Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Le donne libere dell'Italia unita", di Giuliano Amato

Assisto a quello che sta accadendo in questi giorni sulla scena politica italiana, segnata da diversità e divaricazioni che si accentuano, con la testa piena degli argomenti evocati dal 150° anniversario della nostra unità nazionale, al quale mi sto dedicando. Mi chiedo allora se c’è un valore che ci possa aiutare e che possa fare da guida alla nostra politica in un’unità oggi addirittura contestata da secessionisti e neoborbonici, che neppure in passato ha mai goduto di straordinaria salute. In Francia parlano orgogliosi di “Marianne au pouvoir”, mentre da noi l’Italia è “la patria debole degli italiani” (scrive Raffaele Romanelli), è una nazione “malcerta” (scrive Christopher Duggan) e già Giosuè Carducci, del resto, la vedeva brutta, «brutti fino i cappotti e berretti de’ soldati, brutto lo stemma dello Stato, brutti i francobolli». Né si tratta della solita spocchia degli intellettuali, da sempre critici dell’Italietta e della modestia di tanti dei suoi reggitori. Venti milioni di italiani che a cavallo fra l’800 e il 900 lasciarono il paese (quasi la metà della nostra popolazione di allora) …

"Lo scienziato prestato alla politica", di Gabriele Pedullà

Per uscire da una crisi grave come quella che da tre anni attanaglia le economie occidentali occorrono i consigli di un vero specialista: e, quanto a crisi, nessun pensatore politico italiano – nemmeno Benedetto Croce o Antonio Gramsci, che sperimentarono sulla propria pelle l’avvento del fascismo – merita tale definizione quanto Niccolò Machiavelli. A fare fede, qui, è innanzitutto la sua biografia. Machiavelli aveva venticinque anni quando le truppe del re di Francia Carlo VIII varcarono le Alpi, facendo saltare il sistema di equilibrio a cinque su cui da tempo si reggeva la penisola (Milano, Venezia, Firenze, Roma e Napoli), ma soprattutto dando inizio a una cruenta stagione di guerre che, con pochissime pause, si sarebbe prolungata almeno fino al 1530: quando il fiorentino era già morto da tre anni. Quel 1494 fu vissuto dagli italiani come una data spartiacque, perché il rapido ed effimero successo di Carlo VIII dimostrò a tutti in maniera incontrovertibile come, diviso, il paese più ricco e più avanzato culturalmente d’Europa fosse incapace di resistere alle incursioni dei vicini. Così, …

"Milano, quando donna diventa un sacrificio umano", di Lidia Ravera

Nessuna di noi è al sicuro, nessuna donna. In nessuna ora del giorno. Alle otto del mattino, nel pomeriggio, di notte. In una grande città, in una strada affollata, in un viottolo, in piazza. Andando in ufficio, a far la spesa, al cinema. In qualsiasi momento, un uomo incattivito da una qualche frustrazione può scendere da casa sua e ammazzarci di botte. Semplicemente perché siamo donne. Può picchiarci in ragione della nostra debolezza. Può picchiare una qualunque di noi perché siamo intercambiabili.Unadonna vale l’altra, e tutte insieme non valgono niente. Oleg ha 25 anni e tira di boxe. La sua ragazza l’ha lasciato. Magari perché è uno che, quando gli gira, mena. Oleg non si rassegna. Non cerca di migliorare. Ma neppure piange e di dispera, come è naturale, quando finisce un amore. No, Oleg scende in strada e aggredisce la prima donna che passa. Una che, come lui, non è italiana ( probabilmente sono la maggioranza, nella città svuotata dalle ferie d’agosto). Lei viene dalle Filippine, lui dall’Ucraina. Tutti e due, in Italia, cercavano, …

"Nuovo tetto per l'Ispra", di Antonio Sciotto

In tempi di trivellazioni disastrose sotto il mare, dovremmo preoccuparci di questi ricercatori. Ma il governo ha portato il loro istituto, specializzato sull’ambiente, sull’orlo del baratro. Si tratta dell’Ispra, e i suoi studiosi si erano già arrampicati sui tetti alla fine dell’anno scorso, passando su un edificio della periferia di Roma – Casalotti – perfino il Capodanno. Con botti, panettoni, spumante, con le loro famiglie finalmente vicine. E poi erano arrivate le promesse, da «marinaia»: la ministra dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo garantì il rilancio dell’istituto e il futuro del personale, con un protocollo siglato in pompa magna. Tanto che i ricercatori erano pure scesi dal tetto. Ma nulla: a distanza di 6 mesi sull’Ispra è tornata la mannaia dei tagli, i laboratori sono congelati e privi di mezzi, centinaia di precari temono di perdere il posto. E così, in settembre, potrebbero «bissare»: il tetto o qualcos’altro, non lo dicono ancora. Intanto, da ieri, la protesta si è riattivata, perché improvvisamente tra i corridoi dell’istituto è piombata una notizia ferale: il «rosso» accumulato dall’Ispra non verrà coperto …

"Temistocle Martines, l'uomo che passò la vita a difendere la Costituzione", di Michele Ainis

No, non c’è un uomo che potrà salvarci dalla nostra crisi etica, economica, sociale. E anzi faremmo bene a smetterla d’appendere ogni speranza all’Uomo della Provvidenza. Ne abbiamo già incontrato uno, e dovrebbe esserci bastato. Il riscatto dei popoli fiaccati da una lunga malattia dipende dalle nuove generazioni che subentrano in luogo delle vecchie, dipende dall’impegno di chi fin lì si limitava ad osservare lo spettacolo, in conclusione dipende dai popoli medesimi, non da questo o quel condottiero. Però se devo fare un nome, eccolo: Temistocle Martines. Era il mio maestro, ed era anche l’autore del manuale di diritto costituzionale sul quale si sono formati per decenni gli studenti di Giurisprudenza. Pure i nuovi arrivati continuano a studiarlo, dato che il manuale di Martines viene aggiornato a cura d’un altro suo allievo, Gaetano Silvestri. Tuttavia non è per ragioni d’appartenenza accademica che cito qui il suo nome. Né perché pensi che quel vecchio gentiluomo siciliano dalla schiena un po’ ingobbita, se fosse ancora vivo, saprebbe indicarci una via d’uscita dalla crisi. D’altronde Martines era un …

"Pronta l'offensiva mediatica di Berlusconi", di Natalia Lombardo

Sventato l’incubo estivo di ritrovarsi nei talk show un qualche «futurista» poco marinettiano e molto finiano, se non la cravatta rosa del presidente della Camera in persona, Silvio Berlusconi rafforza le armi mediatiche per annullare tutti, chiama a Palazzo le truppe per schierarle su vari fronti. Ha anticipato la campagna d’autunno in tv, nella speranza che coincida con le elezioni, di fatto eliminando la par condicio prima ancora di farlo in Parlamento, con il progetto allo studio di Paolo Romani il «non ministro» alle Comunicazioni. Dottor Jekyll e Mister Hyde. Il cavaliere in bilico sta già usando armi «tradizionali» per annientare Gianfranco Fini e i suoi. Con i giornali di sua proprietà o da lui influenzati, come dimostra il killeraggio a pioggia esercitato da Il Giornale e da Libero a colpi di dossier preparati e tirati fuori al momento giusto dai cassetti, quel «giornalismo alla Pecorelli» dice Giulietti di Articolo21, che affonda nella vita personale; il fuoco è a raggiera sulle persone più vicine a chi ha sgraffiato la corona: Menia, Granata e Flavia Perina. …

"Il l'aureato", di Massimo Gramellini

Mi unisco alla ministra Gelmini nel caldeggiare la laurea honoris causa a Umberto Bossi in scienza della comunicazione. Il rettore dell’Università dell’Insubria, cui si deve la brillante iniziativa, non ha certo bisogno di aiuto per redigere le motivazioni del meritato riconoscimento, ma vorrei comunque ricordare il contributo del dottor Bossi alla comunicazione politica in un Paese come il nostro, stremato dal linguaggio ipnotico dei democristiani e da quello inaccessibile di Spadolini, che riusciva a pronunciare anche sette congiuntivi di seguito senza sbagliarne uno. Dopo una fase pionieristica, nella quale il dottor Bossi ha saputo sapientemente alternare il registro scurrile (è l’età del celodurismo e del tricolore carta igienica) con la metafora guerriera a sfondo erotico (i kalashnikov e lo spadone di Alberto da Giussano piantabile in luoghi ogni volta piacevolmente diversi), negli ultimi tempi l’accademico ha imboccato una strada davvero innovativa: l’abolizione delle parole, retaggio ingannevole del passato, sostituite da ombrelli, diti medi e mani aperte a casseruola. Questa è, al momento, la punta più avanzata della ricerca. Ma confidiamo negli studi del dottor Fabrizio …