l’utilizzo del mezzo proprio, non sarà loro possibile raggiungere …

"In Italia 908mila giovani invisibili", di Sergio Rizzo

Invisibili per la scuola o l’università, l’Inps, il fisco, gli uffici di collocamento. Sono i 641 mila giovani italiani fra i 15 e i 24 anni che non studiano, non lavorano ma nemmeno lo cercano, il lavoro. E la cifra arriva fino a quota 908 mila, se si estende la fascia di età fino a 29 anni. E’ quanto emerge da uno studio di Confartigianato. Pure loro sono tecnicamente «invisibili». Ancora più degli esponenti di quelle tante categorie di lavoratori autonomi che non hanno protezione sociale. Invisibili per la scuola o l’università, l’Inps, il fisco. Perfino per gli uffici di collocamento. Sono i 641 mila giovani italiani fra i 15 e i 24 anni che non studiano, non lavorano ma nemmeno lo cercano, il lavoro. Un numero impressionante, considerando che si tratta del 10,5 per cento di tutte le persone di quell’età. E il bello è che di questi «invisibili» i due terzi circa sono al Sud: 415 mila, ovvero il 16,2 per cento di tutti i giovani meridionali. Quasi tre volte rispetto al Nord. …

"Addio al fisico Cabibbo che meritava il nobel", di Marco Cattaneo

Scomparso a 75 anni: per i suoi studi sulle particelle sfiorò il premio. Era presidente della Pontificia Accademia delle Scienz. Il Nobel l´ha sfiorato più d´una volta. L´ultima appena due anni fa, nel 2008, quando la ruota della fortuna di Stoccolma si è fermata sui nomi di Makoto Kobayashi e Toshihide Maskawa, che con lui condividono la paternità della matrice di Cabibbo-Kobayachi-Maskawa, uno degli strumenti più utili e originali della moderna fisica delle particelle. Era il 15 giugno 1963, e Nicola Cabibbo aveva appena 28 anni, quando “Physical Review Letters” pubblicò l´articolo in cui introduceva quello che per generazioni di fisici delle particelle è diventato noto come “l´angolo di Cabibbo”, e in cui si spiegava come avviene il mescolamento tra diverse particelle dentro una sola. Dieci anni più tardi i due fisici giapponesi estesero i risultati di Cabibbo a tre generazioni di quark, meritando l´ambito riconoscimento. A Cabibbo, scomparso ieri all´età di 75 anni, rimaneva la magra soddisfazione che il suo pionieristico lavoro era stato riconosciuto nel 2006 come l´articolo più citato nei 110 anni …

"Senza libertà di pensiero l'uomo è perduto. Simone Weil appassionata del bene comune", di Elisabetta Rasy

Nella devozione di certi suoi adepti e adepte di oggi Simone Weil prende spesso una fisionomia caricaturale. Quella di una sorta di santa laica che, nascosta dietro monastiche vesti scure, praticava un impeccabile distacco dal mondo. Niente di più inesatto: per tutto l’arco della sua non lunga vita Simone aveva coltivato contatti col mondo costanti, intensi e avventurosi. Certo, il suo aspetto era ascetico e colpiva quelli che la conoscevano da vicino, come il poeta Jean Tortel, che nel 1940 a Marsiglia, quando partecipava alle riunioni della rivista «Cahiers du Sud», la descrive così: «Una specie di uccello senza corpo, piegato su se stesso. In un’ampia mantellina nera che non lasciava mai, lunga fino ai polpacci; immobile, silenziosa, sedeva da sola – estranea e attenta, indagatrice e insieme lontana – all’estremità di un vecchio canapé sovraccarico di libri e riviste. Una presenza. Presente. Inconsueta». Ma anche quel suo corpo consumato era frutto di un preciso impegno cui Simone era fedele fin dall’adolescenza: quello di rifiutare ogni privilegio. Di privilegi avrebbe potuto averne: i suoi genitori …

"La collisione di due mondi", di Adriano Sofri

Ci sono due modi di pensare alla Sardegna. Il primo: che è un posto stupendo, peccato che ci siano i turisti. Il secondo: che è un posto stupendo, peccato che ci siano i sardi. Poi c´è un terzo modo, che va trovato di volta in volta, specialmente in agosto. Ieri il problema si è posto più urgentemente, perché la Sardegna dei turisti e la Sardegna dei sardi, per di più pastori, si sono fronteggiate sul campo, anzi sulla pista dell´aeroporto di Olbia-Costa Smeralda. Altri sapranno discutere, con la cognizione di causa che a me purtroppo manca, del rapporto fra una protesta giusta e un modo che danneggia persone malcapitate. (Benché in questa circostanza leggere del “calvario dei passeggeri costretti ad avviarsi a piedi per trecento metri allo scalo” e dei “disagi creati ai vip in arrivo su jet privati” una qualche inconfessabile soddisfazione la dia. E che “i pastori si sono concessi anche di giocare a morra, tra le proteste dei passeggeri imbufaliti” – sia detto da passeggero). Sta di fatto che l´argomento addotto da …

"Il viaggio dell'Unità 150 anni dopo. Mille motivi per non votare Lega", di Giuseppe Civati

Arcore, esterno giorno, retro villa. Da una parte il mausoleo, in cui Berlusconi vuole crioconservarsi per l’eternità, dall’altra lo stabilimento della Rovagnati. Due simboli del vivere contemporaneo. In mezzo un grande prato verde, in pieno parco della Valle del Lambro. Berlusconi vuole farci venti palazzine. Dietro casa. Altro che Calvino e la Speculazione edilizia. Qui siamo al manierismo cementizio. Con annesso conflitto d’interessi plurimo: un geometra, che si chiama Magnano (inversione di consonante), un altro “eroe” che ora fa il sottosegretario di Formigoni (all’attrattività e alla promozione del territorio, guarda un po’). Un consulente dell’azienda – che si chiama sinistramente Idra – che fa l’assessore provinciale. Un sindaco che, a causa dell’Ici che non ha più per colpa del governo di Berlusconi, si affida agli oneri di urbanizzazione del Berlusconi imprenditore. Qualche chilometro più a sud, sempre lungo il Lambro, c’è la Cascinazza, un’area di Berlusconi che è stata appena ceduta per essere edificata. A occuparsene hanno mandato Paolo Romani, che fa l’assessore a Monza e, pare, diventerà ministro dello Sviluppo economico. Sappiamo anche di …

"Senza decisioni il paradiso sarà perduto", di Mario Tozzi*

Qual è il futuro dell’isola più famosa del mondo? I nuovi tagli del governo italiano, appena varati, non concedono molte alternative: o l’isola deve essere chiusa per l’impossibilità di esercitare un controllo degno di questo nome – e tanto vale allora blindarla sul serio – oppure tornerà in gioco la speculazione e la volontà di farne albergo di extra lusso per vip e ricchi che non vedono l’ora di violarne la acque trasparenti e i bastioni di granito. Montecristo è una di quelle isole italiane degne di rilievo mondiale, non solo per il diploma europeo che le è stato conferito per i meriti nella conservazione e tutela dell’ambiente naturale, ma anche perché è l’archetipo dell’isola, l’isola per antonomasia. Reminiscenze letterarie e la difficoltà di accesso l’hanno resa proibita, e nulla affascina di più al mondo di questa parola. Perfino i quotidiani coreani battono tempestivamente le notizie che riguardano Montecristo, quasi sempre per ribadire che è stata riaperta al pubblico. In realtà l’isola è stata chiusa per decenni e ha funzionato da riserva di caccia per …