Tutti gli articoli relativi a: economia

Fitch minaccia di declassare l'Italia. Fassina: il Paese non ha bisogno di altre manovre

Come Monti ha ricordato, abbiamo un avanzo primario di gran lunga superiore a quello di qualunque altro paese europeo, Germania inclusa. Il problema dell’Italia e dell’Area Euro è lo sviluppo. C’è una “significativa possibilità” che Fitch abbassi il rating dell’Italia, attualmente pari ad A+, una volta completata la revisione avviata nel dicembre scorso. Lo ha affermato David Riley, capo della divisione rating sovrani dell’agenzia internazionale di classificazione. “Una cosa che aiuterebbe l’Italia, ma che è al di fuori del nostro controllo immediato, è un’assicurazione sulla crisi di liquidità, il che significa di base che serve un ‘muro di protezione’”, ha spiegato Riley incontrando la stampa a un evento di Fitch a Londra. “In questo momento non lo abbiamo e questo è motivo di seria preoccupazione per quanto riguarda l’Italia – ha proseguito Riley -. E’ una delle ragioni per le quali abbiamo messo l’Italia sotto osservazione con implicazioni negative ed è una delle ragioni per le quali c’è una significativa possibilità che, una volta conclusa la revisione, il rating dell’Italia cali”. Fitch, che è controllata …

«Capitalismo in crisi. Dovranno salvarlo le sinistre europee», intervista a Giuliano Amato di Federica Fantozzi

Nel settembre del 1992 l’Italia era in una crisi drammatica. Giuliano Amato, da presidente del Consiglio, varò una manovra di entità tale 90 mila miliardi di lire da permetterci il primo avvicinamento ai parametri di Maastricht, e dunque di avviare il percorso per l’ingresso nell’euro. Scoppiarono polemiche furiose, a cominciare da quella sul prelievo forzoso sui conti correnti. Si capì però che l’Italia era salva. Lo è rimasta per vent’anni ma ora vive un altro momento critico. Che differenze vede tra la crisi di allora e quella di oggi? «Dal punto di vista del riaggiustamento finanziario interno, quando c’è un debito pubblico troppo alto e ci sono titoli di Stato senza compratori le esigenze di pareggio dei conti si somigliano tutte. Ma questa crisi va molto al di là dell’Italia. Presenta variabili più grandi di noi». Affrontabili in qualche modo? «Con un linguaggio vecchio direi: dove sta andando il capitalismo? Cosa gli succede? Sembra aver perso la bussola del funzionamento, le sue dinamiche vengono messe in discussione. Le diseguaglianze gigantesche che crea lo privano della …

"La Tobin Tax è possibile", di Nicola Cacace

La crescita del peso della finanza nell´economia mondiale è di dimensioni clamorose. Venti anni fa esso era pari all´economia reale, oggi è stimato da sei a otto volte il Pil mondiale che è di 85 trilioni di dollari. Questo aumento anomalo, favorito dalle politiche di deregulation di Reagan e Thatcher, si è diffuso in tutto il mondo. I derivati – chiamati così perché il loro valore deriva da grandezze di vario tipo, come tassi di interesse, tassi di cambio, valori monetari, etc. sono stati tra i fattori principali della crisi finanziaria del 2008, che ha poi innescato la più grave crisi economica occidentale dal 1929. Tutti oggi invocano una regolamentazione internazionale delle attività finanziarie, ma tutti sanno che l´obiettivo è difficile, visto che neanche nell´Unione europea una governance più politica a difesa dell´euro è facile da realizzare. Per porre un freno ai danni che questa finanza sregolata produce sull´economia reale, l´americano Tobin, premio Nobel per l´economia nel 1981, propose una tassa sulle transazioni finanziarie, per colpire le speculazioni di Borsa. La proposta, lodata da molti, …

"Pmi, credito negato a una su tre. Va peggio al Sud e nell’edilizia", di Marco Tedeschi

Le banche hanno stretto i cordoni della borsa e per un milione e mezzo di piccoli imprenditori avere un prestito è diventato molto difficile. Scontano poi i forti ritardi con cui gli enti pubblici pagano i fornitori. Le banche italiane sono state sempre molto prudenti nel concedere prestiti e per molti commentatori questo è un loro punto di forza, fattore di solidità che le rende meno fragili nella tempesta della crisi. Vista dall’altra parte dello sportello però la prospettiva cambia e la cautela si trasforma in un incubo per chi, nella tempesta della crisi, deve mandare avanti una piccola o media impresa. PEGGIO DEL 2008 E 2009 Per un milione e mezzo di imprenditori accedere a un mutuo, a un finanziamento, avere un fido è una «chimera». Più di un terzo del totale. È la Cna, la confederazione nazionale degli artigiani, con un sondaggio affidato alla Swg, a dare voce al disagio delle imprese: il 78% degli intervistati ritiene sia «forte» la stretta delle banche che si sono fatte più rigide e severe nel corso …

"Impegni gravosi, il Paese sia coeso", di Dino Pesole

Rigore ed equità. Per Giorgio Napolitano è il binomio indispensabile perché il Paese riesca a far fronte ai «gravosi impegni» cui è chiamato, in primo luogo ai sacrifici imposti a tutti gli italiani dalla manovra. Servono «energie positive» per affrontare le difficoltà imposte dalla crisi anche attraverso una «maggiore e più matura coesione sociale». L’occasione per ribadire molti dei concetti già espressi con forza nel messaggio di fine anno agli italiani è offerta al presidente della Repubblica dalle celebrazioni del 215mo anniversario del primo Tricolore. Nella lettera inviata al sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio, rivolta anche al presidente del Consiglio, Mario Monti e ai cittadini di Reggio, Napolitano ricorda che proprio un anno fa, il 7 gennaio 2011, rinnovò il suo appello «a fare delle celebrazioni del 150mo anniversario dell’unità d’Italia un importante percorso di approfondimento e di riflessione comune sul lungo processo storico di costruzione dell’unificazione e sui valori che lo hanno contrassegnato». Il bilancio che il Capo dello Stato ne ha tratto in diverse occasioni, da ultimo appunto nel messaggio di fine …

"I patrimoni italiani in poche mani quasi la metà al 10% delle famiglie", di Maurizio Ricci

Tassate i ricchi! Con le pensione, l’appello ad una severa imposta patrimoniale è stato uno dei temi più dibattuti in questi mesi, suscitando passioni che sembravano scomparse dalla scena politica, dino a indurre anche parecchie vittime potenziali della tassa a rivendicarne l’attuazione. La crisi ha, infatti, messo a nudo un rancore crescente verso l´ineguaglianza sociale e verso il paradosso che vede l´Italia come uno dei paesi più ricchi del mondo, senza che questo venga riconosciuto nell´esperienza quotidiana. Un paese ricco, abitato da poveri, si è detto. Per sciogliere il paradosso, bisogna rispondere a due domande. Quanti sono i ricchi, in Italia? E quanto sono ricchi? PORTAFOGLIO GONFIO La risposta è che una delle duecentomila famiglie di straricchi, in Italia, ha, in media, un patrimonio che vale 65 volte quello di cui dispone una qualsiasi della maggioranza delle famiglie italiane. In termini statistici complessivi, non sembra una gran novità: l´Italia era un paese più egualitario negli anni ‘70 e ‘80, ma, dai primi anni ‘90, è andata avvicinandosi agli squilibri sociali tipici di paesi come Usa …

"Befera rilancia: serviamo lo Stato non ci fermeremo", di Massimo Giannini

«Lo ringrazio, ce n´era davvero bisogno…». Per una volta, Attilio Befera può dismettere i panni di San Sebastiano. Nella guerra agli evasori fiscali il presidente del Consiglio si schiera senza se e senza ma a difesa dell´Agenzia delle Entrate e di Equitalia. E l´uomo che riscuote i tributi per conto dello Stato, contestato dai furbetti delle tante Cortine d´Italia, bersagliato dai reietti dell´eversione violenta e accusato dagli inetti di una destra anti-borghese e illiberale, sente finalmente lo Stato dalla sua parte. «Noi facciamo solo il nostro dovere. E lo facciamo sulla base delle leggi votate all´unanimità, da tutto il Parlamento. E continueremo a farlo, perché questo Paese deve decidere da che parte stare: con o contro lo Stato di diritto». Il 42% dei possessori di barche di lusso, il 31,7% di proprietari di auto di altissima cilindrata e il 25,7% degli intestatari di aerei da diporto dichiarano redditi inferiori ai 20 mila euro l´anno. Le categorie del lavoro autonomo denunciano in media 18 mila euro l´anno, contro i 25 mila euro denunciato dal lavoro dipendente. …