Tutti gli articoli relativi a: cultura

Ghizzoni a Berlusconi: “trasferimento statue a palazzo Chigi sono vezzi napoleonici”

“Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha chiesto al ministero dei Beni Culturali di autorizzare il trasferimento di quattro statue romane dal Museo delle Terme di Diocleziano a Palazzo Chigi. Si tratta di statue, di alto valore artistico, attualmente non esposte al pubblico per una cronica carenza di fondi che, anche a seguito del taglio contenuto nell’ultima manovra finanziaria, non consente la riapertura degli spazi espositivi che ospitarono il primo Museo Nazionale di Roma, dopo l’Unità d’Italia. Precludere al pubblico la fruizione di queste opere d’arte e usarle per il decoro degli spazi privati del presidente del consiglio appare una scelta profondamente sbagliata, così come errata sarebbe la decisione di smembrare collezioni archeologiche pubbliche per di più per soddisfare richieste che ricordano vezzi napoleonici. Per questo abbiamo presentato una interrogazione al ministro Bondi per fare luce sulla vicenda e chiedere l’apertura al pubblico degli spazi espositivi delle terme di Diocleziano di Roma”. Lo rende noto la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni. TESTO DELL’INTERROGAZIONE Al Ministro per i Beni e le …

“2009 – 2011. A voi in diretta il massacro Beni culturali”, di Vittorio Emiliani

Signori, si chiude. La Cultura, i Beni culturali, le Soprintendenze, la tutela del Belpaese, intendo. Mentre Obama investe, come misura anti-crisi, in cultura, Zapatero pure e Sarkozy alza a 500 milioni di euro i fondi per i restauri, Berlusconi e Tremonti tagliano le risorse ordinarie per i Beni culturali di 1 miliardo e 403 milioni di euro in tre anni (quest’anno si comincia con 498 milioni in meno). Al CIPE di venerdì l’ultimo schiaffo al fido Bondi (dato ormai in uscita dal Collegio Romano): neppure un euro ai Beni culturali dai fondi generosamente elargiti, sulla carta, ad opere grandi e meno grandi. Nel contempo però parte, contro le Soprintendenze e i vari uffici ministeriali, una campagna strumentale sui residui passivi che ammonterebbero a meno di mezzo miliardo (in realtà sono pure di più, se non ci si ferma alle contabilità speciali), comunque risultano addirittura dimezzati rispetto a pochi anni or sono. Intento della campagna? Screditare Ministero dei beni culturali e tecnici che si lamentano dei tagli e non sono neanche buoni a spendere i fondi… …

Vignola, niente soldi per Palazzo Boncompagni

La finanziaria di Tremonti ha cancellato il finanziamento di 500mila euro che il precedente governo aveva già destinato al suo restauro Niente soldi per il Palazzo Boncompagni di Vignola. La finanziaria di Tremonti ha cancellato il finanziamento di 500 mila euro che il precedente governo aveva già destinato ai lavori di restauro per il 2008. A darne notizia è l’on. Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione Cultura della Camera, che sulla vicenda ha presentato un’interrogazione oltre tre mesi fa. “L’atteggiamento del governo è disarmante – dichiara l’on. Ghizzoni – viene liquidato con una risposta di poche righe il finanziamento per il restauro del Palazzo, rinviandolo alle calende greche, nonostante il precedente governo di centro sinistra avesse già previsto il contributo e trovato le risorse. “Palazzo Boncompagni costituisce un’eccellenza del patrimonio storico-artistico e architettonico dell’Emilia-Romagna – aggiunge la parlamentare – ed è compito dello Stato tutelarlo, in quanto testimonianza materiale dell’identità nazionale. Il cantiere rappresenterebbe inoltre l’occasione per creare nuovi posti di lavoro mentre il palazzo restaurato sarebbe motivo di richiamo per i turisti”. Attualmente Palazzo …

“Che fastidio il teatro? Ma mi faccia il piacere!”, di Nicola Piovani

Chi detesta jazz e opera sarà presto accontentato dal governo Gli intellettuali italiani non amano il Teatro, non è una novità. Questa considerazione antica è sempre più attuale. Le ultime polemiche sui fondi alla cultura hanno ancora una volta evidenziato questa nostra bella lacuna: la cultura italiana, a differenza di quella anglosassone, ma anche francese, tedesca, statunitense, considera il Teatro non lo spazio principe e imprescindibile di ogni civiltà nazionale, ma una specie di soffitta dove relegare i nostalgici amanti della prosa: un pubblico anzianotto e impellicciato che va a sbadigliare davanti all’ennesimo Tartufo o Zio Vania o Enrico terzo, quarto, quinto che sia. Solo nostalgici? In certi ambiti dichiarare «Io a teatro non ci vado mai» è un vanto anziché una confessione, è una frase che suona bene; mentre magari dire «Io non leggo mai libri» suona male, come «Non sento mai concerti classici», «Mi annoio davanti a Caravaggio», «Mai visto Kaurismaki». Leggendo quello che gira in questi giorni, avverto l’espandersi di questo fastidio diffuso dei pensatori italiani verso il lavoro e la ritualità …

Beni culturali, Pd: dimissioni Settis dimostrano fallimento Bondi. On Ghizzoni e De Biase: “da noi profonda solitarietà”

“Il ministro Bondi si comporta come quell’automobilista che guida contromano in autostrada, convinto che siano pazzi tutti quelli che procedono in direzione opposta”. Così le deputate democratiche, componenti della commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni ed Emilia De Biasi, commentano la reazioni del ministro Sandro Bondi alle dimissioni del Presidente del Consiglio Superiore dei beni culturali, il prof. Salvatore Settis e del consigliere Andrea Emiliani. “Davanti a così autorevoli defezioni il Ministro dovrebbe interrogarsi sul proprio operato, sulla passiva accettazione dei tagli imposti dal ministro Tremonti, sull’eccessiva attenzione alla commercializzazione della cultura, sull’uso improprio dei commissariamenti, sullo smantellamento delle sovrintendenze, sulla delegittimazione tecnico-scientifico de’amministrazione statale e sulla manifesta volontà di subordinare la cultura alla politica. Stupisce invece che il ministro continui a parlare di posizioni ideologiche e di chiusure all’innovazione e non comprenda che queste dimissioni sono la cartina di tornasole di una profonda insoddisfazione sul suo operato che è del tutto inadeguato per la valorizzazione e la tutela del ragguardevole patrimonio culturale del Paese. Nell’esprimere piena solidarietà al prof. Settis per il modo egregio …

“Centinaia di aziende modenesi diffidate per i diritti connessi”

L’onorevole Manuela Ghizzoni ha presentato un’interrogazione al ministro delle Finanze e al ministro per i Beni e le Attività Culturali affinché sia fatta chiarezza sulla normativa. Si chiama ‘musica di sottofondo’, quella che accompagna con discrezione la nostra sosta nei ristoranti, alberghi, bar, pub e centri commerciali. Per i clienti si tratta di un’attenzione in più che gli esercenti rivolgono loro, ma per centinaia di attività commerciali si sta rivelando una vera e propria ‘sciagura’. Oltre ai ‘diritti d’autore’ infatti la legge tutela anche i ‘diritti connessi’, vale a dire una serie di diritti collegati a chi interviene sull’opera stessa, tramite un’attività o con la propria creatività. In particolare, nel caso l’utilizzo non sia a scopo di lucro, si prevede un ‘equo compenso’ determinato, riscosso e ripartito secondo le norme di un preciso regolamento. “A oggi – spiega l’onorevole Manuela Ghizzoni, firmataria di un’interrogazione ai ministri Bondi e Tremonti – quel regolamento non è ancora stato emanato, pertanto non si è in grado di determinare il compenso dovuto agli artisti interpreti e esecutori o al …

Lettera aperta dell’on. Ghizzoni sul “Giorno del ricordo”

Con la legge 92 del 2004, “La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale ‘Giorno del ricordo’ al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre di istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”. È stata effettivamente una vicenda complessa quella delle foibe e del confine orientale, che affonda le sue radici nella storia del Novecento e nei conflitti etnici e ideologici che attraversarono quei territori nel corso della prima metà del secolo scorso, nonché nelle persistenti forme di nazionalismo. Il Giorno del ricordo rappresenta un’opportunità per ricordare i drammatici eventi prodotti da nazionalismi esasperati che si sono replicati negli anni e sotto i diversi regimi. La vicenda delle foibe è stata a lungo trascurata nel dopoguerra italiano per i convergenti interessi di governo e opposizione del tempo, ma ciò che avvenne durante e alla fine della seconda guerra mondiale, e che condusse alla morte migliaia di persone (le stime degli studiosi variano dalle …