Tutti gli articoli relativi a: economia

"Liberalizzazioni al via, comincia la guerra", di Gianni Del Vecchio

Ormai è ufficiale: entro questa settimana, probabilmente già giovedì, il decreto sulle liberalizzazioni verrà approvato dal consiglio dei ministri. È lo stesso Mario Monti che lo ha annunciato al termine dell’incontro col presidente del consiglio europeo, Herman Van Rompuy. Intanto è già cominciata la guerra fra le corporazioni che vogliono difendere la propria rendita e chi cerca invece di eroderla, ma anche fra le stesse categorie colpite. Quest’ultimo è il caso della liberalizzazione del mercato dei carburanti, presa in maniera molto diversa dai sindacati dei benzinai. Da una parte ci sono quelli di Figisc, Anisa e Assopetroli che sono totalmente contrari, tanto da annunciare ben sette giorni di sciopero contro il decreto governativo. Secondo loro, l’apertura del mercato delle pompe di benzina finisce per «realizzare un esproprio odioso, fatto d’imperio per obbligarci a vendere i nostri impianti che sono il frutto di lavoro di una vita». Di diverso avviso invece Faib e Fegica, che giudicano lo sciopero «precipitoso e intempestivo». Per le due sigle infatti è più che giusto rivoluzionare il sistema attuale, che «spinge …

"La crisi strangola le aziende:+62% di fallimenti in un anno", di Valerio Raspelli

Cresce il numero dei fallimenti aziendali e aumenta quello delle società in perdita. Ben il 37 per cento delle aziende italiane ha il bilancio in rosso. Il dato arriva dalle ultime dichiarazioni dei redditi delle società disponibili, 2010 e 2011 sull’anno di imposta 2009. E nel diffondere i dati è lo stesso Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia a parlare della «profonda crisi economica » che «produce effetti su tutte le grandezze dichiarate dalle società ». Più aziende in rosso ma anche più crac e più imprese costrette a chiudere le serrande. Reddito medio in calo, sia per le grandi imprese che per autonomi e Pmi che rispondono agli studi di settore. Una fotografia, quella che emerge dalle dichiarazioni dei redditi, che non sorprende ma che conferma in ogni caso le difficoltà che il Paese ancora sta vivendo. In un anno le società in perdita sono aumentate di 2 punti percentuali. Sempre più aziende, poi, dalle dichiarazioni fiscali risultano fallite o estinte: «La crisi economica può spiegare il forte incremento delle dichiarazioni presentate da società …

"Ritardi, armi spuntate, incubo Grecia e la moneta unica torna in bilico", di Ettore Livini

Il vecchio fondo salva-Stati viene ridimensionato, il nuovo non è ancora pronto. Si teme il default di Atene. Draghi costretto a muoversi in un campo minato: stretto tra le richieste dei Paesi in crisi e i falchi tedeschi. L´Europa rischia di arrivare in ritardo all´appuntamento con la battaglia decisiva per la salvezza dell´euro. Atene è sull´orlo del crac ormai da due anni. Ma in 24 mesi Bruxelles non è riuscita a mettere assieme un arsenale adeguato alla potenza di fuoco della speculazione. Il Fondo salva stati (Efsf) è allo stato un cannone con poche munizioni. E la sua efficacia è stata ridotta ulteriormente ieri dal taglio del rating da parte di S&P. L´Esm (European Stability Mechanism) – destinato a raccogliere la sua eredità da luglio – è ancora una scatola vuota. Il rischio è che un evento improvviso come il default della Grecia – le Cassandre guardano con preoccupazione alla scadenza di 14,4 miliardi di bond ellenici il 20 marzo – possa cogliere il Vecchio continente in contropiede. Scatenando l´attacco finale alla moneta unica prima …

"Mille euro al mese. La dura vita di gioiellieri e baristi", di Francesco Semprini

Sarà colpa della crisi, ma in Italia un congruo numero di commercianti, artigiani, e piccoli imprenditori guadagna meno di operai e impiegati. Almeno a dar retta ai modelli unici in possesso del fisco. La fotografia è scattata dal ministero dell’Economia attraverso la pubblicazione integrale dei contenuti delle dichiarazioni dei redditi che fanno riferimento agli studi di settore per l’anno 2009, l’ultimo di cui si hanno a disposizione dati completi. Un lungo elenco nel quale compaiono le categorie soggette a prossima liberalizzazione. Le stesse che, e questo è il dato singolare, dichiarano talvolta di incassare meno di addetti alle catene di montaggio o impiegati di livello più basso di enti pubblici o uffici privati. Certo la crisi ha inciso sugli affari di molti, ma non può non far riflettere che alcuni modelli unici riportano per queste categorie un reddito dichiarato inferiore ai mille euro al mese. Alla fascia dei meno fortunati appartengono gli istituti di bellezza il cui reddito medio era tre anni fa di 5.300 euro. Non se la passano bene neanche tintorie e lavanderie …

"Premiato l'egoismo", di Stefano Lepri

Proprio quando sembrava di intravedere segni di sollievo per l’area dell’euro, Standard& Poor’s assesta una nuova mazzata. Ma prima di ridire delle agenzie di rating tutto il male che si meritano, riflettiamo su quanto resta fragile la nostra unione monetaria. Ieri mattina, la nuova asta dei titoli di Stato italiani era andata così così, non bene come la precedente: il nostro Paese ancora stenta a recuperare la fiducia, forse anche a causa di ciò che avviene nelle sue aule parlamentari. Ieri pomeriggio, poco dopo le prime voci sulla probabile perdita della «tripla A» per Francia ed Austria, e su ulteriori declassamenti per Italia e Spagna, si sono interrotte le trattative per ristrutturare il debito della Grecia: una vicenda che si trascina troppo a lungo in una sequela di errori, tra discordie di istituzioni e furbizie di banchieri. In qualche caso, i verdetti delle agenzie di rating ormai vengono ignorati dai mercati. Il declassamento degli Usa, deciso dalla stessa Standard & Poor’s il 5 agosto, non ha inciso sui tassi del debito pubblico americano. Tutta questa …

"L'aiuto che serve ai mercati", di Stefano Lepri

L’ Italia di Mario Monti piace alla Germania; la bozza di trattato europeo in discussione non appare più minacciosa. La giornata di ieri è da segnare all’attivo per il nostro governo e il nostro Paese. Eppure l’uscita dalla crisi dell’euro resta lontana; i piccoli passi della diplomazia rischiano di essere sopravanzati non solo dalla velocità con cui i mercati si convincono di future catastrofi, ma anche dalla lentezza gregaria con cui la massa degli investitori si accorge delle inversioni di tendenza. Monti in parole povere è andato a dire ad Angela Merkel che capisce benissimo l’ostinazione dei tedeschi nel pretendere rigore ed efficienza dagli altri Paesi dell’area euro, anche a costo di lasciarli a lungo affacciati sull’orlo del baratro. Ma ha anche ammonito a non spingere troppo oltre questo gioco d’azzardo. Ha provato a spiegare qual è, secondo lui, il limite di resistenza dell’Italia. In questi giorni sono in molti a suggerire alla Germania di imparare dalla propria storia. Ad aprire la strada ad Adolf Hitler non fu l’iperinflazione del 1923 che distrusse i risparmi …

"Perché far pagare le tasse è una rivoluzione culturale", di Stefano Rodotà

Il blitz di Cortina e la campagna per gli scontrini mostrano come la battaglia sul fisco stia diventando politica, contro le disuguaglianze e per l´equità. Una questione capitale che sembra destinata a sconvolgere equilibri colpire interessi consolidati e mettere fine ad antiche compiacenze. Siamo alla radice dell´obbligazione sociale: se “tutti” non significa veramente “tutti”, allora il legame di solidarietà viene infranto Nella controversa agenda politica di questa difficile stagione ha fragorosamente fatto ingresso la lotta all´evasione fiscale. Non più come tema polemico, non più come rivendicazione di qualche buon esito di un´azione amministrativa di contrasto, ma come questione capitale, destinata a sconvolgere equilibri, colpire interessi, revocare in dubbio compiacenze. Questo è avvenuto con due mosse fortemente simboliche. Il blitz a Cortina e una dichiarazione del Presidente del consiglio che ha indicato negli evasori quelli che «mettono le mani nelle tasche dei contribuenti onesti». Non siamo solo di fronte allo smascheramento dell´ipocrita vulgata berlusconiana, ma alla denuncia di una inaccettabile redistribuzione alla rovescia delle risorse, per cui oggi sono soprattutto i meno abbienti a pagare servizi …