Tutti gli articoli relativi a: cultura

"L'imbroglio continuo. Martedì 19 gennaio sciopero nazionale dei lavoratori del settore cineaudiovisivo" , di Santo della Volpe3

In tutti i paesi d’Europa la produzione televisiva e cinematografica è considerata una formidabile risorsa strategica per la cultura e per l’economia e, ironia della sorte scelta dal nostro paese, molti di questi stessi paesi sin dal dopoguerra hanno preso la Francia prima e l’Italia poi, come un modello di produzione culturale, anche se da noi c’è sempre stato un problema di risorse e finanziamenti, unito ad una mancanza storica di difesa del prodotto nazionale, quello stesso che veniva poi valorizzato ed ammirato nel mondo. Vecchio difetto democristiano che pensava che la cultura fosse un terreno politico di sinistra. Quel difetto non ha mai mancato però di entrare in dialettica con il mondo della produzione cinematografica e televisiva, valorizzando autori e produzioni quando necessario,producendo in prima persona quando la cultura era intesa come sistema di valori che univa il paese: basti pensare alla Rai di Bernabei, del teatro, degli sceneggiati, sino alle ultime importanti produzioni televisivo- cinematografiche. Perché comunque sia, qualunque governante sapeva e dovrebbe sapere oggi che la produzione di cinema e fiction è …

"Il divano di Anna Frank", di Massimo Gramellini

Un parlamentare della Lega ha chiesto al ministro Gelmini di scoraggiare la lettura nelle scuole della versione integrale del «Diario di Anna Frank», dato che in una pagina del testo la protagonista «descrive in modo minuzioso e approfondito le proprie parti intime, suscitando inevitabile turbamento». Francamente di quel libro sono sempre state altre cose a turbarmi: per esempio il razzismo, per esempio i nazisti. Certo non la scoperta della propria sessualità da parte di un’adolescente. Ma non voglio farne colpa all’onorevole Grimoldi o ai genitori degli allievi della scuola elementare di Usmate Velate, in provincia di Monza, che gli avrebbero segnalato il gravissimo caso. Sono vittime anch’essi di quella incapacità di cogliere il senso complessivo di un evento o di un’opera, arrestandosi davanti al particolare scabroso o semplicemente irrituale, che chiamerei la sindrome del divano. Il divano è la normalità, il simbolo di un’esistenza tranquilla da abitare in tinello, dopo avere chiuso la porta a doppia mandata. La tv fa parte dello stesso tinello in cui si trova il divano: la sua volgarità è rassicurante, …

Decreto TV, opposizione: "va profondamente corretto o ritirato"

Lo schema di decreto legislativo del governo in materia di tv e Internet ‘va profondamente corretto o ritirato’: e’ la posizione dell’opposizione, che oggi ha chiesto anche, nelle commissioni competenti della Camera, un differimento dei tempi previsti per esprimere il previsto parere – richiesta indirizzata anche dal capogruppo del Pd Dario Franceschini al presidente Gianfranco Fini – e per tenere una serie di audizioni con tutti i soggetti coinvolti. Il provvedimento configura un ‘clamoroso eccesso di delega’, accusa in conferenza stampa alla Camera il responsabile comunicazioni del Pd Paolo Gentiloni perche’, ‘a fronte di una legge delega di 11 righe, contiene di fatto, in una ventina di articoli e 40 pagine, una riforma radicale delle norme italiane su tv e Internet: da’ un colpo mortale alla produzione di fiction e cinema italiano, rappresenta un evidente regalo a Mediaset e contiene un giro di vite allarmante su Internet per la parte che trasmette servizi audiovisivi’. Il tutto, stigmatizza Gentiloni, ‘utilizzando il Parlamento come casella postale: lo strumento del decreto legislativo consente alle Camere solo un parere …

Beni culturali. Pd, Bondi spieghi l'esorbitante compenso a Resca

Commissariamento Brera senza nessun progetto. “Il ministro Bondi chiarisca in Parlamento quale sia il progetto per il museo di Brera e le motivazioni del commissariamento che hanno portato alla nomina di Mario Resca a commissario. Il ministro risponda quanto prima alla nostra interrogazione in merito a questi fatti e dica la verità sull’esorbitante compenso extra emolumento di 2,5 milioni di euro stabilito per il commissario Resca che è immorale”. Lo hanno detto Emilia De Biasi, deputata Pd in commissione Cultura e segretario di presidenza della Camera, e Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione Cultura. “Sando Bondi – proseguono le deputate Pd – è il ministro che accetta senza battere ciglio lo svuotamento dei fondi del Fus, che dà dell’accattone agli artisti e che taglia i finanziamenti alla tutela del paesaggio. Poi però non lesina nei commissariamenti delle principali sovrintendenze del Paese con nomine finalizzate al controllo e prive di progetto. Ci chiediamo con amarezza se sia questa la strada per valorizzare il patrimonio di beni culturali del Paese che, gli ricordiamo, rappresenta più della metà …

"Caserme, castelli, spiagge saldi di Stato sul territorio", di Giovanni Valentini

Si annuncia come la più colossale svendita di Stato che sia stata mai concepita. Altro che privatizzazioni all’inglese, modello Thatcher o Blair. Qui siamo alla liquidazione totale del demanio statale. Si svende un enorme patrimonio pubblico che appartiene a tutti i cittadini: settentrionali e meridionali, ricchi e poveri, di destra e di sinistra. Il decreto legislativo sul cosiddetto “federalismo demaniale”, varato dal Consiglio dei ministri alla vigilia di Natale e rimesso ora all’esame delle competenti Commissioni parlamentari, prevede il trasferimento dei beni statali a Comuni, Province e Regioni, con la dismissione in massa di edifici pubblici, caserme e altre installazioni militari, terreni, spiagge, fiumi, laghi, torrenti, sorgenti, ghiacciai, acquedotti, porti e aeroporti. E come denuncia il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, una volta approvato definitivamente potrebbe innescare “la più grande speculazione edilizia e immobiliare nella storia della Repubblica”. Sono in tutto sette gli articoli del provvedimento, presentato dal ministro della Semplificazione Normativa, il leghista Roberto Calderoli. Un grimaldello legislativo per forzare la “mano morta” che blocca, come si legge nella relazione introduttiva, “un patrimonio abbandonato …

“Cosa insegna quella cultura azionista”, di Giunio Luzzato

“Ho fatto un errore, e devo riconoscerlo»” Per una persona come Massimo D’Alema una dichiarazione come questa, fatta nel colloquio con Giovanni Maria Bellu pubblicato dall’Unità il 24 dicembre, è molto inconsueta. In tale colloquio, mentre ha puntigliosamente difeso tutti gli altri punti della precedente intervista al Corriere della sera sulla quale si sono sviluppate intense polemiche, D’Alema ha affermato che il suo accostamento dell’antipolitica all’ “azionismo” era stato “improprio e frettoloso”. È giusto prendere atto del passo indietro, ma poiché, a destra come a sinistra, ci si trova spesso davanti a esorcizzazioni della “cultura azionista” vale la pena di cercare di comprendere le ragioni di questo fenomeno. Un fantasma sembrerebbe cioè aleggiare sull’Italia, e danneggiarne le sorti che in assenza di esso potrebbero essere invece, grazie ad astuti compromessi, magnifiche e progressive: il Partito d’Azione scomparso da oltre sessant’anni. E la corrispondente cultura, quella del rigore nel perseguimento della Giustizia con la Libertà. Scriveva Carlo Rosselli: “Il fascismo è stato l’autobiografia di una nazione che rinuncia alla lotta politica, che ha il culto dell’unanimità, …

“Una città italiana scossa nel cuore culturale”, di Michael Kimmelman (The New York Times) traduzione di Fabrizio Bottini

Le città impiegano secoli a crescere, ma possono morire in un batter d’occhio. Dopo il terremoto che in aprile ha fatto centinaia di vittime e lasciato decine di migliaia di persone senza casa, dentro e attorno il nucleo medievale e barocco di questo centro un centinaio di chilometri a est di Roma, è stata straordinaria la reazione di emergenza. Soro accorsi volontari da tutta Italia in aiuto. Installati rapidamente villaggi di tende fuori dalla zona a rischio. Organizzati concerti per dare speranza e idea di continuità, e presto gli operai iniziavano a costruire decine di complessi abitativi fuori dalla città. Ma oggi, poco prima della scadenza di gennaio in cui il governo regionale il ministero italiano delle cultura si apprestano a rilevare l’impegno della ricostruzione dall’organismo di emergenza, pare in gioco il futuro sui tempi lunghi di L’Aquila. Mancanza di fondi, volontà politica, buon senso architettonico, controllo internazionale — oltre all’inclinazione tutta italiana per un modo di pensare un po’ irrazionale — minacciano di portare a termine il lavoro iniziato dal terremoto. Non sarebbe neppure …