Tutti gli articoli relativi a: cultura

“Cinema e fiction, ultima fermata. Il governo all’attacco finale”, di Gabriella Gallozzi

Per il cinema e la fiction indipendenti è l’ultimo colpo di scure: un ddl che abbroga la norma che stabilisce delle quote di cinema italiano nei n etwork e obbliga a reinvestire la pubblicità nelle produzioni nazionali. Ultima mazzata del governo contro quei «parassiti» del mondo del cinema. Vi ricordate le sparate di Brunetta contro gli autori? E quelle di Bondi contro l’intero mondo dello spettacolo «genuflesso» davanti al presidente Napolitano? Come se non bastassero i drammatici tagli al Fus che hanno messo in ginocchio l’intero settore ecco arrivare sul piatto – questa mattina in Consiglio dei Ministri – un decreto legge trasformato in corsa in disegno di legge che ridisegnerà le regole della tv. E pure quelle di Internet Ovviamente a vantaggio del nostro premier. La questione che allarma oltremodo i produttori, soprattutto quelli indipendenti, infatti, è quella che riguarda la cosidetta legge 122, delle quote tv, introdotta da Veltroni nel ‘97 a tutela del prodotto audiovisivo italiano ed europeo. La norma in questione stabilisce che i network tv debbano trasmettere una quota fissa …

“La religione senza Dio”, di Ilvo Diamanti

È impossibile separare la religione dalla politica, in Italia. Tanto più dopo la fine della Dc, quando la Chiesa è tornata a rappresentare i valori, i principi, ma anche gli interessi dei cattolici in Italia, in modo autonomo e diretto. Il fatto è che oggi altri soggetti, oltre alla Chiesa, svolgono lo stesso ruolo. Talora in competizione, perfino in disaccordo con essa. Come dimostra la pesante polemica lanciata, ieri, dalla Lega contro il cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano. Ma gli esempi sono molti. Basta pensare alla proposta di inserire la croce nel tricolore. La bandiera nazionale. Avanzata (ancora) dalla Lega e apprezzata dal ministro Frattini, dopo il referendum che, in Svizzera, ha bloccato la costruzione dei minareti. D’altronde, la Lega si oppone alla costruzione delle moschee in molte realtà locali, insieme ad altri gruppi e partiti politici della destra (non solo) estrema. Xenofobia e islamofobia si mischiano e si richiamano reciprocamente, in nome delle radici cristiane dell’Europa e, soprattutto, dell’Italia. Come dimostrano le polemiche suscitate dalla decisione della Corte europea contro l’esposizione del crocifisso …

“Rivoluzione americana”, di Nadia Urbinati

I paesi europei hanno fatto una gran fatica ad accettare di vivere con chi prega uno stesso dio in una maniera diversa da quella della maggioranza. I cristiani si sono massacrati tra loro per disaccordi su che cosa fossero i sacramenti e se credevano o no nel mistero della transustanziazione o della trinità. Nel Cinquecento, dopo la grande disubbidienza di Lutero, teologi riformati e cattolici si impegnarono in diversi concilii a ristabilire la concordia, a superare cioè tutte le divisioni per non aver più bisogno di tollerarsi a vicenda. Tolleranza era una parola negativa come il “sopportare” chi era nel torto. La verità era una e una doveva essere la religione praticata in un paese: si tollerava provvisoriamente, in attesa della nuova grande unità cristiana. Ma mentre i teologi cercavo invano di superare i loro dissidi dogmatici con l´arte della parola, i monarchi e i principi dovevano in qualche modo impedire le violenze tra cattolici, calvinisti e protestanti. Con editti provvisori l´autorità secolare concedeva ai fedeli di un credo minoritario di comunicarsi a loro modo, …

“Chi vogliamo essere”, di Barbara Spinelli

Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? La domanda, antica, può produrre pensiero profondo oppure ottusità, veggenza oppure cieco affanno. Ci sono momenti della storia in cui la domanda secerne veleni, chiusura all’altro. Uno di questi momenti fu la vigilia delle prima guerra mondiale: nella Montagna incantata, Thomas Mann parla di Tempi nervosi. Anche oggi è uno di questi momenti. La fabbricazione di un’identità con ferree e univoche radici è piena di zelo in Francia, Inghilterra, e nervosamente, astiosamente, in Italia. In Italia un partito xenofobo è al governo e addirittura promette «Natali bianchi», liberati dagli immigrati che saranno scacciati ­ parola del sindaco di Coccaglio, presso Brescia ­ profittando dei permessi di soggiorno in scadenza. Come in certi film tedeschi (Heimat, Il Nastro bianco) è un villaggio-microcosmo che genera mostri. Genera anche irrazionalità, come ha spiegato un medico del lavoro di Bologna, Vito Totire, in una bellissima lettera inviata il 19 novembre al direttore della Stampa: non sono gli italiani a compiere oggi le bonifiche dell’amianto, «ma gli immigrati, per pochi euro, in condizioni …

L’«Aquila “tradita” dai Paesi del G8. Beni artistici lasciati senza restauri», di Giuseppe Caporale

Non sono mai arrivati quasi tutti i fondi promessi durante il vertice di luglio che è costato 50 milioni di euro per organizzarlo. L’AQUILA – Un summit solidale. Questo doveva essere il G8 di luglio per L’Aquila. I Grandi della Terra avrebbero dovuto finanziare la rinascita dei beni artistici distrutti dal sisma. E proprio per questo Silvio Berlusconi aveva voluto il trasferimento del vertice dalla Maddalena (dove già erano stati investiti diversi milioni di euro) alla città terremotata, definendolo “un soccorso verso la capitale del dolore italiano”. Sono stati spesi 50 milioni di euro per organizzare l’evento. Si è detto allora che la “dote” dei Paesi stranieri per L’Aquila sarebbe stata di 300 milioni di euro, tanto che il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, reclamizzò anche una dettagliata “lista di nozze” di 45 monumenti da far adottare agli Stati che partecipavano al G8. Una lista (datata 29 maggio 2009) ancora oggi pubblicata sul sito del dicastero, con schede sui danni e i costi per i restauri. E un totale preciso: 300 milioni, appunto. Ma …

“Il conflitto di Resca? Per i Beni culturali non esiste”, di Vittorio Emiliani

Il caso Mario Resca si fa sempre più imbarazzante. Ieri ha esposto i dati della crisi degli ingressi nei musei e le linee-guida della “sua” valorizzazione. Per i servizi aggiuntivi egli ha una delega specifica del ministro e però si tiene stretto un posto nel CdA della Mondadori SpA che controlla (100 per 100) Electa SpA capofila fra le imprese appaltatrici dei servizi museali medesimi. Quindi – nota la Confsal-Unsa – come Ministero, Resca prepara le nuove gare alle quali, come Mondadori-Electa, poi parteciperà. Conflitto di interessi da manuale. Ma il ministro Bondi e il sottosegretario Giro lo negano. Forse temono che, ammettendolo, “offenderebbero” il Grande Capo che ne ha uno gigantesco. Intanto però dai Beni Culturali – sostiene Confsal – Resca percepisce 160.000 euro lordi l’anno (un direttore di grande museo non arriva ad un quarto), ma ha mantenuto pure la lucrosa presidenza di Finbieticola (che dismette gli ex zuccherifici) e quella di Confimprese. Fioccano le interrogazioni. Rispondendo all’on. Giulietti, il sottosegretario Giro ha negato ogni possibile incompatibilità con Finbieticola, annunciando: “con grande senso …

“´Bondi vattene’. Lo spettacolo insorge”, di Gabriella Gallozzi

Dimissioni immediate del ministro Bondi. È durissima la reazione del mondo dello spettacolo, finalmente compatto nel Movem 2009 (40 associazioni professionali della Cultura e dello Spettacolo), di fronte all’ennesimo attacco del governo contro la cultura, culminato ieri con la lettera del ministro Bondi sulla prima pagina de Il foglio. Un titolo sprezzante, «Artisti che accattoni», e un articolo a due colonne in cui gli insulti volano «leggeri» all’indirizzo di attori, registi, cantanti che, l’altro giorno, sono stati ricevuti dal presidente Napolitano per la «Giornata dello spettacolo». A tutti loro il ministro dà degli accattoni e dei servi genuflessi. RISPETTO PER NAPOLITANO Il Movem (che fa suo il comunicato dell’Apti, associazione del Teatro italiano) «ritiene che tale scritto offenda e dileggi non solo gli artisti e i teatranti italiani, ma anche la figura del Presidente della Repubblica e la funzione istituzionale dello stesso scrivente». Secondo il movimento, prosegue la nota, «in qualità di Ministro della Repubblica, l’on. Bondi, oltre al rispetto delle Istituzioni, dovrebbe avvertire anche il dovere di tutelare l’identità e la professionalità di tutti …